Lo sapevi che il ddl Foti, attualmente in discussione al Parlamento, prevede la riduzione delle competenze della Corte dei conti?

Questo cosa significa? Che conseguentemente si potrebbero ridurre le piante organiche, e allora il Personale dove andrà a finire? LA CGIL HA GIA’ CONTRASTATO ED OTTENUTO L’ANNULLAMENTO DELLA RIDUZIONE A 6 SEDI E SIAMO RIUSCITI A MANTENERE LE ATTUALI 21!

Lo sapevi che andrai in pensione ancora più tardi?

Lo sapevi che potresti aspettare fino a 7 anni per ricevere il tuo Tfs/Tfr?

Dovevano riformare la Fornero, L’HANNO PEGGIORATA!

E I GIOVANI CHE FUTURO AVRANNO?

SCIOPERANDO IL 12 DICEMBRE INVESTIRAI SUL TUO FUTURO!

NOI NON VOGLIAMO LA GUERRA, NOI VOGLIAMO CHE LE RISORSE VADANO A SCUOLA, CULTURA, SALUTE E BENESSERE PER I CITTADINI E PER I RINNOVI CONTRATTUALI DIGNITOSI CHE ALMENO COPRANO L’INFLAZIONE!

NOI VOGLIAMO ANDARE IN PENSIONE SENZA PENALIZZAZIONI!

PER TUTTE QUESTE RAGIONI VENERDI’ 12 DICEMBRE SCIOPERA!

FP CGIL Corte dei conti

È stato sottoscritto poco fa, con un ritardo evidente, il contratto integrativo 2024 relativo ai professionisti.

I rilievi formulati dal Ministero – comunicati dall’Amministrazione soltanto oggi, nel corso dell’incontro – hanno determinato l’eliminazione della griglia dei criteri introdotta dall’art. 7 per il riconoscimento della maggiorazione della retribuzione di risultato in favore dei legali.

Si tratta di un intervento che rende ancora più urgente l’attivazione di un tavolo tecnico dedicato all’aggiornamento dei criteri per l’attribuzione delle maggiorazioni della retribuzione di risultato a tutte le famiglie professionali.

È infatti necessario che esse compensino in modo effettivo e omogeneo situazioni di gravosità della prestazione lavorativa, riducendo al minimo gli spazi di discrezionalità.

Per il resto, ribadiamo che ci troviamo di fronte a un testo contrattuale adottato con un ritardo ingiustificato e che, sotto diversi profili, non risponde alle aspettative: non solo per la revisione solo parziale richiamata sopra, ma anche per il mancato incremento dell’indennità di funzione in misura proporzionata alle crescenti responsabilità e ai maggiori oneri che gravano sui professionisti dell’Istituto.

Ciononostante, si è riusciti a garantire:

  • l’equiparazione delle maggiorazioni della retribuzione di risultato per tutte le famiglie professionali (25%);

  • la riduzione dal 4% al 3% del fondo destinato all’incentivo alla mobilità territoriale, con conseguente libera disponibilità di risorse a beneficio dell’intera platea dei professionisti;

  • un incremento di 600 euro annui dell’indennità di funzione per tutti i professionisti.

Dichiarando la nostra adesione, abbiamo ribadito la nostra contrarietà rispetto a quella che l’Amministrazione ha prospettato sin dall’inizio come una priorità: per i soli coordinatori generali, l’introduzione di una specifica maggiorazione della retribuzione di risultato e l’aumento dell’indennità di coordinamento. Si tratta di misure rimaste prive di adeguata motivazione al tavolo e che avrebbero potuto, e dovuto, attendere il confronto in sede tecnica e la ricognizione delle risorse del fondo per la retribuzione accessoria, risorse che – come noto – risultano cristallizzate nonostante la ripresa delle assunzioni.

FP CGIL INPS

Giuseppe Lombardo
Giuseppe Cipriani

Al terzo incontro sulle modifiche che l’Amministrazione intende adottare al sistema di performance organizzativa, abbiamo dovuto prendere atto di un evidente freno alla condivisione: per tre riunioni, infatti, le rappresentanze sindacali sono state chiamate a discutere di alcune slide riassuntive, che indicavano la direzione che INPS intende tracciare, senza avere un documento organico per potere esprimere un giudizio complessivo.

Ci chiediamo come sia possibile che altre organizzazioni abbiano accolto le novità a scatola chiusa, rivendicando quasi un’adesione di principio, quando il modello proposto non consente un’analisi di dettaglio.

Vorremmo ancora rinviare il giudizio, ma la indisponibilità a un nuovo confronto rende chiara la volontà di procedere col pilota automatico.

