AVEVAMO RAGIONE A NON FIRMARE IL CCNL 2022 – 2024 PER ORA NESSUN PASSAGGIO DI AREA NEL 2026
In data odierna, a seguito delle osservazioni fatte nell’incontro precedente, si è tenuto l’incontro nel quale è proseguito il confronto sul PIAO 2026 – 2028.
Oggi l’Amministrazione ci ha confermato che l’intenzione primaria è assumere nuove unità e che fondi specifici da destinare a nuove progressioni interne non sono stati previsti nell’ultimo CCNL e che comunque non ci sarebbero le tempistiche per poter procedere e terminare entro giugno 2026 una nuova procedura.
TUTTO QUESTO CONFERMA CHE CHI FINO AD OGGI HA ILLUSO I COLLEGHI CHE CON QUEL CONTRATTO 2022 – 2024 SI POTEVANO OTTENERE ULTERIORI PASSAGGI DI AREA HA SOLO VENDUTO FUMO A DISCAPITO DELLE SPERANZE DEI DIPENDENTI INTERESSATI.
NOI QUEL CONTRATTO NON LO ABBIAMO FIRMATO
Come FP CGIL, coerentemente con quanto sempre asserito nei mesi scorsi, abbiamo comunque rimarcato la necessità di dover programmare un percorso concreto per mettere in atto ogni azione di ADM che possa invece dare esito alle aspettative dei colleghi Assistenti e che possa, anche in itinere, nell’anno, modificare l’attuale programmazione di acquisizione di personale.
Su tale richiesta abbiamo registrato una apertura dell’Amministrazione che sarà formalizzata in una apposita dichiarazione.
Come FPCGIL riteniamo comunque non più procrastinabile una incisiva azione dell’Agenzia per una norma che porti all’ampliamento dell’attuale dotazione organica in modo da permettere operazioni contestuali di valorizzazione interna del personale (passaggi verso l’Area dei Funzionari e verso la Quarta Area) e di acquisizione di nuove risorse umane (Funzionari e Dirigenti).
L’incontro di oggi ha poi approfondito, grazie anche alla presenza del Direttore operativo per il coordinamento delle strutture di vertice – dott. Paolo Lo Surdo, la parte correlata agli obbiettivi annuali che saranno poi oggetto anche della nuova Convenzione.
Come FP CGIL nell’incontro precedente avevamo rappresentato preoccupazione rispetto alla correlazione degli obbiettivi prefissati e la nuova norma sui maggiori fondi di salario accessorio “extra tetto” collegati all’extra gettito raggiunto dalle Agenzie Fiscali.
L’Amministrazione oggi ha precisato che gli obbiettivi che ADM si è prefissata di raggiungere nel triennio 2026 – 2028 ricalcano il percorso introdotto dalla nuova norma e dalle politiche fiscali del MEF, tenuto conto delle attuali risorse in forza all’Agenzia.
Sarà comunque nostra cura riprendere e approfondire tale argomento in sede del prossimo confronto sulle “Convenzioni” con l’Autorità Politica.
Il Coordinatore Nazionale Agenzia delle Dogane FP CGIL
Florindo Iervolino
L’avvento del nuovo anno ha portato in dote il solito regalo: l’Amministrazione ha ricordato alle lavoratrici e ai lavoratori che usufruiscono dei permessi ex art. 3 della legge 104/1992, per sé stessi o per l’assistenza a un familiare, l’obbligo di produrre una dichiarazione sostitutiva di atto di notorietà attestante la permanenza dei requisiti previsti dalla normativa vigente, richiamando il messaggio Hermes n. 4889 del 2016.
Un’attenta lettura del messaggio, risalente a circa dieci anni fa (sic!), evidenzia tuttavia come non venga richiamata alcuna disposizione normativa che imponga un obbligo generalizzato di dichiarazione annuale. La normativa vigente prevede, infatti, esclusivamente l’obbligo in capo all’interessato di comunicare tempestivamente eventuali variazioni delle condizioni che incidano sul diritto alla fruizione dei permessi o del congedo straordinario (quali, a titolo esemplificativo, la revisione o la modifica del giudizio medico-legale).
