Siamo ormai alla conclusione delle riunioni negli uffici del territorio riguardo alla contrattazione decentrata sul FRD 2024 e l’impressione che ne abbiamo tratto è di una eccessiva riduzione dei margini di intervento da parte della contrattazione di sede, che vede un ruolo centrale della RSU, l’organo sindacale eletto direttamente da lavoratrici e lavoratori.
Come FP CGIL e come CGIL riteniamo che la RSU debba essere valorizzata, in quanto espressione più immediata delle esigenze dei lavoratori, essendo composta da colleghe e colleghi che sono in ufficio, ne conoscono bene situazione ed equilibri. Ecco perché abbiamo sempre creduto che l’FRD, pur tracciando delle linee generali, dovesse lasciare il giusto margine alla contrattazione decentrata per poter individuare quegli equilibri.
L’FRD di quest’anno, invece, appariva più come una sorta di atto calato dall’alto, in cui era data la possibilità di modificare qualche piccola “casellina” e nulla di più, così mortificando il ruolo della contrattazione decentrata e della stessa RSU.
Ora, che l’Amministrazione abbia interesse a fare questo ci sembra comprensibile, molto meno comprensibile accettarlo dal lato sindacale.
Viviamo, del resto, in un momento storico in cui la contrattazione e la democrazia sindacale sono sotto attacco, a partire dall’impostazione governativa data sul CCNL 2022-24, che è parso essere più un “prendere o lasciare”, che una vera e propria trattativa. Anche in quel caso, c’è stato chi ha accettato quell’impostazione e chi vi si è opposto, non firmando un finto accordo.
Crediamo vada riconosciuto il ruolo delle RSU e che queste debbano poter contrattare criteri e quote in modo ampio, pur nel rispetto di una cornice rappresentata dal contratto integrativo nazionale e lavoreremo per elaborare proposte che vadano in quella direzione.
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Coordinatore nazionale FP CGIL – INL |
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Matteo Ariano |
Alle colleghe e ai colleghi
p.c. Al Segretario Generale
Al Segretario Delegato per il CdS Al Direttore Generale
Per il tramite di Relazioni Sindacali
Oggetto: Aggiornamento su FRD 2026 e Maggior Impegno – Avvio delle trattative e criticità tempistiche
Care colleghe e cari colleghi,
desideriamo informarvi che è stata ufficialmente diramata la convocazione per l’avvio dell’iter relativo al FRD 2026.
Tuttavia, un’analisi realistica della situazione impone estrema cautela. Sebbene il pagamento sia auspicato per il mese di marzo, dobbiamo considerare che l’avvio dei tavoli in data odierna rende il percorso estremamente in salita. L’iter procedurale, infatti, non si esaurisce con l’accordo tra le parti, ma deve obbligatoriamente attendere i tempi tecnici per il nulla osta da parte degli organi certificatori.
Questi passaggi burocratici rischiano, di fatto, di rendere impossibile il rispetto della scadenza per l’erogazione completa delle risorse.
Per tali ragioni, con la presente intendiamo invitare formalmente l’Amministrazione a percorrere una strada già positivamente sperimentata: la liquidazione anticipata dell’Art. 37.
Procedere immediatamente con il pagamento di questa quota, come già avvenuto lo scorso anno, rappresenterebbe una scelta di buon senso e di lungimiranza.
Permetterebbe infatti di:
Garantire un ristoro economico immediato e concreto ai colleghi per fronteggiare le attuali situazioni contingenti;
Evitare che i tempi della certificazione dell’accordo globale penalizzino ingiustamente le aspettative dei lavoratori.
Si coglie l’occasione per informarvi che il Piano Formativo per l’anno in corso seguirà l’impostazione già adottata lo scorso anno, assicurando la continuità dell’offerta.
Sarà nostra cura monitorare ogni fase dell’incontro e premere affinché l’Amministrazione accolga la richiesta di anticipazione, a tutela di tutto il personale.
