Abbiamo letto il bando sulla stabilizzazione del personale PNRR della Giustizia Amministrativa e, non essendo stati coinvolti in alcun modo, condividiamo la comprensibile preoccupazione e confusione di lavoratrici e lavoratori interessati.
Anzitutto, ciò che non riusciamo davvero a comprendere è perché si sia scelto di fare un’ulteriore selezione di lavoratrici e lavoratori già reclutati con una procedura concorsuale, selettiva, che ha già ampiamente evidenziato l’idoneità alle mansioni, molti dei quali in servizio presso l’Amministrazione da oltre 4 anni.
A ciò si aggiungono anche i criteri scelti per l’assegnazione dei punteggi: prevedere un massimo di 30 punti fissando però uno sbarramento a 21 significa, nei fatti, ridurre la forbice di valutazione a soli 9 punti reali. Cosa succederà a coloro che prenderanno meno di ventuno punti? Riceveranno una cordiale stretta di mano e non saranno neanche inseriti nella graduatoria, in quanto inidonei?
Ci sembra una contraddizione in essere. Oggi sono idoneo, domani non lo sono più. Oggi mi hai sottoposto ad una selezione, domani annulli la tua stessa valutazione! Non discutiamo sull’opportunità di svolgere un colloquio ma sulla sua valenza della SELEZIONE, che avrebbe dovuto solo servire a stilare una graduatoria di dipendenti già con idoneità comprovata e certificata dalla stessa amministrazione. Il colloquio diventa, quindi, una vera e propria prova orale, capace di azzerare anche l’esperienza e la competenza acquisite.
Ancora: dare 30 punti su 60 al solo colloquio, con soglia di sbarramento, significa dare eccessivo peso a una modalità di selezione a nostro parere eccessivamente discrezionale, come avevamo già avuto modo di scrivere.
Sebbene abbiamo apprezzato che si sia data la possibilità di partecipare a tutti coloro che hanno maturato i dodici mesi di anzianità, riteniamo che l’esperienza professionale e quindi la competenza maturata da coloro i quali sono entrati da più tempo non siano state adeguatamente considerate.
Seppur consapevoli che l’intera materia non è oggetto di confronto con l’Amministrazione, crediamo che una informativa preventiva sulle scelte adottate sarebbe stata quanto mai opportuna, visto che va a impattare sulla vita di lavoratrici e lavoratori. Crediamo che si sia ancora in tempo, quantomeno per fare chiarezza sulle scelte adottate e chiediamo quindi un incontro urgente con l’Amministrazione.
Restiamo convinti che la strada maestra sia quella della stabilizzazione di tutte e tutti, evitando guerre inutili tra lavoratori e per questo chiediamo nuovamente all’Amministrazione di sostenere gli emendamenti che la nostra sigla ha presentato in Parlamento in fase di conversione al DL 19/2026.
Alle lavoratrici e ai lavoratori continuiamo a dare tutta la nostra disponibilità e sostegno per iniziative utili a garantire che tutte e tutti loro abbiano soddisfazione.
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Coordinatrice nazionale FP CGIL Giustizia Amministrativa |
FP CGIL Nazionale |
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Maria Paola Lo Monaco |
Matteo Ariano |