Agenzia del demanio Direzione Generale

agenziademanio@pce.agenziademanio.it

c.a. Dott.ssa Alessandra dal Verme

Agenzia del demanio

Direzione risorse Umane e Organizzazione

dg.direzionerisorseumaneeorganizzazione@agenziademanio.it

C.a. Dott. Valerio Iossa

Oggetto: Trasmissione Piattaforma per il rinnovo del “Contratto Collettivo Nazionale di Lavoro Personale Impiegatizio e Quadro – Agenzia del demanio 2025/2027”.

SI trasmette la Piattaforma FP CGIL finalizzata al rinnovo del Contratto Collettivo Nazionale di Lavoro destinato alle Lavoratrici e ai Lavoratori di qualifica non dirigenziale in forza presso l’Agenzia del demanio per il triennio 2025/2027.

Nel prendere atto che alle Lavoratrici e ai Lavoratori in forza all’Agenzia del demanio è già corrisposta l’anticipazione sul rinnovo –quale indennità di vacanza contrattuale calcolata percentualmente sul tasso di inflazione programmata in base all’indice IPCA al netto dei prodotti energetici importati elaborato dall’ISTAT ai fini della contrattazione collettiva applicato alla retribuzione base– si chiede, ai sensi dell’articolo 4 comma 1 del vigente Contratto Collettivo Nazionale di Lavoro, di essere convocati entro i prossimi 20 giorni per l’avvio della trattativa.

Nel restare in attesa di cortese riscontro si porgono cordiali saluti.

       FP CGIL Nazionale

       Daniele Gamberini

Segretaria FP CGIL Nazionale

Giordana Pallone

Quando si raggiunge un risultato, è giusto riconoscerlo senza esitazioni e darne atto con la dovuta onestà intellettuale.

In appena diciotto mesi l’Amministrazione — che certo non difetta del passo da maratoneta — è riuscita a produrre ben DICIOTTO nuove posizioni di Elevata Professionalità in Direzione Generale, mantenendo la lodevole media di una al mese, senza concedersi pause neppure durante le festività.

Stakanovismo puro.

Al record, di tutto rispetto, non ha fatto da contraltare analogo slancio nell’ottenere deroghe al tetto imposto sul Fondo Risorse Decentrate, rimasto intatto con buona pace di tutti.

Così, mentre arriva una delle buste paga più magre della storia (e qualcuno era persino pronto ad attribuirsene il merito, ma sorvoliamo), mentre si riflette collettivamente sul perché l’INPS stia perdendo appeal tra i propri funzionari, il quadro appare limpido: si continuano a promuovere percorsi di carriera per pochi, a spese di tutti gli altri.

Per dire la cifra del paradosso: in una Direzione, premiata dall’ultima informativa, ci sono 21 funzionari, con 10 team e 4 EP! E per non farsi mancare nulla c’è pure un dirigente art. 19 co.5.

Vogliamo glissare, in questa sede, sul Blocca-Carriere, che ha confermato l’indennità per particolari compiti ai funzionari esperti “di analisi amministrativa in via continuativa per le Direzioni centrali di prodotto”. Altra categoria metafisica.

Degli investimenti sulla Quarta Area, utili a portare finalmente i cosiddetti “quadri” a bilancio dell’Amministrazione, non se ne intravede traccia. Si persiste invece nell’ampliare quelle che somigliano sempre più a riserve protette, tanto a pagare sono le lavoratrici e i lavoratori, il cui incentivo si sta ormai assottigliando fino ai minimi termini.

Correre è importante: il problema è che stiamo andando nella direzione sbagliata.

Coordinatore nazionale FP CGIL INPS

Giuseppe Lombardo

La FP CGIL chiede con urgenza all’Amministrazione di chiarire se la vigente policy del lavoro agile verrà prorogata o sostituita dalla nuova, considerando che alla scadenza mancano ormai pochissimi giorni. Ad oggi, infatti, non è stata fornita alcuna comunicazione ufficiale, lasciando le lavoratrici e i lavoratori in una situazione di totale incertezza.