“In un momento di incertezza sui tempi burocratici, la nostra coerenza resta il punto fermo: continueremo a vigilare affinché i vostri impegni professionali trovino il giusto e tempestivo riconoscimento economico. Uniti e presenti, trasformiamo le istanze in fatti concreti.”
La Coordinatrice FP CGIL per il C.D.S. e i TT.AA.RR.
MARIA PAOLA LO MONACO
Alle colleghe e ai colleghi
Care colleghe e cari colleghi,
la pubblicazione odierna del PIAO (Piano Integrato di Attività e Organizzazione) 2026- 2028 segna un passaggio decisivo per il futuro professionale di tutti voi. Il documento mette nero su bianco l’impegno dell’Amministrazione a procedere alla stabilizzazione nei ruoli organici a decorrere dal 1° luglio 2026.
Dall’analisi del piano emergono elementi di estremo rilievo che desideriamo condividere:
I Numeri e i Profili: È confermato l’inquadramento per 80 unità nell’Area Funzionari (giuridico-economico-informatico-statistico) e10 unità nell’Area Assistenti (informatico).
Requisiti e Certezze: La stabilizzazione riguarderà il personale che avrà maturato12 mesi continuativi nella qualifica ricoperta e risulterà in servizio alla data del 30 giugno 2026.
Sostenibilità Economica: Il PIAO chiarisce che l’onere finanziario è interamente coperto dal bilancio autonomo della Giustizia Amministrativa, grazie ai risparmi derivanti proprio dall’efficacia dei progetti di smaltimento dell’arretrato che voi stessi avete portato avanti.
Il Valore Strategico e l’impegno per il futuro: L’Amministrazione riconosce che la vostra stabilizzazione è necessaria per abbattere i costi della “Legge Pinto”. Tuttavia, siamo consapevoli che ad oggi l’organigramma del Consiglio di Stato non prevede ancora un Ufficio del Processo strutturalmente separato dalle sezioni giurisdizionali, né le attuali famiglie professionali contemplano una figura ad hoc per le mansioni specifiche da voi svolte. Su questo punto il nostro impegno sarà massimo: lavoreremo per promuovere un’evoluzione dell’assetto organizzativo e professionale che riconosca pienamente la
Vi informiamo che abbiamo già provveduto a richiedere un incontro urgente all’Amministrazione per approfondire i dettagli tecnici di questo percorso. Sarà nostra cura informarvi tempestivamente di ogni ulteriore evoluzione e di ogni novità che emergerà dai prossimi confronti. In assenza di riscontri, certamente torneremo a sollecitare incontri.
“Il nostro impegno è la vostra garanzia: restiamo uniti e presenti all’interno dell’Amministrazione, perché solo attraverso la coesione e la vigilanza comune possiamo trasformare le istanze in diritti riconosciuti.”
La Coordinatrice FP CGIL per il C.D.S. e i TT.AA.RR.
MARIA PAOLA LO MONACO
Il nuovo anno si prospetta come anno di grandi e sostanziali cambiamenti per l’Ente.
È giunto proficuamente al termine il mandato del Commissario Straordinario Generale Del Sette al quale va il nostro ringraziamento per aver profuso un impegno e una dedizione fuori del comune nel traguardare un riordino dell’ Aci che, modificando e razionalizzando aspetti rilevanti e cruciali come, ad esempio, la cosiddetta “governance”, il sistema dei bilanci, l’assetto societario, ha consentito ad esso di mantenere la sua integrità e di poter quindi guardare al futuro con la speranza di realizzare pienamente il proprio ruolo pubblico a fianco dei cittadini e degli automobilisti.
Naturalmente ,per dare concretezza a qualunque ipotesi di sviluppo il nodo cruciale da sciogliere è quello delle assunzioni e finalmente, dopo anni, Aci torna ad assumere.
Sono infatti previsti per il triennio 2025/2027 ingressi per 269 unità (216 funzionari, 47 assistenti e 6 dirigenti).
