C’era una volta, nel vasto e laborioso Regno della Previdenza, una moltitudine di artigiani, scribi e custodi che ogni giorno, con impegno costante, facevano funzionare l’intero ingranaggio del reame.
Ognuno conosceva il proprio compito: c’era chi gestiva pratiche, chi rispondeva ai cittadini, chi teneva in ordine archivi e registri.
Il lavoro era tanto, le risorse poche, e il tesoro comune – conservato in un antico Fondo – veniva alimentato con il contributo di tutti, anche se da qualche tempo le casse languivano.
Un giorno, tra i corridoi del castello, iniziò a circolare una strana voce.
Si diceva che esistesse una ristretta cerchia di figure misteriose, gli “Esperti di Analisi Amministrativa”. Era una categoria di scribi molto particolare. Questi, infatti, non vivevano stabilmente nelle sale operative, né si vedevano spesso negli uffici del regno. Eppure, malgrado la loro invisibilità, erano chiamati a offrire un immenso sapere alle alte torri delle Direzioni Centrali, contribuendo – almeno così si raccontava – alla costruzione di complessi strumenti magici: gli applicativi gestionali.
Per questa funzione, il Regno aveva disposto per loro una ricompensa speciale:
315 monete d’oro, ogni mese, prelevate direttamente dal tesoro comune.
Fin qui, nulla di strano – direte voi. Insomma, anche perché nessuno aveva mai visto davvero questi esperti all’opera!
Gli artigiani si chiedevano:
Quali incantesimi amministrativi compiono esattamente?
Quali pergamene analizzano?
Gli scribi si domandavano:
Quali risultati portano al regno?
Chi li ha scelti? E con quali criteri?
Le risposte, purtroppo, erano avvolte nella fitta nebbia: un banco calava dall’alto ogni qualvolta qualcuno provava a scoprirne almeno i nomi.
Col passare del tempo emerse un dettaglio ancora più curioso.
Tali esperti, infatti, non prestavano continuamente i propri servigi: offrivano il loro contributo a ore, nell’arco del mese.
Nel palazzo in tanti mormoravano: “Ma davvero bastano poche ore di attività per ricevere ben 315 monete in più, mentre noi presidiamo il regno ogni giorno?”. E ancora: “Se è così, perché questa opportunità non è dichiarata apertamente a tutti? Perché resta nascosta tra le scale del castello?”.
Il malcontento cresceva, ma senza che venisse mai posto il tema, così gli esperti scomparivano al calar della sera.
Nelle strade del Regno, però, una domanda continuava a circolare: poiché la leggenda ha sempre un peso, esattamente chi difendeva il loro privilegio?
Coordinatore nazionale FP CGIL INPS
Giuseppe Lombardo