Al Dipartimento Giustizia Minorile e di Comunità
Direzione generale del personale e delle risorse
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Oggetto: Schema di decreto del Ministero della Giustizia di definizione della diversa rilevanza degli uffici centrali e territoriali di livello dirigenziale non generale della dirigenza penitenziaria del dipartimento della Giustizia minorile e di Comunità.
Con riferimento allo schema di Decreto di cui all’oggetto, la scrivente O.S. FP Cgil osserva quanto segue:
– il novellato art. 3 comma 2 lettera b qualifica la direzione dell’ufficio III della direzione generale della giustizia minorile e riparativa quale ufficio dirigenziale non generale della carriera penitenziaria. Da sempre invece tale Ufficio è stato diretto da dirigenti dell’Area Funzioni Centrali, in coerenza degli ambiti di competenza. Inerentemente alla modifica che si intende apportare la scrivente esprime la massima contrarietà in considerazione delle peculiarità della giustizia minorile, delle caratteristiche dell’utenza, della misure e della struttura organizzativa dei servizi minorili. Nello specifico, come è noto i minori e giovani adulti seguiti dagli USSM nel 2025 sono stati 23.932, i minori collocati nelle comunità sono stati 2048, i minori e giovani adulti in ingresso negli IPM sono 1.197. I dati statistici restituiscono in modo inequivocabile la differente rilevanza dell’area penale esterna rispetto a quella interna. Inoltre i dirigenti dei Centri della giustizia minorile, che hanno competenza su tutti i servizi minorili compresi gli IPM, appartengono alla dirigenza non generale dell’area delle funzioni centrali. Tutto ciò premesso, la modifica proposta appare immotivata, incoerente e riconducibile ad un’ ottica meramente securitaria, che rischia di compromettere la gestione dei servizi minorili, ispirata da sempre ai principi del DPR 448/1988 tra i quali la residualità della detenzione. Infine neppure l’attuale situazione di emergenza che si vive nella maggioranza degli Istituti penali, non giustifica questa scelta. Con riferimento all’Ufficio IV del Capo del Dipartimento pur concordando con la scelta di attribuire la direzione all’area delle Funzioni centrali, si invita l’amministrazione ad individuare una soluzione che non comporti un pregiudizio per il sistema della giustizia minorile.
– il novellato art. 4 che propone l’abrogazione del DM 5.02.2025 dei comma 1 -2 dell’art. 4 del D.M. non risponde ai fini di semplificazione e chiarezza delle fonti, ma di fatto produce una modifica sostanziale relativamente al riconoscimento delle posizioni del direttore aggiunto negli Uffici interdistrettuali quali incarico di terzo livello. Nel merito si esprime la propria contrarierà in quanto tale disposizione sminuisce il ruolo e le funzioni del direttore aggiunto. A tale proposito si fa rilevare che tale figura è stata istituita di recente, proprio in considerazione dell’importanza delle attività connesse all’ art. 72 O. P. negli Uiepe, che richiedono una gestione autonoma dirigenziale, funzione specifica attribuita ai direttori aggiunti.
Rimanendo a disposizione per eventuali ulteriori contribuiti, si porgono distinti saluti.
Per la FP CGIL
La coordinatrice nazionale DGMC
Paola Fuselli