Siamo ormai alla conclusione delle riunioni negli uffici del territorio riguardo alla contrattazione decentrata sul FRD 2024 e l’impressione che ne abbiamo tratto è di una eccessiva riduzione dei margini di intervento da parte della contrattazione di sede, che vede un ruolo centrale della RSU, l’organo sindacale eletto direttamente da lavoratrici e lavoratori.
Come FP CGIL e come CGIL riteniamo che la RSU debba essere valorizzata, in quanto espressione più immediata delle esigenze dei lavoratori, essendo composta da colleghe e colleghi che sono in ufficio, ne conoscono bene situazione ed equilibri. Ecco perché abbiamo sempre creduto che l’FRD, pur tracciando delle linee generali, dovesse lasciare il giusto margine alla contrattazione decentrata per poter individuare quegli equilibri.
L’FRD di quest’anno, invece, appariva più come una sorta di atto calato dall’alto, in cui era data la possibilità di modificare qualche piccola “casellina” e nulla di più, così mortificando il ruolo della contrattazione decentrata e della stessa RSU.
Ora, che l’Amministrazione abbia interesse a fare questo ci sembra comprensibile, molto meno comprensibile accettarlo dal lato sindacale.
Viviamo, del resto, in un momento storico in cui la contrattazione e la democrazia sindacale sono sotto attacco, a partire dall’impostazione governativa data sul CCNL 2022-24, che è parso essere più un “prendere o lasciare”, che una vera e propria trattativa. Anche in quel caso, c’è stato chi ha accettato quell’impostazione e chi vi si è opposto, non firmando un finto accordo.
Crediamo vada riconosciuto il ruolo delle RSU e che queste debbano poter contrattare criteri e quote in modo ampio, pur nel rispetto di una cornice rappresentata dal contratto integrativo nazionale e lavoreremo per elaborare proposte che vadano in quella direzione.
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Coordinatore nazionale FP CGIL – INL |
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Matteo Ariano |