Agenzia del demanio
Trattamento Economico, Attività Normativa e Relazioni Sindacali
Dott. Francesco Gregorace
dg.normativarelazionisindacali@agenziademanio.it
Oggetto: accordo per lo svolgimento della prestazione lavorativa in co-working sottoscritto in data 22 maggio 2025
Con l’accordo sindacale richiamato, le Parti sottoscrittrici –compresa la FP CGIL– hanno inteso consolidare, dopo riuscita sperimentazione, l’istituto del co-working come una delle modalità di lavoro ordinarie presenti in Agenzia del demanio.
Tra gli impegni caratterizzanti contenuti nell’accordo del maggio scorso –e fermamente voluti dalla FP CGIL– sono da richiamare le seguenti responsabilità dell’Agenzia:
ampliare il numero delle postazioni di co-working presso le proprie sedi
verificare la disponibilità di ulteriori postazioni presso altre Amministrazioni fruibili a favore del personale dell’Agenzia del demanio
Mentre nei fatti è da riconoscere un progressivo assolvimento dell’impegno assunto dalla Parte datoriale finalizzato ad ampliare il numero delle postazioni disponibili e fruibili dal personale presso le proprie sedi, a distanza di mesi dalla sottoscrizione del citato accordo nulla è dato conoscere in merito all’assolvimento dell’impegno datoriale a verificare la disponibilità di postazioni anche presso sedi di altre Amministrazioni a favore dei dipendenti dell’Agenzia del demanio.
In considerazione dell’esiguo numero di sedi dell’Agenzia in tutto il territorio nazionale –che spesso vede una sola sede o, nella migliore delle ipotesi, due sedi per Regione– per la FP CGIL la possibilità per le Lavoratrici e i Lavoratori dell’Agenzia del demanio nel poter fruire di postazioni di co-working anche in sedi diverse da quelle dell’Agenzia rappresenta un irrinunciabile punto di avanzamento nelle modalità di assolvimento della prestazione lavorativa, in un ottica di conciliazione dei tempi vita-lavoro e con notevoli ricadute più complessivo concetto di benessere organizzativo.
Si chiede, pertanto, di ricevere il necessario aggiornamento in merito alle azioni poste in essere da questo Ente finalizzate all’assolvimento dell’impegno negoziale assunto dalla Parte datoriale con la firma dell’accordo sindacale citato.
Con l’occasione si porgono cordiali saluti.
|
FP CGIL Nazionale Daniele Gamberini gamberini@fpcgil.it |
Mentre si discute di web-meeting e viene convocato l’OPI sul punto – dimenticando che la sperimentazione è attiva da molto tempo in diverse sedi e che alcune organizzazioni si sono accorte del problema solo quando questo ha investito le Direzioni di Coordinamento Metropolitano – c’è un’altra discriminazione che colpisce chi fornisce supporto all’utenza: è quella che riguarda le consulenze specialistiche.
Mettiamola giù semplice. Un’ora di sportello al front-end dà diritto alla fruizione della maggiorazione prevista per il servizio, identificata in paperless col giustificativo MFOF. Lo stesso trattamento non si registra per la consulenza specialistica, laddove l’agenda interna si articola in appuntamenti da venti minuti che dovrebbero creare valore aggiunto.
L’idea dell’Istituto, che noi in realtà abbiamo sempre messo in discussione, è che nell’erogazione del servizio il primo sportello serva esclusivamente ad avere informazioni generiche, con l’appuntamento riservato alle problematiche più complesse e articolate.
Ora, posto che chi varca la soglia di una sede fatica a riconoscere la distinzione di livelli, ivi considerato che l’interlocutore è spesso lo stesso, il quadro tracciato mal si concilia con un trattamento peggiorativo per chi ha il compito di approfondire le pratiche più complesse.
Ripetiamo ancora una volta a chiare lettere: non esiste una consulenza di serie A e una consulenza di serie B all’interno di questo ente.
E anche su questo punto, che ritenevamo banale e condiviso, il Blocca-Carriere purtroppo dispiega i suoi effetti, non rispondendo o restringendo il campo di applicazione della maggiorazione.
Nel CCNI del 2024, infatti, l’indennità era riconosciuta per l’attività di presidio nella gestione del front-office (frase secca); col Blocca-Carriere, firmato da una sola sedicente organizzazione nel 2025, si specifica che l’indennità è sì erogata, ma in considerazione del disagio e del rischio insito nello svolgimento dell’attività di sportello in presenza.
Dunque, mentre l’Amministrazione investe sullo sportello digitale, il sindacato firmatario che fa? Dice che lo sportello da remoto non ha diritto a un pari riconoscimento economico. Addio maggiorazione per chi mette la faccia online, a meno che l’Amministrazione non conceda benevolmente la grazia in virtù di una dichiarazione congiunta.
Perdipiù nessuna apertura su una discriminante che INPS adotta da troppo tempo e contro ogni logica.
La maggiorazione dovrebbe essere erogata in considerazione del rischio insito nello svolgimento dell’attività di sportello e dell’assunzione di responsabilità legata alla rappresentanza pubblica dell’Istituto: se c’è un furto dell’immagine via webcam o se c’è un tentativo di aggressione, l’Istituto non può e non deve fare differenze.
Coordinatore nazionale FP CGIL INPS
Giuseppe Lombardo
Al Presidente di AIOP Prof. Gabriele Pelissero
Al Presidente di ARIS Padre Virginio Bebber
e.p.c.
