MIMIT – Tavolo Ispettorati: Primo confronto con l’Amministrazione

10 Settembre 2026

Si è svolto ieri l’incontro con l’Amministrazione dedicato alle problematiche degli Ispettorati, un tavolo che come FP-CGIL avevamo richiesto già da diversi mesi.

Al confronto eravamo presenti esclusivamente noi, un dato che riteniamo significativo e che conferma il ruolo e il peso della nostra organizzazione nel rappresentare le problematiche delle lavoratrici e dei lavoratori degli Ispettorati.

Nel corso dell’incontro abbiamo portato all’attenzione dell’Amministrazione tutti i temi e le criticità che ci avevate segnalato nei mesi scorsi. Il confronto è stato ampio e articolato: abbiamo ricevuto risposte, registrato alcune aperture e, allo stesso tempo, rilevato questioni sulle quali le nostre posizioni restano distanti o che necessitano di ulteriori approfondimenti. Proviamo quindi a sintetizzare i principali temi affrontati, le risposte ricevute e la nostra posizione.

ORGANIZZAZIONE DEL LAVORO E OMOGENEITÀ TRA GLI ISPETTORATI

Il primo grande tema affrontato è stato quello della mancanza di omogeneità tra gli Ispettorati. Abbiamo ribadito che norme, regolamenti e istituti contrattuali vengono attualmente applicati in maniera diversa a seconda del territorio e del dirigente di turno. Sono stati citati esempi relativi a straordinario, recuperi, permessi, lavoro agile e organizzazione del personale, queste differenze producono malcontento e disparità tra dipendenti dello stesso Ministero.

L’Amministrazione: ha condiviso la necessità di evitare interpretazioni difformi delle norme e ha chiarito che in presenza di dubbi interpretativi sulla gestione del personale l’ispettorato

dovrebbe sottoporre il quesito alla DG competente. È stata inoltre valutata positivamente la possibilità di individuare un canale dedicato per tali quesiti.

Noi: riteniamo questa un’apertura importante, ma il principio deve tradursi in indicazioni concrete. L’autonomia organizzativa dei dirigenti non può determinare applicazioni differenti di norme e istituti contrattuali: le esigenze organizzative possono essere diverse, i diritti dei lavoratori no. Abbiamo inoltre evidenziato che in alcuni casi vengono adottate a livello locale interpretazioni quantomeno discutibili di disposizioni del CCNL senza che il dirigente si ponga alcun dubbio interpretativo e che quindi non ritenga necessario chiedere un chiarimento alla struttura centrale. Per questo riteniamo necessario prevedere un meccanismo che consenta di sottoporre alla DG competente le questioni controverse anche su segnalazione dei lavoratori o delle Organizzazioni Sindacali.

PERSONALE E SEDI TERRITORIALI

Un secondo tema molto forte è stata la carenza e distribuzione del personale, soprattutto tecnico e soprattutto nelle sedi del Centro-Nord/Nord. Abbiamo citato tra gli altri i casi di Genova, Trieste e Lombardia ed è stata evidenziata la difficoltà di attrarre e trattenere funzionari tecnici.

L’Amministrazione: ha sostenuto di aver utilizzato gli strumenti disponibili, compresa la mobilità, per attrarre personale ma di incontrare una difficoltà oggettiva nel trovare persone disponibili per determinate sedi, soprattutto al Nord. Si è dichiarata disponibile a valutare interventi in favore delle strutture maggiormente in difficoltà.

Noi: riteniamo necessario partire da una fotografia reale dei fabbisogni: personale presente, personale che a breve andrà in pensione, attività da garantire e personale effettivamente necessario in ciascun Ispettorato. Solo così sarà possibile programmare in maniera seria assunzioni, mobilità e rafforzamenti.

