Il 1° giugno 2026 entrerà in vigore in tutti i Paesi membri dell’Unione europea il c.d. Patto asilo e migrazione, un pacchetto di misure che modifica e sostituisce gran parte delle norme procedurali e sostanziali del sistema comune europeo in materia di asilo. Il nuovo Patto rischia di svuotare il contenuto minimo del diritto di asilo e tradisce i principi di solidarietà e di rispetto dei diritti fondamentali che erano alla base del Manifesto di Ventotene, rendendo ancora più difficile richiedere ed ottenere la protezione internazionale.
Il nuovo Patto, seguito dal disegno di legge licenziato dal Governo nella giornata di ieri, ridisegna anche il concetto di “Paese Terzo Sicuro” ampliando la possibilità per gli Stati UE di dichiarare inammissibili le domande di protezione internazionale e di indirizzare i richiedenti verso Stati non UE considerati sicuri. Questa previsione è legata alle strategie volte a favorire le procedure di rimpatrio e di esternalizzazione delle procedure del trattenimento (come, ad esempio, con il modello dei centri in Albania), determinando un effettivo restringimento del riconoscimento del diritto di asilo.
Il Governo ha colto l’occasione dell’entrata in vigore di questo pacchetto di misure che alimenta gli elementi di criticità del sistema di protezione internazionale e asilo, testimoniati dalle difficoltà che vivono quotidianamente le lavoratrici e i lavoratori che operano all’interno delle Commissioni territoriali e della Commissione nazionale per il diritto d’asilo, per infliggere un ulteriore colpo al sistema pubblico. Per adempiere agli obblighi previsti dal Patto, infatti, è stata autorizzata l’assunzione di 240 funzionari e 70 assistenti amministrativi, a tempo determinato, tramite agenzie di lavoro interinale, invece di procedere alle necessarie assunzioni a tempo indeterminato in un settore che svolge una funzione essenziale, con professionalità chiamate ad aggiornarsi costantemente per valutare e decidere della vita delle persone in fuga da situazioni di crisi e che sarà ora prevalentemente composto da lavoratrici e lavoratori precari.
Di fronte a questo ennesimo attacco al sistema pubblico e al rispetto dei diritti umani e del diritto internazionale non possiamo restare a guardare e annunciamo l’avvio di una nuova mobilitazione sindacale che coinvolgerà tutte le colleghe e tutti i colleghi delle Commissioni territoriali e della Commissione nazionale per il diritto d’asilo, a qualunque titolo assunti, per rivendicare il riconoscimento della professionalità di chi opera in tale ambito e il rispetto del diritto di asilo sancito dalla nostra Costituzione.
FP CGIL Nazionale
Coordinamento FP CGIL della Commissione nazionale per l’asilo e
delle Commissioni territoriali per il riconoscimento
della protezione internazionale