P.a.: Fp Cgil, domani a Roma presìdio personale Presidenza del Consiglio

16 Marzo 2026
“No al taglio dello smart working, vogliamo due giorni per tutti”
“Le lavoratrici e i lavoratori della Presidenza del Consiglio saranno in presìdio domani 17 marzo a piazza Vidoni (Roma) dalle ore 10 alle 11 per chiedere all’amministrazione di non adottare un provvedimento al ribasso sul lavoro agile che peggiorerebbe le condizioni di lavoro e di vita di tutte e tutti”.
Lo annuncia Fp Cgil in una nota.
“Dopo settimane di indiscrezioni e anticipazioni, nonostante le lavoratrici e i lavoratori abbiano espresso in modo inequivocabile le loro richieste nelle tante assemblee molto partecipate che si sono susseguite – prosegue Fp Cgil -, è alla fine arrivata la dimostrazione di quella che già nella trattativa per il rinnovo del CCNL 20219-2021 era apparsa essere la volontà dell’amministrazione: adottare una stretta e ridurre la possibilità di accedere allo Smart working, portando tutti i dipartimenti a massimo 1 giorno a settimana, con poche possibilità di deroghe e ancor meno flessibilità nella gestione delle giornate.”
“Un atto unilaterale di chiusura alle istanze del personale inspiegabile se non con la volontà di intraprendere un ritorno al passato, a quell’era prepandemica in cui non si erano ancora pienamente esplorati i positivi cambiamenti che lo Smart working può apportare al benessere lavorativo generale con un’organizzazione del lavoro più moderna ed efficiente capace di conciliare esigenze di vita delle lavoratrici e dei lavoratori con quelle dell’amministrazione. Le lavoratrici e i lavoratori della Presidenza – ricorda il sindacato – nelle scorse settimane hanno proclamato lo stato di agitazione e continueranno a mobilitarsi, a partire dal presidio di domani, per chiedere all’amministrazione di prevedere 2 giorni per tutte e tutti, flessibilità nella gestione delle giornate, possibilità di ulteriori giorni per il personale con fragilità, carichi di cura e pendolari. Quanto sta avvenendo in Presidenza del Consiglio è il preoccupante sintomo di una più generale tendenza che si sta registrando in tante amministrazioni pubbliche e che vuole riportarci a un passato in cui il valore dell’attività lavorativa si misurava sulla presenza. Un tuffo nel passato a cui ci opporremo”, conclude Fp Cgil.
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