Nel frattempo si stanno completando tutte le fasi necessarie per l’attuazione piena della norma , comprese le modifiche statutarie e quelle ai regolamenti interni.
È stato nominato, con incarico biennale, il nuovo Segretario Generale di Aci dott. Annibale Ferrari al quale facciamo le nostre congratulazioni augurandogli un buon lavoro all’interno dell’Ente e rappresentando fin da ora le gravi criticità organizzative in cui si trovano ad operare gli uffici sia centrali che periferici finora sotto organico e con la necessità di migliorare gli strumenti operativi / organizzativi a disposizione.
A giorni sarà pubblicato anche il decreto di nomina ufficiale del Presidente dell’Ente Avvocato Geronimo La Russa e si insedieranno i nuovi organi sia il consiglio direttivo nazionale , organo di gestione collegiale, sia il nuovo collegio dei revisori e, in attuazione sempre del comma 1 dell’art 35 legge 182/2025 sarà costituita la consulta della federazione con i rappresentanti dei 20 comitati regionali .
Come da norma, inoltre, sono state smantellate le strutture di missione che erano state costituite esorbitando le capacità assunzionali e impedendo, di fatto, le assunzioni così necessarie.
Inoltre è stata modificata in legge di bilancio la norma che prevede l’obbligo per ACI di versare all’erario 50 milioni di euro a partire dal 2025 limitando tale obbligo agli anni 2025 e 2026.
Per quanto riguarda la razionalizzazione delle società collegate si sta già procedendo nel senso indicato dalla norma garantendo, nel contempo ,le posizioni dei lavoratori eventualmente coinvolti come nel caso di ACI PROGEI i cui dipendenti hanno la possibilità di decidere se transitare nei ruoli di ACI o rimanere in Aci informatica dove è stata costituita una apposita business unit per le attività di gestione e manutenzione degli immobili.
Altra ottima notizia, da molto tempo auspicata anche a tutela dei lavoratori, è il rientro degli immobili nella piena proprietà di Aci.
Naturalmente la riforma cambia sostanzialmente alcuni assetti e modalità di gestione nonché consuetudini radicate da tempo, ci auguriamo che queste modifiche consentano all’Ente di ritrovare e mantenere credibilità e coerenza.
Il nostro auspicio è che in un clima di rinnovata fiducia le lavoratrici e i lavoratori di tutto il gruppo ACI possano guardare avanti con serenità ritenendo finalmente possibile tornare ad investire nello sviluppo e nella crescita professionale del personale per garantire ai cittadini servizi pubblici e istituzionali di qualità.
Come FP CGIL continueremo ad agire e vigilare per la tutela dei diritti e degli interessi delle lavoratrici e dei lavoratori e ci poniamo come interlocutore serio , ostico ma non ostile, duro ma leale, al fine di affrontare con intento costruttivo i momenti di cambiamento e le novità che riguarderanno il mondo ACI nel suo complesso.
FP CGIL FP CGIL ACI
Tommaso Vigliotti Derna Figliuolo
La FP CGIL, come già evidenziato nel comunicato inviato in data 26/01/2026, nel quale venivano denunciate con forza le gravi criticità contenute nei bandi di concorso ANSFISA pubblicati il 24/12/2025, ribadisce come tali procedure, ancora una volta, mortifichino il personale interno e dimostrino l’assenza di una reale programmazione del fabbisogno professionale dell’Agenzia.