Questa mancanza di informazioni non è un dettaglio formale: riguarda regole che incidono direttamente sull’organizzazione del lavoro degli uffici e sulla vita personale di chi garantisce ogni giorno il funzionamento dell’ente. Ribadiamo che le lavoratrici e i lavoratori hanno diritto a conoscere con adeguato anticipo le condizioni alle quali dovranno attenersi. È inaccettabile che, come già accaduto in passato, si arrivi a ridosso della scadenza senza aver anticipato le eventuali motivazioni. Questo modo di procedere conferma un’impostazione gestionale ancora troppo verticista, poco trasparente e lontana da una reale logica di confronto e collaborazione con le lavoratrici e i lavoratori.

Ribadiamo quindi la nostra richiesta: serve immediata chiarezza sulla proroga della policy o sull’introduzione di una nuova disciplina che abbia l’ambizione di non dover correre costantemente ai ripari ogni 6 mesi ma che possa essere più di lungo respiro e permettere una ragionevole programmazione dei tempi di vita e di lavoro.

Invitiamo tutte e tutti a restare aggiornati: seguiranno ulteriori comunicazioni non appena avremo riscontri ufficiali.

Il Coordinatore nazionale FP CGIL MEF
Andrea Russo

Al Presidente

Avv. Gabriele Fava

Alla Direttrice generale

Dott.ssa Valeria Vittimberga

Alla Direttrice centrale Risorse Umane

Dott.ssa Cristina Deidda

per il tramite della Dirigente Area Relazioni Sindacali
Dott.ssa Marilù Padula

OGGETTO: Niscemi e sostegno al personale

Alla luce dell’apertura del nuovo Punto INPS a Niscemi, realizzata grazie alla collaborazione del personale della Direzione provinciale di Caltanissetta con il supporto dell’Agenzia di Gela, si intende esprimere apprezzamento per un’iniziativa che rappresenta un segnale di presenza istituzionale e attenzione verso le cittadine e i cittadini, oltre che un importante riconoscimento del valore del lavoro pubblico svolto quotidianamente sul territorio.

Tale scelta testimonia sensibilità da parte dell’Istituto, qualità che merita di essere riconosciuta e sostenuta, così come merita analogo sostegno l’impegno delle lavoratrici e dei lavoratori coinvolti, che assicurano un riscontro operativo immediato alle esigenze dell’utenza.

La presente per rinnovare, tuttavia, la richiesta già avanzata all’Amministrazione in merito all’adozione urgente di misure a tutela del personale colpito dagli eventi climatici che, tra il 16 e il 23 gennaio, hanno interessato diverse aree della Sicilia, nonché i territori della Calabria e della Sardegna, causando danni significativi e situazioni di particolare disagio.

In particolare, si è chiesto – a valle del ciclone Harry – di procedere con:

  1. una ricognizione territoriale nelle zone interessate, finalizzata a rilevare eventuali criticità agli immobili del personale, accompagnata dall’attivazione di una raccolta fondi di mutua solidarietà;

  2. l’eventuale e correlata sospensione delle rate di mutui e prestiti per il personale che abbia subito danni alle proprie abitazioni;

  3. la concessione dell’accesso immediato al lavoro a distanza per il personale coinvolto o residente o domiciliato nelle aree colpite, anche in deroga agli accordi vigenti, al fine di garantire continuità operativa, tutela della salute e della sicurezza e riduzione dei disagi logistici.

Preso atto con rammarico dell’assenza di riscontri alle precedenti sollecitazioni, peraltro poi condivise responsabilmente da altre organizzazioni, rinnoviamo l’auspicio che l’Istituto voglia intervenire con tempestività, adottando provvedimenti nel solco indicato.

Si ritiene doveroso, infine, sottolineare come le lavoratrici e i lavoratori dell’INPS dimostrino quotidianamente, anche nelle situazioni più complesse, un alto senso del dovere e una profonda dedizione al servizio pubblico, garantendo continuità e supporto alla collettività persino nei momenti di maggiore difficoltà. 

Proprio per questo è fondamentale che, quando sono loro a vivere condizioni di disagio, possano ricevere un segnale altrettanto concreto di attenzione e vicinanza, affinché nessuno si senta mai lasciato solo e venga anzi rafforzato quel senso di comunità, solidarietà e appartenenza istituzionale che rappresenta il fondamento della nostra attività e la condizione indispensabile per continuare a garantire i servizi essenziali che quotidianamente eroghiamo.