Al Ministro della salute On. Orazio Schillaci
Al Presidente di Conferenza delle Regioni e delle Province autonome
Dott. Massimiliano Fedriga
Al Presidente della Valle D’Aosta Dott. Renzo Testolin
Al Presidente del Piemonte Dott. Alberto Cirio
Al Presidente della Liguria Dott. Marco Bucci
Al Presidente della Lombardia Dott. Attilio Fontana
Al Presidente del Trentino Alto- Adige/Sudtirol
Dott. Arno Kompatsche
Al Presidente del Veneto Dott. Alberto Stefani
Al Presidente del Friuli-Venezia Giulia
Dott. Massimiliano Fedriga
Al Presidente dell’Emilia- Romagna
Dott. Michele De Pascale
Al Presidente della Toscana Dott. Eugenio Giani
Al Presidente dell’Umbria Dott.ssa Stefania Proietti
Al Presidente delle Marche Dott. Francesco Acquaroli
Al Presidente del Lazio Dott. Francesco Rocca
Al Presidente dell’Abruzzo Dott. Marco Marsilio
Al Presidente del Molise Dott. Francesco Roberti
Al Presidente della Campania Dott. Roberto Fico
Al Presidente della Puglia Dott. Antonio Decaro
Al Presidente della Basilicata Dott. Vito Bardi
Al Presidente della Calabria Dott. Roberto Occhiuto
Al Presidente della Sicilia Dott. Renato Schifani
Al Presidente della Sardegna Dott.ssa Alessandra Todde
Comunicazione in merito allo Stato di Agitazione proclamato il 28 gennaio u.s.
Prendiamo atto della nota di AIOP e ARIS, inviata alle scriventi OO.SS. in data 16 febbraio u.s., che ad ogni buon conto si riallega alla presente affinché ne prenda visione oltre che il Ministero della salute anche la Conferenza delle Regioni e delle Province autonome ed i rispettivi Presidenti di Regione in epigrafe, e ribadiamo quanto già espresso nel tentativo di conciliazione avvenuto il 12 febbraio u.s. di fronte al Ministero del lavoro e delle politiche sociali, ovvero che non siamo più
disposti a tollerare ulteriori attese per l’apertura dei tavoli di rinnovo rispettivamente del CCNL della sanità privata e dei CCNL del settore socio-sanitario-assistenziale.
Inoltre, giudichiamo inopportuno il silenzio della parte istituzionale, da cui attendiamo indicazioni sin dall’incontro avvenuto presso il Ministero della salute in data 22 dicembre 2025. In quella sede ci erano state fornite rassicurazioni che, ad oggi, non hanno tuttavia trovato alcun riscontro concreto. Proprio tale colpevole inerzia, unita alla pretesa indifendibile della parte datoriale di non procedere ai rinnovi fintanto che non venga loro garantita la copertura integrale degli incrementi contrattuali, ci ha costretto ad intraprendere le iniziative di mobilitazione messe in atto e che continueremo a portare avanti non tanto per ledere le strutture associato ad AIOP e ARIS, ma piuttosto per dimostrare ai 300 mila dipendenti del settore, che garantiscono quotidianamente l’assistenza al cittadino e rappresentano la vera colonna portante dell’ospedalità privata e territoriale accreditata, che non sono stati dimenticati in questa vergognosa vicenda che si trascina da ben troppo tempo.
Le scriventi, pur avendo dimostrato concretamente la propria disponibilità a proseguire le trattative già avviate per il rinnovo dei CCNL ARIS RSA e AIOP RSA, rilevano tuttavia il permanere di posizioni della parte datoriale che lasciano intendere la mancanza di una reale volontà di pervenire alla chiusura dei tavoli in tempi brevi. Ritardi ancora una volta inaccettabili, che vanno ad aggravare una situazione già critica, accumulando ulteriori ostacoli e rallentamenti alle legittime aspettative di tutela economico-salariale di coloro che chiedono un giusto contratto da 14 anni per il settore ospedaliero e da 8 anni per il settore socio-assistenziale.
Alla luce di quanto detto, noi diamo la massima disponibilità a trattare e confermiamo ogni apertura percorribile al fine di pervenire ad una soluzione positiva della vicenda, ma chiediamo al contempo che tutti i soggetti coinvolti si assumano le proprie responsabilità, a cominciare dal Ministero della salute, passando poi per la Conferenza delle Regioni e delle Province autonome e interpellando, infine, tutte le Regioni del Paese, in quanto l’accreditamento istituzionale previsto dal D.lgs. n. 502/1992 prevede esplicitamente l’incombenza sul livello regionale circa la verifica dei requisiti di carattere strutturale ed organizzativo, senza i quali non è possibile garantire la tutela della salute dei cittadini. In particolare, vogliamo che vengano dichiarati conformi alle delibere regionali in materia taluni requisiti per l’accreditamento delle strutture ospedaliere, residenziali e semiresidenziali del sistema della salute privato, con specifico riferimento alla valutazione della dotazione organica, alla qualificazione del personale in servizio e alla coerenza tra i requisiti dichiarati e le condizioni effettivamente operative. Riteniamo che la forte disparità salariale presente dai CCNL in oggetto rispetto al CCNL Sanità pubblica già stia provocando un’emorragia di personale destinata ad acuirsi nel tempo, comportando pertanto un’incapacità delle strutture a fornire le opportune risposte di salute.
È importante che venga definito un sistema di regole per l’accreditamenti regionale più chiaro ed univoco, mirante ad accertare la qualità delle cure, la tutela della salute dell’utente e il soddisfacimento dei bisogni assistenziali della popolazione. Uno dei requisiti che necessariamente dovrà essere considerato al fine del rilascio delle autorizzazioni di cui agli artt. 8-bis e ss. del D.lgs.
n. 502/1992 deve essere l’applicazione dei CCNL rinnovati nella corretta vigenza temporale e sottoscritti dalle organizzazioni sindacali comparativamente più rappresentative. La vigenza del CCNL, inoltre, non può accumulare un’enorme distanza dal contratto del settore pubblico, in quanto trattasi di contratti che si applicano a lavoratrici e lavoratori che effettuano un servizio pubblico e vengono remunerati da risorse pubbliche. Non accettiamo alcuna forma di disparità tra coloro che allo stesso modo assicurano la resilienza del Sistema sanitario nazionale e l’erogazione universale ed omogenea dei livelli essenziali di assistenza.
