Lo scorso 25 febbraio si è tenuto il primo incontro dell’anno del Comitato per il Dialogo Sociale delle Amministrazioni statali, mentre il 5 marzo si è tenuto il 65mo incontro del Comitato Permanente di EPSU sull’Amministrazione Nazionale ed Europea. Di seguito i resoconti dei due incontri.
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Comitato Per Il Dialogo Sociale Delle Amministrazioni Statali
Accordo collettivo europeo sul lavoro a distanza
Il primo punto all’ordine del giorno – avvenuto con la partecipazione della rappresentante della Commissione UE – ha riguardato l’implementazione dell’accordo collettivo sul lavoro a distanza nelle Amministrazioni dello Stato, siglato ormai nel lontano ottobre 2022. Da allora, le parti firmatarie dell’accordo (EPSU e EUPAE) ne chiedono invano la trasposizione in una direttiva europea, così da obbligare gli Stati membri a recepirlo ma, soprattutto, con l’obiettivo di far vivere concretamente uno dei pilastri fondanti l’Unione, ossia il dialogo sociale.
Purtroppo, anche stavolta ci si è scontrati con la strategia di rinvio della Commissione: la rappresentante ha comunicato che l’accordo sarà collegato all’approvazione del “Quality Job Act”, la cui pubblicazione non avverrà prima della fine dell’anno e ha ammesso che, in particolare il diritto di disconnessione dei lavoratori – previsto nel nostro accordo settoriale – rappresenta un problema per i datori di lavoro privati, chiamati a discuterne per l’accordo intersettoriale.
Il senso di frustrazione è stato espresso in particolare dalla parte sindacale, la quale ha evidenziato che questi continui rinvii rischiano di rendere inattuale il testo dell’accordo del 2022 e delegittimano il lavoro delle parti sociali. Si è lamentata l’assenza di trasparenza da parte della Commissione, che non ha dato alcuna informazione e, anzi, ha trattato le parti sociali con fastidio.
Questa parte dell’incontro si è chiusa ribadendo alla rappresentante della Commissione la richiesta di un recepimento integrale del contenuto dell’accordo settoriale.
Checklist sull’Intelligenza Artificiale
EPSU e EUPAE stanno lavorando allo sviluppo di una checklist sull’intelligenza artificiale come strumento utile ai negoziati a livello nazionale. Non si tratta né di un accordo collettivo, né di un documento con valenza legale ma, più semplicemente, di uno strumento pensato come supporto alla contrattazione nazionale sul tema, una sorta di “bussola” di cui si potrà tener conto.
Ricerca sull’Intelligenza Artificiale
Sempre sul tema IA, una ricercatrice di “Eurofound” ha presentato uno studio riguardante lo sviluppo di questa tecnologia nell’UE e i suoi possibili impatti sulla contrattazione collettiva. Quest’ultima, in particolare, sta ponendo una serie di temi quali il diritto alla trasparenza di questa tecnologia, il principio di non discriminazione come conseguenza dell’uso dell’IA e la necessità di porre limiti alla sorveglianza. Le procedure più diffuse, attualmente, a tale scopo sembrano essere l’informazione e la consultazione.
Regolamento interno del Comitato
Sul tema non si è trovata, al momento, alcuna convergenza, stanti diverse obiezioni presentate dalla parte datoriale, ossia EUPAE, e non preannunciate in alcun modo. Per questo, si è preferito rinviare la discussione sul punto alla riunione del prossimo Comitato, prevista per fine maggio.
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65mo Incontro Del Comitato Permanente Di Epsu Sull’Amministrazione Nazionale Ed Europea
Il primo argomento all’ordine del giorno ha riguardato – in coerenza con la discussione nel Comitato per il Dialogo Sociale – la digitalizzazione. A tal proposito, si è portata l’attenzione dei membri del Comitato Permanente sul memorandum d’intesa tra EPSU e EUPAE sulla digitalizzazione, che mira a integrare i contenuti dell’accordo settoriale dell’ottobre 2022 e non certo a sostituirlo.