Ma ancor più problematico appare il contenuto del modello di dichiarazione richiesto. Oltre alla invariabilità della situazione che ha dato titolo al beneficio e all’impegno a comunicare eventuali variazioni, il modello richiede annualmente, entro il 31 gennaio, altre due attestazioni:
la “necessità delle agevolazioni per esigenze legate alla propria condizione di disabilità”;
la consapevolezza che la fruizione delle agevolazioni comporti “un onere per l’amministrazione e un impegno di spesa pubblica che lo Stato e la collettività sopportano per l’effettiva tutela dei disabili”.
Tali formulazioni sono con ogni evidenza inappropriate e lesive della dignità delle persone con disabilità. Ci chiediamo per quale ragione una lavoratrice o un lavoratore con patologie oncologiche, croniche o croniche rare debba essere chiamato a ribadire annualmente una “necessità” già accertata in sede medico-legale.
I permessi ex legge 104/1992 sono finalizzati al recupero psico-fisico e alla tutela della salute: subordinare il loro esercizio a dichiarazioni di tal genere appare privo di fondamento normativo e concettualmente fuorviante.
Grave, poi, è il riferimento all’“onere” che lo Stato e la collettività “sopportano”. Le lavoratrici e i lavoratori con disabilità non sono un peso sociale o economico, ma titolari di diritti costituzionalmente garantiti. Sottoporli a dichiarazioni che li rappresentano come fonte di spesa costituisce un aggravio ulteriore, ingiustificato e profondamente umiliante verso chi già versa in condizioni di vulnerabilità.
L’INPS è oggi protagonista di una fase cruciale di riforma delle politiche sulla disabilità e riveste un ruolo centrale sia nell’attuazione dei benefici previsti dalla nuova legge 106 sia nel riconoscimento e nel sostegno dei caregiver. Proprio per questo auspichiamo una seria riflessione sulle basi normative della richiesta.
Ci chiediamo se tali adempimenti siano coerenti con i principi di proporzionalità e di minimizzazione del trattamento dei dati personali o se, invece, siano richieste ridondanti, non necessarie e potenzialmente discriminatorie.
La FP CGIL continuerà a vigilare e a intervenire affinché i diritti delle lavoratrici e dei lavoratori con disabilità siano pienamente rispettati, senza indebiti aggravamenti burocratici e senza narrazioni che li qualifichino come un costo da “sopportare”, anziché come persone da tutelare.
Coordinatore nazionale FP CGIL INPS
Giuseppe Lombardo
Al Ministro della salute On. Orazio Schillaci
Al Presidente di Conferenza delle Regioni e delle Province autonome
Dott. Massimiliano Fedriga
e.p.c.
Al Presidente di AIOP Prof. Gabriele Pelissero
Al Presidente di ARIS Padre Virginio Bebber
facendo seguito agli impegni formalmente assunti nel corso dell’incontro istituzionale svoltosi presso codesto Ministero, in data 22 dicembre 2025, le scriventi Organizzazioni Sindacali CGIL FP, CISL FP e UIL FPL denunciano con la massima fermezza che, ad oggi, non è pervenuta alcuna convocazione del tavolo di confronto previsto per il giorno 22 gennaio u.s.. Alla predetta data, abbiamo fornito tempestive informazioni alle lavoratrici e ai lavoratori rassicurandoli riguardo a quanto ci è stato comunicato dalla parte istituzionale datoriale ed in particolare dalla Conferenza delle Regioni e dal Ministero della salute. Ci era stato comunicato nel corso dell’incontro che sarebbe stato programmato un nuovo momento di confronto non appena conclusa la riunione preliminare sulla ripartizione delle risorse, stabilito entro il giorno 15 gennaio u.s.. La nostra temperanza, purtroppo, è stata nuovamente disattesa, ed ancora una volta viene rimandato a data da destinarsi l’obiettivo fondamentale di aprire il tavolo di negoziazione per due CCNL scaduti rispettivamente da 8 e 13 anni, con enorme frustrazione da parte delle lavoratrici e dei lavoratori che vedono costantemente disattese le loro legittime aspettative di rivalutazione salariale e di adeguamento normativo della disciplina contrattuale, in linea con quanto avviene nella sanità pubblica per la quale è imminente l’apertura del tavolo negoziale 2025/2027 e con i quali dipendenti il personale della sanità privata ed RSA svolge il medesimo ruolo per il mantenimento del servizio pubblico.