ATTIVITÀ TECNICHE E PROFESSIONALITÀ

Il terzo blocco ha riguardato il futuro dell’attività tecnica degli Ispettorati: TLC, interferenze radioelettriche, procedure di misura, ispezioni e progressiva trasformazione o

semplificazione di alcune attività. Qui abbiamo evidenziato il problema dell’assenza di procedure tecniche uniformi sul territorio.

L’Amministrazione: ha ribadito che le attività TLC non sono state abbandonate e ha richiamato gli investimenti effettuati nel radiomonitoraggio, nelle nuove strumentazioni e nell’ammodernamento delle attività tecniche.

Noi: abbiamo chiarito che non siamo contrari all’evoluzione delle attività, ma riteniamo fondamentale che il processo di innovazione non determini una progressiva perdita delle competenze tecniche che da sempre caratterizzano gli Ispettorati. Occorre investire sulle professionalità esistenti, sulla formazione e sull’acquisizione di nuove competenze, mantenendo un ruolo tecnico forte delle strutture territoriali.

Abbiamo inoltre evidenziato che l’omogeneizzazione non deve riguardare soltanto gli aspetti amministrativi e la gestione del personale, ma anche le procedure tecniche. Non è ragionevole che la medesima attività possa essere svolta con criteri e modalità differenti a seconda dell’Ispettorato competente. Su questo riteniamo necessario un maggiore impegno delle Direzioni Generali competenti finalizzato all’emanazione di procedure e indirizzi tecnici applicabili uniformemente su tutto il territorio nazionale.

CASE DEL MADE IN ITALY

Si è poi discusso delle Case del Made in Italy e del rapporto con le tradizionali attività degli Ispettorati. Riteniamo che sui territori non sia ancora sufficientemente chiaro il ruolo concreto delle Case, che alcune attività appaiano sovrapposte a quelle svolte da altri soggetti e che il personale non sempre disponga di formazione e indicazioni adeguate. Nel corso del confronto è emersa inoltre la necessità di migliorare il flusso delle indicazioni e il raccordo tra centro e territorio.

L’Amministrazione: ha evidenziato che si tratta di un progetto nuovo, ancora in fase di costruzione, sul quale sono già stati predisposti strumenti di supporto e attività di coordinamento.

Noi: abbiamo chiarito di condividere l’obiettivo di avvicinare il Ministero al tessuto produttivo e di fornire alle imprese un punto di riferimento sul territorio. Abbiamo però evidenziato la

necessità di comprendere meglio quale debba essere il ruolo concreto delle Case del Made in Italy all’interno degli Ispettorati, evitando sovrapposizioni con altri soggetti già operanti sul territorio e garantendo alla personale formazione, strumenti e indicazioni operative adeguate.

VALUTAZIONE DELLA PERFORMANCE

L’Amministrazione: ha rappresentato l’intenzione di andare verso un sistema maggiormente oggettivo e misurabile, con obiettivi definiti preventivamente e, quando necessario, rimodulabili.

Noi: consideriamo positiva la ricerca di criteri più oggettivi, ma sarà necessario verificare concretamente il nuovo sistema. Occorre ridurre gli spazi di discrezionalità e garantire strumenti effettivi di tutela per i lavoratori.

IL CONFRONTO CONTINUA

L’incontro di oggi non rappresenta per noi un punto di arrivo. Abbiamo chiesto che sia l’inizio di un percorso e proposto ulteriori tavoli, anche dedicati a singole tematiche. Su questo punto l’amministrazione è apparsa aperta al dialogo.

E’ nostra intenzione interpellare tutti i lavoratori degli ispettorati per verificare le singole necessita territoriali per poi proporle in una richiesta puntuale e dettagliata all’Amministrazione.

Il primo risultato è aver aperto un confronto specifico sugli Ispettorati. Adesso occorrerà verificare che alle disponibilità manifestate seguano risposte e interventi concreti.

Vi terremo aggiornati sugli sviluppi.

Luca Giovinazzo

Coordinatore Nazionale FP CGIL Mimit

Resoconto tavolo ispettorati 10.09.2026.PDF 

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