Si è svolta nella giornata di venerdì 3 luglio la riunione con L’Amministrazione avente ad oggetto l’accordo sul welfare integrativo e le progressioni economiche orizzontali.
La riunione si è aperta con l’accordo sul welfare integrativo. La novità più rilevante è che l’accordo avrà ora base triennale e che potrà includere l’attivazione della polizza sanitaria per il personale già oggetto di precedenti confronti con l’Amministrazione e con i suoi vertici. Il fondo da cui si attingerà, che, come ci siamo assicurati, è distinto dal Fondo risorse decentrate, sarà costituito da una parte fissa (che ammonta a circa 65 mila euro) e da una parte variabile, derivante dai risparmi di gestione degli uffici di diretta collaborazione che ammonta a circa 500 mila euro. Quest’ultima quota non è ancora nelle disponibilità del Ministero e, al momento, è riferita solo all’anno in corso. La possibilità di aderire alla polizza sanitaria dipenderà dal fatto che la quota variabile entri nelle disponibilità del Ministero in tempi utili, così come dalle tempistiche della finalizzazione della convenzione con Asdep. In caso di mancata attivazione della polizza sanitaria, le spese sanitarie saranno comunque rimborsabili secondo l’accordo oggi discusso. Rispetto all’anno scorso, inoltre, si introducono due piccole novità: il massimale di spese rimborsabili per chi ha un ISEE superiore a 50.000 passa dal 30 al 40%, il tetto massimo di spese per l’educazione dei figli minori passa da 300 a 500 euro. Abbiamo ribadito l’importanza di assicurare che la quota derivata dai risparmi di gestione sia confermata anche per i prossimi anni e che l’attivazione di una eventuale polizza non sia di carattere temporaneo. L’accordo sarà firmato nei prossimi giorni.
Prima di iniziare la discussione sulle progressioni economiche orizzontali abbiamo posto il tema della sicurezza e della tutela dei lavoratori e delle lavoratrici sul luogo di lavoro. La settimana scorsa si è infatti verificato un brutto incidente al sesto piano della palazzina di via Veneto. La lampada di un bagno si è staccata cadendo su due lavoratrici, fortunatamente rimaste illese. Tramite gli RLS ci siamo subito attivati per chiedere la messa in sicurezza delle lampade del piano.
Abbiamo in quell’occasione anche chiesto aggiornamenti sullo stato di manutenzione dell’impianto antincendio dello stesso stabile, che ha dimostrato di essere inefficace durante un incidente avvenuto mesi fa. La nostra mail non ha ricevuto risposta.
Abbiamo fatto presente che il silenzio dell’Amministrazione sulla salute e sicurezza dei lavoratori sia inaccettabile e che ogni discorso sulla valorizzazione del personale sia inutile, se non ci si mobilita nemmeno quando il personale rimane direttamente coinvolto in incidenti dovuti alla scarsa manutenzione dei luoghi.
Abbiamo quindi chiesto all’Amministrazione di instaurare un dialogo costante con gli RLS e che siano eseguite al più presto le prove di evacuazione a San Nicola da Tolentino (mai effettuate ad oggi) oltre alla messa in sicurezza definitiva del sesto piano di via Veneto. Tramite gli RLS e le RSU procederemo a richiedere formalmente un incontro all’amministrazione interamente dedicato alla salute e sicurezza dei lavoratori all’interno delle sedi del Ministero.
Rispetto alle progressioni economiche orizzontali, come anticipato nei precedenti comunicati, l’Amministrazione propone una netta modifica dei criteri usati nelle precedenti progressioni dando un peso maggiore ai titoli (fino a 40 punti) rispetto che all’anzianità di servizio nell’area (fino a 20 punti). Tramite la RSU, abbiamo reso chiaro all’Amministrazione quale sia invece il nostro punto di vista: innanzitutto un sistema equo ai fini delle progressioni economiche dovrebbe garantire continuità rispetto agli accordi precedenti, così da assicurare una reale rotazione e offrire a tutto il personale la possibilità di accedere nel tempo alle Progressioni Economiche Orizzontali (PEO).
Inoltre, riteniamo che valorizzare il personale significhi riconoscere e premiare prima di tutto lo sforzo che le lavoratrici e i lavoratori fanno quotidianamente nel proprio luogo di lavoro, mettendo a disposizione le proprie competenze ed il massimo impegno per contribuire all’attività degli uffici. In questo senso, oltre alla valutazione individuale, l’anzianità di servizio maturata rispetto all’ultimo differenziale stipendiale acquisito, ad oggi, rappresenta il criterio più oggettivo in grado di valorizzare concretamente l’apporto professionale fornito dal lavoratore nel corso degli anni di servizio.
I titoli non possono che avere un peso qualificante, ma non eccessivo per non incorrere in procedure inique che non porterebbero ad una reale valorizzazione del personale, in quanto la possibilità di conseguire un titolo superiore dipende spesso dalla disponibilità economica, dai carichi di cura e familiari, condizioni non uguali per tutte e tutti.
Di conseguenza, tramite la RSU abbiamo proposto di portare il criterio dell’esperienza professionale maturata ad un massimo di 35 punti e rimodulare il criterio dei titoli di studio a 25, considerando sei punti per i titoli aggiuntivi a quello principale. In questo modo crediamo di poter dare il giusto riconoscimento a chi aspetta da più anni una progressione economica e, allo stesso tempo, tenere in debita considerazione eventuali titoli aggiuntivi (che erano valutati al massimo solo 3 punti nelle PEO 2024). Il tavolo si riaggiornerà nei prossimi giorni per continuare la discussione.
Coordinatrice nazionale MLPS FP CGIL FP CGIL Nazionale
Alessandra Pone Matteo Ariano