Nella giornata di giovedì 9 luglio 2026, la delegazione della FP CGIL – composta dal sottoscritto Luca Giovinazzo, da Alessandra Loriedo, Alberto Guida e Giuseppe Bellini – ha incontrato i rappresentanti dell’Amministrazione, nelle persone della Direttrice del Personale, Dott.ssa De Angelis e del Dott. Filippetti, delle Relazioni Sindacali.
L’incontro era focalizzato sulle problematiche relative ai rapporti interpersonali riscontrati tra alcuni dirigenti e i lavoratori.
Risulta doverosa una premessa: i tavoli programmatici precedentemente avviati presso il Gabinetto, si sono rivelati del tutto inefficaci, interrompendosi prima del previsto e finendo in un nulla di fatto. Questo vale anche per lo specifico tavolo che avrebbe dovuto affrontare proprio le criticità relazionali e gli atteggiamenti irrispettosi di alcuni dirigenti nei confronti del personale.
Il confronto si è aperto rimarcando che la situazione fosse tutt’altro che migliorata, se non in un primo momento e in via del tutto isolata.
Infatti, in alcuni contesti il quadro appare peggiorato, registrando il ritorno a comportamenti e atteggiamenti caratterizzati da ancor più arroganza e prepotenza.
Nel corso della discussione abbiamo elencato puntualmente tutte le criticità segnalate e riportate direttamente dalle colleghe e dai colleghi dei vari uffici coinvolti, citando, con dovizia di particolari, numerosi esempi concreti.
Da questo intenso confronto, è emersa in maniera inequivocabile la centralità del ruolo rivestito dall’attuale sistema di valutazione della performance. Mai come in questo
periodo, infatti, tale strumento si è trasformato in una vera e propria arma impropria nelle mani di quei dirigenti che piuttosto che utilizzarlo come leva per migliorare il buon andamento della Pubblica Amministrazione lo sfruttano creando un meccanismo che lascia il lavoratore privo di tutele e nell’impossibilità concreta di difendersi.
Le testimonianze raccolte confermano che chi non si allinea o mette in dubbio l’organizzazione del lavoro di qualche Dirigente, subisce esplicite minacce di ritorsione sulla valutazione annuale, che puntualmente si concretizzano!
Un danno diretto per il personale, poiché una penalizzazione sui voti preclude progressioni economiche ed eventuali “sviluppi di carriera” (per usare un termine caro alla recente riforma Zangrillo).
Quello che lascia sconcertati è comprendere che le procedure interne per difendersi, a disposizione del personale, risultino sostanzialmente inutili se non addirittura controproducenti.
In generale le risposte ricevute non sono state soddisfacenti. Abbiamo registrato una costante rigidità istituzionale, caratterizzata da una iniziale freddezza e poca propensione ad intervenire tempestivamente davanti a tali dinamiche.
Noi pensiamo che l’Amministrazione sia pienamente consapevole delle problematiche tuttora in corso, ma quei dirigenti – nonostante le numerose e convergenti segnalazioni da parte di moltissimi lavoratori – continuano sistematicamente a ribaltare la realtà a proprio piacimento, senza che finora siano stati presi provvedimenti efficaci.
Ci troviamo davanti a un sistema che sembra quasi costruito ad arte, di stampo puramente corporativo.
Ci auguriamo che questa Amministrazione abbia principi e volontà necessari per fermare chi non ha comportamenti degni di un rappresentante dello Stato. I poteri sicuramente ci sono.
Da parte nostra abbiamo ricordato ai Rappresentanti di questo dicastero che continueremo, con determinazione, a contrastare ogni forma d’abuso e prepotenza, invitando tutti i lavoratori a segnalarci ogni forma di vessazione: il sindacato si farà carico di ogni singola battaglia, agendo come scudo impenetrabile e protezione formale.
Comprendiamo che il nostro modello di sindacato possa non essere condiviso e che si preferirebbe forse un’organizzazione accondiscendente e formale, come del resto ci sono, disposta ad accettare concessioni marginali per una rappresentanza passiva, limitandosi a ratificare decisioni già prese.
Verrebbe da dire, con una battuta amara, che questo schema appare persino legittimato e protetto dalla filosofia dell’ultimo “DL Merito”.
FP CGIL MIMIT