13 Ottobre 2026
Il limite ordinamentale di 60 anni per il pensionamento del personale della Polizia Penitenziaria determina una doppia penalizzazione: meno anni di contribuzione e coefficienti di trasformazione più bassi.
Il sistema contributivo non tiene conto della specificità del comparto e dell’età anticipata di pensionamento, producendo una significativa riduzione dell’assegno mensile, anche a parità di contributi versati.
Il nuovo CCNL 2025/2027 non risolve la questione e, nei fatti, nemmeno la affronta. La previsione di un tavolo tecnico interministeriale non basta se non si stanziano le risorse sufficienti a garantire il diritto alla pensione anche alla polizia penitenziaria.
BASTA PENALIZZAZIONI PER LE LAVORATRICI E I LAVORATORI DELLA POLIZIA PENITENZIARIA!
- È necessario dare risposte al personale con maggiore anzianità con una vera riforma della previdenza dedicata!Le particolarità del comparto sicurezza, difesa e soccorso pubblico richiedono, in materia previdenziale, norme ad hoc per ac lo svantaggio pensionistico, agendo sul versante della previdenza pubblica. Solo stanziando risorse aggiuntive si può rafforzare la previdenza pubblica del comparto.
- È necessario dare risposte al personale più giovane con l’introduzione della previdenza complementare nel comparto e la possibilità di aderire volontariamente.
La possibilità di beneficiare del contributo datoriale aggiuntivo e di innegabili vantaggi fiscali, non solo al momento di accedere alle prestazioni previdenziali, ma già durante tutta la carriera lavorativa, rappresenta un ulteriore beneficio che, ad oggi, è negato al personale comparto.
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