Giustizia – Bandi stabilizzazione precari e attuazione nuovo ordinamento professionale

20 Marzo 2026

Al Capodipartimento DOG

Dott.ssa Di Domenico

e p.c. alla DG personale

Dott.ssa Gandini

Oggetto: bandi stabilizzazione precari e attuazione nuovo ordinamento professionale

Gentilissime dottoresse,

a una settimana dal referendum il Ministro ha dato indicazioni di far pubblicare i bandi di stabilizzazione dei precari. Accogliamo positivamente l’iniziativa, evidenziando però l’imminente scadenza dei contratti al 30 giugno.

Dopo quattro lunghi anni di mobilitazione delle lavoratrici e dei lavoratori precari, due scioperi organizzati dalla Fp Cgil, le lavoratrici e i lavoratori hanno visto riconosciuto il loro diritto a un rapporto di lavoro a tempo indeterminato, anche se ne mancano ancora 1.800 all’appello per cui chiediamo di fare l’ultimo sforzo necessario alla loro stabilizzazione.

Purtroppo dobbiamo evidenziare alcune anomalie:

  1. l’assenza di un’indicazione sui posti messi a concorso per ogni distretto;

  2. il profilo di ruolo in cui saranno stabilizzati.

    Si tratta di due elementi fondamentali per un concorso. I candidati devono sapere se concorrono per un posto di lavoro in un determinato distretto e se, in quel distretto, potranno ambire ad essere assunti.

Inoltre si chiede di sostenere una prova selettiva. Ricordiamo che queste lavoratrici e questi lavoratori sono stati assunti a seguito di un concorso pubblico per titoli ed esame. Una selezione, quindi, è già stata svolta ed è stata formata una graduatoria di merito.

Confidiamo che queste due anomalie vengano sanate nel più breve tempo possibile, così da consentire alle lavoratrici e ai lavoratori di avere un quadro chiaro del bando.

L’altro elemento assolutamente necessario per la stabilizzazione delle lavoratrici e dei lavoratori precari, impegnati da oltre quattro anni nel raggiungimento degli impegnativi obiettivi concordati con la Commissione europea, condizionalità necessaria per ottenere i cospicui finanziamenti, è la strutturazione a regime del nuovo modello organizzativo, ovvero l’ufficio per il processo.

La nuova organizzazione e la stabilizzazione integrale di tutto il personale precario consentirebbe la collocazione dei funzionari AUPP, dei funzionari tecnici e degli operatori data entry negli attuali distretti di assegnazione.

Una nuova organizzazione, moderna ed efficiente, è necessaria per coinvolgere tutto il personale in un processo di cambiamento culturale e operativo e per consentire la transizione digitale. Per attuare questo processo occorre riqualificare tutto il personale attualmente in servizio.

Per questo, lo sviluppo del nuovo ordinamento professionale è uno strumento fondamentale. Si parte dalle famiglie professionali e dai profili di ruolo di ciascuna area, si deve proseguire con il sistema degli incarichi, professionali e di posizione organizzativa per l’area Funzionari, di specifiche responsabilità per l’area Assistenti, con il sistema dei differenziali stipendiali per riconoscere i passaggi economici al personale, con l’attivazione e la riserva di posti per l’area Elevate Professionalità.

Per quanto sopra, inoltre, evidenziamo che al 30 giugno 2026 incombe un’altra importante scadenza: la norma in deroga di cui all’art. 18 del CCNL 2019/2021, relativa ai passaggi tra le aree, finanziata dalla legge di bilancio 2022 con un importo pari allo 0,55% del monte salari del 2018, corrispondente a 9.500.000 euro per questo Ministero. La scadenza contrattuale originaria era fissata a giugno 2024 ed è stata prorogata dal contratto vigente al 30 giugno 2026.

Tale norma rappresenta il punto di partenza per realizzare quanto sopra. Per rendere possibile un vero cambiamento, però, è necessario programmare il costante passaggio del personale per raggiungere almeno il 70% in area Funzionari dei dipendenti attualmente collocati in area Assistenti come per altro è realtà nella maggioranza delle amministrazioni del comparto delle funzioni centrali, riconoscendo professionalità, titoli di studio e competenze sempre più elevate richieste al personale, contestualmente allo svuotamento dell’area Operatori verso l’area Assistenti.

Mantenere nell’area Assistenti l’attività che caratterizza questo Ministero, e che assorbe il maggior numero di dipendenti, penalizza il personale. Il rischio è quello di restare nella stessa area per lunghi periodi, con sviluppi di carriera regolari di fatto preclusi come negli ultimi vent’anni anche grazie a un contratto integrativo inadeguato come quello del 2010. Inoltre così non viene riconosciuto il valore dell’attività che identifica questo Ministero: l’assistenza qualificata al magistrato e l’attività svolta in udienza.

Infine, ricordiamo che le lavoratrici e i lavoratori delle altre Amministrazioni del comparto Funzioni centrali hanno effettuato i passaggi già dal 2023. Questa Amministrazione, nonostante la proroga sopra citata, non ha ancora fatto alcun passo concreto in questa direzione.

Confidiamo che nei prossimi giorni l’Amministrazione convochi tutte le organizzazioni sindacali rappresentative per sottoscrivere un buon accordo, dal quale partire per un vero cambiamento.

Continuare con i rinvii produce un solo risultato: un grave danno economico e professionale a migliaia di dipendenti fermi al palo da decenni, oltre a incentivare l’esodo del personale.

La Coordinatrice nazionale FP CGIL del Ministero della giustizia

Felicia Russo

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