Egregio Presidente,

Egregio Segretario generale,

Egregio Vice segretario generale,

la scrivente Organizzazione Sindacale è costretta a riferirvi la grave situazione che si è venuta a verificare, ancora una volta, durante le prove selettive per le Progressioni Economiche Orizzontali, che si sono svolte il giorno 3 dicembre u.s., presso l’Hotel Ergife, sito a Roma, Largo Lorenzo Mossa 8.

Vi scriviamo per comunicarvi una serie di fatti di cui siamo venuti a conoscenza e riteniamo indispensabile rappresentare per tutelare lavoratrici e lavoratori.

  1. In primo luogo, tutte le colleghe e i colleghi, Funzionari, Assistenti e Operatori, sono stati costretti, per ore, ad attendere fuori, in piedi al freddo e all’umidità; parliamo soprattutto, ma non solo, di colleghe e colleghi ultrasessantenni. File interminabili nelle quali tutti sono stati sottoposti ai controlli con il metal detector e a perquisizioni corporali, dopo essere stati privati degli effetti personali; queste procedure preventive hanno differito di due ore l’inizio della prova, iniziata alle ore 17 circa;

  2. Sono stati sequestrati portafogli e accendini (campagna contro il fumo o si teme l’ingresso di pericolosi terroristi incendiari?);

  1. È stato negato l’accesso al bagno, situato a pochi metri dalla sala della prova, dando indicazioni di poter usufruire delle toilette situate nella hall dell’hotel, più distanti, senza una motivazione logica;

  2. La conclusione della prova, slittata nel tardo pomeriggio (circa alle ore 18), ha avuto come conseguenza che il Personale delle sedi regionali che non aveva diritto ad un pernottamento (Firenze, L’Aquila e Napoli) si è ridotto a tornare nella propria residenza oltre le ore 22; quello che aveva diritto ad un pernottamento (Milano, Bologna, Perugia, Ancona, Cagliari e Palermo) oltre le ore 24; il tutto con l’obbligo di essere presente il giorno successivo nella propria sede di lavoro.

Unica nota positiva l’agibilità della sede dell’Hotel Ergife, migliorativa rispetto alla precedente, ovvero la Caserma dei Carabinieri sita a Viale Tor di Quinto.

Tutto ciò si può considerare come una mancanza di rispetto e di fiducia verso i propri dipendenti e Vi rappresentiamo che il Personale non merita questo trattamento umiliante, ancor meno il Personale ultrasessantenne, con una esperienza professionale provata e consolidata.

Facciamo, altresì, presente che l’organizzazione della prova a quiz, scaturisce da un accordo che prevede tale esame pratico, quando ciò NON AVVIENE IN NESSUN’ALTRA AMMINISTRAZIONE PUBBLICA, mentre nel nostro Istituto viene considerato dalla parte datoriale, con l’accordo di altre sigle sindacali, alla stregua di una procedura concorsuale.

Per questo motivo la FP CGIL ha sempre contestato questa procedura, tant’è che

NON HA SOTTOCRITTO L’ACCORDO PRECEDENTE (FRD 2024 E RELATIVE PEO), poiché convinta che le Progressioni Economiche Orizzontali debbano espletarsi ESCLUSIVAMENTE SU BASE CURRICULARE, come avviene in tutte le altre Amministrazioni, e se ciò si fosse realizzato, avrebbe evitato tutto il disagio rappresentato e una spesa verosimilmente ingente per l’Amministrazione.

Per questo ci rivolgiamo a Voi che rappresentate tutto il Personale Amministrativo, affinché si avvenga alle prossime procedure PEO, senza quiz e senza disagi e che invece rappresentino un momento di crescita e di soddisfazione professionale.

Cordialmente

FP CGIL Corte dei conti

Susanna Di Folco

La mobilitazione di questi giorni e il clamore mediatico che siamo riusciti a suscitare sembrerebbero aver sortito effetto: la chiusura dell’INL e la sua trasformazione in un Dipartimento interno del Ministero non si faranno.

Nel corso dell’incontro con le sigle sindacali del Ministero del Lavoro tenutosi il 4 dicembre, il Capo di Gabinetto del Ministero ha riferito che, vista la contrarietà sindacale all’ipotesi di rientro dell’INL, tale ipotesi sarà tolta dal tavolo.

Naturalmente, noi non abbassiamo la guardia: con chi abbiamo a che fare ce lo dicono i fatti.

Per chi non ha memoria o fa finta di dimenticare, ricordiamo che nei primi mesi del 2023, dopo settimane di discussione sul rientro dell’INL al Ministero, con tanto di bozze di disegno di legge consegnate alle sigle sindacali e la partecipazione della Ministra stessa al tavolo, tutto si risolse liquidando la proposta come un’ipotesi giornalistica.

A proposito del mancato riconoscimento degli arretrati della perequazione, l’attuale Capo di Gabinetto del Ministero del Lavoro, nel dicembre 2023, riferì al tavolo sindacale che “il mancato scomputo sugli arretrati della perequazione sarebbe stato per il personale dell’INL un ingiustificato arricchimento…” (!!!). Sulla base di questa “specie” di argomentazione vennero detratti 11 milioni di euro al personale dell’INL, decisione che andò poi a sbattere contro il dispositivo della sentenza della Corte Costituzionale che nel gennaio di quest’anno ha platealmente contraddetto quella indecente affermazione.