Le difficoltà di sistema

Si discute di una revisione del modello per consentire una misurazione dell’impatto, per comprendere il valore che l’Istituto genera in termini di qualità, efficacia e affidabilità. Principio nobile in teoria, ma funzionale solo se si può misurare a livello di ente, non con una differenziazione su scala territoriale.

E del resto, in un ente che eroga prestazioni e servizi (questa è la nostra missione!), gli indicatori di impatto o sono obiettivi strategici di tutto l’Istituto, misurabili su base pluriennale, o semplicemente non sono.

Volendo banalizzare, a titolo di esempio: è possibile misurare l’automazione o la continuità di reddito a livello territoriale? Avrebbe senso un’operazione simile?

Dai documenti offerti, inoltre, risulta complicato comprendere chi potrebbe ambire a ottenere uno scostamento positivo in termini di valore pubblico: se l’obiettivo, per ogni

singola voce, coincide con il valore ottimale, per raggiungere il massimo le sedi dovrebbero ottenere il punteggio pieno in tutti i parametri considerati. Basta un solo freno a mano tirato, una pur lieve défaillance rispetto ai programmi, per determinare uno scostamento negativo. Ed è singolare questo dato: perché se l’obiettivo dovrebbe essere “aumentare il benessere sociale”, la soluzione proposta pare evidenziare, al contrario, l’impossibilità di raggiungere questo target quasi per definizione.

La centralizzazione del processo e l’impossibilità di leggere i dati

Il sistema, evidentemente complesso, non sembra poi agevolare il controllo da parte delle sedi sulla correttezza dei dati importati nel cruscotto; e l’esperienza insegna il tasso di dispersione e di errore che in tali passaggi si viene a determinare.

Ad avviso della FP CGIL l’obiettivo dovrebbe essere esattamente il contrario: consentire alle sedi un monitoraggio autonomo e anticipato rispetto agli indicatori. Così, invece, sembra delinearsi una sorta di black box, dove i dati sono oscurati almeno fintantoché la Direzione Generale non decide di disvelarli.

Il controller, figura che è stata giustamente valorizzata per il ruolo assolto nelle sedi con gli ultimi integrativi degni di nota, rischia così di vedere la sua figura ridimensionata ove non espressamente messa in discussione.

Si può sostenere che un indicatore sia “measurable” quando i controller non hanno la possibilità di vederlo?

Specifiche a impatto zero

Rimane poi incomprensibile la scelta, ancorché condivisibile per astratto, di prevedere dei sotto-ambiti valoriali nel sistema. Se si passa direttamente a considerare le dimensioni dei valori, questa articolazione lascia quantomeno perplessi sull’utilità di una simile proiezione.

In assenza del testo definitivo, il giudizio sul lavoro fin qui svolto non può più essere sospeso ma deve per forza di cose assumere una caratura critica: vuoi perché mancano gli elementi per strutturare un dialogo, nonostante i ripetuti richiami in tal senso da parte della nostra organizzazione a fornire documenti esaustivi; vuoi perché il modello proposto si fa via via meno intellegibile perfino per gli addetti ai lavori.

Il rischio che paventiamo è quello di un eccesso di centralizzazione, con le sedi territoriali che si muovono al buio.

FP CGIL INPS

Giuseppe Lombardo
Alessandro Casile
Giuseppe Cipriani
Francesco Reali

Al Segretario generale Pres. Franco Massi

Al Vice Segretario generale Cons. Francesco Targia

Al Dirigente generale degli AA.GG.

Dott. Paolo Vespasiani

e p.c. All’Ufficio Relazioni Sindacali

Al Personale della Corte dei conti

Oggetto: Richiesta differimento della prova di evacuazione prevista per il giorno venerdì 12 dicembre – Sede di Via Baiamonti 25.

Leggiamo dalla mail inviata a tutto il Personale, in data martedì 9 dicembre u.s., che, venerdì 12 dicembre 2025 alle ore 15:00 si svolgerà la simulazione annuale di emergenza per la sede di Via Baiamonti, 25.

È ben noto a tutti che nello stesso giorno è stato indetto lo sciopero generale, dalla scrivente Organizzazione Sindacale.

Tutto ciò non solo appare come una condotta antisindacale, ma in questo modo si svilisce il ruolo dell’attività di sicurezza sul lavoro, in quanto nello stesso giorno, al Personale che sarà in sciopero, gli sarà precluso di partecipare a tale attività.

Pertanto, si chiede il differimento della prova di evacuazione per la sede di Roma

Via Baiamonti 25 ad altra data.

Cordiali saluti

FP CGIL CORTE DEI CONTI

Susanna Di Folco

Lo sapevi che il ddl Foti, attualmente in discussione al Parlamento, prevede la riduzione delle competenze della Corte dei conti?

