Migranti: Fp Cgil, “bene Cassazione, tutela della salute diritto universale”

13 Ottobre 2026

“L’annullamento, da parte della Cassazione, delle misure a carico delle dottoresse indagate a Ravenna nell’ambito dell’inchiesta sui certificati per i Cpr è un provvedimento importante che evidenzia l’essenzialità della difesa, in ogni momento, della dignità professionale e personale di chi lavora ogni giorno per salvaguardare la salute di tutti. La libertà e l’indipendenza dell’atto medico devono essere sempre garantite: la cura medica e la tutela della salute sono diritti universali, sanciti dall’Articolo 32 della Costituzione, e non possono diventare un reato”.

Lo si legge in una nota diffusa dalla Funzione Pubblica della Cgil.

“Abbiamo sempre espresso solidarietà ai professionisti coinvolti promuovendo presìdi in varie città e continueremo a difendere in ogni sede l’autonomia professionale e il dovere etico dei medici che ogni giorno, con coscienza, competenza e dedizione garantiscono la tutela della salute, a partire da quella delle persone più vulnerabili. Proteggere l’autonomia dei professionisti sanitari significa proteggere la possibilità stessa di esercitare pienamente il diritto alla salute – prosegue Fp Cgil -. Condanniamo la strumentalizzazione politica che è stata scatenata prima di accertare qualsiasi ipotesi di eventuali responsabilità, e riteniamo che i medici non possano pagare un costo professionale e umano per delle scelte, come quelle sui Cpr, che meriterebbero di essere raccontate con chiarezza: questi centri sono dei luoghi disumanizzanti che violano la dignità umana”.

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