Concludiamo ricordando ad ognuno l’importanza della vertenza e la necessità di agire al più presto, abbandonando sterili prese di posizione e proseguendo nel percorso di dialogo intrapreso nel dicembre scorso. Queste OO.SS. porteranno avanti lo stato di agitazione mettendo in campo tutte le iniziative democratiche a disposizione, fino a quando le istanze delle lavoratrici e dei lavoratori non incontreranno i riconoscimenti attesi, maggiori tutele e regole tassative per il sistema sanitario regionale integrativo. Puntare al ribasso dei diritti e al dumping contrattuale con le OO.SS. e le associazioni datoriali non rappresentative non è mai una scelta responsabile, soprattutto quando l’obiettivo è quello di assicurare un diritto previsto dalla nostra Costituzione quale la tutela della salute.
Certi di aver esposto le nostre ragioni nella massima trasparenza, attendiamo la ripresa del dialogo con le istituzioni in indirizzo e proseguiamo nelle iniziative di lotta già intraprese.
|
FP CGIL |
CISL FP |
UIL FPL |
|
Federico Bozzanca |
Roberto Chierchia |
Rita Longobardi |
Durante il quinto tavolo per il rinnovo del CCNL delle Funzioni Centrali 2025-2027, ARAN ha presentato un testo con delle proposte mirate su alcuni istituti contrattuali tra cui le procedure per l’attribuzione dei differenziali stipendiali, la riduzione del personale turnista nel festivo infrasettimanale, oltre che la modifica delle modalità di calcolo degli istituti contrattuali in relazione ai turni notturni e ancora una riscrittura dell’articolato in merito ai rapporti di lavoro part-time – orizzontale e verticale – e a tempo determinato. In merito alla regolamentazione dell’uso dell’intelligenza artificiale, nel testo presentato, sono state, in parte, recepite alcune proposte avanzate da parte sindacale per ricondurre alla contrattazione gli effetti dell’utilizzo di detti sistemi, ma rimane ancora necessario introdurre degli avanzamenti su questo tema nell’ottica più generale di rafforzamento delle relazioni sindacali.
Nel confronto seguito all’illustrazione del testo presentato abbiamo posto l’accento sugli elementi di criticità rilevati nelle modifiche proposte, richiamando diverse questioni attinenti ai temi presentati, già anticipate negli scorsi tavoli di trattativa.
Per quanto riguarda le progressioni, in merito alla modifica proposta sull’esplicitazione del requisito di 3 anni di permanenza nell’area di appartenenza per partecipare alle procedure per l’attribuzione del differenziale stipendiale, abbiamo ricordato che un simile esplicito vincolo temporale nel testo contrattuale rischierebbe di generare un danno per una pluralità di lavoratrici e lavoratori cui si rinvierebbe nel tempo la possibilità di vedersi riconosciuto un beneficio economico. Sulle progressioni ci preme, invece, ribadire la necessità del rifinanziamento e della proroga per progressioni verticali in deroga, per dare piena attuazione al nuovo ordinamento professionale e – anche con interventi puntuali che saranno oggetto di discussione nei prossimi tavoli -, riconoscere il diritto alla carriera alle lavoratrici e ai lavoratori del comparto delle Funzioni Centrali.
Per quanto riguarda la duplice modifica proposta sulle turnazioni abbiamo espresso la preoccupazione per le ricadute che si avrebbero sia per il personale turnista delle amministrazioni – già sotto organico – che proprio nei giorni infrasettimanali vedono picchi di lavoro, sia per coloro che svolgono il turno notturno a cavallo di due giorni e avrebbero penalizzazioni nel riconoscimento di alcuni istituti, in particolare della L. 104/92.
Abbiamo, inoltre, rimarcato l’opportunità di migliorare la fruizione di alcuni istituti con interventi quali l’estensione dell’attestazione delle visite mediche anche per il medico curante, il riconoscimento di permessi anche per interventi ambulatoriali e il riconoscimento della flessibilità oraria ai genitori di studenti con DSA.
Infine, abbiamo evidenziato la necessità di riconoscere nel periodo delle ferie tutta la retribuzione dovuta, comprese indennità a carattere continuativo poste a compensazione del disagio, rischio o condizione professionale del lavoratore, come, tra l’altro, sancito da recenti e importanti sentenze, e salutato con favore la generalizzata condivisione della necessità – da noi già evidenziata – di eliminare il vincolo di programmazione delle ferie introdotto con il CCNL 2022-2024.
In conclusione, abbiamo ribadito l’importanza di proseguire il confronto per il rafforzamento delle relazioni sindacali, ampliando le materie oggetto di contrattazione, e per implementare i livelli di democrazia sindacale, richiamando l’impegno per cambiamenti di natura normativa che possano innalzare l’importo del buono pasto, rimuovere i tetti di spesa per il salario accessorio e aumentare le risorse per il FRD e allineare le indennità di amministrazione, e per garantire la copertura assicurativa per colpa grave prevista dalla legge 1/2026 a carico dell’amministrazione e non di lavoratrici e lavoratori.
Nella replica, il Presidente di ARAN, Naddeo, nel ribadire che ci sono dei vincoli sia normativi sia economici che condizionano il CCNL, si è impegnato a valutare le osservazioni presentate sulle modifiche al testo in vista del prossimo incontro calendarizzato per il 12 marzo.
Segretaria Nazionale FP CGIL
Giordana Pallone
Nella giornata di lunedì si è finalmente tenuta la riunione, più volte sollecitata da parte sindacale, per discutere delle misure di benessere organizzativo per il personale di INL e Ministero del Lavoro. Siamo consapevoli che si tratta di una misura importante per tutelare i lavoratori, pur restando fermo il ruolo essenziale e insostituibile del servizio sanitario pubblico, presidio e garanzia della salute di tutti i cittadini.