Roma, 24.02.2026

Coordinatore nazionale FP CGIL INPS

Giuseppe Lombardo

 

Al Direttore Generale Territoriale del Centro

Dr. Ing. Paolo Amoroso

dgt.centronordsard@pec.mit.gov.it

Oggetto: Vs Prot. n. 32 del 14.01.2026

La scrivente Organizzazione Sindacale, sia in rappresentanza dei cosiddetti Livelli, sia della Dirigenza, è venuta a conoscenza, solo grazie alle segnalazioni di alcuni lavoratori, dell’esistenza del protocollo in oggetto, avente la denominazione di “Direttiva 4/2026/DGTC”.

Tale atto sembrerebbe avere l’obiettivo di Razionalizzare ed efficientare l’azione amministrativa di tutti gli uffici coordinati – individuati dall’art. 12, comma 3, del DM 151/2024 – disponendo e/o programmando la disposizione di precetti riguardanti un altissimo numero di istituti giuridici e contrattuali, in maniera non conforme alle Leggi ed ai Regolamenti in vigore.

Non solo, ma tali precetti sembrerebbero esautorare dalle loro funzioni e prerogative i Dirigenti ed i Responsabili dei medesimi uffici.

Inoltre, per molte delle sedi MIT destinatarie di tale dispositivo, dare seguito ai precetti contenuti nella direttiva de quo causerebbe una involuzione organizzativa ed un arretramento culturale e procedurale in termini di digitalizzazione della PA ed efficacia, efficienza, tempestività e smartabilità del lavoro e dell’azione amministrativa.

Infine, nessuna informativa è giunta, da parte di codesta amministrazione, né alla scrivente, né alle RSU degli uffici richiamati.

Per quanto appena rappresentato, si richiede un urgente incontro al fine di ricevere chiarimenti sull’esistenza e sull’eventuale cogenza della nota in oggetto.

Per la FP CGIL

Claudio Battista

Luigi Gianfreda

Avevamo annunciato, già nel recente passato, la volontà dell’Amministrazione di non investire ulteriormente sul telelavoro, per orientare il lavoro a distanza sui due istituti riconosciuti dal CCNL: lavoro agile e lavoro da remoto.

Con ogni probabilità verrà quindi superato uno strumento che, come organizzazione sindacale, abbiamo fermamente difeso, perché per anni ha contribuito alla tutela delle lavoratrici e dei lavoratori di questo Ente.

Dicevamo in premessa che è un esito che non giunge inatteso. Anche perché, in tutto il 2025, non era stato fatto alcuno sforzo di equiparazione del trattamento economico, con l’anomalia – vistosa, evidente – di distinguere la platea dei lavoratori a distanza in due categorie, inibendo soltanto ai fruitori del telelavoro la possibilità di maturare il buono pasto.

Era, già quello, il segnale più evidente di una volontà di relegare in soffitta uno strumento che pure ha funzionato per oltre un decennio, in un contesto tecnologico e professionale diverso, diventando un elemento di tutela per situazioni di particolare fragilità.

Se questa è la cornice, lo sforzo da compiere è quello di non far coincidere tale scelta con un’erosione del perimetro dei diritti di chi opera in Istituto, magari prospettando una riduzione dell’orario di lavoro, con conseguenze dirette anche sul piano retributivo e un prevedibile riflesso sull’ampliamento delle disuguaglianze di genere.

Diventa quindi essenziale che la tutela finora garantita dal telelavoro trovi continuità quasi speculare attraverso accordi individuali di Smart working/lavoro da remoto realmente ispirati alla salvaguardia delle esigenze “dell’utente interno”, una linea uniforme e non subordinata a interpretazioni discrezionali dei singoli dirigenti sul territorio che hanno già prodotto un Istituto in cui troppo spesso si procede a macchia di leopardo.

L’indirizzo espresso finora, ne diamo atto, va verso un utilizzo più ampio del lavoro a distanza. Ciò rappresenta un primo segnale positivo. Parimenti positiva è la volontà espressa dall’Amministrazione di non ricorrere a un approccio restrittivo, ma di voler procedere con oculatezza. Questo è ciò che occorre: un impegno coerente e omogeneo su tutto il territorio nazionale, affinché nessuna lavoratrice e nessun lavoratore si trovi privo degli strumenti necessari per conciliare responsabilità professionali e carichi familiari.

Il tema non riguarda soltanto l’organizzazione del lavoro, ma la qualità del servizio pubblico, la parità di accesso alle opportunità e la capacità della pubblica amministrazione di evolversi in senso moderno ed equo.