Tale mancata convocazione rappresenta un atto di estrema gravità e configura una palese violazione degli impegni assunti nei confronti dei 300 mila dipendenti in attesa di risposte, quotidianamente impegnati a garantire le cure e l’assistenza ai più fragili, nonostante le importanti differenze salariali rispetto ai colleghi degli altri settori (si stima, ad esempio, che per la sola figura dell’infermiere vi sia una differenza di 500 euro per coloro che prestano servizio nei settori dove si è proceduto al rinnovo dei contratti), o ancor più rispetto ai medesimi profili professionali che lavorano in ambito europeo.
Il perdurare del silenzio istituzionale, a fronte di una vertenza ormai non più procrastinabile, non è più accettabile. Ci appare evidente la difficoltà da parte degli attori istituzionali nell’ottenere adeguate garanzie da parte di AIOP e ARIS, che sono destinatari di soldi pubblici. Ribadiamo che, al fine di rispettare un quadro chiaro e strutturato di relazioni sindacali, le strutture associate che svolgono un servizio pubblico devono rispettare regole puntuali, dettate a livello regionale, per ottenere l’accreditamento istituzionale e garantire l’erogazione dei livelli essenziali di assistenza. Dunque, il Ministero della Salute e la Conferenza delle Regioni devono assumere un ruolo più incisivo nella vicenda, accertando che la tutela della salute venga erogata da operatori che rientrino nei corretti requisiti di accreditamento e che applichino contratti collettivi nazionali rinnovati alla giusta scadenza ed economicamente competitivi.
L’assenza di atti formali e di una chiara volontà politica di dare continuità al confronto avviato costituisce un grave segnale di disattenzione e di evidente inaffidabilità nell’assunzione e nel rispetto degli impegni formalmente assunti, configurando un comportamento scorretto e lesivo nei confronti del personale del settore. Tale atteggiamento contribuisce ad aggravare una condizione di profondo disagio e determina concreti danni alle lavoratrici e ai lavoratori, incidendo direttamente anche sulla qualità e sulla tenuta dei servizi sanitari e sociosanitari erogati ai cittadini.
Alla luce di quanto sopra, le scriventi Organizzazioni Sindacali proclamano lo stato di agitazione del personale della sanità privata e delle RSA, riservandosi di attivare tutte le iniziative di mobilitazione, ivi comprese quelle più incisive, qualora non si proceda con la massima urgenza alla convocazione del tavolo negoziale.
Contestualmente, le scriventi Organizzazioni Sindacali chiederanno l’attivazione di ispezioni da parte degli organi competenti finalizzate alla verifica del rispetto delle delibere regionali in materia di accreditamento, con particolare riferimento alla dotazione organica, alla qualificazione del personale in servizio e alla coerenza tra requisiti dichiarati e condizioni effettivamente operative, al fine di garantire il pieno rispetto delle norme vigenti e la tutela dei lavoratori e dell’utenza. Ciò anche al fine di confermare quanto da noi sostenuto, ovvero che il mancato rinnovo dei CCNL di settore non solo alimenta la demotivazione dei dipendenti in servizio ma rende più complicato il compito di ricercare nuovo personale. Senza il rinnovo, gli operatori accreditati non saranno in grado di soddisfare i requisiti di organico, vista la poca attrattività delle professioni interessate, causata da retribuzioni basse e diritti non più rispondenti all’attuale contesto normativo e socio-economico.
Resta confermata la disponibilità al confronto, ma non saranno ulteriormente tollerati rinvii, ambiguità o mancate assunzioni di responsabilità da parte delle istituzioni competenti.
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FP CGIL |
CISL FP |
UIL FPL |
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Federico Bozzanca |
Roberto Chierchia |
Rita Longobardi |
Entro la fine del mese di gennaio l’Agenzia –nell’ambito del più articolato Piano Integrato di Attività e Organizzazione– dovrà definire, offrendone opportuna informazione, il Piano Triennale dei Fabbisogni del Personale.