Si è poi aperta una discussione interna sui rischi e le opportunità degli sviluppi tecnologici in corso. Il Comitato ha evidenziato, ad esempio, la necessità che a livello europeo si faccia luce su dove vadano a finire tutti i dati in possesso delle Pubbliche Amministrazioni europee e sul ruolo, in tal senso, delle aziende tecnologiche statunitensi. Si è quindi ribadita l’importanza, della battaglia per un cloud pubblico, come strumento di tutela dei diritti di cittadini, portata avanti da EPSU.
Un elemento positivo riguarda l’implementazione del diritto alla trasparenza dei cittadini che, attraverso gli algoritmi, possono sapere come sono spesi i soldi pubblici.
E’ stata poi presentata l’iniziativa sulla rete “UE Care” che si terrà a Milano il 19 e il 20 maggio prossimi. In particolare, nel ricordare che la rete UE Care nacque su impulso della FP CGIL e di Comisiones Obreras, si è altresì ricordato che essa mira a contrastare la narrazione razzista contro l’immigrazione anche creando alleanze con il mondo delle ONG. Per questo motivo, la sede che ospiterà una prima parte dell’evento di maggio sarà la “casa della carità” di Milano, storica realtà consolidata nell’accoglienza e nell’integrazione di migranti. Si è altresì ribadito che la rete riguarda tutta l’UE, in quanto le rotte dei migranti sono ormai trasversali, ed è altresì traversale ad altri settori, come i servizi sociali e gli enti locali.
L’iniziativa ha riscosso consenso da parte dei vari rappresentanti sindacali intervenuti. Al termine di questa parte della discussione, si è evidenziato il pericolo di ricalcare percorsi già avviati negli USA, ad es. il rischio che anche in UE si pensi di affidare compiti di contrasto all’immigrazione a organismi già esistenti, come l’ispettorato del lavoro. Diviene, anche per questo, fondamentale riattivare la rete “UE Care” e capire, a livello europeo, come contrastare queste derive e tutelare il lavoro pubblico e i suoi principi.
Nel pomeriggio, la discussione è proseguita con la partecipazione del segretario generale di EPSU, Jan Willem Goudriaan, che ha evidenziato l’attacco ai servizi pubblici e la necessità di rendere visibile l’emergenza, con iniziative che dovranno culminare in tutta l’UE, il prossimo 23 giugno, la giornata internazionale del servizio pubblico, sotto il motto “Celebrate, resist, act”, ossia “celebra, resisti, agisci”. Considerato che l’asse politico si è spostato a destra anche a livello europeo, la proposta del segretario generale è di costruire azioni collettive che tornino a rendere i servizi pubblici centrali nel dibattito, non limitandosi a resistere e quindi difendersi ma agire, ad esempio evidenziando che se i soldi pubblici sono usati per la difesa, non saranno impiegati per i servizi pubblici.
C’è stato poi un focus sugli ispettori del lavoro, partendo dalla mobilitazione che si è tenuta a Strasburgo lo scorso febbraio. La mobilitazione, promossa da diverse federazioni sindacali a livello europeo, riguardava in particolare la richiesta di una direttiva contro lo sfruttamento del lavoro nelle catene di subappalto e l’intermediazione illecita, rafforzando anche il ruolo degli ispettori del lavoro e la cooperazione transfrontaliera.
Si è annunciato che EPSU organizzerà nella seconda parte dell’anno un evento in cui fare il punto sulla situazione dell’ispezione sul lavoro a livello europeo.
Infine, la discussione si è spostata sul contrasto all’estrema destra. La riflessione di partenza di molti partecipanti è che, troppo spesso, esponenti politici delle forze di sinistra utilizzano parole o slogan proprie della destra o dell’estrema destra e che ciò rende più difficile il contrasto a queste politiche. E’ stata annunciata una ricerca, commissionata da EPSU, su come la sfiducia nei servizi pubblici possa nutrire l’estrema destra.
Il Comitato ha salutato e ringraziato Pauline Doulongcourty, che seguirà altro settore per EPSU. Dal prossimo incontro, sarà nuovamente presente Nadja Salson.
p. la FP CGIL Nazionale
Matteo Ariano