Al Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti
Direzione Generale per gli AA.GG. e la digitalizzazione
Div.I Relazioni sindacali e benessere organizzativo
dg.personale-div1@pec.mit.gov.it
La scrivente organizzazione sindacale, con riferimento allo schema di decreto ministeriale recante modifiche al D.M. 151/2024, trasmesso con nota prot. A3EE843 del 29/7/2026 e oggetto di informativa ai sensi dell’art. 4, comma 5, del CCNL 2024/26, rappresenta quanto segue:
l’ufficio tecnico e amministrativo è stato istituito per le sedi coordinate di minori dimensioni, dotate di un solo ufficio dirigenziale, in quanto tale ufficio riunisce le competenze proprie degli uffici tecnici e, in aggiunta, le attività amministrative delegate dalla sede centrale del Provveditorato interregionale. Non risulta, pertanto, chiara la ragione per cui siano previsti due uffici tecnici e amministrativi: l’ufficio 5, con sede a Milano (la medesima del Provveditorato regionale per la Lombardia), e l’ufficio 1 di Venezia, che, a nostro avviso, dovrebbe avere natura esclusivamente amministrativa;
non si condivide la scelta, né le relative motivazioni addotte nella nota prot. n. 38823 del 29/07/2026, di ridurre a un solo ufficio tecnico e amministrativo la dotazione prevista per la regione Marche. Si evidenzia, infatti, che tale regione si estende su circa 10.000 km², comprende cinque province e presenta circa 180 km di costa, lungo la quale sono in corso opere marittime di rilievo, tra cui quella realizzata in collaborazione con l’Autorità di Sistema Portuale del Mare Adriatico Centrale;
con riguardo alle disposizioni transitorie, si rileva che il Provveditorato regionale per l’Emilia Romagna continuerà a operare anche per la Lombardia per un periodo non superiore a 18 mesi. Si chiede di valutare se una tale protrazione temporale non rischi di incidere negativamente sull’attività propria del neoistituito Provveditorato di Bologna. Desta inoltre preoccupazione la circostanza che le due regioni, nell’ambito del preesistente Provveditorato interregionale per la Lombardia e l’Emilia Romagna, avessero raggiunto un’integrazione consolidata, con una ripartizione delle attività tecniche e amministrative sul territorio non su base regionale. Con la nascita di due Provveditorati regionali distinti, inevitabilmente la nuova suddivisione sarà complessa da ricostruire e comporterà disagi per il personale in servizio.
Per la FP CGIL MIT,
Luigi Gianfreda