L’occasione nella quale si specifica la programmazione strategica del Personale nell’Agenzia anche attraverso l’individuazione delle necessità quantitative e qualitative di personale per i tre anni successivi consente a questa Organizzazione di sviluppare alcune linee di rivendicazione parallele o confluenti al documento in via di definizione:
E’ necessario porre in essere tutte le iniziative orientate ad offrire risposte alle colleghe e ai colleghi che, da tempo, chiedono di vedersi riconoscere l’impegno prestato atteso che, in questa Agenzia, gli strumenti contrattuali di apprezzamento della professionalità o dell’esperienza, sono stati agiti con discontinuità.
Nel merito, è necessario prevedere la possibilità di progressione tra le aree e, non secondariamente, un ciclo pluriennale di progressioni orizzontali (differenziali stipendiali) tale da rendere effettivamente contendibile per tutto il Personale in servizio –compreso il Personale con minore anzianità di inserimento – una valorizzazione economica;
E’ necessario proseguire –con le dovute migliorie- nel percorso di formazione specifica avviato nel 2025: i moduli didattici, oltre ad essere riconosciuti ai fini dell’obbligo formativo oggi individuato nelle 40 ore annuali, dovranno essere predisposti o individuati rispondendo alle effettive esigenze di crescita professionale del personale. Nel merito, andrà riconosciuta e potenziata la possibilità di fruire di corsi che, oltre alle nozioni teoriche prevedano, dove efficace, la possibilità di esercitazioni pratiche, case studies e simulazioni per rafforzare l’apprendimento su temi afferenti le attività tipiche dell’Agenzia.
Da ultimo –esaurita la fase di inserimento lavorativo delle vincitrici e dei vincitori del bando mobilità 2025– sarà indispensabile procedere alla verifica delle eventuali carenze di personale, successivamente e se necessario, porre in essere ulteriori iniziative finalizzate ad implementare il Personale in servizio presso l’Agenzia al fine di migliorare tanto l’erogazione dei servizi quanto le più complessive condizioni di lavoro del Personale: non escludendo a priori dalla riflessione generale l’opportunità di ricorrere ad uno specifico concorso, pur con la consapevolezza che, nel caso, si renderebbe necessaria una modifica normativa.
Certi di aver fornito un primo contributo alla discussione generale e confermando la disponibilità agli opportuni approfondimenti, con l’occasione si porgono cordiali saluti
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FP CGIL Nazionale Daniele Gamberini |
L’anno appena trascorso si è chiuso nel peggiore dei modi: con la firma del cosiddetto blocca-carriere, 3.000 dipendenti dell’INPS sono stati di fatto condannati all’attesa. Nel 2025 non verrà riconosciuto loro alcun differenziale e il rischio concreto è che, anche con i prossimi integrativi, le aspettative restino ulteriormente deluse: si è costruito un meccanismo che li relega in una sorta di cono d’ombra.
Sul fronte sindacale, la responsabilità è fin troppo evidente: una sola sigla ha avallato quell’impianto. Ma anche l’Amministrazione ha promosso un contratto destinato a frustrare ambizioni e professionalità di tante lavoratrici e tanti lavoratori: ex assistenti, analisti, consulenti di protezione sociale, amministrativi rimasti magari per anni nei livelli intermedi del vecchio ordinamento. Tutti finiti in un limbo.
Questo, però, non è l’unico torto ascrivibile all’Amministrazione.
Per tutto l’anno passato abbiamo evidenziato come l’attenzione verso il centro e la noncuranza per i territori stessero diventando una costante.
Al di là delle campagne d’ascolto, infatti, il Fondo è stato ulteriormente prosciugato a beneficio di posizioni apicali di dubbio valore. Siamo arrivati a quota 99 Elevate Professionalità: un profilo specialistico presente in Direzione Generale che nulla ha a che vedere con la Quarta Area.