A seguito delle segnalazioni pervenute dai lavoratori e dalle RSU, si evidenziano la superficialità e le incongruenze con cui sono stati redatti i bandi. In particolare, con riferimento al “Bando di concorso per l’assunzione di n. 38 unità di personale non dirigenziale, funzionari tecnici, a tempo pieno e indeterminato, per le esigenze delle sedi centrali e territoriali di ANSFISA (cod. ANSFISA FUN 38)”, si rileva quanto segue:
nell’intestazione del bando si fa riferimento a n. 38 unità di personale, mentre all’art. 1 (“Posti messi a concorso”) è previsto il reclutamento di complessive n. 35 unità di personale non dirigenziale, Area “Funzionari”, profilo professionale “Funzionario tecnico”;
all’art. 7 (“Prova scritta”), tra le materie di studio è richiesta la conoscenza specifica di tre corsi di laurea: Ingegneria civile, Ingegneria industriale e meccanica, Ingegneria elettrica ed energetica. Tale impostazione sembra denotare una ricerca di figure professionali con competenze generaliste e trasversali a tutte le discipline ingegneristiche, piuttosto che una selezione mirata e funzionale alle specifiche esigenze delle tre Direzioni generali (Impianti fissi, Strade e autostrade, Ferroviario), ipotesi quest’ultima oggettivamente poco realistica. Si ricorda, inoltre, che nel precedente bando per funzionari tecnici l’Agenzia, correttamente e con maggiore visione prospettica, aveva orientato la selezione su competenze specifiche, consentendo ai candidati di scegliere l’ambito tematico tra le tre principali branche dell’ingegneria;
all’art. 2 (“Requisiti per l’ammissione”), punto B (“Requisiti specifici”), sono richiamate le classi di laurea di primo livello, le lauree magistrali e il vecchio diploma di laurea, senza alcun esplicito riferimento alle lauree specialistiche. Si evidenzia come il Decreto Interministeriale del 9 luglio 2009 (pubblicato in G.U. n. 233 del 7 ottobre 2009) sancisca l’equiparazione tra diplomi di laurea del vecchio ordinamento (DL), lauree specialistiche (LS – DM 509/99) e lauree magistrali (LM – DM 270/04), garantendone la piena validità ai fini della partecipazione ai concorsi pubblici. Si ricorda, inoltre, che il bando di concorso costituisce lex specialis della procedura e deve essere interpretato in termini strettamente letterali, vincolando rigidamente l’operato dell’Amministrazione e non lasciando margini di discrezionalità. Ciò in applicazione dei principi di affidamento, di parità di trattamento tra i concorrenti e del generale divieto di disapplicazione del bando, quale atto con cui l’Amministrazione si è autovincolata nell’esercizio delle proprie potestà;
in relazione alla procedura di assunzione avviata, si rappresenta altresì la necessità di prevedere adeguate e coerenti procedure di valorizzazione del personale interno, attraverso specifici percorsi di progressione verticale, inizialmente in deroga e successivamente in forma ordinaria.
La FP CGIL ribadisce, pertanto, l’indispensabilità di una revisione del bando pubblicato, affinché le procedure concorsuali risultino pienamente coerenti con la normativa vigente, valorizzino le professionalità interne e rispondano concretamente alle reali esigenze dell’ANSFISA e dei lavoratori che quotidianamente ne garantiscono il funzionamento.
I Coordinatori Nazionali FP CGIL ANSFISA
Stefano Manti
Efisio Erbì
Nell’incontro di ieri, 28 gennaio 2026, l’Amministrazione ha presentato alle OO.SS l’informativa sulla sezione 3 del Piao dedicata all’organizzazione ed al capitale umano ed in particolare della sezione 3.3 riferita al piano triennale dei fabbisogni del personale. Dopo aver proceduto all’analisi delle informazioni contenute nel documento con riferimento alle cessazioni ed alle risorse finanziarie da queste derivate e nuovamente disponibili per le assunzioni, l’Amministrazione ha illustrato le procedure concorsuali già avviate per l’assunzione di:
30 funzionari giuridici all’esito dello svolgimento del concorso unico Ripam, pubblicato sul portale INPA il 9 dicembre 2025;
di 20 funzionari (n. 8 Contabili, n. 6 Informatici, n. 2 Chimici e n. 4 Statistici) all’esito del concorso unico Ripam, pubblicato sul portale INPA il 30 dicembre 2025;
di 32 funzionari con competenze in materia di analisi, valutazione delle politiche pubbliche e revisione della spesa, pubblicato sul portale INPA il 30 dicembre 2025.
