Alla Direttrice Generale
Direzione Generale del personale e della Formazione
Dott.ssa Mariaisabella Gandini
Alla Capo Dipartimento
Dipartimento dell’organizzazione giudiziaria, del personale e dei servizi
Dott.ssa Lina Di Domenico
Oggetto: graduatoria precari
A 7 giorni dall’assunzione, prevista per il prossimo 1 luglio, le lavoratrici e lavoratori precari assunti con i fondi PNRR, dopo aver superato un regolare concorso pubblico, aver svolto il proprio lavoro per quattro anni e superato un’ulteriore prova selettiva, non hanno contezza del loro futuro lavorativo.
A distanza di un mese dalla prova selettiva non è stata pubblicata la graduatoria, né il numero dei posti messi a disposizione per ciascun distretto.
Una procedura concorsuale che definire anomala è un eufemismo: una procedura a sorpresa, in cui si rischia di conoscere se si è assunti o meno lo stesso giorno in cui si si è chiamati a firmare il contratto e si dovrebbe scoprire la propria sede di assegnazione e prendere servizio.
Una procedura assai irrispettosa dei diritti di queste donne e uomini che, dal 1 luglio, devono improvvisamente organizzarsi per un eventuale spostamento in un’altra città.
Riorganizzare la propria vita e quella della propria famiglia in un sol giorno, anzi in poche ore: una situazione inaccettabile.
Pertanto, chiediamo a questa dirigenza l’immediata pubblicazione della graduatoria e del numero dei posti messi a concorso per singolo distretto e ufficio, per consentire a tutte le lavoratrici e i lavoratori coinvolti di prendere atto dell’esito della procedura, di conoscere per quanti posti hanno concorso e di valutare le chance di rimanere nella sede attuale.
Resta aperto un ulteriore enigma: la proroga dei 1.600 precari che, purtroppo, non rientrano nell’assunzione a tempo indeterminato per mancanza di ulteriori risorse al momento. Come si intende procedere?
Rimarranno nella sede attuale o saranno trasferiti?
Come FP CGIL, ancora una volta, ribadiamo che la stabilizzazione è un diritto per questi lavoratori e lavoratrici, ma soprattutto una necessità inderogabile per questa amministrazione, tenuto conto del necessario mantenimento degli ottimi obiettivi fin qui raggiunti e della gravissima scopertura di personale in tutti gli uffici.
Richiamiamo quanto concordato con la Commissione europea: l’Ufficio per il processo, nello spirito della riforma, dovrebbe rappresentare uno strumento di modernizzazione dell’attività degli uffici giudiziari, con l’obiettivo di ridurre i tempi di durata dei processi.
Se non ci sarà continuità con quanto definito con la Commissione europea si sarà rinunciato a un’organizzazione moderna ed efficace che ha abbattuto l’arretrato e, soprattutto, accorciato la durata dei processi, garantendo il diritto alla giustizia in tempi più accettabili per i cittadini.
Si sceglierebbe il ritorno al passato: lentezza dei processi, arretrato che si accumula. Noi del sindacato per davvero non possiamo essere d’accordo se questa è la strada che intende percorrere l’amministrazione insieme ad alcune organizzazioni sindacali che si ostinano a rivendicare meriti che non hanno e che attraverso la loro azione deleteria rischiano di condannare ancora una volta il personale all’immobilismo cronico della carriera, delle opportunità di valorizzazione professionale ed economica, dell’asfissia organizzativa.
Come FP CGIL abbiamo scelto invece di raccogliere la sfida e l’opportunità della modernizzazione di questa amministrazione; pertanto continueremo a lavorare per ottenere questo risultato, a partire dalla modifica di accordi sbagliati che non tutelano le professionalità di tutte le lavoratrici e i lavoratori di questo Ministero, così come per nuove assunzioni di tutti i profili ormai in gravissima sofferenza in tutti gli uffici e nell’interesse di tutti i cittadini a cui troppo spesso per la durata eccessiva dei processi vengono lesi interessi legittimi e i diritti fondamentali.
Coordinatrice nazionale Giustizia
FP CGIL
Felicia Russo