Questo cosa significa? Che conseguentemente si potrebbero ridurre le piante organiche, e allora il Personale dove andrà a finire? LA CGIL HA GIA’ CONTRASTATO ED OTTENUTO L’ANNULLAMENTO DELLA RIDUZIONE A 6 SEDI E SIAMO RIUSCITI A MANTENERE LE ATTUALI 21!

LA CGIL HA SMANTELLATO LA PREVISTA DEPORTAZIONE DI 1000 PERSONE!

Lo sapevi che il Governo ha stanziato solo il 6% di aumento per i rinnovi contrattuali?

Lo sapevi che sono stati ridotti gli stanziamenti previsti per il Servizio Sanitario Nazionale?

Lo sapevi che sono stati ridotti gli stanziamenti previsti per le Associazioni che si occupano di donne maltrattate e a rischio di violenza?

Lo sapevi sono stati ridotti gli stanziamenti previsti per le persone diversamente abili? Lo sapevi che sono stati ridotti gli stanziamenti previsti per la cultura?

Lo sapevi che sono stati ridotti gli stanziamenti previsti per la scuola e l’università?

Lo sapevi che è fortemente in aumento il numero dei giovani che emigrano per cercare lavoro?

Lo sapevi che, invece, sono stati aumentati gli stanziamenti previsti per aumentare il nostro materiale bellico?

NOI NON VOGLIAMO LA GUERRA, NOI VOGLIAMO CHE LE RISORSE VADANO A SCUOLA, CULTURA, SALUTE E BENESSERE PER I CITTADINI E PER I RINNOVI CONTRATTUALI DIGNITOSI CHE ALMENO COPRANO L’INFLAZIONE!

PER TUTTE QUESTE RAGIONI VENERDI’ 12 DICEMBRE SCIOPERA!

Ne avevamo già parlato qui

https://www.fpcgil.it/2025/12/04/inps-il-contratto-lampo-piu-lento-della-storia/

Alla Direttrice generale
Dott.ssa Valeria Vittimberga

Al Direttore centrale Risorse Umane
Dott. Giuseppe Conte

Al Direttore centrale Pensioni
Dott. Vito La Monica

Al Direttore centrale Tecnologia, Informatica

e Innovazione

Dott. Massimiliano D’Angelo

per il tramite del Dirigente Area Relazioni Sindacali

Dott. Salvatore Ponticelli

OGGETTO: RICHIESTA INTERVENTO URGENTE, ESPOSIZIONE DATI SENSIBILI DIPENDENTI

Con la presente si intende sottoporre all’attenzione degli uffici competenti una criticità rilevata nella procedura di invio a visita medica per gli orfani inabili riferiti alle gestioni pubbliche, così come attualmente disciplinata.

Come noto, nella gestione privata l’invio a visita medica avviene tramite l’apposita funzione presente all’interno della domanda su Webdom, funzione attiva e non inibita. La medesima funzione risulta tecnicamente disponibile anche nelle domande afferenti alla gestione pubblica, ma il suo utilizzo è ad oggi escluso, essendo richiesto un diverso iter procedurale.

Per le gestioni pubbliche, infatti, è previsto che l’operatore acceda tramite SPID al portale INPS, utilizzi il servizio “Richiesta accertamento sanitario dipendenti pubblici” e compili la domanda inserendo i dati dell’utente. Tale richiesta viene poi incardinata presso la Direzione regionale di riferimento.

Ora, la ricevuta generata dal sistema, recante protocollo e dati della domanda, riporta testualmente: “Il sottoscritto C.F. ***************, che agisce in qualità di operatore incaricato/delegato da INPS SEDE PROVINCIALE DI … ha trasmesso telematicamente, unitamente alla domanda, la seguente documentazione”.

Se ne ricava che i patronati e gli utenti attraverso il medesimo servizio INPS, accedendo alla consultazione dello stato della pratica, possano visualizzare la ricevuta contenente il codice fiscale dell’operatore e ulteriori dati personali a esso riferibili.

Ove tale ipotesi corrisponda al vero, sono evidenti i molteplici profili di criticità:

  1. Aggravio procedurale: la procedura alternativa via portale INPS comporta un inutile appesantimento rispetto a quanto già possibile tramite Webdom per la gestione privata, pur in presenza della medesima funzionalità tecnica anche per la gestione pubblica. Inoltre, l’impossibilità di utilizzare Webdom impedisce di sospendere i termini di definizione della domanda, lasciandola in giacenza.

  2. Esposizione indebita di dati personali e sensibili del lavoratore: l’esposizione del codice fiscale, oltre a configurare un potenziale profilo di violazione della normativa in materia di protezione dei dati personali, consente la piena riconoscibilità dell’intermediario verso l’esterno. Ciò espone il dipendente — facilmente rintracciabile anche sui social network — a potenziali rischi inammissibili e ingiustificabili.