Ad esito della disamina del documento, guardando i profili del personale cessato al 31.12.2025 che afferiscono principalmente a funzionari di area III F1, e quindi di recente assunzione, abbiamo voluto ribadire all’Amministrazione che tutti gli sforzi profusi dagli uffici per l’immissione di nuovo personale saranno sempre resi vani dalla fuga del personale che non si ferma se non si forniscono risposte concrete in termini di welfare e disponibilità di risorse economiche in grado di ripagare i lavoratori per la produttività sempre crescente garantita all’Amministrazione.
Se nessuno spiraglio può intravedersi ancora per la creazione di meccanismi di crescita professionale del personale all’interno al Ministero, su cui l’Amministrazione si è impegnata a ragionare con le organizzazioni sindacali nell’immediato futuro, è compito dell’Amministrazione investire in politiche del personale che puntino sin da subito ad una valorizzazione economica. Finché non riusciremo a ridurre le cessazioni non riconducibili a limiti d’età, dati i tempi che intercorrono tra queste e l’autorizzazione ad assumere nuovo personale, i lavoratori saranno sempre meno motivati e sovraccarichi di lavoro date le competenze che paiono moltiplicarsi a fonte di un Ministero che, invece, non riesce a crescere in altri termini.
Si diano risposte ai lavoratori prima del prossimo concorso/bando di mobilità che accelererà la fuga dei lavoratori verso enti in cui alle professionalità viene garantito ben altro peso.
Coordinatrice nazionale MLPS FP CGIL FP CGIL Nazionale
Alessandra Pone Matteo Ariano
In gergo si chiama diversivo: anziché affrontare un tema (tremila colleghi resteranno senza differenziale) si sceglie un altro argomento (ieri la formazione, oggi il CCNL) e si decide di attirare l’attenzione su quello, per evitare ciò di cui non conviene discutere. E sia.
Torniamo volentieri sul contratto collettivo con qualche domanda a chi lavora in quest’Ente.
Avete avuto il ricco aumento promesso dai firmatari?
Avete usufruito della settimana corta?
L’age management ha cambiato la vostra routine quotidiana?
Prendetevi un attimo per rispondere. Quando avete fatto chiarezza, ponetevi le domande che vi ripetiamo da un anno:
il vostro percorso di carriera è più chiaro?
Avete avuto o no ultimatum sulla programmazione delle ferie?
La partecipazione in assemblea giornaliera vi dà ancora diritto al buono pasto?
Misurate da qui la credibilità di chi vi scrive. Perché di questo abbiamo parlato nei mesi scorsi: del conto salato presentato dal CCNL, che ancora qualcuno si ostina a magnificare.
E veniamo al CCNI, un contratto firmato furtivamente a ridosso delle ferie, schifato pure dalle sigle che hanno avallato il contratto collettivo.
Un accordo che avrebbe dovuto essere rapido e condiviso: con il paradosso fantozziano di una sola sigla che sottoscrive e mette pure nota a verbale per dire che quel testo, in fondo, non va mica tanto bene. E vabbè.
Adesso che il Blocca Carriere rischia di dispiegare i suoi effetti, chi spiega la sòla ai 3.000 esclusi che non vedranno un euro?
Chi lo dice agli assunti del 2023 che il loro percorso partirà con ostacoli aggiuntivi, costretti a competere con chi è rimasto fuori da questa carnevalata di intesa?
La risposta è sempre la stessa: nessuno.
Perché la tattica è chiara: bisogna confondere. Bisogna dire che arriveranno ricchi premi e cotillon e che è tutto merito del CCNL, anche se abbiamo perso il 10% del salario reale, anche se i nostri buoni pasto sono gli unici rimasti bloccati. Spostare l’attenzione sempre più in là.
