Avvocatura dello Stato – Richiesta sospensione iter fondo perequativo e riapertura confronto sindacale

29 Luglio 2026

Al Segretario Generale
dell’Avvocatura Generale dello Stato
Avv. Angelo Vitale
segreteria.generale@mailcert.avvocaturastato.it

Al Direttore Generale
dell’Avvocatura Generale dello Stato
Dott. Giuliano De Stefani
ufficio1.affarigenerali@mailcert.avvocaturastato.it

All’Ufficio Organizzazione e Metodo
ufficio2.organizzazione@mailcert.avvocaturastato.it

Oggetto: Richiesta di sospensione dell’iter di approvazione del regolamento del personale amministrativo dell’Avvocatura dello Stato, istituito ai sensi dell’articolo 43, comma 4, della legge 18 giugno 2009, n. 69 e riapertura del confronto sindacale

La scrivente Organizzazione Sindacale, pur non entrando nel merito della scelta di prevedere o meno una ripartizione delle risorse del fondo in oggetto anche a favore della dirigenza, considerato che tale materia dovrà essere oggetto di specifico confronto e contrattazione con le organizzazioni sindacali rappresentative dei dirigenti e del personale amministrativo, ritiene necessario evidenziare alcune rilevanti criticità sia di metodo che di merito.

In primo luogo, non può non rilevarsi come l’iter seguito dall’Avvocatura Generale dello Stato si ponga in contrasto con lo spirito e con quanto disposto dall’art. 43 recante “Norme urgenti per la funzionalità dell’Avvocatura dello Stato”, comma 4, della legge 18 giugno 2009, n. 69, il quale prevede espressamente che il regolamento sia adottato sentite le organizzazioni sindacali maggiormente rappresentative sul piano nazionale del personale amministrativo.

È plausibile, dunque, che il legislatore, con lungimiranza, non abbia inteso escludere a priori alcuna sigla sindacale dalla trattativa relativa a questo tipo di fondo, che incide in maniera significativa sulla retribuzione di ogni singolo dipendente. La scelta di utilizzare il riferimento alle organizzazioni sindacali maggiormente rappresentative sul piano nazionale appare infatti finalizzata a garantire il più ampio coinvolgimento possibile delle rappresentanze dei lavoratori in una materia che produce effetti diretti e rilevanti sul trattamento economico e professionale delle lavoratrici e dei lavoratori.

L’esclusione della FP CGIL dalla presentazione e dal confronto sul nuovo regolamento rappresenta pertanto una scelta incomprensibile e lesiva delle corrette relazioni sindacali. Infatti, pur essendo la FP CGIL non firmataria del CCNL 2022-2024, tale circostanza non può costituire motivo di esclusione da un procedimento disciplinato da una norma di legge che individua quale criterio di partecipazione la rappresentatività sindacale sul piano nazionale e non la sottoscrizione dell’ultimo Contratto Collettivo Nazionale. Ne consegue che la mancata convocazione della scrivente Organizzazione Sindacale appare non solo priva di adeguato fondamento, ma anche suscettibile di alterare il necessario confronto democratico su una materia di particolare rilevanza per il personale.

Nel merito, inoltre, da una prima lettura della bozza di regolamento emergono profili che destano forte preoccupazione.

Anzitutto, si riscontra una evidente disparità di trattamento tra il personale neoassunto e il restante personale in servizio, con il rischio di creare ingiustificate differenziazioni economiche e professionali tra lavoratrici e lavoratori che contribuiscono, seppure con diversa anzianità di servizio, al perseguimento delle medesime finalità istituzionali.

Ulteriori perplessità derivano dalla previsione che collega l’erogazione delle risorse del fondo ai sistemi di valutazione della performance. Alla luce delle recenti disposizioni normative in materia di merito e valutazione delle performance individuali, tale impostazione rischia di determinare una distribuzione fortemente squilibrata delle risorse, penalizzando una parte consistente del personale e concentrando i benefici economici su una platea estremamente ridotta di destinatari. Una simile impostazione rischia inoltre di compromettere il principio di equità che dovrebbe caratterizzare l’utilizzo delle risorse destinate alla valorizzazione del personale.

Ulteriormente, appare prematuro procedere all’approvazione definitiva del nuovo regolamento del fondo perequativo in assenza dei necessari decreti attuativi previsti dal cosiddetto “Decreto Merito”. Le nuove disposizioni in materia di valutazione della performance e valorizzazione del merito del personale pubblico risultano infatti ancora prive del necessario quadro regolamentare di dettaglio. Un contesto normativo ancora non pienamente definito rischia di determinare effetti distorsivi, interpretazioni difformi e possibili disparità di trattamento. Per tale ragione, appare opportuno e prudente sospendere l’iter di approvazione del regolamento fino all’emanazione dei previsti provvedimenti attuativi, così da garantire certezza giuridica, trasparenza e uniformità applicativa nella disciplina del fondo perequativo.

Per tutte le ragioni esposte, la scrivente Organizzazione Sindacale chiede: l’immediata sospensione dell’iter di approvazione del nuovo citato regolamento, la riapertura del tavolo di confronto e la convocazione della FP CGIL, in quanto organizzazione sindacale maggiormente rappresentativa sul piano nazionale del personale amministrativo, affinché possa partecipare pienamente al percorso di informazione, discussione e definizione del provvedimento che incide fortemente sul precedente regolamento previsto dal D.P.C.M. n. 200 del 4 dicembre 2009.

Qualora tale richiesta dovesse rimanere priva di riscontro, la scrivente si vedrà costretta a rivolgersi a tutte le competenti sedi istituzionali, amministrative e giudiziarie a tutela delle prerogative sindacali e dei diritti delle lavoratrici e dei lavoratori, affinché siano ristabiliti i principi di correttezza, trasparenza e partecipazione che devono necessariamente caratterizzare le relazioni sindacali nella Pubblica Amministrazione.

Distinti saluti.

p. la FP CGIL Nazionale
Matteo Ariano

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