Sanità Privata: lettera unitaria di comunicazione dello stato di agitazione al Ministero della Salute e Conferenza delle Regioni

25 Gennaio 2026

Al Ministro della salute On. Orazio Schillaci

Al Presidente di Conferenza delle Regioni e delle Province autonome

Dott. Massimiliano Fedriga

e.p.c.

Al Presidente di AIOP Prof. Gabriele Pelissero

Al Presidente di ARIS Padre Virginio Bebber

facendo seguito agli impegni formalmente assunti nel corso dell’incontro istituzionale svoltosi presso codesto Ministero, in data 22 dicembre 2025, le scriventi Organizzazioni Sindacali CGIL FP, CISL FP e UIL FPL denunciano con la massima fermezza che, ad oggi, non è pervenuta alcuna convocazione del tavolo di confronto previsto per il giorno 22 gennaio u.s.. Alla predetta data, abbiamo fornito tempestive informazioni alle lavoratrici e ai lavoratori rassicurandoli riguardo a quanto ci è stato comunicato dalla parte istituzionale datoriale ed in particolare dalla Conferenza delle Regioni e dal Ministero della salute. Ci era stato comunicato nel corso dell’incontro che sarebbe stato programmato un nuovo momento di confronto non appena conclusa la riunione preliminare sulla ripartizione delle risorse, stabilito entro il giorno 15 gennaio u.s.. La nostra temperanza, purtroppo, è stata nuovamente disattesa, ed ancora una volta viene rimandato a data da destinarsi l’obiettivo fondamentale di aprire il tavolo di negoziazione per due CCNL scaduti rispettivamente da 8 e 13 anni, con enorme frustrazione da parte delle lavoratrici e dei lavoratori che vedono costantemente disattese le loro legittime aspettative di rivalutazione salariale e di adeguamento normativo della disciplina contrattuale, in linea con quanto avviene nella sanità pubblica per la quale è imminente l’apertura del tavolo negoziale 2025/2027 e con i quali dipendenti il personale della sanità privata ed RSA svolge il medesimo ruolo per il mantenimento del servizio pubblico.

Tale mancata convocazione rappresenta un atto di estrema gravità e configura una palese violazione degli impegni assunti nei confronti dei 300 mila dipendenti in attesa di risposte, quotidianamente impegnati a garantire le cure e l’assistenza ai più fragili, nonostante le importanti differenze salariali rispetto ai colleghi degli altri settori (si stima, ad esempio, che per la sola figura dell’infermiere vi sia una differenza di 500 euro per coloro che prestano servizio nei settori dove si è proceduto al rinnovo dei contratti), o ancor più rispetto ai medesimi profili professionali che lavorano in ambito europeo.

Il perdurare del silenzio istituzionale, a fronte di una vertenza ormai non più procrastinabile, non è più accettabile. Ci appare evidente la difficoltà da parte degli attori istituzionali nell’ottenere adeguate garanzie da parte di AIOP e ARIS, che sono destinatari di soldi pubblici. Ribadiamo che, al fine di rispettare un quadro chiaro e strutturato di relazioni sindacali, le strutture associate che svolgono un servizio pubblico devono rispettare regole puntuali, dettate a livello regionale, per ottenere l’accreditamento istituzionale e garantire l’erogazione dei livelli essenziali di assistenza. Dunque, il Ministero della Salute e la Conferenza delle Regioni devono assumere un ruolo più incisivo nella vicenda, accertando che la tutela della salute venga erogata da operatori che rientrino nei corretti requisiti di accreditamento e che applichino contratti collettivi nazionali rinnovati alla giusta scadenza ed economicamente competitivi.

L’assenza di atti formali e di una chiara volontà politica di dare continuità al confronto avviato costituisce un grave segnale di disattenzione e di evidente inaffidabilità nell’assunzione e nel rispetto degli impegni formalmente assunti, configurando un comportamento scorretto e lesivo nei confronti del personale del settore. Tale atteggiamento contribuisce ad aggravare una condizione di profondo disagio e determina concreti danni alle lavoratrici e ai lavoratori, incidendo direttamente anche sulla qualità e sulla tenuta dei servizi sanitari e sociosanitari erogati ai cittadini.

Alla luce di quanto sopra, le scriventi Organizzazioni Sindacali proclamano lo stato di agitazione del personale della sanità privata e delle RSA, riservandosi di attivare tutte le iniziative di mobilitazione, ivi comprese quelle più incisive, qualora non si proceda con la massima urgenza alla convocazione del tavolo negoziale.

Contestualmente, le scriventi Organizzazioni Sindacali chiederanno l’attivazione di ispezioni da parte degli organi competenti finalizzate alla verifica del rispetto delle delibere regionali in materia di accreditamento, con particolare riferimento alla dotazione organica, alla qualificazione del personale in servizio e alla coerenza tra requisiti dichiarati e condizioni effettivamente operative, al fine di garantire il pieno rispetto delle norme vigenti e la tutela dei lavoratori e dell’utenza. Ciò anche al fine di confermare quanto da noi sostenuto, ovvero che il mancato rinnovo dei CCNL di settore non solo alimenta la demotivazione dei dipendenti in servizio ma rende più complicato il compito di ricercare nuovo personale. Senza il rinnovo, gli operatori accreditati non saranno in grado di soddisfare i requisiti di organico, vista la poca attrattività delle professioni interessate, causata da retribuzioni basse e diritti non più rispondenti all’attuale contesto normativo e socio-economico.

Resta confermata la disponibilità al confronto, ma non saranno ulteriormente tollerati rinvii, ambiguità o mancate assunzioni di responsabilità da parte delle istituzioni competenti.

        FP CGIL

CISL FP

UIL FPL

Federico Bozzanca

            Roberto Chierchia

Rita Longobardi

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