All’incontro erano presenti i rappresentanti dei due Enti e il Presidente di ASDEP (L’Associazione Nazionale per l’Assistenza Sanitaria dei dipendenti degli Enti Pubblici, costituita decenni fa da INPS, INAIL e ACI), che ha rappresentato come non vi siano ostacoli di nessun tipo all’adesione del Ministero del Lavoro e dell’INL alla polizza che sarà sottoscritta.
A seguito della stipula della Convenzione, i servizi saranno accessibili per i dipendenti e i familiari a loro carico, mentre per estendere la polizza ai familiari non a carico, si potrà integrare la stessa con un contributo economico volontario da parte dei singoli lavoratori.
Per quanto riguarda le coperture previste, si tratta del piano sanitario base (RMSO) che assicura interventi con o senza ricovero, day hospital e accertamenti diagnostici per il dipendente e per i familiari fiscalmente a carico, la copertura integrativa volontaria con pagamento di quote differenziate per poter assicurare i familiari fiscalmente non a carico (con tariffe differenziate per il solo piano base o con aggiunta di copertura volontaria) e inoltre viene assicurato il rischio premorienza e il Long Term Care.
Allo stato attuale è in corso una procedura di gara per l’aggiudicazione della polizza, le cui offerte dovevano essere presentate entro le ore 18 di lunedì. Laddove non fossero arrivate offerte ovvero queste non fossero considerate accettabili dalla Commissione aggiudicatrice, l’attuale proroga tecnica della polizza – in scadenza il prossimo giugno – sarà spostata fino a dicembre.
Preso atto della disponibilità di ASDEP e del suo Presidente, e verificato che la situazione è ancora in via di definizione, abbiamo chiesto di mantenere il confronto con ASDEP e le due Amministrazioni, per ricevere aggiornamenti costanti così da aggiornare lavoratrici e lavoratori, che da tempo attendono informazioni.
Il punto più dolente riguarda il finanziamento di questo meccanismo, in quanto i rappresentanti delle due Amministrazioni hanno precisato che la polizza potrebbe gravare, in tutto o in parte, sul Fondo risorse decentrate (FRD).
Per quanto riguarda il Ministero, in particolare, si sta verificando la possibilità di utilizzare le risorse derivanti dai risparmi di gestione (tenendo conto anche dei risparmi di gestione degli uffici di diretta collaborazione per garantire equità di trattamento ai dipendenti del Ministero del Lavoro), che confluiranno sul capitolo dedicato ai sussidi, integrandolo in maniera stabile. Se questa strada fosse praticabile, si potrebbe anche evitare di usare il Fondo risorse decentrate, mentre per INL – che avrebbe l’onere più “corposo” – senza autorizzazione normativa a utilizzare i fondi del proprio bilancio, c’è il rischio di gravare per intero sul FRD.
Per quanto ci riguarda, sebbene riteniamo che l’adesione all’ASDEP sia indispensabile per offrire ai lavoratori un utile, concreto ed indispensabile strumento di welfare, abbiamo evidenziato che non riteniamo pensabile che la polizza gravi anche solo parzialmente sul FRD, perché rientra tra le politiche di welfare che dovrebbero essere garantite con risorse proprie degli Enti, come accade, difatti, negli altri Enti già destinatari della polizza che utilizzano all’uopo fondi del proprio bilancio. A ciò aggiungiamo che sarebbe davvero paradossale, se non una vera e propria beffa per i lavoratori che, da un lato si incrementi la quota del FRD con l’ingresso nel fondo di 190 milioni di euro istituito presso il MEF e, dall’altro, quell’aumento sia ridotto o azzerato destinando quelle risorse al welfare. A noi questo non sta bene e per questo abbiamo ribadito che si esplorino tutte le altre strade, normative e/o amministrative, per non far gravare tali risorse sul fondo.
La parte datoriale ha precisato che l’adesione ad ASDEP è per loro prioritaria e per questo stanno valutando tutte le necessarie ipotesi per garantire copertura con altre risorse finanziarie – anche attraverso interventi normativi – al fine di non pesare sul Fondo Risorse Decentrate per entrambi gli Enti.
Il tavolo sarà aggiornato nel momento in cui ci saranno sviluppi su questi punti:
l’evoluzione della gara di ASDEP, per capire meglio i tempi dell’adesione di INL e Ministero;
le fonti di finanziamento, per non gravare sul FRD.
Finalmente un primo confronto serio sul tema si è aperto, ma crediamo che occorra fare presto per dare risposte concrete sugli altri due nodi da sciogliere. Siamo convinti che sia interesse di tutti agire per rendere realmente attrattive queste due Amministrazioni.
|
FP CGIL |
CISL FP |
UILPA |
FLP |
CONFINTESA FP |
CONFSAL-UNSA |
|
|
M.ARIANO A. PONE |
M. CAVO M. SOZZI |
I. CASALI O. GRIMALDI |
A. PICCOLI L.MARULLO
|
N. MORGIA |
V. DI BIASI G.M. GIOVANNETTI |
|
Al Direttore dell’INL
Dott. Danilo Papa
OGGETTO: incentivi per funzioni tecniche – proposta
La scrivente organizzazione sindacale in relazione all’emanando Decreto Direttoriale contenente il regolamento sugli incentivi per le funzioni tecniche di cui all’art. 45 del D.Lgs. 36/2023, presenta le seguenti proposte:
considerato che sono incentivabili le prestazioni di servizi e forniture per un importo pari o superiore a 500 mila euro e, indipendentemente dall’importo, contratti di particolare importanza individuati dal Codice degli appalti (per gli uffici territoriali probabilmente i servizi di pulizia degli edifici ad uso di sede e di gestione delle proprietà immobiliare) e considerato, quindi, che gli Ispettorati di Area Metropolitana e gli ITL difficilmente predispongono affidamenti di 500 mila euro, si chiede che le Direzioni Interregionali, cui è demandata la gestione delle procedure per l’affidamento di appalti per gli Ispettorati operanti nel territorio di competenza – così da ottimizzare i risparmi di spesa e migliorare l’efficienza come chiesto da questo sigla da tempo -, procedano ad acquisti cumulativi (es. Buoni Pasto, accordi quadro Consip, ecc.) d’importo pari o superiore a 500 mila euro, nominando presso gli ITL/IAM i Direttori dell’Esecuzione del Contratto e i collaboratori del RUP.