  3. Commistione fra identità personale e ruolo pubblico: si evidenzia che i dipendenti pubblici di questa Amministrazione operano e possono essere identificati, nei rapporti d’ufficio, esclusivamente tramite matricola. L’obbligo d’accesso mediante SPID, senza alcuna profilazione come intermediario per conto della Pubblica Amministrazione, determina un’inappropriata sovrapposizione tra identità privata e attività istituzionale.

Ci risulta, peraltro, che le stesse problematiche legate all’esposizione dell’operatore

incaricato/delegato siano state rappresentate in passato dai patronati (successivamente risolte

attraverso l’oscuramento del nominativo), con soluzioni non preventivamente previste nella progettazione delle nuove procedure.

L’assenza di un meccanismo di oscuramento dei dati personali non investe pertanto solo il personale INPS, ma anche gli stakeholders, e denota una valutazione incompleta sotto il profilo della tutela dei dati.

Alla luce di quanto sopra esposto, si ritiene necessario e urgente un intervento volto a:

  • verificare la segnalazione qui trasmessa e, in subordine, che la procedura interessata da questa esposizione dei dati personali sia soltanto quella indicata (e non vi sia, invece, un problema diffuso);

  • ripristinare o autorizzare anche per la gestione pubblica l’utilizzo della funzione

già presente in Webdom, eliminando il ricorso a procedure parallele non integrate;

  • verificare l’oscuramento dei dati personali degli operatori in tutte le ricevute e comunicazioni generate dai sistemi e rese visibili all’utenza;

  • prevedere, nelle future implementazioni procedurali, un adeguato processo di analisi

sull’impatto privacy e sulla separazione tra identità personale e ruolo d’ufficio.

Ove quanto qui rappresentato sia confermato a seguito di controlli, è evidente l’estrema e prioritaria urgenza di apportare le opportune correzioni, al fine di tutelare sia il corretto svolgimento del procedimento amministrativo, sia la riservatezza e la sicurezza degli attori coinvolti.

In attesa di cortese riscontro, certi della volontà di approfondire e risolvere quanto in oggetto, si porgono cordiali saluti

Coordinatore nazionale FP CGIL INPS

Giuseppe Lombardo

DG-OR

Al Direttore Generale Risorse Umane e Organizzazione

Dott.ssa Marina Giuseppone

Dirigente del servizio IIDG RUO

Dott. Oreste Cirillo

In merito alle Circolari DG RUO n° 60 e n° 61 del 1/12/2025, la scrivente O.S FP CGIL nel segnalare le criticità di seguito riportate:

Allegato A Circolare 60/2025- elenco delle unità organizzative, con indicazione della fascia economica:

  • La distribuzione delle PO non tiene conto delle necessità delle strutture periferiche e mostra eccessiva rigidità nella definizione degli ambiti. Nonostante la successiva circolare n° 3 del 2/12/2025 che consente una relativa flessibilità organizzativa, non permette tuttavia di variare gli ambiti funzionali assegnati; tale articolazione sembra ledere sia la potestà datoriale dei Dirigenti rispetto all’organizzazione del lavoro, riduce le aspettative a chi da anni aspetta un riconoscimento (anche a seguito di collocamenti a riposo, assunzioni, trasferimenti o modifiche all’assetto organizzativo di un istituto), ed al contempo lascia poche possibilità ai percorsi di carriera dei neoassunti;

  • Non esiste una correlazione tra numero di addetti di un Istituto e distribuzione delle PO (cosi come per le indennità di specifiche responsabilità): a numeri diversi di personale in organico corrispondono, infatti, numeri uguali o molto vicini di posizioni creando una netta differenza di accesso a tale possibilità di crescita salariale;

  • Non è stata fatta una previsione specifica per Istituti che hanno una natura speciale: nello specifico, ci riferiamo alla Soprintendenza Speciale ABAP di Roma, che prevede un Direttore Generale e una Dirigenza di seconda fascia e un alto numero di dipendenti, e alla Soprintendenza Nazionale Per Il Patrimonio Culturale Subacqueo che, pur avendo sede in una città non capoluogo, riveste lo status di Soprintendenza Nazionale;

  • Per l’Istituto Centrale per il Restauro è stata prevista una sola PO per la Scuola di Alta Formazione e Studio, nonostante le scuole siano due: Roma e Matera. Inoltre, per questa tipologia di Istituti (ICR, ICPAL e OPD) non è stata prevista alcuna PO per i laboratori scientifici e le alte funzioni connesse a queste attività, rendendo impossibile l’accesso alle posizioni per tutti quei funzionari scientifici della Famiglia Professionale per la Tutela del Patrimonio Culturale dimostrando così la scarsa valorizzazione da parte dell’Amministrazione di questo personale altamente specializzato.

