Nel 2025 tante cose sono state fatte e portate a casa ma il 2026 non comincia sotto i migliori auspici.
Facciamo il punto:
Nel comunicato di inizio 2025 lamentavamo l’incredibile ritardo sui CIE, sulle procedure concorsuali per il II livello differenziato e sulle procedure concorsuali per gli incarichi di coordinamento: su queste problematiche è necessario dare atto al dott. Biasco di essersi adoperato per recuperare molto del tempo perduto.
Durante tutto l’anno siamo stati un costante pungolo fornendo il nostro contributo come, ad esempio, quando è stato necessario rispondere alle discutibili eccezioni da parte della funzione pubblica sui nostri CIE.
Ad oggi i CIE 2021 (code contrattuali), 2022 e 2023 sono stati firmati in maniera definitiva ed abbiamo ricevuto i relativi arretrati; il CIE 2024 è al vaglio dei ministeri; le procedure per i livelli differenziati sono state evase. La cedola di novembre, particolarmente alta, non rappresenta altro che l’erogazione di emolumenti che ci erano dovuti da anni, trattenuti per troppo tempo.
Resta la definizione dei criteri per il coordinamento: a fine dicembre c’è stata la seconda riunione (ad oltre sei mesi dalla prima) quindi su questo fronte è sicuramente necessario accelerare.
IL 2026, invece, inizia con una novità non di poco conto.
L’amministrazione ci ha convocati la scorsa settimana sul tema dell’attestazione della presenza in servizio tramite timbratura, finalizzata all’erogazione dei buoni pasto per i Dirigenti e Professionisti. Ci è stato comunicato infatti che, non essendo intervenuta alcuna novità in tal senso sul fronte contrattuale, sia è ormai indifferibile tenere conto dei rilievi del MEF (numerosi negli ultimi anni) e delle segnalazioni alla Corte dei Conti che pretendono un sistema automatico di rilevazione delle ore lavorate in presenza al fine dell’erogazione del buono pasto (per un minimo di 6 ore e 30 minuti).
Unica nota positiva emersa durante la discussione è stata la possibile erogazione del buono pasto nella giornata in lavoro agile, anche se con modalità da perfezionare sul piano tecnico.
Abbiamo espresso il nostro profondo disappunto ricordando che dirigenti e professionisti non hanno orario di lavoro da decenni, percepiscono da sempre il buono pasto e nulla su tale argomento è cambiato a livello normativo.
Abbiamo chiesto espressamente che
sia precisato che la rilevazione (sia in agile che in presenza) resti finalizzata alla sola erogazione del buono pasto;
la timbratura non sia obbligatoria. La partecipazione alla rilevazione dell’orario ai fini dell’erogazione del buono pasto è rimessa alla discrezionalità del singolo dirigente e del singolo professionista;
non resti traccia degli orari di ingresso e uscita ma solo l’aver maturato o meno il diritto al buono pasto;
tale strumento non venga mai utilizzato per altri fini (ad es. performance);
entri in vigore solo quando sia tecnicamente possibile godere del ticket in lavoro agile.
L’amministrazione si è impegnata a tenere conto di quanto sopra, ma resta l’impressione di una vera a propria forzatura. Abbiamo peraltro fatto presente che tutto questo grava su una categoria che, nonostante il costante impegno su più fronti, spesso in risposta all’urgenza di richieste fatte “oggi per ieri” continua a vedere irrisolte una serie di problematiche ben note, quali ad esempio:
TRASPARENZA E CERTEZZA DELLA RETRIBUZIONE:
Non si comprende perché il valore economico del trattamento accessorio a seguito delle valutazioni annuali sia palese per alcune categorie di personale mentre non lo è per i professionisti
Tassazioni applicate senza criterio e coerenza: quest’anno per la prima volta il pagamento degli emolumenti relativi agli incarichi di RSPP/ASPP (avvenuto con l’inammissibile ritardo di 12 mesi) è stato effettuato a tassazione ordinaria. Possibile dover riprendere ogni volta la discussione sulla corretta applicazione della tassazione separata?
ISI: sono stati stanziati 600 Milioni di euro che si traducono in un’immane quantità di progetti che grava sui professionisti (oltre che sui colleghi amministrativi). Possibile che non se ne tenga conto in alcun modo? Sul tema stiamo cercando sponde sia sul fronte contrattuale che interno ma le risposte latitano.
LIVELLI DIFFERENZIATI E INDENNITÀ DI COORDINAMENTO: ricordiamo che per
un numero elevato di colleghi con oltre 25 anni di servizio non si trovano ancora soluzioni per il passaggio al II livello. Sul tema si dovrà tentare di trovare una risposta, al momento della discussione del CIE, utilizzando le risorse del fondo che il CCNL mette a disposizione dall’anno 2024. Ci sembra un utilizzo assolutamente prioritario rispetto all’aumento dell’indennità di coordinamento proposto prospettato dall’Amministrazione. Quest’ultima proposta non troverà il consenso di queste OOSS fino a quando tali indennità, che nascono da esigenze organizzative, non saranno poste a carico dell’Amministrazione.
ARRETRATI PER I LIVELLI DIFERENZIATI: Ultimo ma non ultimo. Ancora una volta, a causa di un’interpretazione arbitraria e incoerente rispetto a quanto
operato in precedenza da parte dell’Amministrazione, ci troviamo in una situazione di disparità di trattamento tra colleghi, acuita dal fatto che i tribunali continuano a produrre giudizi non univoci e confusi.
Sul tema ricordiamo comunque l’impegno assunto dall’amministrazione nel corso del 2025, su precisa richiesta di queste OOSS:
Qualunque sarà l’interpretazione dei giudici, le risorse del fondo dei professionisti, accantonate da più di 10 anni e destinate alle procedure concorsuali per il passaggio al II livello differenziato, corrispondenti a numerosi milioni di euro, dovranno essere comunque restituite al personale di questa categoria.
Le scriventi OOSS si dichiarano da subito disponibili a dare il proprio contributo, nel rispetto dei ruoli, perché siano date ai professionisti le risposte che attendono.
FP CGIL UIL PA
Mercanti – Venanzetti Paglia – Terracina – Esposito