In questo modo, l’incentivo in argomento, oltre ad essere d’importo significativo, sarebbe erogato a una maggiore platea di dipendenti, consentendo contemporaneamente alle DIL di avvalersi del personale degli uffici territoriali per le procedure di gara.
Si chiede, inoltre, di valutare l’inserimento di incentivi anche per eventuali lavori da effettuare e non soltanto per servizi e forniture.
Infine, nel caso in cui la procedura di affidamento vada deserta, si ritiene che una quota dell’incentivo debba essere corrisposta, anzitutto in quanto un’attività, quale ad esempio la programmazione della spesa e la predisposizione dei documenti di gara, è stata comunque svolta dal personale e uno stanziamento è stato effettuato. Inoltre, la procedura potrebbe essere andata deserta per cause indipendenti dalla volontà del personale incaricato della procedura medesima. Specialmente in alcune sedi, c’è il rischio concreto che non si riesca ad affidare taluni servizi specialistici (ad es., manutenzioni impianti antincendio, impianti elevatori, etc.) per carenza/insufficienza di fornitori sul mercato locale (a cui magari sono già stati affidati i servizi in precedenti procedure, e vige l’obbligo di assicurare il principio di rotazione degli affidamenti), oppure per indisponibilità degli stessi fornitori – presenti sul mercato nazionale – a effettuare il servizio presso sedi disagiate.
Si chiede, pertanto, di valutare l’inserimento delle suddette modifiche.
FP CGIL – INL
Carissim@,
con questo breve comunicato intendiamo fare il punto su alcuni procedimenti in corso ed aggiornarvi sulle procedure di reclutamento e mobilità in fase di espletamento.
la graduatoria definitiva delle progressioni economiche orizzontali 2025 uscirà a breve, dopo che l’amministrazione avrà completato i controlli sulle dichiarazioni effettuate. Ricordiamo che, ovviamente, la decorrenza sarà 1 gennaio 2025 con la corresponsione dei relativi arretrati;
sono pervenute complessivamente 148 domande per il bando per l’attribuzione di 5 progressioni dall’area dei funzionari a quella delle elevate professionalità, si attende la nomina della commissione di valutazione prevista dall’art.4 del DD 108 del 18/12/2025.
il concorso per 105 unità, a tempo pieno e indeterminato, da inquadrare nell’Area delle elevate professionalità del Ministero è ancora bloccato dai tre ricorsi che dovrebbero definirsi il 10 marzo p.v.;
anche il concorso per 300 funzionari tecnici, bandito nel maggio dello scorso anno, è sospeso in attesa delle prove che devono ancora sostenere coloro che hanno chiesto il rinvio per gravidanza. Presumibilmente dovrebbe concludersi nei prossimi due mesi;
il reclutamento di 238 assistenti (probabilmente informatici ed amministrativi) previsti nel PIAO, dovrebbe essere bandito nel corso dell’anno.
l’amministrazione sta valutando la possibilità di stabilizzare tutto personale distaccato ai sensi dell’art.42bis del DLgs 151/2001 (circa venti unità) e tutti i distaccati da oltre cinque anni con un provvedimento che, acquisito l’assenzo dell’interessato, preveda l’assegnazione definiva nella sede in cui si è assegnati temporaneamente;
è in fase di ultimazione l’istruttoria del bando di mobilità volontaria per la copertura di n. 33 posti di funzione dirigenziale di livello non generale riservato al personale dirigenziale in servizio presso il Ministero delle infrastrutture e dei trasporti con incarico conferito ai sensi dell’art. 19 comma 5 bis del decreto legislativo 165/2001.
Il provvedimento definitivo dovrebbe essere pubblicato a breve.
Per la FP CGIL
Carmen Sabbatella
Luigi Gianfreda
Al Direttore Centrale Tecnologia, Informatica e Innovazione
Dott. Massimiliano D’Angelo
Alla Direttrice centrale Risorse Umane
Dott.ssa Cristina Deidda
per il tramite della Dirigente Area Relazioni Sindacali
Dott.ssa Marilù Padula
OGGETTO: RICHIESTA CHIARIMENTI MAIL PHISHING DI PROCEDIMENTO DISCIPLINARE
Da più parti giungono alla scrivente organizzazione numerose segnalazioni in merito a fantomatici procedimenti disciplinari notificati ai dipendenti.
L’indirizzo mail del mittente riporta, con ogni evidenza, a un tentativo di phishing, ma il protrarsi della situazione impone un chiarimento da parte dell’Amministrazione.
Delle due l’una: o l’Istituto è finito sotto un attacco informatico esterno, nel qual caso manifestiamo piena solidarietà al personale impegnato nell’azione di contrasto; o si tratta di una pessima trovata di carnevale per testare la sicurezza dei nostri sistemi e la regolarità delle condotte dei dipendenti.
Ove questa seconda ipotesi fosse veritiera, non potremmo che esprimere una valutazione critica rispetto alla scelta di utilizzare comunicazioni simulate di carattere disciplinare quale strumento di verifica della vulnerabilità di chi opera in INPS.
La materia disciplinare, lo ricordiamo, attiene a profili estremamente delicati, incide sulla dignità professionale, sulla serenità del lavoratore e sul clima organizzativo.
L’utilizzo di questo ambito per finalità di test, ove corrispondesse al vero in assenza di preventiva informazione e per un tempo così lungo, appare improprio e potenzialmente lesivo dei principi di correttezza e buona fede su cui si improntano le relazioni di lavoro.