C’è però un piccolo particolare, in questa puntigliosa opera di mistificazione che la corrucciata Ragioneria dispiega: le persone, il 27 del mese, ricevono lo stipendio. E i “meriti” di certo sindacalismo contiguo – talmente vicino a chi siede tra i banchi di governo da scimmiottarne i toni (“gufi” e “bacioni” sono ormai la cifra stilistica) – li sanno misurare bene.
Ed è lì, nel cedolino, che cade ogni alibi. Perché a differenza dei comunicati, i numeri non si distraggono, non tacciono e non mentono. E prima o poi, di quel conto, qualcuno dovrà rispondere.
Coordinatore nazionale FP CGIL INPS
Giuseppe Lombardo
La FP CGIL denuncia con forza le gravi criticità contenute nei bandi di concorso ANSFISA pubblicati il 24/12/2025, che ancora una volta mortificano il personale interno e dimostrano l’assenza di una reale programmazione del fabbisogno professionale dell’Agenzia.
È inaccettabile che non sia prevista alcuna riserva di posti, nei concorsi per professionisti di prima e di seconda qualifica, per i lavoratori e le lavoratrici già in servizio, che ogni giorno garantiscono il funzionamento dell’ANSFISA, né percorsi credibili di valorizzazione e crescita professionale. Le scelte operate rischiano di alimentare frustrazione e disaffezione, invece di riconoscere competenze ed esperienza maturate sul campo.
Particolarmente grave è il bando per n. 4 dirigenti (COD. ANSFISA-DIR 4), nel quale non vengono definiti né il profilo ricercato né le competenze richieste. Consentire la partecipazione a qualsiasi classe di laurea, in un’Agenzia che ha un evidente bisogno di dirigenti tecnici e che presenta numerose posizioni dirigenziali scoperte, è il segnale di una gestione improvvisata e lontana dalla realtà operativa. Una scelta che contrasta apertamente con le Linee guida per l’accesso alla dirigenza pubblica (D.M. 28 settembre 2022) e svuota di significato il principio del merito. Non meno grave è la distorsione nella valutazione dei titoli di studio: attribuire maggiore valore a un master di secondo livello rispetto a un dottorato di ricerca rappresenta un controsenso giuridico e culturale, oltre che una violazione dello spirito del D.P.C.M. 16 aprile 2018, n. 78. Così si penalizzano competenze elevate e si trasmette un messaggio sbagliato sul valore della formazione. Stesse rivendicazioni risultano a tal proposito da una nota di chiarimento inviata dall’ordine degli ingegneri di Cagliari ad ANSFISA, prot. OIC_prot.58.
Infine, il bando per professionisti di secondo livello (COD. ANSFISA GEO 12) contiene una contraddizione inaccettabile: si ammettono lauree in ingegneria e architettura, ma si richiede esclusivamente l’iscrizione all’Albo dei geometri, escludendo di fatto ingegneri e architetti, che per legge non possono iscriversi a tale Ordine. Un’impostazione che rischia di generare contenzioso e di bloccare le assunzioni.
La FP CGIL ritiene indispensabile una revisione dei bandi pubblicati, affinché le procedure concorsuali siano coerenti con la normativa, valorizzino le professionalità interne e rispondano realmente alle esigenze dell’ANSFISA e dei lavoratori che ogni giorno ne garantiscono il funzionamento.
I coordinatori Nazionali FP CGIL ANSFISA
Stefano Manti – Efisio Erbì
Al Direttore dell’INL
Dott. Danilo Papa
OGGETTO: AUTORIZZAZIONE USO VIDEOSORVEGLIANZA AMAZON – RICHIESTA URGENTE DI INTERVENTO
Nelle ultime settimane sono state diffuse notizie relative a un utilizzo del sistema di videosorveglianza impiegato dall’azienda “Amazon” nei confronti dei propri dipendenti, che non appare conforme alla normativa vigente.
Più precisamente, il suddetto sistema sarebbe adoperato per attuare pervasive forme di controllo a distanza sui lavoratori, che possono essere impiegate anche per contestazioni sulle attività svolte, con grave impatto sulla salute psico-fisica dei dipendenti.
