Rinnovo CCNL Sanità pubblica 2025-2027: avviato il confronto con ARAN, ora serve una trattativa vera sui nodi di fondo
Si è svolto oggi, 22 aprile, il primo incontro presso ARAN per l’avvio del confronto sul rinnovo del CCNL della sanità pubblica 2025-2027.
Come previsto per una riunione di apertura, l’incontro è stato dedicato all’illustrazione, da parte delle organizzazioni sindacali, delle priorità e degli obiettivi rivendicativi.
Per noi, di Funzione Pubblica Cgil, ha significato rappresentare i contenuti e le priorità rivendicative della piattaforma per il rinnovo contrattuale sulla quale ci siamo confrontati con le lavoratrici e i lavoratori del comparto sanità pubblica nelle scorse settimane.
Nel corso del confronto abbiamo ribadito con chiarezza che questa tornata contrattuale si apre in un contesto profondamente diverso rispetto a quello dei rinnovi precedenti. Il quadro socioeconomico nazionale e internazionale, le tensioni prodotte dall’aumento del costo della vita, la crescente difficoltà di tenuta del potere d’acquisto delle retribuzioni, la persistente crisi degli organici e il peggioramento delle condizioni di lavoro impongono un’assunzione di responsabilità da parte di tutti i soggetti del negoziato.
Per queste ragioni abbiamo affermato che il rinnovo contrattuale deve rispondere a una priorità precisa: fare bene e presto, esattamente in quest’ordine. Per questo abbiamo dato la disponibilità a un confronto serrato, che si ponga l’obiettivo di cercare le condizioni per un accordo entro l’estate.
Abbiamo indicato quattro grandi blocchi di questioni sui quali la trattativa dovrà misurarsi concretamente, coerenti con le linee guida che abbiamo discusso nelle assemblee con le lavoratrici e coi lavoratori e che oggi stesso invieremo all’Aran.
Il primo riguarda il tema salariale, sia sul terreno della quantità sia su quello dell’equità. Serve un rinnovo che consenta il recupero reale del potere d’acquisto per gli anni di vigenza del contratto e che affronti in modo serio il tema della redistribuzione e della valorizzazione economica delle professionalità, intervenendo sul salario fondamentale, sul sistema indennitario e sul complesso delle voci che compongono il trattamento economico. In questa fase non è più accettabile che il lavoro in sanità continui a essere sottovalutato sul piano retributivo, così come è oramai difficilmente sostenibile che ci siano, a parità di profilo, inquadramento e titolo di studio, stipendi che si differenziano per diverse centinaia di euro al mese.
Abbiamo sottolineato anche la necessità di definire una clausola di salvaguardia che protegga i salari in caso di fiammate inflattive e dichiarato l’impegno a continuare a richiedere interventi normativi a sostegno dei salari delle lavoratrici e dei lavoratori (ad esempio: eliminazione dei tetti di spesa sul personale e sul salario accessorio, valore dei buoni pasto sostitutivi) anche allo scopo di cominciare a recuperare parte di quanto perso nel triennio precedente.
Il secondo blocco riguarda i carichi di lavoro e la conciliazione dei tempi di vita e di lavoro. Abbiamo ribadito che non si può continuare a far reggere il sistema sull’intensificazione delle prestazioni, sul ricorso ordinario allo straordinario e alle prestazioni orarie aggiuntive e su modelli organizzativi che scaricano sulle lavoratrici e sui lavoratori le conseguenze della carenza di personale. È necessario intervenire sull’organizzazione del lavoro, sull’orario, sulle pronte disponibilità, sul lavoro notturno e sulla turnistica, promuovendo soluzioni che rendano effettiva la conciliazione e tutelino la salute delle persone.
Il terzo blocco concerne la garanzia dei percorsi di carriera. Il rinnovo deve dare risposte vere sul versante della valorizzazione professionale, del riconoscimento delle competenze, delle progressioni, degli incarichi e dello sviluppo delle professionalità. Chi lavora nella sanità pubblica deve poter vedere riconosciuti esperienza, responsabilità, formazione e complessità del lavoro svolto.
Il quarto blocco riguarda infine il tema delle relazioni sindacali. Abbiamo evidenziato che il rinnovo dovrà segnare una discontinuità netta rispetto alle criticità emerse nella stagione precedente. È necessario rafforzare informazione, confronto e contrattazione, riconoscere pienamente il ruolo delle organizzazioni sindacali rappresentative e delle RSU, e restituire centralità alla partecipazione democratica delle lavoratrici e dei lavoratori nei luoghi di lavoro.
Questo primo incontro ha dunque rappresentato un passaggio iniziale utile a definire il perimetro del confronto. Ora però occorre entrare rapidamente nel merito delle questioni aperte.
La sanità pubblica ha bisogno di un contratto che non si limiti a registrare l’esistente, ma che affronti i problemi strutturali del settore, valorizzi il lavoro, rafforzi il servizio pubblico e dia risposte concrete a chi ogni giorno garantisce il diritto alla salute nel nostro Paese.
Su questi contenuti misureremo l’andamento della trattativa nelle prossime settimane.
Il Segretario Nazionale Funzione Pubblica Cgil
Michele Vannini