Simili iniziative rischiano, ad avviso della scrivente sigla, di generare sfiducia nei confronti delle comunicazioni istituzionali ufficiali, con effetti controproducenti sul piano organizzativo e della sicurezza informatica, poiché la confusione tra realtà e simulazione può indebolire – anziché rafforzare – la capacità di riconoscere situazioni di effettivo pericolo.
Chiediamo, in tal senso, trasparenza, invitando l’Istituto a fornire elementi di conoscenza a tutto il personale.
La sicurezza informatica non può prescindere dalla tutela delle lavoratrici e dei lavoratori dell’Ente.
Coordinatore nazionale FP CGIL INPS
Giuseppe Lombardo
Si è tenuto, oggi pomeriggio, il primo incontro ufficiale con la nuova Direttrice centrale delle Risorse Umane, la dottoressa Cristina Deidda.
Intervenendo come FP CGIL, abbiamo auspicato, da parte della nuova Direttrice, la stessa cura e la stessa coerenza nell’azione quotidiana che abbiamo apprezzato durante gli anni trascorsi alla DC Formazione, caratterizzati da un clima di condivisione costruttiva finalizzato al raggiungimento dei risultati.
Nel corso dell’incontro abbiamo rappresentato le principali criticità che continuano a gravare sulle lavoratrici e sui lavoratori dell’Ente.
Abbiamo chiesto all’Amministrazione risposte concrete su un tema comune alle diverse professionalità che popolano l’Istituto: la deroga al D.L. 75/2017 per consentire l’utilizzo pieno delle risorse presenti nei Fondi. Questo non è un problema, è il problema.
Due anni fa la Direttrice generale garantiva a operatori, assistenti e funzionari un impegno istituzionale per rompere l’impasse: 24 mesi dopo, l’INPS non viene neppure convocato in audizione sulla legge di bilancio. Non è un bel segnale, vieppiù considerando l’elasticità ottenuta da altre realtà pur all’interno delle Funzioni Centrali.
Sulla valorizzazione del personale abbiamo ribadito che le progressioni devono proseguire senza esclusioni. È necessario garantire il passaggio di tutto il personale che risulterà escluso nel 2025 e iniziare a riconoscere la professionalità dei lavoratori assunti nel 2023.
In tal senso riteniamo debba essere ripristinato il meccanismo di garanzia che parametrava il peso dell’esperienza professionale in relazione all’ultimo differenziale ottenuto, come previsto dal CCNI 2024 (avallato dai Ministeri vigilanti).
Sul tema degli organici abbiamo ribadito quanto detto nel corso degli ultimi mesi: serve trasparenza. Occorre una mappatura chiara delle carenze di personale, sede per sede, agenzia per agenzia. È un’operazione imprescindibile per affrontare in modo serio le criticità che stanno mettendo in difficoltà gli uffici e chi lavora.
Le fughe in avanti dell’Amministrazione, la scelta di reclutare risorse dall’esterno senza guardare prima alle esigenze del personale, hanno già compromesso il patto di fiducia che lega i lavoratori all’Ente. È fondamentale ricucire questo strappo attivando un monitoraggio delle esigenze espresse dal personale in servizio in base ai criteri utilizzati nella precedente mobilità nazionale per programmare un percorso che dia risposta ai bisogni di chi lavora.
Abbiamo chiesto la stabilizzazione del personale proveniente da altre Amministrazioni e che opera in comando o in 42 bis.
E, poiché al Nord si registrano problemi cronici di carenze, abbiamo invitato la controparte ad aprire un tavolo per affrontare le questioni irrisolte e pensare a specifiche politiche che favoriscano la permanenza del personale.
Abbiamo, infine, ribadito la necessità di istituire la quarta area delle Elevate professionalità e di rafforzare, in previsione di tutti i concorsi, la valutazione delle competenze già in fase di reclutamento, riducendo il ricorso alle consulenze esterne.
Un altro tema centrale è quello inerente al sistema di valutazione.
Abbiamo ribadito che le valutazioni arbitrarie od opache non hanno diritto di cittadinanza. Serve un sistema basato su criteri oggettivi e sull’obiettivo di gruppo, che valorizzi il lavoro di squadra. Non chiediamo la luna:
colloqui iniziali;
valutazioni intermedie chiare (possibilmente in armonia col calendario gregoriano);
e valutazioni finali comunicate nei tempi previsti.
La procedura di conciliazione deve essere verbalizzata; in caso di esiti negativi, l’Amministrazione deve attivare percorsi di formazione, non limitarsi alla reprimenda.
Abbiamo chiesto maggiore trasparenza sul sistema di misurazione della performance, esortando la controparte ad attivare un profilo da consulter ai coordinatori delle diverse organizzazioni sindacali. Poste tutte le osservazioni critiche che abbiamo elaborato nel tempo, in assenza di un ripensamento complessivo del sistema, sugli indicatori abbiamo chiesto un cambio di metodo: i piani di produzione devono tener conto delle reali condizioni delle sedi, delle carenze di personale e dei carichi di lavoro legati ad arretrati, contenzioso e
recupero crediti. Gli stessi indicatori, poi, non possono mutare di anno in anno, o i dati reali saranno illeggibili.
Abbiamo chiesto garanzie sul personale che opera in regime di telelavoro: se l’Amministrazione non crede in questo istituto, deve almeno riconoscere – all’interno del lavoro da remoto – condizioni analoghe a chi ne ha fruito finora.
Per quanto riguarda la dirigenza, riteniamo necessario dare maggiore attenzione ai percorsi di carriera, legandoli al merito e alle competenze dimostrate, con una valorizzazione delle dirigenti INPS, spesso penalizzate nei processi di crescita. Analogamente occorre ristrutturare il sistema di valutazione, per scongiurare eterogeneità e personalismi, attraverso l’introduzione della calibrazione dei giudizi, unitamente alla valutazione dal basso e tra pari prevista dalla direttiva della Funzione Pubblica. Ancora: occorre stabilizzare i dirigenti in comando, valorizzare i nuovi arrivi e risolvere la questione degli interim.