Allegato B: Posizioni Organizzative per Direttore di sede museale/responsabile di sezione museale

  • Vengono inseriti in un unico ambito PO per direttori di sede all’interno dei musei autonomi e direttori di sede all’interno delle DRMN: i secondi, a differenza dei primi, sono assegnatari di incarico specifico a seguito di selezione su scala nazionale ai sensi della Circolare 10/2018 della DG Musei e aggiornamenti. Gli accorpamenti delle sedi museali per i quali viene assegnata e retribuita la PO sono specificati nelle circolari aventi ad oggetto le singole selezioni e le istanze vengono valutate da una specifica commissione nominata dal Direttore della DRMN: la circolare pubblicata non stabilisce una modifica esplicita della procedura, creando un’in- congruenza tra le due. Differente è l’incarico assegnato a un responsabile di sede o di sezione museale in museo autonomo che è incardinato nell’organigramma di quell’Istituto, ma non oggetto di una procedura selettiva;

  • I funzionari selezionati per le direzioni di sedi museali in musei non autonomi hanno ricevuto un incarico triennale al quale corrisponde il trattamento economico legato alla PO. Alcuni di questi incarichi sono stati assegnati anche di recente, ma la stortura è che si chiede ad ogni singolo lavoratore di dover ripresentare la candidatura per un incarico già in corso;

  • La tabella B differenzia le posizioni dei Direttori di sede museale per responsabilità, distinguendole in posizioni di fascia A e posizioni di fascia B, cosa che non si evince nell’incarico assegnato con procedura selettiva su base nazionale;

  • Il numero delle PO assegnate con la tabella B non rispecchia il numero di incarichi attualmente assegnati per le Direzioni Museali nelle DRMN e l’attuale organizzazione del lavoro: nello specifico, in molte Regioni le posizioni vedono un’importante contrazione numerica, fino a punte di meno 8 posizioni per la Puglia e il Piemonte. La nuova articolazione potrebbe portare difficoltà organizzative importanti nelle strutture periferiche. Non è stato valutato, inoltre, il rapporto tra numero di sedi museali e numero di PO;

  • Si rappresenta, infine, che l’assegnazione degli incarichi per i Direttori di sede Museale a seguito di selezione hanno comportato distacchi del personale risultato vincitore su scala nazionale: si chiedono rassicurazioni rispetto al mantenimento di questi distacchi su base triennale.

Biblioteche e Archivi di Stato in sedi non dirigenziali:

  • Per tali sedi non sono state previste PO oltre quelle destinate ai Direttori delle sedi, nonostante i funzionari spesso svolgano ruoli di coordinamento amministrativo e/o attività complesse e specialistiche;

  • Per tali sedi sono state, invece, correttamente previste le indennità di specifica responsabilità, con il paradosso che nello stesso istituto convivano, sulle medesime aree funzionali, assistenti con indennità e funzionari privi di PO.

Indennità di specifica responsabilità:

  • Il regolamento prevede l’emanazione di un interpello unico per Istituto entro il 9 dicembre: a tal proposito, si riscontra che, per le attività di coordinamento (ovvero di tipologia c) gli Istituti non conoscono l’ammontare delle posizioni a loro destinate e dovrebbero emanare degli interpelli “al buio”. La distribuzione numerica è in capo ai Dipartimenti e che non è chiaro quando questi procederanno alla distribuzione delle indennità loro assegnate in tabella B.

Si segnala, infine, che i ritardi causati dall’iter di certificazione del FRD 2025 ricadono, per l’enne- sima volta, sui dipendenti costretti a produrre documentazioni e candidature in pochissimi giorni per vedersi riconosciuto quanto spetta loro per lo svolgimento di attività ad alta qualificazione professionale che contraddistinguono il nostro Ministero. Si chiede, a tal proposito, di individuare deroghe alle tempistiche anche rispetto a eventuali assenze del personale dovute a ferie, malattie e congedi.

Alla luce delle considerazioni fino a qui esposte, che inevitabilmente stanno generando forte disappunto tra le lavoratrici ed i lavoratori si chiede all’Amministrazione di adottare con tempestività i necessari correttivi

Valeria Giunta
Fp Cgil Mic

Ieri ci è stata presentata la riorganizzazione dell’INL che sarà inviata e discussa al CdA dell’Ente, poi all’approvazione finale del Ministero del Lavoro entro il 31 dicembre.

Discutere di un argomento così importante, ricevendo solo un documento di sintesi il giorno stesso dell’incontro, non ha garantito appieno la possibilità di esprimere un giudizio compiuto sull’operazione.

