DGMC – Rimodulazione dell’orario di lavoro del personale del comparto delle Funzioni centrali del Centro per la Giustizia Minorile per la Puglia e la Basilicata.

05 Agosto 2026

Dipartimento Giustizia Minorile e di Comunità

Alla Direzione Generale del Personale e delle Risorse

Dott.ssa Silvia Mei

prot.dgmc@giustiziacert.it

e, p.c., Alla Direzione del Centro per la Giustizia Minorile di Bari

Dott.ssa Dorella Quarto

prot.cgm.bari@giustiziacert.it

 

Oggetto: Rimodulazione dell’orario di lavoro del personale del comparto delle Funzioni centrali del Centro per la Giustizia Minorile per la Puglia e la Basilicata.

La scrivente Fp CGIL nazionale fa seguito alla nota della FP CGIL Puglia del 31 luglio u.s., inerente le convocazioni sindacali del 29.07 e 30.07, in occasione delle quali la direzione del Centro di Giustizia Minorile di Bari, unilateralmente, decideva di eliminare per il personale delle Funzioni Centrali di tutti i servizi minorili, dal 1 settembre p.v., l’articolazione della tipologia oraria di 7 ore e 12, prevedendo per gli stessi lavoratori solo la possibilità dell’articolazione oraria su 5 giorni, con 2 rientri pomeridiani.

In premessa, stigmatizziamo la mancata convocazione della FP CGIL, quale O.S. rappresentativa nel dipartimento, ad un confronto sindacale su una tematica così impattante sulla vita delle lavoratrici e dei lavoratori durante il quale, si è assunta questa decisione che non possiamo in alcun modo condividere.

Nel merito, la direzione del CGM ha esplicitamente dichiarato che la necessità di rimodulare l’orario di lavoro è dovuta all’incapienza del capitolo dedicato all’acquisto dei buoni pasto e a un generico principio di contenimento della spesa pubblica. L’amministrazione attribuisce tale incapienza all’apertura dell’IPM di Lecce, alle nuove assunzioni del personale delle funzioni centrali e all’erogazione del buono pasto durante il lavoro agile. Tuttavia, tali cambiamenti, da tempo conosciuti, avrebbero dovuto essere adeguatamente considerati nell’ambito della programmazione e della pianificazione delle risorse. Inoltre, le motivazioni richiamate non riguardano in alcun modo il miglioramento dell’orario di servizio degli uffici interessati e risultano, pertanto, del tutto estranee e in palese contrasto con le disposizioni contrattuali vigenti.

A tale riguardo, la scrivente osserva che, come noto alla parte pubblica, l’art.17 del CCNL 2016-2018 stabilisce che l’orario ordinario di lavoro debba essere “funzionale all’orario di servizio e di apertura al pubblico” e che la determinazione delle diverse articolazioni debba essere orientata dai seguenti criteri “ottimizzazione dell’impiego delle risorse umane; miglioramento della qualità delle prestazioni; ampliamento della fruibilità dei servizi da parte dell’utenza e miglioramento dei rapporti funzionali con altri uffici ed altre amministrazioni.” Nulla si legge nella norma contrattuale che possa ricondurre l’articolazione delle diverse tipologie di orario alla corresponsione dei buoni pasto né tantomeno a generiche esigenze di contenimento della spesa pubblica.

LA FP CGIL esprime, pertanto, la massima contrarietà rispetto alla decisione unilateralmente adottata dalla direzione del CGM. Inefficienze gestionali e organizzative, quali la mancanza di un’accurata programmazione del fabbisogno dei buoni pasto, la cui responsabilità è imputabile esclusivamente all’amministrazione, non possono in alcun modo essere scaricate sui lavoratori né comportare una compressione dei diritti contrattualmente riconosciuti. L’eliminazione dell’articolazione della tipologia delle 7.12 determinerà un impatto negativo sul personale in termini di conciliazione dei tempi di vita – lavoro ed anche in termini economici, generando, inoltre, una disparità di trattamento rispetto ad altre servizi minorili e degli adulti sul territorio nazionale, presso i quali viene garantita la possibilità di scelta di una più ampia articolazione oraria così come previsto dal CCNL.

Si riporta in tal senso la preoccupazione e il disappunto espressi dalla maggior parte dei lavoratori di tutto il distretto attraverso la RSU rappresentativa del CGM di Bari, IPM di Bari con annesso CPA, l’USSM di Bari con sezione distaccata di Foggia e la RSU dell’IPM di Lecce con annesso CPA, l’USSM di Lecce con sezione distaccata di Brindisi e l’USSM di Taranto e si segnala, a ulteriore conferma del diffuso malcontento, l’indizione dello stato di agitazione del personale dell’USSM di Lecce.

Mal comprendendo le ragioni di una decisione così repentina e drastica, si chiedono chiarimenti più dettagliati sull’incapienza dichiarata, sulle richieste di fondi provenienti dai Servizi Minorili, quelle formulate dalla Dirigenza e gli stanziamenti effettivamente disposti dal DGMC.

Considerato che a livello nazionale, nonostante si registrino ritardi nell’invio dei fondi richiesti, come più volte confermato dalla Dott.ssa Mei, non sembrano sussistere problemi di copertura finanziaria sul capitolo di bilancio dedicato ai buoni pasto, si chiede alla Direzione Generale del personale di intervenire urgentemente al fine di garantire le risorse economiche necessarie, evitando che problematiche organizzative producano conseguenze negative e indebite sui diritti del personale.

Alla Dott.ssa Quarto si chiede di sospendere nell’immediato la modifica dell’articolazione dell’orario in oggetto – contrattualmente e normativamente priva di fondamento – in attesa di conoscere le determinazioni del DGMC.

In attesa di urgente riscontro, si inviano distinti saluti.

Per la FP CGIL

la Coordinatrice Nazionale DGMC

Paola Fuselli

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