Doveva essere, in origine, una riserva di eccellenze: uno strumento per evitare che si creassero tappi nei percorsi di carriera. È diventato invece un recinto ampio, che non sempre sembra includere funzioni realmente strategiche. Il caso più noto — che abbiamo criticato apertamente a suo tempo — è quello dell’Elevata Professionalità riconosciuta alla ex DC Benessere Organizzativo, la cui costituzione è avvenuta all’indomani della soppressione della stessa struttura che avrebbe dovuto ospitare l’EP. Singolare.
A richiamare le critiche che abbiamo formulato è intervenuto anche il Collegio dei Sindaci, che ha stigmatizzato il “continuo aumento del numero di attribuzioni di Elevate professionalità”, rilevando come la “frequente adozione, nel corso dell’anno 2025, di determinazioni in materia” fosse “sintomo di una inadeguata programmazione”.
Senza contare che, in taluni casi, non è neppure stato chiarito l’ambito funzionale che avrebbe motivato tali scelte.
Anche sul versante delle aree dirigenziali non mancano le osservazioni critiche, in particolare per lo spostamento delle aree manageriali dal territorio alla DG (14 unità).
Se l’INPS è ancora un ente di prossimità che punta alla valorizzazione dei talenti, se il suo orizzonte naturale è costruire un ambiente in cui si premiano le professionalità che producono valore pubblico, la rotta va invertita.
Coordinatore nazionale FP CGIL INPS
Giuseppe Lombardo
Al Presidente
Avv. Gabriele Fava
Alla Direttrice generale
Dott.ssa Valeria Vittimberga
Alla Direttrice centrale Risorse Umane
Dott.ssa Cristina Deidda
per il tramite del Dirigente Area Relazioni Sindacali
Dott. Salvatore Ponticelli
OGGETTO: Misure di sostegno al personale colpito da eventi cataclismatici
Negli ultimi giorni la Sicilia, la Sardegna e la Calabria sono state interessate da eventi meteorologici di eccezionale intensità, riconducibili al ciclone “Harry”, che hanno determinato diffusi allagamenti, gravi criticità alla viabilità, interruzioni e disservizi, con conseguenti e possibili danni a immobili e beni di cittadini, lavoratrici e lavoratori.
Tra le persone coinvolte potrebbero rientrare anche colleghe e colleghi dell’Istituto.
Con la presente si intende pertanto richiedere un intervento dell’Amministrazione, in coerenza con analoghe iniziative già adottate dall’INPS in precedenti contesti emergenziali.
Si ritiene necessaria un’azione tempestiva dell’Istituto, che si sostanzi in particolare attraverso:
una ricognizione territoriale nelle aree interessate, finalizzata a rilevare eventuali criticità relative agli immobili delle colleghe e dei colleghi, con la contestuale e mirata attivazione di una raccolta fondi di mutua solidarietà;
la sospensione delle rate di mutui e prestiti per il personale che abbia registrato danni alle proprie abitazioni;
l’accesso immediato al lavoro a distanza nelle prossime settimane per il personale coinvolto o residente/domiciliato nelle aree colpite, anche in deroga agli accordi AULA vigenti, al fine di garantire la continuità operativa e, soprattutto, la tutela della salute e della sicurezza, nonché la riduzione dei disagi logistici.
Certi che l’Amministrazione vorrà dimostrare la dovuta vicinanza al personale interessato, anche
attraverso il coinvolgimento delle Direzioni regionali, si resta in attesa di un riscontro. Cordiali saluti,
Giuseppe Lombardo
Al Presidente Al Consiglio di Amministrazione
Al Direttore Generale Al Presidente del CIV
e, p.c. A tutte le lavoratrici e tutti i lavoratori
Anche perché gli effetti di scelte assunzionali parziali rischiano di generare un calo drammatico dei servizi alla nostra utenza e comprimere pesantemente gli spazi destinati alla fruizione dei diritti da parte delle lavoratrici e dei lavoratori. Pensiamo solo allo smart working o al lavoro decentrato, che viene limitato o spesso negato per “carenze di organico”.
Dobbiamo riempire quegli spazi e farlo subito.
Spazi che non potranno mai essere colmati con l’avvento dell’IA, anzi. La storia recente ci insegna come proprio l’utilizzo di simili strumenti, se non correttamente governati, potrebbe portare danni di varia natura, i cui effetti ricadrebbero sia all’esterno che all’interno dell’Istituto.
