Cultura: Fp Cgil, “Aperture straordinarie? Tutelare salute e sicurezza lavoratori”

29 Luglio 2026
I musei e i siti archeologici italiani assicurano già le aperture più ampie in Europa, fino a 11 ore giornaliere. Il problema non è ampliare gli orari di siti già in overbooking e in affanno, ma piuttosto rimodulare l’offerta garantendo la fruizione al pubblico ed il lavoro in sicurezza al personale”. Così la Funzione Pubblica CGIL commenta l’annuncio dei Ministeri del Turismo e della Cultura di una sperimentazione per l’apertura prolungata di alcuni grandi siti e monumenti, tra i quali il Colosseo. “L’unico proclama per la cultura di questo Governo continua a essere quello della produttività sfrenata e dei numeri. Nessuna attenzione per la salute e la sicurezza”.
D’estate, in particolar modo, – aggiunge il sindacato – si potrebbe evitare di aprire nelle ore più calde in favore di quelle serali. Il caldo ormai è una condizione di rischio per la salute di lavoratrici e lavoratori, oltre che per i visitatori e, nonostante i correttivi messi in campo dai monumenti più rilevanti, manca un intervento strutturale sul settore culturale del MiC e delle Istituzioni pubbliche”. Inoltre, prosegue, “gli eventi straordinari crescono esponenzialmente ma la carenza di personale del Ministero è superiore a un terzo dell’organico previsto. Una situazione che già di suo provoca condizioni di stress da lavoro-correlato con ricadute sulla salute fisica e mentale del personale” .
“Ultimo ma non meno importante” chiude il sindacato “è il tema salariale: ormai da troppi mesi i dipendenti del Ministero attendono il pagamento delle spettanze per le aperture straordinarie effettuate nel 2025. Un ritardo diventato ormai inaccettabile, eppure si continua a richiedere prestazioni straordinarie al proprio personale. Così come non è più accettabile la condizione di tutto quel personale in appalto o delle società in house per il quale la partecipazione a queste iniziative non è facoltativa e il salario è ordinario, nonostante l’eccezionalità della situazione”.
“Chiediamo dignità e rispetto per il lavoro culturale e, nel segno dello sciopero della cultura dello scorso 12 giugno, continueremo la nostra battaglia per un giusto salario, salute e sicurezza, più assunzioni nel settore pubblico e buona occupazione”, conclude la Funzione Pubblica CGIL.
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