Parliamo dello stesso vertice del Ministero che “non ha mandato alcun segnale all’INL sull’ipotesi di rientro”, come riferito dal Direttore Papa nel corso dell’informativa sulla riorganizzazione dell’INL.

Insomma, il tipico e irritante atteggiamento di chi “lancia il sasso e poi nasconde la mano“, in cui è fin troppo comodo dire e poi smentire, ovviamente dopo aver soppesato la straordinaria mobilitazione messa in atto da lavoratrici e lavoratori.

A voler trarre conseguenze teoriche dai fatti accaduti in questi 10 giorni, intendiamo condividere due riflessioni con lavoratrici e lavoratori dell’INL:

  • la prima è che un Capo di Gabinetto non riferisce l’intenzione di riportare l’INL al Ministero, alla presenza di Capi Dipartimento del Ministero, se non l’ha previamente concordata con la Ministra. Non siamo nati certo ieri: nel corso dell’incontro del 25 novembre ci è stato addirittura detto che si stava già lavorando alle bozze del decreto di reinternalizzazione dell’INL, definendole “tavole di Mosè”!

  • La seconda è che tutto ciò al quale abbiamo assistito nel corso dell’incontro con il Ministero del Lavoro del 25 novembre, rivela inesorabilmente che al centro delle scelte e delle decisioni dell’organo politico non c’è il personale dell’INL, bensì il famelico appetito per l’avanzo di bilancio dell’Agenzia (tesoretto) e il riappropriarsi dei territori. Non c’è, in buona sostanza, alcuna visione o prospettiva di miglioramento dei servizi e delle condizioni di lavoro di tutti i dipendenti coinvolti.

In un Paese civile, dopo le magre figure raccattate dalla compagine ministeriale, sarebbe naturale aspettarsi almeno una ferma smentita da parte del vertice politico.

Invece, ci ritroviamo sempre qualcuno pronto a difendere certi imbarazzi e qualcun altro capace di dare degli allarmisti e sobillatori a chi, assumendosi la responsabilità della lotta, ha smascherato e per ora fermato il progetto di rientro al Ministero che in silenzio e sottotraccia portavano avanti i lanciatori di sasso di turno.

E adesso?

E adesso continuiamo a restare vigili sulla vicenda e di certo non ci fermeremo, visto che nel corso dell’assemblea nazionale abbiamo assistito a un salto di qualità della mobilitazione e abbiamo ricevuto un mandato chiaro e preciso dai lavoratori circa le condizioni reali in cui si trovano ad operare.

Dopo aver inciso sulle mal celate intenzioni della Ministra rispedendole al mittente, ci aspettiamo che vengano approvate le norme che valorizzino il personale dell’INL.

In questi giorni si discutono e approvano gli emendamenti sul DL 159/2025, cd. Decreto Sicurezza sul lavoro…verificheremo i fatti e ne trarremo le conseguenze!

Uniti!!!

FP CGIL

UILPA

USB PI

Matteo Ariano

Ilaria Casali

Giorgio Dell’Erba

Alla vigilia del referendum sul rinnovo del contratto collettivo promosso, tra le altre sigle, dalla nostra organizzazione, i firma-lesta avevano detto che quello strumento non era idoneo a rappresentare il parere dei lavoratori, rinviando il tutto alle elezioni:  “le RSU saranno il vero referendum sul contratto collettivo, il banco di prova”.

Poi, nel segreto dell’urna, i lavoratori si sono espressi e la stessa organizzazione che rinviava tutto al momento elettorale ha dovuto prendere atto di un fatto nuovo: la Fp Cgil risulta nel comparto delle funzioni centrali il sindacato più votato e rappresentativo, compiendo uno storico sorpasso. I numeri non mentono. 

Se le elezioni dovevano essere un referendum, dunque, il risultato è stato chiaro. Siccome, però, la fase dell’accettazione è uno degli elementi – che rispettiamo assolutamente – del più articolato processo di rielaborazione del lutto, la sedicente organizzazione ha cambiato in corso d’opera la propria linea e si è ritrovata, ancora una volta, a mascherare i numeri: così, per giustificare la cantonata presa, non guarda più ai dati elettorali, ma al tasso di rappresentatività complessivamente considerato, cioè comprensivo delle iscrizioni. 

È evidente il tentativo di mischiare le carte per non affrontare la realtà, per non ammettere che il contratto della vergogna è stato percepito per ciò che realmente rappresenta: un pacco senza precedenti

Il sindacato per davvero – quello più votato nel pubblico impiego – vorrebbe rispondere al sobrio stile da ultrà che i peones garantiscono da anni, avendo trasformato un sindacato confederale in una specie di foglio reazionario, almeno alle nostre latitudini inpsiane.

Purtroppo, non c’è molto su cui ironizzare: grazie alle loro firme, i lavoratori stanno perdendo salario e differenziali. La consapevolezza cresce, mentre loro fanno la olà.

Coordinatore nazionale FP CGIL INPS

Giuseppe Lombardo

 

 

 

Tra le ragioni della mancata sottoscrizione del CCNL 2022/2024 da parte della FP CGIL indicammo il frequente ricorso a formule di rinvio della trattazione “ad altra sede o ad altro momento”, senza l’individuazione di risorse economiche specifiche o aggiuntive e senza definirne i contorni generali nell’impegno alla trattazione dei diversi temi.