Tutto ciò premesso, siamo a chiedere un urgente incontro al fine di affrontare una serie di tematiche, parzialmente sopra rappresentate, che richiedono la condivisione, il dialogo e la responsabilizzazione da parte di tutti.
Alessio Mercanti Giuseppe Paglia
FP CGIL UIL PA
Si è svolta ieri la riunione del tavolo di trattativa per il rinnovo del CCNL delle Funzioni Centrali 2025-2027 che ha avuto ad oggetto una prima proposta di modifiche presentata da Aran relativa alle relazioni sindacali.
La proposta di Aran, recependo la sollecitazione arrivata anche dalla nostra organizzazione nel primo incontro, si caratterizza per aver introdotto nel testo alcune prime indicazioni sull’utilizzo dell’Intelligenza Artificiale nell’ambito delle pubbliche amministrazioni.
Nel consueto giro di tavolo delle organizzazioni sindacali, riservandoci di inviare nei prossimi giorni documentazione scritta, abbiamo rappresentato i primi elementi di criticità rispetto alla modalità con cui sono declinate le proposte avanzate che individuano nella sola informazione il livello prevalente di partecipazione delle rappresentanze di lavoratrici e lavoratori su un tema così delicato e dagli sviluppi ancora ignoti.
A nostro avviso, infatti, nell’ambito di una più generale revisione dell’articolazione delle materie oggetto di relazioni sindacali, l’utilizzo della I.A. e le modalità con cui ciò avviene devono essere oggetto di confronto e contrattazione, nel rispetto della normativa nazionale e comunitaria, nonché di formazione mirata.
Abbiamo, quindi, evidenziato la necessità che questo CCNL integri le materie di confronto e contrattazione, ad esempio anche in relazione all’individuazione dei criteri per le progressioni verticali, riconosca meccanismi attuativi della titolarità delle RSU nella contrattazione integrativa nazionale, e individui modalità per qualificare e intensificare l’attività dell’Opi nel rispetto delle sue prerogative.
Il prossimo incontro è stato calendarizzato per il 3 febbraio.
Segretaria Nazionale FP
Giordana Pallone
C’è chi ama raccontarsi come l’eroe silenzioso della storia sindacale, l’ultimo baluardo contro l’ingiustizia. Una figura mitologica, a metà tra il salvatore della patria e il narratore di imprese gloriose, che però – a uno sguardo un po’ più attento – assomiglia spesso a un abile sceneggiatore: bravo a montare la storia, meno a cambiare il finale.
Con la riapertura del tavolo del CCNL è tornato di moda, ad esempio, un celebre ricorso alla Corte Costituzionale, elevato a evento fondativo, epifania di tutte le stagioni negoziali.
Chi ha memoria storica, però, sa bene come è andata. La Corte, è vero, disse che il blocco dei contratti non poteva continuare all’infinito; ma disse anche che il potere d’acquisto perso era perso per sempre. Fine della storia. Game Over.
Nessun risarcimento, nessun recupero, nessun ritorno all’antico splendore. Solo la possibilità di riprendere a contrattare, partendo però da una base più bassa.
Eppure, in certi racconti, quella sentenza diventa una vittoria epocale.
È un capolavoro di trasformismo narrativo: la perdita diventa successo, la rinuncia un trionfo, la sconfitta una medaglia.
Poi, per spiegare le dinamiche salariali, gli stessi impavidi moschettieri aprono il capitolo del Covid, che ormai funziona come il prezzemolo: sta bene su tutto.
La pandemia viene evocata quale giustificazione universale, come se bastasse pronunciare quella formula magica per mettere a tacere ogni domanda sul presente e sul futuro dei nostri stipendi.
Peccato che in questo Ente la memoria funzioni ancora.
Durante la pandemia il pubblico non si è fermato. Ha lavorato. E spesso ha lavorato di più.
NOI ABBIAMO GARANTITO SERVIZI, GESTITO EMERGENZE, ASSORBITO CARICHI STRAORDINARI, REINVENTATO MODALITÀ ORGANIZZATIVE IN TEMPI RECORD. SENZA MAI LASCIARE SOLA L’UTENZA. NON ERA ESATTAMENTE UNA VACANZA RETRIBUITA!
