Al Capo Dipartimento per gli affari generali
e la digitalizzazione Dott. Lorenzo Quinzi
segreteria.dag@mit.gov.it
E p.c. Al Capo di Gabinetto Cons. Alfredo Storto
segr.capogabinetto@mit.gov.it
OGGETTO: INCENTIVI FUNZIONI TECNICHE – RITARDO ORMAI INACCETTABILE
Come è noto i Provveditorati alle OO.PP, direttamente o in qualità di stazioni appaltanti per conto di altri Enti, sono preposti, tra le altre cose, anche alla realizzazione, ristrutturazione, manutenzione di edifici e opere pubbliche, fondamentali per il miglioramento del sistema Paese.
Il personale (tecnico ed amministrativo) incardinato in tali uffici, per le attività sottese alla realizzazioni delle opere di cui sopra, è chiamato a svolgere, quotidianamente, procedure estremamente complesse e che richiedono l’assunzione di enormi responsabilità.
Per l’esecuzione di tali attività, anche al fine di promuovere la valorizzazione delle competenze, l’incremento delle professionalità interne all’Amministrazione, nonché il risparmio di spesa per limitato ricorso a professionisti esterni, è stato confermato dal legislatore, nel Codice dei contratti di cui al D. Lgvo 36/2023 (art. 45), l’incentivazione già prevista nei codici precedenti.
Spiace sottolineare che, il citato art. 45 sta assumendo una somiglianza sempre più sinistra con il suo precedente art. 113 per quanto concerne le difficoltà di attuazione, nonostante il legislatore abbia effettuato numerosi accorgimenti, nella stesura del nuovo Codice, per accelerare l’iter di erogazione degli incentivi.
Come l’art. 113 del Decreto Legislativo 18 aprile 2016, n. 50, ha atteso per la sua concretizzazione quasi sei anni (ovvero quelli intercorrenti tra il 19/04/2016 di entrata in vigore del precedente Codice e il 19/12/2021, data di entrata in vigore del Regolamento di cui al D.M. 204/2021), l’art. 45, a ormai 3 anni dalla sua entrata in vigore, avvenuta il 1° aprile 2023, ancora non trova attuazione ai fini dell’erogazione di quanto dovuto ai colleghi.
Tutto quanto sopra rilevato, appare quanto meno sconcertante il ritardo accumulato dall’Amministrazione atteso che, l’art. 45, comma 3, recita “I criteri del relativo riparto, nonché quelli di corrispondente riduzione delle risorse finanziarie connesse alla singola opera o lavoro, a fronte di eventuali incrementi ingiustificati dei tempi o dei costi previsti dal quadro economico del progetto esecutivo, sono stabiliti dalle stazioni appaltanti e dagli enti concedenti, secondo i rispettivi ordinamenti, entro trenta giorni dalla data di entrata in vigore del codice” quindi entro il 1 Maggio 2023.
Ad oggi, viceversa, non vi è ancora traccia dell’approvazione, da parte degli Enti preposti, della bozza di accordo sottoscritto ad agosto 2025.
È cosa risaputa che, purtroppo, la nostra Amministrazione, ed in particolare i Provveditorati, vengano ritenuti poco attrattivi dal punto di vista lavorativo.
Le motivazioni di tale disinteresse nei confronti del nostro Dicastero sono da ricercare anche nei bassi riconoscimenti economici a fronte delle forti responsabilità e dei notevoli carichi di lavoro che vengono chiesti al personale.
Infatti, le stesse attività svolte in altre Amministrazioni o Enti vengono remunerate con importi di molto superiori a quelli percepiti dai colleghi del MIT.
L’erogazione degli incentivi potrebbero sicuramente costituire un fattore che agevolerebbe l’inversione di tendenza.
Si evidenzia che, il ritardo accumulato è anche foriero di rilevanti rischi in merito alla tenuta e alla conservazione dei fondi di finanziamento degli incentivi in discussione, in quanto questi sono notoriamente, ai sensi dell’art. 45, comma 1, posti a carico dei medesimi stanziamenti previsti per le procedure di affidamento e, dunque, soggetti agli stessi vincoli e alle medesime discipline contabili dei fondi in questione, con tutti i connessi stringenti termini di spesa (in particolare per i fondi europei e del P.N.R.R, sui quale gravano una rilevante parte delle opere pubbliche svolte dal Ministero e dai Provveditorati).
Tale stallo determina criticità non più procrastinabili, nello specifico:
Danno patrimoniale e rischio prescrizione: La mancata liquidazione di crediti già certi e liquidi espone l’Amministrazione al rischio di prescrizione delle somme spettanti al personale, con conseguente perdita definitiva delle risorse maturate.
Perenzione dei fondi (PNRR/UE): L’assenza di un quadro regolatorio comporta il rischio di una perdita definitiva degli stanziamenti di matrice europea (PNRR) già previsti nei quadri economici.
Carenza di tutele e innovazione: Il blocco impedisce l’attivazione delle coperture assicurative obbligatorie per il personale tecnico e l’utilizzo dei fondi destinati alla digitalizzazione (BIM) e alla formazione specialistica.
Asimmetria retributiva: Il Ministero vede ulteriormente ridotta la propria attrattività rispetto ad altre Amministrazioni che già riconoscono tali emolumenti, aggravando il disagio per carichi di lavoro e responsabilità crescenti.
Pertanto, le scriventi OO.SS., premesso tutto quanto sopra descritto e trascorsi oramai più di sei mesi da quando è stato sottoscritto l’accordo sulla ripartizione degli incentivi, sollecitano l’Amministrazione a farsi parte attiva presso gli uffici competenti, affinché si possa arrivare ad una rapida approvazione definitiva dell’accordo.
Nel rappresentare l’estrema urgenza le scriventi si riservano di adottare ogni utile iniziativa che ritenessero necessaria per la risoluzione della problematica a tutela degli interessi legittimi dei colleghi.
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FP CGIL |
UIL PA |
FLP |
USB PI |
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Gianfreda |
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Conti |