Ministero del Lavoro – Progressioni economiche 2026: il dialogo continua!

25 Giugno 2026

Si è tenuto nella giornata di ieri l’incontro con l’Amministrazione avente ad oggetto le progressioni economiche aventi decorrenza dal 1° gennaio 2026.

L’Amministrazione in apertura ha chiarito che il documento trasmesso sull’ipotesi di accordo relativo alle progressioni economiche all’interno delle aree riporta variazioni ai dati rispetto al file mostrato nella precedente riunione; tali scostamenti derivano dall’aver conteggiato un numero di differenziali stipendiali maggiore (201 invece che 132), includendo nella base di calcolo ai fini del conteggio degli aventi diritto anche coloro che hanno effettuato l’ultima progressione nell’anno 2023. Di conseguenza, è stata accresciuta la quantità di risorse finanziarie (€ 520.793,13) che graveranno sul fondo risorse decentrate dell’annualità 2026 che però, per l’anno, beneficia dell’introito di risparmi di gestione dovuti alle cessazioni del personale; pertanto, le progressioni non andranno a scalfire l’ammontare di risorse del fondo da distribuire a tutte le lavoratrici ed i lavoratori.

Nel corso della riunione le OO.SS. hanno rappresentato le principali perplessità derivanti dalla lettura degli intenti dell’Amministrazione. Al netto della definizione del numero di differenziali stipendiali per ogni famiglia professionale su cui i componenti del tavolo ragioneranno nei prossimi giorni, abbiamo voluto manifestare la nostra incertezza rispetto ai criteri ipotizzati per la selezione che attribuirebbero un punteggio maggiore ai titoli di studio, oltre che alla media delle valutazioni annuali conseguite come previsto dal CCNL vigente, ed un punteggio inferiore all’anzianità di servizio intesa come anzianità legata all’ultimo differenziale stipendiale attribuito ai lavoratori con l’ultima progressione orizzontale compiuta.

Senza passare per il dibattito che la qualificazione dei titoli di studio posseduti dalle lavoratrici e dai lavoratori dell’Amministrazione richiederebbe, abbiamo chiesto di ragionare sull’intento di questa procedura che per noi è unico: assicurare a tutti il diritto alla progressione con cadenze temporali fisse e scandite, garantendo la progressione ai colleghi entrati negli anni 2017, 2018, 2019, 2020, 2021 o 2022 che non siano riusciti a rientrare nelle precedenti e, al contempo, a chi ha visto la sua ultima progressione ormai anni fa. L’amministrazione, nel mostrare poi il testo della bozza di accordo, ha chiarito che il maggior punteggio per titoli è attribuito in buona parte al titolo di studio posseduto per l’ingresso al Ministero ed è quindi differente per famiglia professione (ad. Es. Laura magistrale per la famiglia dei funzionari, diploma di scuola media superiore per la famiglia degli assistenti e di scuola media per la famiglia degli operatori); otto sarebbero i punti attribuiti per gli ulteriori titoli (master, dottorato, scuola di specializzazione, abilitazione professionale) e ulteriori 3 punti sono destinati, su previsione del CCNL, a coloro che non abbiano effettuato una progressione negli ultimi sei anni.

Nei prossimi giorni, nel proseguire i ragionamenti sulle previsioni più opportune dell’accordo, avvieremo un confronto tra i componenti della RSU per sottoporre all’Amministrazione una proposta univoca di modifica dell’assetto oggi proposto a tutela dell’interesse di tutti i lavoratori.

Coordinatrice nazionale MLPS FP CGIL                    FP CGIL Nazionale
Alessandra Pone                                                        Matteo Ariano

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