Tutto ciò, come dovrebbe essere ben noto all’INL, è vietato dall’art. 4 della L. 300/70.
Alla luce di quanto sopra, con la presente si chiede quindi un’urgente revisione dell’autorizzazione rilasciata dall’INL all’azienda, in quanto la stessa sembra fare un uso della videosorveglianza totalmente difforme da quanto previsto a livello normativo. Si chiede anche di valutare la predisposizione di un’attività di vigilanza nei confronti della medesima azienda, al fine di verificare il rispetto delle norme in materia di lavoro e di rispetto della salute e sicurezza sui luoghi di lavoro, a cominciare dalla valutazione dello stress lavoro correlato.
Vista l’ampiezza del fenomeno e la quantità di lavoratori interessati, si resta in attesa di urgente riscontro alla presente.
Cordiali saluti.
Coordinatore nazionale FP CGIL – INL
Matteo Ariano
Alla Direttrice centrale Risorse Umane
Dott.ssa Cristina Deidda
per il tramite del Dirigente Area Relazioni Sindacali
Dott. Salvatore Ponticelli
OGGETTO: Attivazione Banca Ore 2026
Con il messaggio Hermes 198/2025, l’anno passato l’Amministrazione inaugurò la possibilità di aderire alla banca ore per tutte le lavoratrici e i lavoratori dell’Ente, quale strumento di conciliazione tra esigenze lavorative e personali dei dipendenti.
La presente per chiedere la definizione degli atti utili alla registrazione delle istanze, sì da consentire alle interessate e agli interessati di trasmettere domanda.
Cordiali saluti,
Coordinatore nazionale FP CGIL INPS
Giuseppe Lombardo
Nel 2025 tante cose sono state fatte e portate a casa ma il 2026 non comincia sotto i migliori auspici.
Facciamo il punto:
Nel comunicato di inizio 2025 lamentavamo l’incredibile ritardo sui CIE, sulle procedure concorsuali per il II livello differenziato e sulle procedure concorsuali per gli incarichi di coordinamento: su queste problematiche è necessario dare atto al dott. Biasco di essersi adoperato per recuperare molto del tempo perduto.
Durante tutto l’anno siamo stati un costante pungolo fornendo il nostro contributo come, ad esempio, quando è stato necessario rispondere alle discutibili eccezioni da parte della funzione pubblica sui nostri CIE.
Ad oggi i CIE 2021 (code contrattuali), 2022 e 2023 sono stati firmati in maniera definitiva ed abbiamo ricevuto i relativi arretrati; il CIE 2024 è al vaglio dei ministeri; le procedure per i livelli differenziati sono state evase. La cedola di novembre, particolarmente alta, non rappresenta altro che l’erogazione di emolumenti che ci erano dovuti da anni, trattenuti per troppo tempo.
Resta la definizione dei criteri per il coordinamento: a fine dicembre c’è stata la seconda riunione (ad oltre sei mesi dalla prima) quindi su questo fronte è sicuramente necessario accelerare.
IL 2026, invece, inizia con una novità non di poco conto.
L’amministrazione ci ha convocati la scorsa settimana sul tema dell’attestazione della presenza in servizio tramite timbratura, finalizzata all’erogazione dei buoni pasto per i Dirigenti e Professionisti. Ci è stato comunicato infatti che, non essendo intervenuta alcuna novità in tal senso sul fronte contrattuale, sia è ormai indifferibile tenere conto dei rilievi del MEF (numerosi negli ultimi anni) e delle segnalazioni alla Corte dei Conti che pretendono un sistema automatico di rilevazione delle ore lavorate in presenza al fine dell’erogazione del buono pasto (per un minimo di 6 ore e 30 minuti).
Unica nota positiva emersa durante la discussione è stata la possibile erogazione del buono pasto nella giornata in lavoro agile, anche se con modalità da perfezionare sul piano tecnico.
