Nei mesi di marzo e aprile 2026 hanno avuto luogo le assemblee regionali dei lavoratori e delle lavoratrici della Commissione nazionale per il diritto d’asilo e delle Commissioni territoriali per il riconoscimento della protezione internazionale. Durante gli incontri, alcuni dei quali caratterizzati dalla partecipazione dei colleghi con rapporto di lavoro in somministrazione, sono state affrontate le problematiche che affliggono il sistema asilo. Talune, ovviamente, riguardano solamente i funzionari amministrativi altamente qualificati assunti con specifico concorso nel 2018, talaltre sono condivise con i funzionari assunti a partire dal 2023 mediante lo scorrimento di graduatorie di altri concorsi pubblici, ed infine vi sono questioni che interessano tutto il personale in servizio nelle commissioni, senza distinzioni basate sulle tipologie contrattuali su cui si fonda il rapporto di lavoro.
NO ALLA LOGICA DELLA PRODUTTIVITÀ
L’analisi delle posizioni dei richiedenti asilo e dei beneficiari di protezione internazionale rappresenta un’attività delicata che ha a che fare con le vite delle persone e dei loro diritti, spesso già compromessi nei Paesi d’origine e in quelli di transito. Questa attività para-giurisdizionale richiede tempo e qualità adeguate da parte del personale dedicato, condizione che (incredibile doverlo sottolineare) ogni cittadino italiano esigerebbe per l’analisi delle proprie istanze e dei propri diritti da parte della p.a. a cui si rivolge.
Vogliamo che il nostro lavoro altamente specializzato non sia sottoposto a ritmi di lavoro e produttività incompatibili con la necessità di garantire qualità, equità e diritti all’utenza. Ed invece, il mancato raggiungimento degli obiettivi, imposti con cadenza settimanale, comporta ritorsioni sui diritti dei lavoratori: negazione dello smart working, negazione di ferie e permessi per non compromettere i ritmi, stress lavorativo e burn out.
Stop al monitoraggio ossessivo delle performance: i richiedenti asilo non sono “numeri” e noi non vogliamo lavorare a cottimo!
VALORIZZAZIONE DELLA NOSTRA MANSIONE
L’elevata specializzazione del personale che lavora nel settore asilo non è solo una esigenza imprescindibile ma è anche una realtà fattuale: dopo un impegnativo e inedito concorso, abbiamo ormai acquisito negli anni una significativa esperienza sul campo e approfondito con formazioni specifiche tematiche sugli sviluppi socio-politici dei Paesi di origine, sulle tecniche di intervista, sulle esigenze di richiedenti vulnerabili, minori, o LGBTQI ecc. Tutto ciò rappresenta un bagaglio formativo e professionale preziosissimo che un’amministrazione seria avrebbe il preciso dovere di preservare e valorizzare. Invece ci ritroviamo, come d’altronde tutti i lavoratori pubblici italiani, “fanalino di coda” in Europa con stipendi da fame, al palo da anni ed erosi dall’inflazione galoppante, e penalizzati nel risalire a posizioni economiche superiori dal meccanismo perverso dei criteri di progressione.
Vogliamo un riconoscimento della nostra professionalità anche con un inquadramento e stipendi adeguati alla nostra specializzazione.
Vogliamo il mantenimento dell’autonomia decisionale dei Collegi di cui facciamo parte senza accentrare le decisioni nelle mani del solo presidente di Commissione.
FINE IMMEDIATA DEL RICORSO AL PERSONALE INTERINALE NELLA P.A.
L’amministrazione, invece di indire nuovi concorsi per adeguare l’organico, ricorre massivamente alla somministrazione di lavoro tramite agenzie. Lavoratrici e lavoratori che spesso si ritrovano catapultati a lavorare in prima linea senza formazione adeguata. Si persegue, anche in questo caso, una logica che mira ad incrementare la produttività, basata solo su elementi quantitativi. Una logica inaccettabile e sprezzante dei diritti dei lavoratori e dell’utenza a cui ci rivolgiamo.
Vogliamo rispetto per i lavoratori somministrati, che non sono carne da macello a scadenza semestrale per rincorrere i numeri previsti dal Patto Asilo. Che hanno diritto a poter concorrere per accedere nella PA mediante concorso, come prescritto dalla Costituzione, e che possano veder valorizzata l’esperienza che, intanto, stanno maturando, affianco ai lavoratori specializzati che, con la loro disponibilità, stanno colmando le lacune dell’amministrazione in termini di formazione.
GARANZIE DI APPLICAZIONE DELLE TUTELE E DEI DIRITTI DEL CCNL
L’ossessione per la produttività e lo smaltimento delle pratiche nel minor tempo possibile eludendo la necessità di rafforzare in modo strutturale (e non precario ed emergenziale) le risorse umane e logistiche delle Commissioni, ha determinato un inaccettabile sfruttamento del personale in forze, con
– elevato rischio di burn out a cui sono esposti i funzionari istruttori per la costante esposizione a vissuti tragici;
– compromissioni insopportabili di istituti quali ferie, permessi, accesso al lavoro agile;
– disagio, stress, malessere lavorativo diffuso;
– episodi vessatori operati dai dirigenti sui lavoratori che hanno osato protestare e lamentarsi: aggressioni verbali, richiami immotivati, maggiore carico di lavoro, tagli agli straordinari, riduzione delle opportunità di partecipazione alle sedute collegiali e alla relativa remunerazione;
Inoltre, lavorare nel sistema asilo è diventato una gabbia da cui non ci si può muovere, con mobilità bloccata e di settore, in deroga alle regole vigenti per il resto del personale dell’amministrazione civile.
Tutto questo deve finire.
Di tutto questo, e delle conseguenti azioni da intraprendere, discuteremo
martedì 12 maggio prossimo in assemblea nazionale!
Coordinamento FP CGIL
della Commissione nazionale per l’asilo e delle Commissioni territoriali per il riconoscimento della protezione internazionale