E oggi, a distanza di anni, cosa viene proposto ai dipendenti INPS? Un sobrio invito al “realismo”, un plauso e nulla più.
L’inflazione ha fatto il suo corso? I salari hanno perso valore? Bisogna farsene una ragione. Almeno non siamo disoccupati.
È un realismo di maniera, elegante e rassegnato, che suona così: avete dato tanto, ora accettate di valere di meno.
Quindi prima si chiede di reggere il peso della crisi, poi si chiede di sorridere mentre lo stipendio cala.
E che dire, ancora, dello Smart working, rivendicato come merito di parte in barba alla realtà? Il lavoro agile è stato disciplinato dalla contrattazione 2019-2021, non certo dal “contratto della vergogna”. Questo, anziché rafforzare il lavoro a distanza, ha promosso il dogma della settimana “cotta”: quella in cui devi morire in sede pur di passare qualche ora a casa, in un giorno peraltro scelto dal datore.
Ma la perla, come nei botti di Capodanno, arriva col finale: il richiamo all’autonomismo “puro”, quello “neutrale” e “senza ideologie”.
Quando ogni arretramento viene spiegato con “il contesto”, quando ogni perdita diventa “inevitabile”, l’ideologia non scompare. Si traveste. Indossa il completo del pragmatismo e si presenta come buonsenso. Ma sempre ideologia resta. Solo che fa gli interessi della controparte.
Le lavoratrici e i lavoratori non sanno che farsene di questo autonomismo velleitario e schierato.
Non hanno bisogno di racconti edificanti su sconfitte trasformate in virtù. Hanno bisogno di una rappresentanza che non confonda il realismo con la rinuncia, la moderazione con la resa.
Perché se il realismo è una cosa seria, la rassegnazione – invece – è soltanto una scelta. E neanche lusinghiera.
Coordinatore nazionale FP CGIL INPS
Giuseppe Lombardo
In data odierna si è tenuto l’incontro nel quale è stato presentato il PIAO 2026 – 2028.
In premessa abbiamo augurato un buon lavoro al nuovo Direttore del Personale dott. Miccicchè.
Come FP CGIL abbiamo rappresentato che a fronte della nuova riorganizzazione e degli obbiettivi sfidanti non è più procrastinabile un intervento normativo che aumenti la dotazione organica dell’Agenzia.
Tale operazione si interseca con tutti gli interventi gestionali sul personale dirigente e funzionari.
Pur apprezzando la proposta di assunzioni effettuate principalmente mediante scorrimento delle vigenti graduatorie e di nuovi concorsi, abbiamo chiesto ulteriormente:
un incremento dei numeri dei Dirigenti che sono stati tagliati con la riorganizzazione
un incremento del personale ADM (sia Funzionari che Assistenti)
nell’ambito delle facoltà assunzionali abbiamo richiesto con forza di attivare una nuova procedura di passaggi verticali da Assistenti a Funzionari
abbiamo rilevato l’assoluta assenza di attivazione della quarta Area.
Siamo convinti che tutte le operazioni sopra descritte sarebbero più facili da raggiungere se la dotazione organica fosse maggiore, e per questo auspichiamo che i vertici dell’Agenzia intervengano nelle sedi opportune per salvaguardare le sfide future.
Sulla Formazione abbiamo ribadito le difficoltà organizzative che ci obbligano a fare le 40 ore annue cadauno non mancando di segnalare che è necessaria una formazione maggiore in aula e più specifica e volta alla specializzazione oltre a garantire tempistiche adeguate per la fruizione nel corso dell’intero anno.
In ultimo, alla luce delle norme della Legge di Bilancio sulla possibilità di avere risorse di salario accessorio extra tetto a partire dal 2026, abbiamo richiesto maggiori dettagli in merito agli obbiettivi da raggiungere considerato che non è ancora chiaro il quadro di assegnazione dei fondi alla luce dei maggiori obbiettivi che saranno assegnati.
Si comunica infine che nei prossimi giorni sarà emanata la determina con le disposizioni per il conferimento delle nuove Posizioni Organizzative.