Coordinatore nazionale FP CGIL INPS

Giuseppe Lombardo

 

 

Al Direttore Centrale Tecnologia, Informatica e Innovazione

Dott. Massimiliano D’Angelo

Alla Direttrice centrale Risorse Umane

Dott.ssa Cristina Deidda

per il tramite della       Dirigente Area Relazioni Sindacali

Dott.ssa Marilù Padula

OGGETTO: RICHIESTA CHIARIMENTO DECURTAZIONI TURNI E STRAORDINARI PERSONALE INFORMATICO

La scrivente organizzazione segnala che stanno pervenendo da più parti numerose comunicazioni relative a drastici tagli alle risorse destinate alla copertura dei turni e delle prestazioni straordinarie del personale informatico.

Secondo quanto appreso, tali riduzioni non sarebbero state operate in fase di programmazione, bensì applicate a consuntivo, al termine del mese, determinando una perdita economica per molte lavoratrici e molti lavoratori che avevano già garantito la propria disponibilità operativa.

Alla luce di quanto sopra, si richiede con urgenza di fornire chiarimenti in merito ai criteri adottati, alle eventuali disposizioni organizzative intervenute e alle modalità con cui si intende tutelare il personale coinvolto.

Si coglie, inoltre, l’occasione per ricordare che la scrivente sigla resta tuttora in attesa di un riscontro riguardo alle precedenti comunicazioni concernenti mail di presunto phishing ricevute dal personale.

Nell’attesa si porgono cordiali saluti.

Coordinatore nazionale FP CGIL INPS

Giuseppe Lombardo

 

 

Al Direttore Generale della Direzione del Personale

dott. Giuseppe PARISE

dcp.dag@pec.mef.gov.it

e p.c. Al dirigente dell’Ufficio relazioni sindacali

dott. Ahmad Reza AGHAI WICHKI

relazionisindacali.dag@mef.gov.it

del Dipartimento dell’Amministrazione Generale, del Personale e dei Servizi

del Ministero dell’economia e delle finanze

Oggetto: nuovi ticket buoni pasto elettronici – segnalazione gravi criticità e ritardi

Gentile dott. Parise,

con la presente la scrivente organizzazione sindacale intende segnalare le perduranti gravi criticità in merito al prolungato ritardo nella distribuzione dei nuovi ticket buoni pasto elettronici, a seguito del passaggio a nuovo soggetto erogatore degli stessi. Tale disservizio sta determinando una impossibilità di fruire della corrispondente compensazione dell’assenza dei servizi mensa, come da normativa legale e contrattuale vigente, con l’aggravante dell’assenza di informazioni chiare da parte dell’amministrazione in merito alle azioni che sono state sicuramente intraprese per garantire la risoluzione dei problemi citati nel più breve tempo possibile.

Risulta inoltre alla scrivente organizzazione sindacale che la consegna delle tessere, nonché il caricamento dei relativi ticket, proceda in maniera differenziata a seconda dei lotti in cui è stata suddivisa la procedura, generando ulteriori disparità di trattamento tra lavoratrici e lavoratori dello stesso Ministero.

Chiediamo quindi che l’amministrazione emani nel più breve tempo possibile una circolare o nota informativa con cui si renda noto il cronoprogramma reso dalla società aggiudicatrice per la consegna ed il relativo caricamento dei buoni pasto, nonché delle eventuali azioni intraprese per garantire la risoluzione delle criticità nel più breve tempo possibile. Chiediamo inoltre di valutare di voler fornire delle opportune indicazioni operative alle articolazioni dipartimentali e territoriali per mitigare quanto più possibile le conseguenze economiche negative di tale disservizio che non possono certamente essere scaricate sulle sole spalle dei dipendenti.

In attesa di un vostro gentile riscontro,

si porgono cordiali saluti

Il Coordinatore nazionale FP CGIL per il Ministero dell’economia e delle finanze

Andrea Russo

Come FP CGIL desideriamo rivolgere un augurio di Buon Lavoro a tutti i Dirigenti del Ministero delle Infrastrutture e Trasporti, dando il benvenuto ai nuovi dirigenti che hanno preso servizio nel 2025.

La CGIL, in quanto organizzazione confederale, rappresenta e tutela l’insieme del lavoro pubblico, valorizzando il ruolo di tutte e tutti, dirigenti inclusi.

