Cgil, Flc, Fp e Spi: “La Corte costituzionale ha ribadito la necessità di superare la norma sul salario differito. Il governo intervenga”
“Basta con il sequestro del salario differito dei dipendenti pubblici. La Corte Costituzionale ha ribadito ancora una volta la necessità di superare una normativa che presenta evidenti criticità rispetto ai principi costituzionali. Il Governo intervenga”. Così Cgil nazionale, Flc Cgil e Fp Cgil e Spi Cgil in una nota congiunta, commentano l’ordinanza n. 25 del 2026 della Consulta, che è tornata sul tema del differimento del pagamento del TFS/TFR dei dipendenti pubblici e, al fine di consentire al legislatore di intervenire con un’appropriata disciplina, ha deciso di rinviare la trattazione delle questioni di legittimità costituzionale all’udienza del 14 gennaio 2027.
La decisione della Corte, dunque, “rappresenta dunque l’ennesimo invito al Governo e al Parlamento ad intervenire realmente per superare un meccanismo ingiusto che continua a penalizzare centinaia di migliaia di lavoratrici e lavoratori pubblici. Il problema resta infatti tutto: lo Stato continua a trattenere per anni risorse che appartengono alle lavoratrici e ai lavoratori pubblici, trasformando il trattamento di fine servizio in una sorta di prestito forzoso allo Stato. Un vero e proprio sequestro del salario differito di chi ha lavorato una vita nella pubblica amministrazione – denunciano – che, anche a causa dell’inflazione registrata negli ultimi anni e dell’assenza di meccanismi di rivalutazione, ha comportato una perdita reale di valore delle somme spettanti, arrivando a sottrarre mediamente ai lavoratori pubblici fino a circa 20 mila euro. Non è un caso che abbiamo avviato in questi anni un ampio contenzioso legale per contestare questa normativa e tutelare i diritti delle lavoratrici e dei lavoratori pubblici”.