Sul personale medico è urgente definire regole chiare sull’attività intramoenia e sull’indennità di esclusività (va quindi revisionato, e profondamente, il messaggio 3885/2025), così come occorre rivedere i criteri concorsuali per le future immissioni. Avevamo anticipato lo sfacelo cui stiamo assistendo: la scelta di selezionare solo alcune specializzazioni si è rivelata miope, lasciando scoperte intere aree del Nord, proprio all’alba degli oneri correlati alla legislazione sulla invalidità. Si sta erodendo la competitività del terreno del lavoro pubblico: questo è un banco di prova.
Per i professionisti è necessario primariamente sbloccare subito i concorsi ancora pendenti: vi sono gravissime carenze di organico, al centro come sul territorio, a fronte delle quali solo l’abnegazione degli stessi professionisti ha impedito, finora, una impasse delle fondamentali attività loro affidate. È urgente inoltre provvedere alla riorganizzazione ed al potenziamento degli uffici di supporto ai professionisti, che vanno dotati di risorse umane e strumentali idonee a far fronte alle mutate esigenze, anche sotto il profilo tecnologico, della attività professionali. Attendiamo l’urgente attivazione della selezione per l’attribuzione del secondo livello differenziato di professionalità per l’anno corrente e la sistemazione della relativa disciplina; la definitiva revisione del sistema di valutazione della produttività, che va parametrato alle peculiari caratteristiche delle attività professionali; e, per i professionisti legali, l’attivazione di un immediato confronto per porre fine all’annoso contenzioso pendente in merito alle modalità di applicazione dell’IRAP sugli onorari. In più, per i tecnici vorremmo capire se la questione del pagamento degli incentivi alle funzioni tecniche è stata definitivamente risolta e se, d’ora innanzi, la liquidazione degli importi dovuti avverrà in tempi corretti.
Da ultimo abbiamo chiesto un tavolo sul ricorso all’Intelligenza Artificiale da parte dell’Istituto. Le rappresentanze dei lavoratori non possono essere escluse dai processi di innovazione tecnologica in atto, che hanno conseguenze non solo etiche, non solo organizzative, ma di profondo impatto sulla vita di ogni unità. Su questo è necessaria maggiore trasparenza, per capire come, quando e in che modo opera l’AI adoperata da INPS.
La FP CGIL continuerà a vigilare e a mobilitarsi per difendere i diritti, la dignità e la valorizzazione del personale. Ora attendiamo risposte chiare e impegni concreti dall’Amministrazione.
Coordinatore nazionale FP CGIL INPS
Giuseppe Lombardo
Ai sensi dell’art. 6 del dl n. 80/2021, convertito, con modificazioni, dalla legge n. 113/2021, il legislatore ha previsto che entro il 31 gennaio di ogni anno le Pubbliche amministrazioni adottino il Piano integrato di attività e organizzazione (cd. Piao), all’interno del quale viene predisposto il Piano Triennale dei Fabbisogni di Personale (PTFP), ovvero lo strumento attraverso cui l’Amministrazione programma le assunzioni nel periodo di riferimento del documento.
Ora, siamo certi che l’INAIL, consapevole (?) delle enormi difficoltà legate ad una carenza di personale che mina ogni singolo istante la funzionalità delle strutture territoriali e che ne potrebbe compromettere irreparabilmente il principio di “prossimità” dei servizi, sia dal punto di vista amministrativo che sanitario, avrà previsto nelle future procedure concorsuali anche quella per l’acquisizione di Assistenti Amministrativi.
Non solo perché ampliare il bacino di potenziali destinatari porterebbe ad un aumento di possibilità occupazionali, ma anche perché la figura dell’assistente amministrativo è fondamentale per il corretto funzionamento della macchina (non è un caso che altre amministrazioni, v. Inps, abbiano bandito concorsi per questa figura professionale) e per il ripristino di un benessere organizzativo ormai lacerato dalle radici – se non si interviene seriamente sul tema si rendono inutili anche le meritevoli indagini avviate dal CUG, organismo mai valorizzato e spesso inascoltato.
Siamo fortemente convinti che la strada da intraprendere sia questa e che non sia percorribile l’ipotesi di una totale eliminazione di una figura professionale, portandola, nei fatti, ad esaurimento.
Ma attendiamo fiduciosi di leggere il documento, anche per capire quale Piano Triennale ci aspetta, quali e quante risorse saranno impiegate nel prossimo futuro di questo ente, convinti sempre più che una visione e una buona capacità gestionale non possa prescindere dalle giuste scelte delle persone e dall’utilizzo di una AI come ausilio ai colleghi e non come elemento di sostituzione.
La persona prima di tutto….!!!
FP CGIL UIL PA
A. MERCANTI G.PAGLIA
Venerdì scorso, all’ora di pranzo, la sedicente organizzazione che ha firmato in solitaria il Blocca Carriere, salvo mettere una nota a verbale con cui prendeva le distanze dalla sua stessa firma, ha annunciato trionfale: “Abbiamo sottoscritto un verbale di interpretazione autentica e abbiamo risolto le problematiche relative al sistema indennitario”.
Toni di giubilo e grande festa, il “pappapero” come cifra stilistica e un ringraziamento sentito all’Amministrazione, che ha tolto le castagne dal fuoco accettando un confronto a due, di nascosto anche alle organizzazioni firmatarie del CCNL che siedono al tavolo.
Tutto è bene quel che finisce bene? Non proprio…
1) LA LOGICA.
Domanda retorica: avete memoria storica, nel recente passato, di “verbali di interpretazione autentica”, perdipiù approvati di soppiatto, ahumm ahumm?