Qualcuno si chiederà come sia possibile far convivere riorganizzazione con l’ipotesi di chiusura dell’Ente; è molto semplice: visto che la riorganizzazione aumenta il numero di dirigenti di prima e di seconda fascia, questo non è assolutamente incompatibile con un eventuale rientro dell’INL nel Ministero. Semplicemente, i numeri attuali della dirigenza sarebbero assorbiti nel Ministero, nel caso (per ora chiuso) di rientro al Ministero. Ecco una risposta chiara a quelli in mala fede che scrivono che la riorganizzazione è la prova migliore che l’INL non sarà chiuso e che la mobilitazione di questi giorni era strumentale.

Veniamo al merito:

La Direzione Centrale Vigilanza vedrà nascere una struttura dirigenziale esclusivamente dedicata alla vigilanza in Sicilia. Si tratta di un passo avanti importante, che avevamo chiesto per poter ridurre l’attuale autogestione degli ispettori. Ribadiamo che il prossimo passo debba essere la creazione di un ufficio direttamente in quella Regione.

Verrà creata una Direzione Centrale Servizi all’Utenza, Audit e Anticorruzione. Avremmo gradito l’uso del termine “cittadinanza” invece di quello aziendale di “utenza”, ma apprezziamo la scelta di costituire una Direzione che ha come focus anche quello dei diversi servizi che l’INL offre e che ci ricorda come l’Ispettorato non faccia solo ispezioni ma, sempre nell’ottica di tutela del lavoro e della sua dignità, svolga anche altri servizi. Riguardo all’audit, ci è stato comunicato che con la nascita di questa Direzione si immagina di strutturare un piano di audit che evidenzi eventuali disallineamenti presenti sui territori. Accogliamo con favore la richiesta, sperando porti al definitivo superamento di quello che definimmo “l’Ispettorato delle libertà” (dove ognuno fa come gli pare).

L’attuale Direzione Centrale Risorse Umane, Amministrazione e Bilancio verrà sdoppiata: una parte (la Direzione Centrale Risorse Umane) si occuperà solo di gestione del personale, mentre verrà creata una Direzione Centrale Amministrazione, Bilancio e Controllo di Gestione, che si occuperà anche di performance. Si tratta di una scelta che speriamo potrà portare benefici, in particolare introducendo il controllo di gestione, che attualmente manca del tutto.

La Direzione Centrale Innovazione Tecnologica si occuperà esclusivamente di attività informatiche. A tal proposito, abbiamo ribadito che questo può essere uno dei pochissimi settori in cui prevedere delle Elevate Professionalità, considerato che è molto difficile reperire funzionari informatici per la scarsa attrattività dell’INL.

Forti perplessità le abbiamo espresse sul mantenimento della Direzione Centrale Coordinamento Giuridico, non certo per le sue funzioni, che restano molto importanti, ma che potrebbero essere svolte anche all’interno di altre Direzioni. La nostra proposta è – invece – di creare una Direzione Centrale della Comunicazione. Troppo spesso la comunicazione dell’INL ci è parsa carente o addirittura assente, sin dalla sua nascita e questo accade, a nostro parere, perché non si è investito seriamente su questo settore o addirittura si ha probabilmente paura di apparire, nonostante le molteplici attività che l’Ente svolge e nonostante i vari settori in cui potrebbe intervenire, dalla comunicazione istituzionale alle pagine social alla comunicazione interna. Che ci piaccia o no, viviamo in un’epoca in cui se non si comunica – o non si comunica adeguatamente – non si esiste ed è quindi vitale avere una struttura con personale professionalizzato e preparato che faccia esclusivamente comunicazione.

Considerato che per creare queste Direzioni Centrali si è ridotto il fabbisogno di personale in particolare di seconda area, queste operazioni devono avere una loro utilità concreta. Non emerge, in modo chiaro e netto, il disegno complessivo che vuole venir fuori dalla riorganizzazione. Quali sono gli obiettivi e la visione che è dietro a tutto questo?

Riguardo alle Direzioni Interregionali del Lavoro, sfumata l’ipotesi di una Direzione Nord-Est, si è scelto di “spostare” l’Emilia-Romagna nell’ambito della DIL Centro e Molise e Abruzzo nella DIL Sud. Al netto di questo, abbiamo sollevato un problema, che ci è stato posto troppo frequentemente dai territori: le DIL non svolgono, allo stato attuale, tutte quelle attività di “back office” che dovrebbero, invece, fare e per cui erano state create, come ad es., la gestione accentrata degli appalti, lo spostamento di sedi territoriali o l’individuazione di immobili per nuove sedi, etc. Se il tema è la carenza di personale, si individuino modalità per far giungere nuovi lavoratori, altrimenti qualcuno metterà in discussione l’utilità di aver creato tre direzioni di prima fascia sul territorio.