L’individuazione dei criteri per la procedura per i passaggi di livello e le risorse economiche necessarie per svilupparla è certamente uno di questi argomenti.

Nell’intento di non trovarci a ridosso del termine per sottoscrivere e dare attuazione all’accordo nell’anno in corso, come FP CGIL, non ci accontentammo di un semplice impegno datoriale a trattare l’argomento

peraltro in prossimità della fine del 2025– e chiedemmo che la discussione avvenisse in tempo utile o -in subordine e come mediazione- individuando nella dichiarazione congiunta che accompagna il testo contrattuale se non i criteri per la procedura 2025 almeno le risorse disponibili e il numero dei passaggi.

Purtroppo sappiamo come è andata a finire: un vago impegno a margine del CCNL, utile solo a poter affermare che sì, è vero, il contratto non può recuperare il potere d’acquisto perso dagli stipendi nel triennio 2022/2024 e che però ci sarebbero stati “i livelli”. Si è tentato così di alimentare l’aspettativa generalizzata di una valorizzazione professionale senza specificarne al contempo le condizioni di partenza.

Era nota già da prima della firma del CCNL, infatti, l’intenzione dell’Agenzia di non voler replicare le risorse rese disponibili nelle precedenti procedure negoziate nel 2023 e nel 2024. Questo, finalmente, non lo afferma solo la FP CGIL ma inizia ad essere un fatto condiviso. A differenza di quanto fatto dalla FP CGIL, però, è l’informazione ad essere stata tardiva.

Dopo un rinnovo che consente all’Agenzia di operare una riduzione strutturale degli stipendi del 10% e un PdR2025 che sancisce che si lavorarà di più per guadagnare meno è necessario che il Tavolo negoziale si impegni ad offrire risposte credibili e rispettose a tutte quelle colleghe e colleghi che, da tempo, chiedono di vedersi riconoscere la professionalità e l’impegno prestato mentre, parallelamente, viene chiesto loro sempre maggiore responsabilità e aumento dei carichi di lavoro.

Nel merito della discussione in atto per le progressioni verticali le posizioni negoziali della FP CGIL sono note, condivise e, laddove possibile, mediate. Valuteremo gli esiti delle interlocuzioni e la rispondenza con le aspettative delle Lavoratrici e dei Lavoratori.

FP CGIL Nazionale

Daniele Gamberini

gamberini@fpcgil.it

Esito dell’incontro del 3 dicembre 2025

 

In data 3 dicembre 2025 si è svolto l’incontro tra RSU e Organizzazioni Sindacali del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali ed il Gabinetto del Ministro, convocato a seguito del presidio promosso dalla RSU per richiamare l’attenzione sulle criticità ormai strutturali che gravano sul personale dell’Amministrazione.

 

Le nostre richieste:

 Durante il confronto, RSU e OO.SS. hanno ribadito con forza che:

 Il Fondo Risorse Decentrate (FRD) del MLPS continua a essere tra i più bassi del comparto delle amministrazioni centrali, generando un grave problema di competitività e contribuendo all’uscita continua di personale verso altre amministrazioni più attrattive.

 Pur riconoscendo l’incremento di circa 2 milioni di euro ottenuto grazie al DL PA, l’aumento risulta insufficiente rispetto alle aspettative e alle reali esigenze del Ministero.

 È stata espressa inoltre forte delusione per quanto accaduto sulle risorse destinate al welfare: somme che sembravano acquisite in sede di approvazione da parte del Consiglio dei Ministri del recente decreto sicurezza e che poi sono scomparse dal testo pubblicato in gazzetta.

 Si è chiesto al vertice politico un segnale concreto, capace di ristabilire fiducia e garantire dignità economica e professionale al personale del MLPS.

 Le risposte della parte politica:

 Il Gabinetto ha riconosciuto la fondatezza delle criticità sollevate ed in particolare la necessità di innalzare il salario accessorio, considerato non adeguato.

 Sul fronte del welfare è stato confermato che le risorse sarebbero già accantonate e che il provvedimento normativo atteso dovrebbe trovare approvazione nella fase di conversione in legge del decreto sicurezza sul lavoro. La componente politica, inoltre, ha ribadito il proprio impegno a garantire entro giugno 2026 la piena copertura assicurativa a favore di tutto il personale del MLPS.

– copertura base a carico dell’Amministrazione;

– copertura integrativa facoltativa a carico del singolo.

 In relazione ai ritardi nei pagamenti del FRD 2024 e delle risorse PON, la parte politica ha comunicato l’avvio di un tentativo di intervento diretto presso il MEF per il Fondo risorse decentrate e presso la Corte dei Conti per i PON, al fine di tentare l’erogazione delle relative risorse entro l’anno.

Riguardo all’attrattività del Ministero, il Gabinetto ha ricordato che nel DL PA è stato ottenuto un incremento medio del FRD superiore a quello di altre amministrazioni, pur riconoscendo la necessità di ulteriori interventi.

 Le nostre conclusioni

 La RSU valuta positivamente l’apertura al dialogo, ma rimane insoddisfatta rispetto alla mancanza di misure immediate e alla perdurante incertezza sulle risorse economiche.

