Da più uffici stiamo ricevendo segnalazioni relative a limiti di spesa che sarebbero stati imposti all’attività ispettiva in lavoro straordinario.
In sostanza, mentre il vertice politico va sbandierando ai quattro venti che l’attività sarebbe stata rafforzata (il condizionale è d’obbligo), dall’altra parte INL decide che la vigilanza va fatta principalmente in orario ordinario e blocca i fondi per lo straordinario.
Quindi niente più ispezioni serali, notturne, festive? È questo il rafforzamento della vigilanza? La vigilanza sul caporalato, ad esempio, la si fa dalle 8 alle 14?
Qualcuno ha avvisato la Ministra che l’ente preposto alla vigilanza ha deciso che finora si è speso troppo in straordinari e preferisce fare vigilanza in orario ordinario? O forse dobbiamo credere che il vertice politico sappia e faccia finta di nulla?
Facciamo peraltro presente all’ INL, che continua a pretendere numeri su numeri dal personale ispettivo che quei numeri, che poi la Ministra rivendica in Parlamento come un successo, presuppongono tante attività fatte in orari non ordinari perché (udite udite, grande notizia!) il mondo del lavoro non nasce e finisce con gli orari che qualche burocrate decide da dietro a una scrivania, ma è attivo h24 e quindi la vigilanza va programmata e svolta anche in orario straordinario, con buona pace dei burocrati.
Sempre a proposito di folli limiti di spesa, diversi uffici ci hanno segnalato – dopo la nostra nota sulle ondate di calore – che i dirigenti avrebbero evidenziato alle RSU l’impossibilità di compiere subito interventi correttivi e a tutela del personale, perché dovrebbero prima chiedere autorizzazione alla
spesa alla DIL. Questo limite è una ulteriore follia burocratica di quello che definimmo il burosauro INL.
In una Agenzia seria i dirigenti sono dotati di un budget da gestire in autonomia, comunicando periodicamente come hanno speso le somme, ma senza chiedere costantemente autorizzazioni a spendere, come in una struttura gerarchica ottocentesca.
Infine una notazione: se il DVR di sede indica il dirigente dell’ufficio come datore di lavoro ai fini della sicurezza è perché questi ha potere decisionale e di spesa, ma se il potere di spesa viene meno e spetta ad altri soggetti, potremmo valutare di iniziare a fare diffide nei confronti delle DIL, come effettivi datori di lavoro ai fini della sicurezza.
Coordinatore nazionale FP CGIL – INL
Matteo Ariano