Riguardo alle sedi del territorio, bene che si avvii lo scorporo di alcune. Così, torneranno ad avere due distinti dirigenti le attuali sedi di Terni-Rieti, Parma-Reggio-Emilia, Catanzaro-Crotone e Como-Lecco-Sondrio. Occorre, però, valutare la possibilità di scorporarne altre e di rendere appetibili quelle sedi in cui è più difficile che arrivino nuovi lavoratori.

Coordinatore nazionale FP CGIL – INL

Matteo Ariano

Gentile Capo Gabinetto,

questa organizzazione sindacale desidera innanzitutto ringraziarla per la “celere” risposta alla nota congiunta inviatale in data 3 novembre.

Nella prospettiva di avviare una collaborazione costruttiva, ritenevamo necessario sottoporre alla Sua cortese attenzione quanto inviato; infatti, lo stesso documento era il risultato dell’assemblea unitaria FP CGIL e UILPA tenutasi l’8 ottobre u.s. molto partecipata, con cui ci venivano rappresentate criticità ormai strutturali che investono il funzionamento del Ministero e le condizioni di lavoro del personale. Temi che spaziano da questioni organizzative e di sicurezza, fino alla tutela della dignità professionale e al miglioramento dell’efficienza complessiva dell’Amministrazione.

A fronte del nostro contributo, la risposta ricevuta si limita a registrare formalmente la nostra nota, senza fornire alcun elemento di merito: suggerimenti, cronoprogrammi, tavoli ad hoc da istituire o altre valutazioni sui temi sollevati. Siamo pienamente consapevoli della complessità delle questioni, che richiedono analisi accurate e strategie di coordinamento tra le diverse strutture, ma la totale assenza di un riscontro sostanziale indebolisce il rapporto di fiducia con il personale e con chi ne rappresenta le istanze, trasmettendo l’impressione di un disallineamento tra la gravità dei problemi esposti e l’attenzione loro riservata.

Notiamo inoltre che ci si sofferma solo su alcuni punti, ignorando tutto il resto, dimostrando scarso interesse nel risolvere le criticità che i dipendenti quotidianamente affrontano.

Ricordiamo che sono proprio i dipendenti che consentono quotidianamente al Ministero di far fronte agli impegni istituzionali cui è chiamato a rispondere e sono sempre i dipendenti a garantire il raggiungimento del risultato che lo stesso si prefissa, per cui riteniamo che le loro esigenze non possono essere riscontrate con formule retoriche.

Con riferimento ai temi toccati, esprimiamo quanto segue:

  • Per quanto riguarda la grave carenza di organico e la perdita di attrattività del Ministero, constatiamo che non basta affermare genericamente che vi è stato un incremento delle unità in servizio grazie ai concorsi e alle procedure di mobilità, se non si tiene in debita considerazione che tali immissioni sono controbilanciate da pensionamenti e dimissioni, per cui non vi è stato un aumento dell’organico, ma si rischia, forse, a breve pure un saldo negativo, con il persistere di problemi cronici legati ai carichi di lavoro e dello sforzo che i colleghi in servizio profondono per garantire il rispetto di tempistiche e scadenze; a forza di questo riteniamo che forse non è ben chiara la situazione principalmente sugli ispettorati e

soprattutto sul numero di rinunce in questi due ultimi anni con graduatorie che hanno superato il 65% di abbandoni.

  • In merito alla mobilità interna, ancora disciplinata da un vecchio regolamento superato e spesso disatteso, Lei ci assicura che l’Amministrazione sta lavorando all’aggiornamento dello stesso, senza, tuttavia, fornire elementi precisi e tempi certi. Abbiamo lavorato insieme, emendandolo con nostre proposte e presentandolo alla DGSIF, ma lì è rimasto senza alcuna risposta per oltre un anno. A ogni nostra richiesta, le risposte erano infarcite di scuse e falsità, sostenendo che sarebbe stato mostrato al corpo dirigenziale per una visualizzazione, cosa che ovviamente non è vera.