È necessario che il vertice politico assuma decisioni strutturali per rilanciare il Ministero, valorizzare il personale e garantire condizioni lavorative adeguate al ruolo strategico che il MLPS ricopre per il Paese.

 La RSU proseguirà con determinazione il proprio impegno, vigilando sull’evoluzione delle promesse ricevute e mantenendo alta l’attenzione sulle condizioni economiche e professionali dei lavoratori e delle lavoratrici del Ministero.

RSU – OO.SS. Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali 

Non potendolo definire un buon contratto — perché brucia tremila differenziali creando disparità nei percorsi di carriera, perché propone un sistema di incentivi schizofrenico, perché rafforza il peso delle pagelline e rende i dipendenti più ricattabili — i promotori del CCNI, all’indomani della sottoscrizione in solitaria, rivendicarono con orgoglio: è il contratto più veloce del West, abbiamo blindato l’accordo.

Ricordiamolo agli smemorati: approvato in sordina a ridosso dell’estate, per evitare confronti sul testo, il contratto integrativo sarebbe dovuto entrare a regime senza l’ansia di fine anno. E invece siamo al 4 dicembre e, dopo i rilievi non banali dei Ministeri vigilanti, il percorso sembra ancora a ostacoli.

Vuoi perché, una volta esitato il testo, occorrerà nuovamente ottenere il benestare dei “controllori”; vuoi perché l’Amministrazione, come più volte ribadito, auspica una condivisione più ampia da parte di chi siede al tavolo.

Ed è difficile non comprendere l’imbarazzo della delegazione trattante di parte datoriale: se da un lato porta a casa un “accordo” che recepisce pressoché tutti gli input proposti (con l’acquiescenza della sedicente organizzazione firmataria), dall’altro si ritrova innanzi un’unica firma, la stessa che peraltro — prendendo per il naso i lavoratori — mette pure a verbale tutta la sua insoddisfazione per le gravi carenze del testo.

Il risultato è sotto gli occhi di tutti: a furia di firmare accordicchi di bassa lega, chi opera al servizio dello Stato comincia a non credere più alle risposte che lo strumento negoziale può offrire.

Si sta svilendo la funzione sindacale, e non basterà una bella dichiarazione congiunta proposta dai caballeros del CCNL per salvare la faccia.

Ribadiamolo allora, ancora una volta. Perché le promesse le abbiamo lette tutti:

  • almeno cinquemila differenziali;

  • una maggiorazione allo sportello più consistente;

  • l’aumento del TEP per ogni dipendente;

  • un tetto alle risorse destinate alle Elevate Professionalità del vecchio ordinamento;

  • il ridimensionamento delle pagelline;

  • il ripristino della vecchia disciplina per la Banca Ore;

  • l’incremento delle indennità per professionalità rimaste ferme da anni. Sono queste le condizioni poste da chi siede al tavolo per avallare il testo.

Vi aspettiamo al varco. Fate con comodo.   

Coordinatore nazionale FP CGIL INPS

Giuseppe Lombardo

                                                      

Si è svolto oggi in ARAN l’incontro di apertura della trattativa per il rinnovo del CCNL del comparto delle Funzioni Centrali, 2025-2027.

I lavori sono stati aperti dal Presidente Antonio Naddeo che si è felicitato della possibilità di concludere il terzo contratto in pochi anni richiamando gli elementi caratterizzanti dei precedenti CCNL: riforma dell’ordinamento professionale per il CCNL 2019-2021 e consolidamento degli istituti nel 2022-2024. Per quanto concerne il CCNL 2025-2027 ha auspicato un rinnovo in tempi ragionevoli, richiamando le risorse disponibili consolidate dagli stanziamenti previsti che saranno illustrate nel prossimo incontro.

Nel consueto giro di interventi delle organizzazioni sindacali, come FP CGIL, abbiamo rilevato l’importanza di tenere a riferimento cosa ha significato il CCNL 2022-2024 in termine di perdita di potere di acquisto delle retribuzioni delle lavoratrici e dei lavoratori per avere chiaro cosa è opportuno realizzare con il rinnovo 2025-2027. Una trattativa per il rinnovo che inizia durante la vigenza – dato importante, proprio per la perdita del potere di acquisto registrata – e che dovrà porsi l’obiettivo di individuare meccanismi di salvaguardia per scongiurare il rischio di uno scostamento tra l’inflazione programmata, in base alla quale sono state stanziate le risorse per il trattamento economico, e quella effettivamente registrata nel triennio di riferimento. Un altro tema posto dall’eredita del rinnovo 2022-2024 è il cambiamento delle relazioni sindacali che si sta verificando con l’esclusione delle OO.SS. non firmatarie da tutti i tavoli, perfino nelle amministrazioni in cui si è primo sindacato, e che richiama la necessità di rafforzare il sistema di relazioni sindacali, rivedendo la titolarità e le agibilità, riconoscendo il legame che deve esistere con la rappresentatività certificata e la partecipazione democratica delle lavoratrici e dei lavoratori.

Per quanto concerne gli altri temi, abbiamo posto la necessità che il nuovo ordinamento professionale sia applicato in tutte le amministrazioni attraverso l’individuazione di risorse dedicate, che sia garantito il lavoro agile, che sia tutelata la presenza delle persone con disabilità in tutta la pubblica amministrazione, che si faccia un ragionamento approfondito sull’impatto che l’intelligenza artificiale avrà nel sistema del lavoro pubblico e di come deve essere garantita la formazione continua per rispondere alle sfide che l’innovazione tecnologica pone ai servizi pubblici e all’organizzazione del lavoro.

