“Il tentativo di conciliazione da noi richiesto che si è svolto oggi presso il Ministero del Lavoro si è concluso con il mancato accordo. Nei prossimi giorni definiremo tutte le procedure conseguenti, compresa la comunicazione alla Commissione di Garanzia della data dello sciopero nazionale”.
Lo scrivono in una nota le segreterie nazionali di Fp Cgil, Cisl Fp e Uil Fpl, che osservano: “l’incontro era stato sollecitato per affrontare il rinnovo del CCNL Sanità Privata Aiop–Aris. Le associazioni datoriali hanno confermato la propria indisponibilità ad avviare il tavolo negoziale, subordinando l’apertura della trattativa alla garanzia della copertura integrale dei costi contrattuali da parte delle Regioni. Una posizione che, abbiamo ribadito, risulta ingiustificata, non conforme alle prerogative sindacali e incompatibile con le esigenze del personale, già gravato da anni di stagnazione salariale e da un’inflazione che continua a erodere il potere d’acquisto”.
“Tale atteggiamento ripropone un blocco negoziale che, negli anni passati, ha già prodotto ritardi inaccettabili nel riconoscimento dei diritti retributivi delle lavoratrici e dei lavoratori della sanità privata, i quali contribuiscono quotidianamente al mantenimento dei livelli essenziali di assistenza previsti dall’art. 32 della Costituzione. Quanto ai contratti delle RSA – è scritto nella nota – nonostante i tavoli siano aperti, la situazione appare notevolmente complessa ed ancora lontana dalle necessità e rivendicazioni del personale. Abbiamo sollecitato nuovamente l’auspicio che a breve si giunga ad un unico contratto di settore”.
“In alcun modo – proseguono i sindacati – possiamo giustificare la scelta di Aiop e Aris di sottrarsi alle responsabilità che competono ai datori di lavoro. Continueremo a sollecitare urgentemente il tavolo con il Ministero della Salute e la Conferenza delle Regioni per la definizione di regole di accreditamento che vincolino le strutture che erogano servizi pubblici anche all’applicazione contrattuale, perché fruiscono di finanziamenti regionali ma si sentono liberi invece di poter applicare il contratto che vogliono e addirittura di non rinnovarlo. Questa prassi genera criticità verso il personale ed anche verso gli utenti, la cui soluzione deve vedere impegnati direttamente e in maniera più incisiva sia il Ministero della salute sia la Conferenza delle Regioni”. “Inoltre da settimane nei territori sono state richieste ispezioni presso le strutture accreditate, per verificare gli organici e le applicazioni delle delibere regionali, visto l’esodo massivo di personale che da mesi si sta manifestando con gravi carenze di personale”.
“Sarà fondamentale – concludono – garantire una mobilitazione ampia, visibile e determinata, affinché la vertenza ottenga l’attenzione e le risposte che le lavoratrici e i lavoratori della sanità privata e delle RSA meritano”.