  • Per quanto concerne i ritardi nei pagamenti (arretrati, straordinari, FRD, PON, posizioni organizzative) e l’assenza di comunicazioni certe, riceviamo un impegno pro-futuro che non risulta accompagnato dalla descrizione delle misure che l’Amministrazione intende mettere in campo, con cui si forniscano certezze, nei tempi e nei modi, rispetto a quanto promesso;

  • Sulle numerose segnalazioni riguardanti i rapporti con la dirigenza e i comportamenti non adeguati verso lavoratrici, lavoratori e rappresentanze, Lei afferma che le situazioni vanno circostanziate per evitare “voci lesive sui colleghi”. Tuttavia, non si preoccupa minimamente di convocarci per approfondire un aspetto che, al contrario, sta compromettendo la serenità e la vita lavorativa di chi subisce atteggiamenti vessatori, con possibili ripercussioni anche sul piano professionale. Non si preoccupi: la DGSIF conosce perfettamente l’elenco delle segnalazioni, ma preferisce chiudere gli occhi, non intervenire o, peggio, minimizzare. Per questo riteniamo superfluo — e francamente fuori luogo — il richiamo ad “evitare voci lesive sui colleghi”, riferito evidentemente ai dirigenti. A questo punto interverremo a modo nostro, come già stiamo facendo in diversi luoghi di lavoro: andando direttamente da loro. E rinnoviamo l’invito a tutte e tutti le colleghe e i colleghi a segnalarci ogni atteggiamento scorretto o mancanza di rispetto nei nostri confronti. Siamo la CGIL, il primo Sindacato in Italia per numero di consensi nella Pa e da 120 anni siamo il muro a protezione di tutte e tutti.

  • Con riferimento alla richiesta concernente le misure di welfare, smart working e lavoro decentrato, anche qui formule di rito, in cui non vengono elencate le concrete azioni che il Ministero sta mettendo in campo per garantire ai dipendenti di conciliare i tempi di vita e di lavoro. Soprattutto se si tiene in considerazione che le forme alternative alla presenza, sono oggi misure per cui il personale vive quello che dovrebbe essere un diritto alla stregua di una mera concessione, quasi vivessimo in un Ancien regime e non in uno Stato di diritto sancito da una Costituzione tra le più belle del mondo. Le stesse sono spesso frutto di una competizione tra colleghi, con una scadenza biennale, per di più messa a rischio dalla possibilità di ottenerle o meno, con tutte le conseguenze in termini di stabilità e serenità, nonché di rendimento sul lavoro e di perdita di risorse alla ricerca di nuove collocazioni.

Vivi nel mondo, lavora in Italia” ci sembrava ci avesse detto un po’ di tempo fa, ma questo a nostro parere sembra solo uno slogan vuoto, che non incontra in alcun modo le esigenze dei dipendenti.

Tutto il resto, invece, è stato palesemente ignorato con nostra grande delusione.

  • trasparenza sugli incarichi interni retribuiti e loro mappatura completa;

  • la situazione delle sedi di via Molise, Viale America e delle strutture territoriali, con rilevanti profili di sicurezza;

  • le distorsioni del sistema delle progressioni economiche e della valutazione (“pagellini”);

  • il necessario potenziamento dei servizi di ascolto e supporto al personale.

Registriamo infine con grande preoccupazione che le criticità relative al funzionamento degli Ispettorati territoriali non hanno ricevuto alcuna menzione. Parliamo della cronica carenza di organico, dell’evidente fallimento del progetto “Case del Made in Italy” e, soprattutto, delle ipotesi di esternalizzazione delle ispezioni di bordo, questioni di rilevanza POLITICA, anche alla luce del DDL 1624 sulla sicurezza in mare.

Queste scelte rischiano di svendere attività fondamentali ai privati, sottraendo competenze interne, risorse economiche e compromettendo la garanzia di sicurezza e terzietà che le nostre strutture hanno sempre assicurato. Una situazione davvero inaccettabile.

L’assenza di un riscontro su questi temi aggrava ulteriormente la situazione, compromettendo l’efficacia dei controlli e dei processi.

Vogliamo che questa iniziativa venga immediatamente bloccata.

A tal proposito, precisiamo che abbiamo già diffuso un comunicato stampa per informare l’opinione pubblica e rendere evidente la gravità della questione.

Gentile Capo di Gabinetto questa nostra lettera era rivolta a Lei perché dall’amministrazione tutte le tematiche da noi sollevate non sono mai state ascoltate con la giusta serietà. Ci aspettavamo da Lei anche in ragione della sua figura, così autorevole e unanimemente riconosciuta di così alta, ragguardevole competenza una risposta chiara, risolutiva o mediatoria, ma così non è stato.

Le colleghe e i colleghi di questo Ministero meritano rispetto, meritano di più, meritano di essere ascoltati e di non essere presi in giro.

Per questo motivo la nostra mobilitazione continuerà, quindi esortiamo caldamente tutto il personale ad aderire allo sciopero generale del 12 dicembre, indetto dal nostro sindacato, come primo segnale di lotta e per dimostrarle che, per noi, il vaso è colmo.

 Luca Giovinazzo

Coordinatore nazionale FP CGIL

Mail: luca.giovinazzo@mise.gov.it

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