Il Presidente Naddeo, nell’aggiornare la trattativa al 18 dicembre per l’illustrazione delle risorse economiche disponibili, ha riepilogato le fonti normative del sistema di rappresentanza del pubblico impiego, ricordando che è nella disponibilità del CCNL e degli ACNQ disciplinare il coinvolgimento delle organizzazioni sindacali a fianco delle RSU sui tavoli integrativi.

La Segreteria Nazionale FP CGIL

Con l’imminente approdo in Consiglio d’Amministrazione della delibera per l’assunzione di 13 docenti al Liceo San Bartolomeo, si aggiunge un altro tassello al mosaico dei concorsi INPS.

Ricordiamo infatti che, oltre alla procedura per infermieri (138 posti) e a quella destinata agli specialisti in aree psicologiche e sociali (781 posti), un altro pezzo importante riguarderà l’assunzione degli assistenti.

In tal senso, ai 26 assistenti tecnici interessati dalla delibera 175/2025 si dovranno aggiungere circa 250 assistenti informatici e 950 assistenti amministrativi che saranno assunti tramite procedura RIPAM, nel quadro di un concorso più grande che riguarderà diverse amministrazioni.

Più articolato il discorso che porta all’inquadramento di funzionari amministrativi.

La volontà dell’INPS, ormai nota, è quella di bandire quanto prima una mobilità inter-enti per circa 740 unità, collocate quasi tutte nel centro-nord, laddove storicamente si fa più fatica a reperire risorse.

A questi vanno aggiunti 134 funzionari tecnici e, secondo i desiderata dell’Ente, circa 88 funzionari informatici, di là dai 355 ispettivi che saranno reperiti dalla procedura congiunta con INAIL.

Per chi ha ambizioni di carriera, invece, il percorso è sempre più stretto.

Sì, ci sono le procedure comparative per l’assunzione di 13 dirigenti (10 amministrativi e 3 informatici), c’è il concorso per professionisti legali di I° livello (43 posti a bando), ma manca ancora la definizione compiuta di un percorso che porti alla costituzione vera e propria della Quarta Area – quella delle Elevate Professionalità – immaginata nel CCNL 2019-2021 proprio per consentire sbocchi di carriera interni.

L’Amministrazione ha rallentato notevolmente il passo, un po’ per la mole di lavoro qui sommariamente sintetizzata (che dovrebbe portare a sviluppi in tempo breve, il condizionale è d’obbligo); un po’ per una scarsa volontà di investire su quella fascia di quadri che pure rappresenterebbe un valore aggiunto per tutta l’organizzazione.

La FP CGIL in questo senso sollecita una presa di coscienza collettiva. 

Ribadiamo quanto detto lo scorso febbraio: c’è la necessità di dare una risposta a chi vuole effettuare un percorso di carriera; c’è l’esigenza di costituire uno spazio che non gravi sul fondo risorse decentrate; c’è il bisogno di creare un’opportunità alle tante professionalità che si sono affacciate in INPS anche con gli ultimi concorsi e che, sempre più spesso, vengono richiamate dalle sirene di altre PA o dal privato.

Perché non avere uno scatto d’orgoglio?

Coordinatore nazionale FP CGIL INPS

Giuseppe Lombardo 

 

 

La giornata di oggi è stata una giornata storica.

In mattinata si è svolta l’assemblea nazionale del personale che ha registrato una partecipazione straordinaria: quasi seicento colleghi si sono collegati e gli interventi hanno contribuito a mandare un messaggio chiaro all’organo politico che a gennaio intenderebbe convocare un incontro sindacale per valutare il rientro del personale dell’INL al Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali.

Nel pomeriggio sotto la sede RAI di via Teulada, a Roma, il flash-mob organizzato da FP CGIL, UILPA e USB PI per mettere in luce le condizioni di lavoro di tutto il personale dell’Ispettorato Nazionale del Lavoro in occasione della messa in onda su RAI 1 della prima puntata della serie tv ‘L’altro ispettore’, per chiedere al servizio pubblico televisivo ulteriori spazi di approfondimento sul ruolo di tutela degli ispettori del lavoro e dell’INL.

Al centro di questa giornata di mobilitazione nazionale che dà risalto alle attività di tutela dei lavoratori e alla garanzia di servizi, assicurata dal personale dell’INL, c’è ancora una volta la necessità di risolvere i problemi di fondo che sono sul tappeto da anni e che da anni denunciamo.

Dall’assemblea è emerso uno stato di notevole frustrazione tra sistemi informatici carenti e malfunzionanti, modifiche normative che appesantiscono e che strizzano l’occhio a consulenti e aziende (diffida amministrativa, Protocollo Asse.Co., etc.), disorganizzazioni avvilenti, personale amministrativo ridotto all’osso e poco valorizzato, mancanza di riconoscimento dei rischi in attività esterna e la declinazione in senso numerico dell’attività di vigilanza.

