“L’Italia è agli ultimi posti in Europa per il numero di dipendenti pubblici in rapporto alla popolazione e per la spesa che riserva ai loro stipendi: spendiamo per le retribuzioni dei dipendenti il 76% in meno della Francia, il 66% in meno della Germania e il 52% in meno del Regno Unito. E’ dunque soprendente che il ministro per gli Affari europei, il Pnrr e le Politiche di coesione, Tommaso Foti, si stupisca della scarsa partecipazione ai concorsi pubblici, segnatamente quelli per le amministrazioni del Sud. La verità è solo una, che ribadiamo con forza da anni: il lavoro pubblico deve tornare ad essere attrattivo, a partire dalla parte economica, ma non solo”.
Lo dice in una nota il Segretario generale Fp Cgil Federico Bozzanca, replicando a quanto affermato dal ministro Foti.
“Solo investendo nel lavoro pubblico attraverso assunzioni, una seria valorizzazione del personale e delle competenze, con possibilità di crescita trasparenti e chiare, potremo avere una pubblica amministrazione davvero attrattiva. E’ necessario rinnovare i contratti nazionali, ma non solo: serve superare i vincoli che oggi limitano la contrattazione integrativa, serve abrogare le norme che penalizzano il lavoro pubblico sul versante previdenziale, serve favorire la conciliazione tra i tempi di vita e i tempi di lavoro. La scarsa partecipazione ai concorsi pubblici non è il problema ma l’effetto di una politica che colpevolmente disinveste nel lavoro pubblico e, quindi, nei diritti di tutti i cittadini”.