Emergenza carceri: Fp Cgil, “da governo solo tagli e schiaffo a diritti”

04 Novembre 2026

“La legge di bilancio 2027, davanti ai dati drammatici sulla condizione carceraria, con un sovraffollamento ormai strutturale accresciuto dal moltiplicarsi delle fattispecie di reato introdotte con i provvedimenti securitari dell’esecutivo, risponde con un doppio schiaffo ai diritti di tutte le persone che il carcere lo vivono e alla funzione costituzionale di rieducazione della pena. Invece di potenziare l’organico della Polizia penitenziaria impegnato negli istituti decide di istituire un fondo per l’agente ausiliario della riserva volontaria del Corpo di Polizia penitenziaria, una nuova figura di poliziotto: precario, non formato in modo adeguato alla delicata funzione che svolge, e sottopagato. Questa previsione, letta insieme all’altra disposizione che taglia del 25% il personale del comparto funzioni centrali che aumenterà le difficoltà dei funzionari giuridico-pedagogici e di servizio sociale – già presenti in numero inferiore alla stessa dotazione prevista – nello svolgimento delle attività trattamentali per il reinserimento, rischia di mettere una pietra tombale sul diritto costituzionale previsto dall’art. 27 che attribuisce alla pena la finalità di rieducazione e non di mera detenzione. Con ciò, di fatto, ‘buttando la chiave’ come vorrebbe la maggioranza di Governo”.

Lo denuncia la segretaria nazionale Fp Cgil, Giordana Pallone.

“E’ lo stesso Ministero della Giustizia, sul suo sito – osserva – a fornire i dati del nonsense di questi provvedimenti: una presenza di persone ristrette negli istituti superiore del 29,2% rispetto ai posti previsti (ancor peggiore il dato se si considera quelli effettivamente a disposizione), con picchi di assoluta drammaticità in molti territori (ad esempio Puglia +62%, Lombardia +51%, Lazio +33%). A questa emergenza il Governo risponde tagliando personale essenziale e precarizzando il lavoro di polizia penitenziaria, noncurante della professionalità di chi vi opera, con conseguenze inimmaginabili per la tutela e la sicurezza degli operatori stessi, oltre che dei detenuti”.

Secondo Pallone, invece, “per affrontare questa emergenza serve un Piano straordinario di assunzioni e valorizzare lavoratrici e lavoratori del sistema penale: potenziare il personale della Polizia Penitenziaria per ridurre la carenza di organico che è di circa il 7% (il personale presente è pari a 31.667 a fronte dei 34.170 previsti) e migliorare la loro condizione di lavoro attraverso investimenti volti a valorizzarne ruolo e funzione (previdenza dedicata, condizioni di salute e sicurezza…), non la loro precarizzazione; potenziare il personale afferente all’area del trattamento (pedagogico, di servizio sociale, mediatori…) con la riduzione del rapporto operatore/detenuti per consentire una vera presa in carico, non il loro taglio, e dell’area amministrativo-contabile; riconoscere il ruolo dei dirigenti penitenziari, anch’essi sottorganico e in attesa da 20 anni di un contratto collettivo di lavoro; potenziare le misure alternative e di comunità per rendere attuabile la finalità propria della pena volta al reinserimento sociale e lavorativo delle persone ristrette”.

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