INPS – È stato un onore

28 Maggio 2026

Nella vita, perfino in quella sindacale, ci sono delle fasi. Dopo tre anni alla guida di questa organizzazione, un periodo leggermente complesso se si guarda al contesto interno ed esterno, ritengo sia giunto il momento di lasciare il timone, consapevole del lavoro fatto e della necessità, anche per la salute della struttura, di garantire sempre un percorso di crescita e ricambio, cosa non comune nel mondo sindacale INPS.

Non è stata una scelta semplice, benché annunciata: chi fa parte del coordinamento ricorderà che ho sempre detto che il mio ruolo era a tempo, che non esistono profili per tutte le stagioni, che militare nella CGIL vuol dire lavorare per il futuro, mai per perpetrare il presente

Ogni assemblea, ogni sciopero, ogni confronto è stato parte di un percorso, umano e collettivo, che porterò sempre con me. E quella che si chiude oggi è senza ombra di dubbio l’esperienza più bella della mia vita.

Per questo devo dire grazie non solo alla Federazione che mi ha conferito l’incarico e che non mi hai mai fatto mancare la fiducia (Serena e Federico, Florindo e Giordana), ma a tutte le lavoratrici e i lavoratori che alimentano questo progetto, alle coordinatrici e ai coordinatori regionali, alle delegate e ai delegati che hanno resistito anche quando la nave era circondata da squali

Abbiamo dimostrato, e lo testimoniamo ogni giorno, che i lavoratori ti ascoltano se tu li ascolti, non se incedi in false promesse. Preciso lascito di chi mi volle a suo tempo delegato, e che spero di aver reso orgogliosa da lassù.

In questi tre anni abbiamo vinto le elezioni Rsu, abbiamo effettuato un ricambio generazionale nei quadri, abbiamo aumentato (e di molto) il nostro peso in termini associativi, concorrendo ai risultati eccezionali del comparto che hanno visto la FP CGIL diventare il primo sindacato del pubblico impiego. Non è poco.

Ma c’è qualcosa che a me preme sottolineare ancora più dei riconoscimenti oggettivi e misurabili: ed è la capacità di tante e tanti di aver sposato quell’idea, forse un po’ romantica e scapigliata, di un sindacato “corsaro”. Poco flemmatico, sempre presente, combattivo, propositivo.

Abbiamo costruito una sensibilità diversa puntando sul valore della democrazia sul posto di lavoro. 

E non abbiamo mai, mai, piegato il capo né di fronte alle scelte stigmatizzabili dell’Amministrazione, né di fronte al “vizietto”, a quel modo corporativo di concepire la rappresentanza in Istituto, fatto di false promesse e di piccole prebende

Lo dico con profonda convinzione: la volontà di battersi per un INPS differente è forse la cosa più bella che troverà chi verrà dopo di me. 

E non ho dubbi, e non è grigio lessico sindacale, che chi occuperà questo posto – l’amico e compagno Luca Giovinazzo – si saprà dimostrare più capace, più abile e magari anche meno spigoloso di chi vi scrive.

Le nostre lotte per me sono le vostre storie.

Voglio ringraziare, quindi, la mia comunità in tutte le sue articolazioni: operatori, assistenti, funzionari incontrati in questi anni; ma anche medici, professionisti e dirigenti, che ho avuto l’onore di rappresentare e da cui ho imparato tanto. E perdonate l’affetto speciale che riservo verso chi mi ha affiancato ai tavoli di negoziazione (Francesco, Pino e Alessandro).

C’è molto altro da fare e io non smetterò di essere parte di una realtà che sento mia, ma credo sia giusto compiere una scelta démodé: dare spazio, ritornare pienamente alla mia dimensione professionale e offrire il mio contributo di idee da un altro angolo focale.

Lascio questo incarico, quindi, con orgoglio, con emozione e con la certezza che la CGIL continuerà a essere una voce libera, forte e determinata. L’unica possibile dentro questo meraviglioso Ente cui ho l’orgoglio di appartenere.

Non abbandono il campo di battaglia, ma cambio il modo di viverla.

L’ultimo messaggio lo rivolgo a voi, compagne e compagni che mi siete stati vicini dal primo momento e che avete letto fin qui. 

Vorrei dirvi grazie uno per uno se potessi.

Per la fiducia. Per il coraggio. Per l’affetto sconfinato. Per il cammino condiviso

Grazie per il lavoro che fate ogni giorno, per tutti i momenti che avete messo in comune, per la pazienza con cui mi avete seguito, sempre e incondizionatamente

Grazie perché avete reso questa esperienza così carica di significato. 

Io – ed è la prima volta che uso questo pronome in un comunicato – spero di essere stato alla vostra altezza; di certo ce l’ho messa tutta, girando 72 sedi (da Rimini a Sassari, da Milano a Lamezia Terme, da Bari a Gorizia) con oltre 160 assemblee all’attivo.

È stato faticoso, sì, ma molto, molto bello.

Vi mando il mio abbraccio più caloroso e, come sempre, vi aspetto nelle piazze!

Pronto a fare quadrato insieme a voi, perché il bello di questa vita è lottare per migliorarla.

State bene. E testa alta!

Con il cuore, per l’ultima volta il vostro

Coordinatore nazionale FP CGIL INPS

Giuseppe Lombardo

 

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