La nostra forza deriva proprio dalla capacità di mantenere una visione ampia, unitaria e generale degli interessi di chi opera nel settore pubblico, offrendo sempre un punto di riferimento autorevole, competente e capace di rappresentare le complessità di ogni ruolo. La FP CGIL è oggi la prima organizzazione del lavoro pubblico per rappresentatività, con una presenza significativa anche nell’area dirigenziale. Un numero crescente di dirigenti sceglie di aderire alla nostra organizzazione, riconoscendo la qualità della tutela e della consulenza che offriamo, così come il valore di una rappresentanza forte anche nel settore infrastrutture, mobilità e trasporti.

La legge 7 gennaio 2026, n. 1 (Legge Foti) impone a tutti i dipendenti incaricati della gestione di risorse pubbliche la stipula di polizza assicurativa a copertura dei danni patrimoniali cagionati all’Amministrazione per “colpa grave”. Gli emendamenti in corso di discussione si limitano soltanto alla data di entrata in vigore di tale obbligo che tutt’al più verrà posticipato al 2027.

Pensando di far cosa gradita, vi inviamo le brochure relative alla copertura assicurativa dedicata ai dirigenti pubblici iscritti alla nostra organizzazione. Con la semplice iscrizione sono infatti garantiti:

  • la tutela legale gratuita;

  • la possibilità di attivare, in convenzione, una copertura assicurativa per responsabilità civile, amministrativa, contabile ed erariale;

  • il supporto di un broker dedicato, disponibile per qualsiasi necessità inerente la polizza o per eventuali personalizzazioni, i cui riferimenti trovate nei volantini allegati.

Per ogni esigenza potete fare riferimento a Claudio Battista, Rappresentante sindacale aziendale FP CGIL dei Dirigenti del MIT.

Il referente per l’area dirigente della FP CGIL Nazionale è invece Alessandro Casile, Coordinatore nazionale Dirigenti Funzioni Centrali (casile@fpcgil.it).

Rimaniamo a vostra disposizione e vi auguriamo buon lavoro, con l’auspicio di avviare un confronto costruttivo e continuativo.

Cordiali saluti,

Per la FPCGIL

Claudio Battista       Alessandro Casile

Al Capo Dipartimento dell’organizzazione giudiziaria, del personale e dei servizi

Dott.ssa Lina Di Domenico prot.dog@giustiziacert.it

Oggetto: nota FP CGIL nuovo ordinamento professionale e modalità stabilizzazione personale precario

Gentile dott.ssa Di Domenico,

Sono passati diversi mesi ormai dalla sottoscrizione dell’ipotesi di accordo sulle famiglie professionali per il personale non dirigenziale di questo Ministero e nulla è dato sapere circa le tempistiche e le modalità di attuazione dei numerosi impegni assunti nella dichiarazione di intenti sottoscritta in quell’occasione. Oltre ad essere un accordo fallace, che non risponde alle esigenze del personale e che non recepisce la sfida del modello dell’ufficio per il processo per traguardare una nuova e moderna organizzazione del lavoro, non si determinano affatto le condizioni per il transito a pieno titolo del nuovo ordinamento: non sono state disciplinate le procedure per l’attribuzione dei differenziali stipendiali, per i criteri con cui effettuare le progressioni verticali in deroga ex art. 18 CCNL 2019-2021, il sistema degli incarichi di tipo professionale e di posizione organizzativa per l’area dei funzionari o di specifiche responsabilità per l’area degli assistenti. L’unico passo avanti che è stato fatto è stata l’attuazione dell’accordo del 2017, con i passaggi di profilo a costo zero per l’amministrazione. Neanche sul completamento dei passaggi già finanziati di cui all’art. 21-quater, informatici, contabili, esperti linguistici e bibliotecari, è stato battuto un colpo.