Abbiamo espresso il nostro profondo disappunto ricordando che dirigenti e professionisti non hanno orario di lavoro da decenni, percepiscono da sempre il buono pasto e nulla su tale argomento è cambiato a livello normativo.
Abbiamo chiesto espressamente che
sia precisato che la rilevazione (sia in agile che in presenza) resti finalizzata alla sola erogazione del buono pasto;
la timbratura non sia obbligatoria. La partecipazione alla rilevazione dell’orario ai fini dell’erogazione del buono pasto è rimessa alla discrezionalità del singolo dirigente e del singolo professionista;
non resti traccia degli orari di ingresso e uscita ma solo l’aver maturato o meno il diritto al buono pasto;
tale strumento non venga mai utilizzato per altri fini (ad es. performance);
entri in vigore solo quando sia tecnicamente possibile godere del ticket in lavoro agile.
L’amministrazione si è impegnata a tenere conto di quanto sopra, ma resta l’impressione di una vera a propria forzatura. Abbiamo peraltro fatto presente che tutto questo grava su una categoria che, nonostante il costante impegno su più fronti, spesso in risposta all’urgenza di richieste fatte “oggi per ieri” continua a vedere irrisolte una serie di problematiche ben note, quali ad esempio:
TRASPARENZA E CERTEZZA DELLA RETRIBUZIONE:
Non si comprende perché il valore economico del trattamento accessorio a seguito delle valutazioni annuali sia palese per alcune categorie di personale mentre non lo è per i professionisti
Tassazioni applicate senza criterio e coerenza: quest’anno per la prima volta il pagamento degli emolumenti relativi agli incarichi di RSPP/ASPP (avvenuto con l’inammissibile ritardo di 12 mesi) è stato effettuato a tassazione ordinaria. Possibile dover riprendere ogni volta la discussione sulla corretta applicazione della tassazione separata?
ISI: sono stati stanziati 600 Milioni di euro che si traducono in un’immane quantità di progetti che grava sui professionisti (oltre che sui colleghi amministrativi). Possibile che non se ne tenga conto in alcun modo? Sul tema stiamo cercando sponde sia sul fronte contrattuale che interno ma le risposte latitano.
LIVELLI DIFFERENZIATI E INDENNITÀ DI COORDINAMENTO: ricordiamo che per
un numero elevato di colleghi con oltre 25 anni di servizio non si trovano ancora soluzioni per il passaggio al II livello. Sul tema si dovrà tentare di trovare una risposta, al momento della discussione del CIE, utilizzando le risorse del fondo che il CCNL mette a disposizione dall’anno 2024. Ci sembra un utilizzo assolutamente prioritario rispetto all’aumento dell’indennità di coordinamento proposto prospettato dall’Amministrazione. Quest’ultima proposta non troverà il consenso di queste OOSS fino a quando tali indennità, che nascono da esigenze organizzative, non saranno poste a carico dell’Amministrazione.
ARRETRATI PER I LIVELLI DIFERENZIATI: Ultimo ma non ultimo. Ancora una volta, a causa di un’interpretazione arbitraria e incoerente rispetto a quanto
operato in precedenza da parte dell’Amministrazione, ci troviamo in una situazione di disparità di trattamento tra colleghi, acuita dal fatto che i tribunali continuano a produrre giudizi non univoci e confusi.
Sul tema ricordiamo comunque l’impegno assunto dall’amministrazione nel corso del 2025, su precisa richiesta di queste OOSS:
Qualunque sarà l’interpretazione dei giudici, le risorse del fondo dei professionisti, accantonate da più di 10 anni e destinate alle procedure concorsuali per il passaggio al II livello differenziato, corrispondenti a numerosi milioni di euro, dovranno essere comunque restituite al personale di questa categoria.
Le scriventi OOSS si dichiarano da subito disponibili a dare il proprio contributo, nel rispetto dei ruoli, perché siano date ai professionisti le risposte che attendono.
FP CGIL UIL PA
Mercanti – Venanzetti Paglia – Terracina – Esposito