Di fronte all’indebolimento delle tutele dei lavoratori (“gli eroi di tutti i giorni” al centro della serie TV RAI di stasera), di fronte alla riduzione della capacità di rispondere alle illegalità nel mondo del lavoro, l’attenzione del Governo sembra invece essere puntata sulla riorganizzazione dirigenziale prevista dal DL sicurezza, sulla destinazione del notevole avanzo di bilancio introitato grazie all’attività svolta dal personale dell’INL e alle “nuove targhette” ministeriali sotto le quali etichettare lavoratrici e lavoratori.

Di fronte alla sperequazione tra responsabilità richieste e salario corrisposto, agli insufficienti investimenti su INL, alla scarsa valorizzazione del personale, ribadiamo che la risposta non può essere il rientro al Ministero del Lavoro.

Dopo anni in cui vengono costantemente ignorate le legittime aspettative di chi ogni giorno è impegnato ad assicurare servizi essenziali, combattere l’illegalità e garantire tutela e diritti ai lavoratori, il personale dell’INL oggi ha compiuto un salto di qualità, unendo le lotte e mobilitandosi dopo il 25 novembre, affinché si torni a parlare delle condizioni reali in cui si trova ad operare.

Ed è proprio questo il mandato che le scriventi OO.SS. ricevono dall’assemblea dei lavoratori:

respingere il rientro al Ministero del Lavoro e aprire una stagione, anche di lotta, per potenziare l’efficienza di tutti i servizi che ogni giorno l’INL eroga al mondo del lavoro e migliorare le condizioni dei dipendenti dell’Ente, che ogni giorno, garantiscono tutele e diritti.

Noi continuiamo a pretendere risposte concrete dalla Ministra Calderone:

  • Come si intende potenziare davvero l’attività ispettiva? Introduciamo una indennità mensile di UPG per la specifica funzione svolta, banche dati condivise, strumenti come il famoso software per l’elaborazione delle buste paga cha aspettiamo da anni, formazione sulla tecnica ispettiva e costante aggiornamento sui fenomeni di illegalità diffusa!

  • Cosa s’intende fare per organizzare meglio e valorizzare le attività di front e back office, tenuto conto dell’impietosa carenza di assistenti e funzionari amministrativi? Utilizziamo l’innovazione informatica e tecnologica come strumento per migliorare queste attività!

  • Quali miglioramenti concreti ed economici ci saranno per il personale amministrativo, che garantisce i servizi alla cittadinanza e supporta il funzionamento degli uffici? Proseguiamo sui progetti di sussidiarietà, rispetto ai quali chiediamo di poter dare il nostro contributo, come già fatto in passato, valorizzando tutto il personale, superando guerre tra lavoratori!

Chiediamo a chi governa, anziché gettare fumo negli occhi per non rispondere della mancata concretizzazione di molte delle azioni promesse e sbandierate, di ammettere la propria intenzione di smantellare definitivamente le funzioni esercitate da tutto il personale INL e di compiere una svolta per la valorizzazione del personale.

Giovedì siamo convocati per essere informati sulla riorganizzazione dell’INL prevista dal DL Sicurezza e in quella sede chiederemo cosa si muove e che intenzioni politiche permangono dopo la lucida, storica e straordinaria mobilitazione dei lavoratori di oggi.

Dopodiché, seguiremo con attenzione la conversione al Senato e alla Camera del DL “Sicurezza sul lavoro”.

Visto che al Ministero ci dicono di preferire i fatti alle parole, noi saremo attenti ai fatti, perché non siano state solo vuote promesse.

FP CGIL

UILPA

USB PI

Matteo Ariano

Ilaria Casali

Giorgio Dell’Erba

Si è tenuta oggi la riunione con l’Amministrazione avente ad oggetto la firma dell’accordo del fondo risorse decentrate 2024 e la chiusura della procedura di progressioni economiche orizzontali.

Con riferimento al fondo risorse decentrate 2024, l’Amministrazione ci ha comunicato che nonostante il lavoro instancabile dei colleghi delle divisioni competenti, le risorse non saranno erogate entro l’anno a seguito di un ritardo di comunicazione tra gli uffici del MEF competenti in materia, nonostante gli adempimenti di competenza del Ministero del lavoro siano stati completati già ad inizio ottobre.

In merito al testo del documento, le sigle firmatarie hanno sottoscritto la versione definitiva dell’accordo che rispetto alla precedente ha accolto alcune richieste di modifica degli organi di controllo, con particolare riferimento all’inserimento nel documento della percentuale di compenso connessa agli esiti della valutazione di cui al sistema di misurazione e valutazione della performance. Altre modifiche richieste hanno riguardato:

  • l’incentivazione per responsabilità del piano operativo rispetto alla quale è stato chiarito che è corrisposta in base alla misurazione e valutazione della performance individuale sulla base del vigente Sistema di Misurazione e Valutazione con riferimento alla componente obiettivi ed alla componente comportamenti e capacità;