Il Coordinatore Nazionale
Agenzia delle Dogane FP CGIL
Florindo Iervolino
In ricordo di Corrado Seller
16/01/2026
Con profondo dolore, la CGIL annuncia la scomparsa di Corrado Seller, avvenuta dopo una lunga malattia. A quanti lo hanno conosciuto, Corrado lascia un esempio luminoso di dedizione al servizio pubblico e di rispetto per le istituzioni. Persona di vasta cultura e di grande finezza d’animo, era affettuosamente chiamato “‘o russo” dai colleghi vigili del fuoco, istituzione nella quale aveva iniziato il suo percorso al servizio della collettività.
Desideriamo ricordarne l’assoluta serietà professionale, sempre accompagnata da una cordiale goliardia nei momenti informali; l’eccezionale competenza, la rettitudine, la signorilità dei modi. Mai una parola fuori luogo, mai un’espressione scortese: al contrario, la pazienza di chi, consapevole della propria profonda e poliedrica sapienza, sceglieva di metterla a disposizione degli altri con umiltà.
Corrado possedeva una mentalità aperta e moderna, attenta all’innovazione e guidata da una visione lungimirante e rigorosa della protezione civile, fondata su partecipazione, integrazione, condivisione, autoprotezione, solidarietà, sussidiarietà e organizzazione. Rammentava sempre a tutti noi l’indissolubile nesso del binomio gruppo sociale-territorio, fondamentale bussola per chi opera nel campo della protezione civile.
Questa stessa visione ha ispirato il suo impegno come Direttore Generale presso il dipartimento della Protezione Civile della Presidenza del Consiglio, incarico che ha svolto con etica, rettitudine e altissima professionalità. In tale ruolo ha sempre assunto, con grande senso di responsabilità, il compito di offrire risposte concrete ai cittadini, di indirizzare e coordinare con efficacia un servizio pubblico essenziale, nella piena consapevolezza dell’importanza cruciale del proprio operato per l’intera comunità.
L’intera FP CGIL si stringe attorno ai familiari e agli amici di Corrado Seller, condividendone il dolore e porgendo le più sentite e profonde condoglianze.
Nei mesi scorsi era stata fornita rassicurazione che sarebbe stata finalmente inserita nella legge di bilancio una specifica previsione normativa che prevedesse forme di benessere organizzativo in favore dei dipendenti dell’INL e del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali.
Tramontata l’ipotesi di far inserire la norma nel DL Sicurezza sul Lavoro e nella legge di conversione, è sfumata anche la previsione all’interno della legge di bilancio, sebbene siano state fornite rassicurazioni al riguardo.
Riguardo alla partecipazione al fondo di 190 milioni, considerato che il salario accessorio pro-capite dei dipendenti, soprattutto di quelli del Ministero del Lavoro, resta tra i più bassi dell’intero comparto delle Funzioni Centrali, chiediamo un reale impegno della Ministra affinché l’incremento degli FRD sia consistente e adeguato, in modo da favorire attrattività verso queste Amministrazioni.
Il continuo stato di incertezza e la mancanza di un assetto stabile e definito, inoltre, creano malessere tra il personale. In assenza di riscontri ed azioni concrete da parte della Ministra del Lavoro, si rischia di vanificare le previste assunzioni di personale, come peraltro già avvenuto.
Chiediamo, quindi, un incontro urgente con i vertici del Ministero per capire come intendano affrontare la situazione.
In mancanza di risposta entro 10 giorni dalla presente queste OO.SS. si vedranno costrette a proclamare unitariamente lo stato di agitazione e a mettere in atto ogni ulteriore azione capace di garantire piena tutela degli interessi del personale dell’INL e del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali.
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FP CGIL |
CISL FP |
UILPA |
FLP |
CONFINTESA FP |
CONFSAL-UNSA |
USB P.I. |
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M.ARIANO A. PONE |
M. CAVO M. SOZZI |
I. CASALI O. GRIMALDI |
A. PICCOLI |
N. MORGIA D.ALESSANDRO |
V. DI BIASI G.M. GIOVANNETTI |
G. DELL’ERBA C. SABANI |