Sul versante stabilizzazione dei precari PNRR l’amministrazione ha finalmente riconosciuto quanto abbiamo evidenziato sin dal febbraio 2022: il Ministero della giustizia non poteva fare a meno di queste migliaia di lavoratrici e lavoratori qualificati entrati in questa amministrazione con una missione precisa e avendo così tanto contribuito alla realizzazione degli obiettivi del PNRR sulla riduzione dell’arretrato e del disposition time. Le risorse utilizzate per coprire le stabilizzazioni aggiuntive rispetto a quanto previsto dalla legge di bilancio per il 2025 lo dimostrano, aver utilizzato risparmi per mancate sostituzioni del personale cessato in questi anni è la diretta conseguenza del fallimento delle politiche assunzionali di questo Ministero. Chiediamo ora garanzie che questa esperienza non vada dispersa, non solo attraverso la stabilizzazione del

personale ma con la strutturazione a regime dell’ufficio per il processo, in modo da non disperdere competenze e professionalità acquisite nel tempo, oltre alla definizione delle relative dotazioni organiche al fine di determinare le condizioni di stabilità e continuità occupazionale presso le sedi in cui il personale già opera al servizio dell’amministrazione.

Mancano ancora però 1.800 precari all’appello, oltre ai precari dell’obiettivo convergenza per le regioni del sud; abbiamo chiesto più volte l’individuazione delle risorse necessarie alla loro stabilizzazione integrale, ma senza questo almeno che ci si adoperi per garantire la loro continuità occupazionale attraverso una proroga dei loro contratti in prossima scadenza. Riteniamo quindi necessario un finanziamento ulteriore delle capacità assunzionali dell’amministrazione che possa riconoscere le professionalità interne, realizzando un numero maggiore delle progressioni verticali e prevedendo la riserva di posti per il personale interno per il 50% dei posti disponibili della costituenda area delle elevate professionalità.

Per queste ragioni chiediamo:

  • quando le lavoratrici e i lavoratori di questo Ministero potranno transitare nelle nuove famiglie professionali, con che modalità si potranno realizzare i successivi passaggi tra profili e famiglie;

  • quando e se l’amministrazione intenderà dare seguito agli impegni presi per fare l’accordo sui criteri per le progressioni verticali in deroga ex art. 18 CCNL 2019-2021, considerando la prossima scadenza prevista per il 30 giugno 2026;

  • se le lavoratrici e i lavoratori che aspettano da 10 anni i passaggi del 21-quater potranno vederli realizzati prima del loro pensionamento;

  • quali prospettive intende l’amministrazione riconoscere per gli ausiliari ancora bloccati nell’area operatori;

  • quali iniziative sta prendendo l’amministrazione per garantire la stabilizzazione o, in subordine, la proroga dei precari rimasti fuori dalle previsioni di stabilizzazione del PIAO;

  • quali modalità l’amministrazione intenderà adottare per le procedure di stabilizzazione del personale precario PNRR, considerata la mancata strutturazione a regime ad ora del modello organizzativo dell’ufficio per il processo e la corrispondente dotazione organica, con particolare riguardo alla suddivisione dei numeri per ciascun distretto e tribunale oltre alle tempistiche per la pubblicazione delle graduatorie distrettuali e poi nazionale.

In attesa di un gentile riscontro, si porgono cordiali saluti.

La Coordinatrice nazionale FP CGIL Ministero della Giustizia

Felicia Russo

Il Blocca-Carriere, l’accordo integrativo per il 2025 firmato da una sola sedicente organizzazione sindacale, non ha compromesso soltanto il riconoscimento dei differenziali per oltre tremila lavoratrici e lavoratori dell’Ente, pregiudicandone il percorso professionale e alimentando la conflittualità generazionale; ha minacciato, e frontalmente, la sicurezza economica di moltissimi colleghi.

Abbiamo rischiato di perdere migliaia di euro!

A dirlo non sono i pericolosi trinariciuti della FP CGIL, che ostinatamente — bontà loro — continuano a fare sindacato per davvero, ma è lo stesso accordo-toppa, il verbale attuativo con cui le parti firmatarie del CCNI hanno dovuto precisare alcune “sviste” della negoziazione.

Ma quali sarebbero questi errori sfuggiti a chi quell’accordo lo ha scritto, firmato o avallato?

Partiamo dal primo intoppo, una distrazione tutt’altro che innocua, che ha rischiato di bruciare i salari di chi lavora in Istituto. Il TEP, o trattamento economico di professionalità, matura dopo un anno: l’articolo 9 del CCNI 2020-2021, richiamato da ogni successivo contratto, lo ha stabilito con chiarezza, prevedendo che spetti al personale che abbia maturato un anno continuativo di servizio presso l’INPS.