  • l’attribuzione della maggiorazione del premio individuale che non potrà essere attribuita ad una persona per divisione come previsto dall’accordo, ma ad una limitata quota di personale senza parametrare o suddividere tale quota nelle articolazioni dell’Amministrazione. Sarà pertanto attribuita al 10% del personale del Ministero che abbia conseguito la valutazione più elevata in base al Sistema di misurazione e valutazione della performance e, in caso di parità di merito, sarà attribuita a coloro che hanno conseguito le migliori valutazioni nel triennio 2022/2024. Qualora, anche in applicazione di tale criterio, si continuasse ad avere una situazione di parità, la maggiorazione sarà attribuita a coloro che hanno dimostrato un miglioramento significativo rispetto all’anno precedente; in caso di ulteriore parità, la maggiorazione sarà attribuita in base al maggior apporto partecipativo. Con riferimento a quest’ultimo periodo la versione precedente prevedeva che dovesse essere attribuito al personale che non l’avesse già ricevuta in precedenza, ma tale previsione è stata espunta per espressa richiesta del Dipartimento per la funzione pubblica secondo cui, tale indicazione, avrebbe portato ad attribuire il premio al personale basandosi semplicemente su un criterio di rotazione. È utile precisare che nelle riunioni precedenti del tavolo sindacale sul tema abbiamo richiesto l’introduzione di criteri oggettivi che però tralasciassero il conteggio dei giorni di presenza in servizio, non avendo questa più nulla a che fare con la produttività del lavoratore, ritenendo, inoltre, che situazioni di parità dovessero tener conto anche della possibilità di attribuire il premio a chi non l’abbia ricevuto per evitare che i dirigenti la attribuiscano sempre ai medesimi lavoratori.

Anche stavolta, la RSU non ha sottoscritto l’accordo data l’esiguità del fondo ed il mancato impegno per rimpinguarlo da parte dei vertici dell’Amministrazione.

Abbiamo chiesto all’Amministrazione come mai sia stata disattesa, nuovamente, la scadenza comunicataci per l’erogazione delle risorse PON. Al riguardo ci è stato riferito che è in atto una corsa contro il tempo per l’erogazione delle risorse in questione il cui decreto è alla registrazione della Corte dei Conti. Stavolta non daremo date, ma ci aspettiamo che almeno queste risorse siano assicurate al personale coinvolto che aspetta da fin troppo tempo.

In merito alle progressioni economiche l’Amministrazione ci ha comunicato che la Commissione ha terminato i lavori; da domani si avvierà una interlocuzione con gli organi di controllo per verificare quale sia la strada più consona per i successivi adempimenti. L’Amministrazione provvederà successivamente alla pubblicazione delle graduatorie ed aprirà i termini per l’eventuale consultazione degli atti da parte dei lavoratori che ne facciano richiesta.

Il tavolo sindacale ha inoltre concordato l’avvio della contrattazione sul fondo risorse decentrate 2025 e per la realizzazione di nuove progressioni economiche: in merito abbiamo chiesto la massima attenzione per coloro che non rientreranno nell’ultima tornata di progressioni, oltre ai colleghi assunti negli ultimi anni. Abbiamo chiesto all’Amministrazione, inoltre, di costruire insieme una impalcatura che renda il sistema di progressioni continuo ed uniforme per far sì che il differenziale stipendiale sia garantito a tutti i colleghi e con le medesime tempistiche.

Con riferimento all’erogazione dei sussidi, l’Amministrazione ci ha comunicato che la Commissione chiuderà i lavori venerdì e si capirà se l’erogazione delle risorse possa avvenire entro l’anno o sarà rimandata, per esigenze legate alla chiusura dell’anno finanziario, all’anno successivo.

Abbiamo voluto inoltre esprimere la nostra preoccupazione per il processo di rinnovamento degli spazi destinati ai lavoratori senza che siano state tenute in conto esigenze essenziali per far sì che questo disegno, che continuiamo a ritenere molto valido, funzioni.

In primis occorre fare attenzione alle condizioni di salute e sicurezza dei lavoratori: dal sopralluogo compiuto nella sede di San Nicola da Tolentino è emerso che ci sono spazi che necessitano di miglioramenti e rivisitazioni, con particolare riferimento alla sistemazione dei fili che potrebbero portare il personale ad incorrere in incidenti quotidianamente, in altri casi per aumento delle postazioni in stanze dagli spazi ridotti o per posizionamento delle scrivanie rispetto alla luce o, ancora, per la possibile assenza degli spazi necessari alla fuga. Sarebbe necessario, inoltre, calcolare in che condizione dovrà operare il personale se ci saranno stanze che dovevano essere destinate a 8-10 persone e, come già richiesto, devono essere destinate, al massimo, a sei lavoratori. Comunichiamo anche in questa sede

che stanze da 6 lavoratori devono tener conto dei criteri di presenza del personale perché svolgere la propria attività lavorativa, partecipando a continue riunioni, in un ambiente dove siano presenti altre 4 o 5 persone al giorno che svolgono la stessa attività è sicuro accresca lo stress legato allo svolgimento dell’attività lavorativa e non faciliti la creazione di un ambiente di lavoro idoneo, influendo tra l’altro sulla produttività dei lavoratori coinvolti.

Rispetto alla sicurezza dei lavoratori abbiamo chiesto di avere un aggiornamento degli esiti della verifica tecnica sulla piena funzionalità dell’impianto antincendio della sede di Via Veneto e sulla prova di evacuazione che è ancora necessario effettuare a San Nicola da Tolentino e alla quale si potrà procedere non appena si sarà provveduto alla formazione delle figure di addetto alle emergenze. Sull’ultimo punto l’Amministrazione ci ha comunicato che i nominativi dei responsabili delle singole Dg sono stati trasmessi alla DG del Personale la scorsa settimana; pertanto, si procederà alla loro formazione e, di seguito, alla prova di evacuazione.