La risposta è no.
Perché se un contratto è scritto bene, non c’è alcun bisogno di interpretare.
Se il dettato è chiaro, non bisogna trasmettere mail furtive per chiedere incontri riservati.
Se si commettono errori, se si scrivono castronerie che minacciano la tenuta delle tutele stabilite dal negoziato, allora sì bisogna ritornare a vedersi a quattr’occhi. E di gran corsa.
Proprio quello che è accaduto.
Lo abbiamo scritto e lo ribadiamo: bisognava appellarsi alla clemenza dell’Amministrazione per mondare le criticità riportate nell’accordicchio di luglio. E la clemenza è stata infine concessa.
2) La FORMA.
Se davvero è stato scritto un verbale, se cioè l’intesa ha assunto questa forma, le probabilità che lo stesso testo debba passare dal controllo dei ministeri vigilanti crescono.
Non pensiamo sia andata così, ma nel qual caso non abbiamo dubbi sul fatto che INPS saprà spendersi per rimediare ai danni di un’intesa a perdere.
Qualche dubbio in più ci sovviene se chi ha proposto l’accordo è la stessa brillante ragioneria che nell’ipotesi originaria aveva creato un sistema bizantino di incentivi, un sistema per il quale si riconosceva un indennizzo ai lavoratori destinati ad andare in pensione (a danno di tutti gli altri) e al contempo si inibiva agli stessi l’accesso ai differenziali. Il tutto in nome dei PES.
Errori da matita rossa, che chi di dovere ha rispedito al mittente, coi rimbrotti del caso.
3) La DIATRIBA.
Gli stracci tra le organizzazioni firmatarie del CCNL ci interessano poco. Fa però fa sorridere l’idea che qualcuno sia pronto a firmare un testo che ha apertamente contestato nelle scorse settimane, recitando la parte di arruffapopolo. Siamo ai limiti della schizofrenia negoziale, e in questo la sedicente organizzazione firmataria non ha davvero tutti i torti.
Il Blocca Carriere ha talmente tante storture che appellarsi alla magnanimità dell’Amministrazione per aggiungere una firma in calce ha un significato univoco: captatio benevolentiae.
Sorprende? No. Se non ci fosse stata la remotizzazione forzata causa Covid, avremmo ancora vigenti – grazie a lor signori – le regole di un’intesa che prevedeva il lavoro agile a malapena per il 10% del personale, rimettendo all’Amministrazione ogni valutazione estensiva. Per dire la capacità di comprendere i tempi…
4) Il fattore TEMPO.
Non è un elemento marginale, è la cifra di fondo dell’accordicchio.
Si firma a ridosso delle vacanze estive, perché non faccia scalpore.
L’ipotesi diventa definitiva al tramonto dell’anno, tra panettoni e spumante.
Poi si fa un bell’incontro riparatore alla vigilia di San Valentino, lontano da occhi indiscreti.
Il sotterfugio come metodo operativo, l’opacità come strategia.
Più che una soluzione sembra l’ennesima toppa cucita in fretta su uno strappo che non si vuole ammettere. Firmano un accordo scritto coi piedi, pregano la controparte di dare un aiutino, infine celebrano “lo storico successo”. Il tutto con evidente sprezzo del ridicolo.
Un copione già visto e sperimentato. Peccato che per il mondo INPS non sia una commedia brillante ma sempre la stessa farsa. Con il conto da pagare a carico di chi lavora.
Coordinatore nazionale FP CGIL INPS
Giuseppe Lombardo
Dipartimento Giustizia Minorile e di Comunità
Al Capo Dipartimento
Dott. Antonio Sangermano
Alla Direzione generale del Personale e delle Risorse
Dott.ssa Silvia Mei
prot.dgmc@giustiziacert.it
Oggetto: scorrimento graduatoria FSS
La scrivente FP CGIL, facendo seguito all’incontro del 15 gennaio u.s. con codesta Direzione Generale del Personale, rinnova la richiesta di scorrimento della graduatoria per 413 posti per funzionario della professionalità di servizio sociale.
A tale riguardo si rileva che la graduatoria in oggetto è prossima alla scadenza, prevista per il 9 agosto p.v. e che nella stessa sono presenti circa 700 idonei, in attesa di conoscere le determinazioni del DGMC.
Come già rappresentato in più occasioni, evidenziamo l’urgenza di procedere alla copertura delle carenze dei FSS ancora persistenti negli Uepe e negli USSM, con particolare riferimento alle sedi dove è maggiore la scopertura, con ricadute pesanti per i lavoratori in servizio esposti quotidianamente al rischio di stress lavoro correlato.
Nonostante le recenti assunzioni, inoltre, i carichi di lavoro del personale restano molto alti, a causa dell’incremento costante registrato negli ultimi anni dell’utenza dei servizi sia minorili che degli adulti.
A tale proposito, questa O.S. ha da tempo segnalato la necessità di implementare la dotazione organica di tutte le figure professionali al fine di rispondere in modo tempestivo ed efficace alle richieste dei committenti istituzionali.
Si segnala, inoltre, la necessità di procedere ad un interpello di mobilità per il personale che non ha potuto partecipare in precedenze a causa del vincolo di anzianità e alla stabilizzazione del personale in distacco ormai da anni.
Ciò premesso, non si comprende la riluttanza dell’amministrazione né sono note le ragioni del prolungarsi dei tempi di attesa dello scorrimento, stante la grave sofferenza di alcuni uffici.
Si chiede pertanto di conoscere le decisioni di codesta Direzione generale circa i tempi dei prossimi scorrimenti della graduatoria e il contingente di idonei che si intende assumere, evidenziando che la stessa potrebbe essere oggetto di interesse per altre amministrazioni.
In attesa di urgente riscontro, si porgono distinti saluti.
Per la FP CGIL Nazionale
La coordinatrice DGMC
Paola Fuselli