Una clausola non casuale, pensata in primo luogo per premiare la professionalizzazione; e, in secondo luogo, per evitare che i costi di una distribuzione a pioggia finissero per impattare subito sul fondo incentivante, gravando sugli stipendi.

All’inizio l’Amministrazione imponeva ventiquattro mesi di attesa; fu proprio l’azione sindacale, allora condivisa, a convincere l’Amministrazione a rivedere tale scelta, per rendere economicamente più attrattivo l’Ente e agevolare i neoassunti. Una simile scelta era un punto d’equilibrio.

Bene, il Blocca-Carriere aveva omesso proprio quel richiamo ai tempi: così il fondo avrebbe potuto svuotarsi rapidamente, con conseguenze dirette sulle buste paga di tutti.

Una misura suicida, senza giri di parole, che ha imposto un correttivo onde evitare pesanti ripercussioni sull’erogazione degli incentivi. E non è finita qui.

Sul tema degli infermieri abbiamo già scritto (link): si è rischiata una contestazione d’indebito per chi non opera nella disabilità, perché al 30 dicembre chi ha sottoscritto il contratto ha deciso che l’indennità spettasse solo a chi aveva lavorato nelle commissioni per l’accertamento sanitario dell’invalidità.

Una norma retroattiva dal primo gennaio che, oltre a restringere drasticamente il campo dei beneficiari, intervenendo a posteriori avrebbe potuto tradursi in massicci recuperi in busta paga.

La stessa sorte avrebbe potuto colpire gli elaboratori d’immagini o chi coordina l’attività degli autisti: lavoratrici e lavoratori ai quali l’Istituto avrebbe potuto chiedere somme indietro dall’oggi al domani.

Se a ciò aggiungiamo il trattamento punitivo riservato a chi fa sportello (link), nodo non affrontato dall’intesa dunque ancora pendente, possiamo tirare le somme.

La ratifica del verbale correttivo è senza dubbio un passo importante e chiarisce che l’intenzione dell’Amministrazione non era fare cassa sui dipendenti.

Restano però alcune domande che non smetteremo di porre:

  1. Chi firma un contratto con errori così evidenti?
  2. Cos’è passato per la testa a chi, sul finire di luglio, ha deciso che il testo andava bene così, punto e basta?

  3. Cos’hanno pensato le parti firmatarie quando hanno esposto tutti i lavoratori dell’Istituto a rischi tanto concreti?

Coordinatore nazionale FP CGIL INPS
Giuseppe Lombardo

Alla Direttrice della Direzione Reclutamento Personale PA

Formez

Dott.ssa Giuseppina Miccoli

direzione.reclutamentopa@formez.it

Alla Direttrice generale del personale e della formazione

del Dipartimento dell’organizzazione giudiziaria, del personale e dei servizi

Ministero della giustizia

Dott.ssa Mariaisabella Gandini

dgpersonale.dog@giustizia.it

Oggetto: nota FP CGIL su concorso pubblico, per il reclutamento di n. 2.970 unità di personale non dirigenziale a tempo indeterminato del Ministero della giustizia

Gentilissime,

A seguito della pubblicazione della graduatoria per l’assunzione di 2.600 assistenti giudiziari, giungono a questa organizzazione sindacale numerose segnalazioni sui criteri di formulazione della graduatoria, con particolare riguardo alla corretta applicazione delle riserve, l’attribuzione dei punteggi aggiuntivi previsti dal bando e dei titoli di preferenza a parità di punteggio. Al fine di garantire il massimo della trasparenza possibile verso coloro che sono risultati vincitori nonché idonei al bando di concorso, si richiede di valutare l’opportunità di fornire dei chiarimenti interpretativi anche tramite FAQ o apposita nota informativa sulle modalità attraverso cui sono stati attribuiti i punteggi aggiuntivi, le riserve e i titoli di preferenza a parità di punteggio.

Si richiede infine di valutare l’opportunità di accogliere favorevolmente tutte le istanze di differimento della presa di servizio che verranno presentate, anche al fine di permettere a coloro che sono attualmente in servizio con contratti di lavoro a tempo determinato di potersi vedere confermati nei propri ruoli, preservando al meglio competenze e professionalità acquisite nel corso di questi ultimi anni.

In attesa di un gentile riscontro, si porgono cordiali saluti.

La Coordinatrice nazionale FP CGIL

del Ministero della Giustizia

Felicia Russo

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