Abbiamo inoltre chiesto all’Amministrazione, anche alla luce delle evidenti criticità legate alla situazione logistica, quale approccio intenda adottare in merito al regolamento del lavoro agile e da remoto. Tale regolamento, ricordiamo, deve essere inserito nel PIAO da adottare entro il 31 gennaio; pertanto, riteniamo necessaria una immediata revisione del regolamento attuale per accompagnare la transizione del personale nelle nuove sedi. Nel frattempo, chiediamo la fedele applicazione del regolamento vigente: è davvero singolare che alcuni dirigenti richiedano al personale che abbiano un accordo di lavoro da remoto, di rientrare in presenza due giorni alla settimana invece che un solo giorno in assenza di straordinarie esigenze di servizio. Lo diciamo da un anno: siano applicate le stesse regole al personale, a maggior ragione in questo momento in cui non riusciamo ad assicurare ai lavoratori una postazione di lavoro in cui svolgere in serenità la propria attività.

Ricordiamo, inoltre, che il paragrafo 15, punto 6), delle linee guida sul lavoro agile e da remoto prevede espressamente che: “Per motivi connessi a documentate specifiche esigenze di singole strutture, riguardanti situazioni temporanee e eccezionali di particolare rilevanza, il responsabile dell’ufficio cui il dipendente è assegnato può autorizzare l’ampliamento delle giornate lavorative che vengono espletate in modalità agile, fermo restando il rispetto del criterio della prevalenza della presenza in sede“, pertanto riteniamo necessario che tale strumento sia utilizzato per facilitare le operazioni di trasloco e garantire il rispetto delle condizioni di salute e sicurezza dei colleghi.

Infine, abbiamo portato all’attenzione del tavolo sindacale il tema della mobilità interna del personale: abbiamo sottoposto nelle scorse settimane all’Amministrazione una bozza di questionario per facilitare la creazione di un sondaggio che ci aiuti a capire quanti colleghi siano interessati ad una mobilità tra DG al fine di valutare eventuali naturali compensazioni. In merito abbiamo voluto sottolineare che l’ultimo concorso dell’Agenzia delle Entrate porterà nei prossimi giorni ad ulteriori fughe del personale, come accadrà per il concorso bandito dall’Inps e dall’Inail, che si aggiungono alle uscite dettate dai comandi obbligatori.

Abbiamo chiesto, quindi, di applicare ragionamenti seri e concreti sulla valorizzazione del personale, consentendo anche la già troppo richiesta mobilità interna dei lavoratori.

L’Amministrazione ci ha inoltre comunicato che è stato presentato un emendamento in fase di conversione del DL Sicurezza sul Lavoro per l’inserimento di 500.000 euro destinati al welfare ed in particolare all’assicurazione sanitaria a favore del personale del Ministero. Abbiamo specificato anche stavolta che non basta inserire emendamenti in questo o in altro provvedimento, ma è necessario esercitare pressione per evitare che le risorse spariscano nuovamente come in fase di pubblicazione del medesimo DL.

Nessun’altra notizia invece sulle ulteriori risorse destinate al FRD.

Invitiamo, pertanto, tutte le lavoratrici ed i lavoratori ad aderire al presidio unitario del 3 dicembre dalle ore 10 alle ore 13 in via Molise.

FACCIAMO SENTIRE LA NOSTRA VOCE!

🗓️ MERCOLEDI’ 3 DICEMBRE

ORE 10:00 – 13:00

📍 VIA MOLISE

Coordinatrice nazionale MLPS        FP CGIL FP CGIL Nazionale
Alessandra Pone                          Matteo Ariano

ALTE PROFESSIONALITA’

QUANDO L’AMMINISTRAZIONE FALLISCE LA CGIL INTERVIENE

Grazie alla segnalazione di alcuni colleghi, veniamo a scoprire che venerdì erano disponibili le video lezioni e slides per i percorsi specialistici per coloro che intendono partecipare alla selezione per le Alte Professionalità.

Ma sabato 29 novembre non c’era nessuna informazione sulla data e le modalità della prova sulla pagina Intranet, né nessuna comunicazione via e-mail.

A questo punto ci siamo fatti promotori per il Personale interessato e abbiamo contattato il vertice dell’Amministrazione (anche se era sabato); lo stesso, meravigliato della mancata pubblicazione, ci comunica che si sarebbe immediatamente provveduto sia sulla pagina Intranet, che via e-mail.

GRAZIE ALLA CGIL CHE HA SEGNALATO IMMEDIATAMENTE, LA PUBBLICAZIONE SULLE MODALITA’ DELLA PROVA, È STATA RESA VISIBILE FIN DA SABATO, COSA CHE ALTRIMENTI SAREBBE SLITTATA A OGGI, LUNEDI’.

In allegato, l’avviso delle modalità della prova, che troverete anche sulla pagina Intranet, ovviamente, con data 29 novembre.

SEMPRE DALLA PARTE DEL PERSONALE

La Coordinatrice Nazionale FP CGIL Corte dei conti Susanna Di Folco

« Pagina precedentePagina successiva »
X
Questo sito usa i cookie per offrirti la migliore esperienza possibile. Procedendo con la navigazione sul sito o scrollando la pagina, accetti implicitamente l'utilizzo dei cookie sul tuo dispositivo. Informativa sull'utilizzo dei cookie Accetto