Polizia Penitenziaria – Concorso straordinario per titoli per 350 Ispettori Superiori della Polizia Penitenziaria: una beffa da evitare

16 Ottobre 2026

Il lavoro svolto nelle carceri non può essere dimenticato: riconoscere le responsabilità assunte, indipendentemente dal ruolo di appartenenza

I criteri di valutazione degli incarichi in relazione al concorso straordinario destinato alla copertura di 350 posti di Ispettore Superiore della Polizia Penitenziaria, definiti con la complicità delle altre Organizzazioni Sindacali, non valorizzano adeguatamente esperienze professionali analoghe a quelle svolte nel ruolo di Ispettori, maturate dal personale appartenente al ruolo dei Sovrintendenti e persino a quello degli Agenti e Assistenti. Così si penalizzano coloro hanno assicurato continuità operativa agli istituti penitenziari, assumendo responsabilità organizzative e gestionali in situazioni di grave carenza di personale.

In numerose realtà penitenziarie, anche in istituti di primo livello e di particolare complessità organizzativa, le funzioni di Coordinatore di Reparto e di Sorveglianza Generale sono state affidate, per esigenze di servizio, per lungo tempo e in diversi casi, a personale appartenente al ruolo dei Sovrintendenti o, in alcuni casi, a quello degli Agenti e Assistenti.

Ora, il rischio è che quelle esperienze non trovino un adeguato riconoscimento nella valutazione dei titoli, per un mero tecnicismo nella procedura concorsuale.

Si fa, inoltre, riferimento all’effettivo svolgimento dell’incarico, e questo comporta il rischio di escludere i periodi di congedo obbligatorio o di malattia, con l’effetto di trasformare l’esercizio di un diritto, una penalizzazione.

Se un Sovrintendente o un Agente o un Assistente è stato formalmente incaricato di svolgere determinate funzioni organizzative e di coordinamento, tale esperienza dovrebbe essere valutata. Non si intende negare le differenze tra i ruoli, le qualifiche e le relative attribuzioni, ma si chiede di non escludere a priori esperienze effettivamente maturate.

Non è accettabile che un incarico venga considerato utile quando serve a garantire il funzionamento di un istituto e diventi irrilevante quando si tratta di riconoscere il percorso professionale di chi lo ha svolto.

Alla luce di queste considerazioni, la FP CGIL chiede al Dipartimento dell’Amministrazione Penitenziaria:

  • Una verifica dei criteri della Categoria D, con particolare riferimento al riconoscimento degli incarichi di Coordinatore di Reparto e di Sorveglianza Generale.

  • Una valutazione della possibilità di valorizzare gli incarichi formalmente conferiti e documentati, anche quando siano stati svolti da personale appartenente ai ruoli dei Sovrintendenti e degli Agenti e Assistenti.

  • Criteri oggettivi e uniformi, che tengano conto della natura delle funzioni, delle responsabilità assunte, della durata dell’incarico e della documentazione disponibile.

  • Un riesame della disciplina, per evitare che professionalità ed esperienze maturate al servizio dell’Amministrazione vengano ingiustificatamente trascurate.

La Polizia Penitenziaria ha bisogno di valorizzare le proprie professionalità, non di creare ulteriori motivi di frustrazione tra chi, ogni giorno, contribuisce alla sicurezza e alla gestione degli istituti.

Non si chiede un privilegio. Si chiede una valutazione equa che non ignori il valore del lavoro realmente svolto da chi ha gestito reparti, ha garantito la Sorveglianza Generale e ha assunto responsabilità superiori a quelle ordinariamente connesse al proprio ruolo su richiesta dell’Amministrazione.

Perché le carenze organiche non le hanno affrontate le qualifiche sulla carta, ma le donne e gli uomini che ogni giorno hanno garantito il funzionamento delle carceri.

Il lavoro svolto deve avere valore. Le responsabilità assunte devono essere considerate. La professionalità maturata sul campo deve poter essere riconosciuta.

Bisogna evitare una beffa per tante e tanti agenti della Polizia Penitenziaria.

FP CGIL Polizia Penitenziaria

Comunicato FP CGIL POL PEN CONCORSO ISPETTORI, una beffa da evitare.PDF

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