Il 10 ottobre abbiamo informato, in anticipo e con la consueta trasparenza, che tra i punti all’ordine del giorno del Consiglio di Amministrazione di metà mese sarebbe stato esaminato il bando per lo screening gratuito finalizzato alla prevenzione e alla diagnosi precoce delle malattie oncologiche e cardiovascolari, destinato agli iscritti alla Gestione unitaria delle prestazioni creditizie e sociali (Fondo Credito).
Mentre altri preferivano dedicarsi a polemiche sterili, noi abbiamo continuato a svolgere il nostro ruolo sindacale con serietà, fornendo informazioni puntuali e nel merito, cercando di realizzare condizioni di maggior favore per i dipendenti.
Dal 2024, infatti, la FP CGIL chiedeva di rivedere la forbice anagrafica entro cui individuare i potenziali destinatari, ampliandola sensibilmente per incentivare la propensione alla prevenzione.
Il lavoro che abbiamo portato avanti nell’ultimo anno ha prodotto un risultato concreto: è stato rimodulato il limite anagrafico per l’accesso alle prestazioni del bando, con l’individuazione della platea tra i nati nel 1958 e i nati nel 1990 (prima la forbice copriva l’arco temporale 1957-1984).
È un chiaro passo in avanti e testimonia una maggiore attenzione da parte dell’Amministrazione verso un tema centrale come la tutela della salute delle lavoratrici e dei lavoratori.
Da oggi, dunque, si aprono i termini per presentare la domanda. Rimandiamo al bando, in allegato, per tutte le informazioni di rito.
Coordinatore nazionale FP CGIL INPS
Giuseppe Lombardo
Dare il via libera a dei criteri per lasciare a casa 9.000 lavoratrici e lavoratori: l’ennesimo capolavoro dei firma-lesta che spalleggiano un’amministrazione ormai alla canna del gas, in balia di un ministro ostaggio della restante compagine di Governo che non riesce neanche a evitare 200 milioni di euro di tagli sul funzionamento di tribunali e corti d’appello, oltre al sistema dell’esecuzione penale, alla faccia degli impegni presi finora per garantire l’investimento nel sistema giudiziario. Ma evidentemente è troppo preso dallo scontro con i suoi ex colleghi per occuparsi di dare le risposte che meritano i suoi dipendenti.
Non abbiamo intenzione di prestarci al gioco di un’amministrazione che lavora contro se stessa, per affossare definitivamente il sistema giustizia. Il comunicato delle sedicenti organizzazioni sindacali conferma quello che abbiamo detto da sempre: questa non è una stabilizzazione ma l’ennesima procedura selettiva per chi un concorso l’ha già superato con successo e lavora da anni al servizio dell’amministrazione, producendo risultati concreti e sotto l’evidenza di tutti. Ma evidentemente per il ministero della giustizia questo non è abbastanza.
Per quanto ci riguarda resta fermo l’obiettivo della stabilizzazione totale di tutto il personale precario e comunque fino all’ultimo contratto individuale trasformato a tempo indeterminato, con la strutturazione a regime del modello dell’ufficio per il processo, rendendo vani e inutili tutti i criteri di selezione che servono solo a decidere chi viene sbattuto fuori dall’amministrazione. Per questo continuiamo a lavorare pancia a terra, nelle assemblee dei prossimi giorni in tutti gli uffici giudiziari del Paese per chiedere che il Governo stanzi finalmente le risorse necessarie nella legge di bilancio a stabilizzare tutti i
12.000 precari PNRR della giustizia, senza determinare alcuna interruzione dei rapporti di lavoro, e che il Ministero riapra la discussione sull’accordo sulle famiglie professionali per dare certezza anche sul lavoro che dovranno svolgere, oltre le dovute garanzie di continuità occupazionale.
Noi non ci prestiamo a questo stillicidio che si gioca sulla pelle delle lavoratrici e dei lavoratori e invitiamo tutte e tutti ad aderire allo sciopero che la FP CGIL ha proclamato per il prossimo venerdì 5 dicembre per tutto il Ministero della giustizia. Mai come oggi le nostre ragioni sono più forti, contro chi ci vuole soli e divisi noi rispondiamo con la forza del noi. Con la forza del sindacato per davvero. Ci vediamo venerdì 5 dicembre in piazza Vidoni, davanti al Senato della repubblica per dare finalmente risposte alle lavoratrici e ai lavoratori del Ministero della giustizia!
FP CGIL Nazionale
Rinnovo CCNL Sport e Salute e Federazioni Sportive Nazionali
Nell’incontro di ieri la delegazione datoriale di Sport e Salute e Federazioni Sportive Nazionali ha finalmente rinunciato alla propria pretesa di modifica dell’orario ordinario di lavoro!
Questa è una vittoria della partecipazione e dell’unità delle lavoratrici e dei lavoratori e delle loro rappresentanze che, nella partecipatissima assemblea del 17 novembre scorso hanno sancito un chiaro e sonoro NO!
Si registra, purtroppo, ancora una forte distanza sulla parte economica con la delegazione aziendale che ha proposto un incremento dell’8% nel caso di durata quadriennale del CCNL (2022-25) o del 6% per una durata triennale (2022-24), in ogni caso misure molto distanti dall’inflazione registrata ed assolutamente inadeguate a tutelare il potere d’acquisto delle retribuzioni.
Sugli altri punti della piattaforma, si registrano aperture, disponibilità a ragionare e chiusure, ma svilupperemo il confronto solo in caso di revisione della posizione aziendale sulla parte economica.
Su un punto, però, abbiamo già richiamato la necessità di una sostanziale modifica e riguarda il campo di applicazione del CCNL, in quanto il mondo paralimpico – CIP e Federazioni – ad oggi non risulta tra i soggetti stipulanti il CCNL (limitandosi ad applicarlo). Chiediamo, inoltre, che anche le società partecipate siano destinatarie del CCNL.
I prossimi incontri sono calendarizzati per il 17 e 18 dicembre. Vi terremo prontamente informati sugli sviluppi e torneremo a confrontarci in assemblea non appena (e siamo fiduciosi) le condizioni del negoziato lo richiederanno.
Perché UNITI SI VINCE!
FP CGIL CISL FP UILPA CISAL FIALP USB UGL FNP CONFSAL
MALATESTA BRUNI LIBERATI CAROLA MERCURI PALLADINO PACIFICO
VIGLIOTTI POGGINI
Il nostro modo di essere e di fare sindacato è caratterizzato sia dalle varie forme di lotta, ma anche dalla concreta volontà di migliorare le condizioni di lavoratrici e lavoratori dipendenti dell’INL, oltre ai servizi e alle attività che l’Ente svolge a favore della collettività. Questo è, per noi, essere sindacato confederale per davvero.
Per questo, in occasione della conversione in legge del Decreto-Legge 159/2025 (cd. Decreto “sicurezza sul lavoro”) abbiamo presentato diverse proposte emendative alle forze politiche, attraverso la nostra confederazione nazionale.
In particolare, per quanto riguarda l’INL, abbiamo proposto un incremento di trenta milioni euro annui del Fondo Risorse Decentrate dell’Ente – utilizzando il bilancio dell’INL – così da poter creare un sistema indennitario. In questo modo, la contrattazione integrativa di Ente potrà finalmente avere risorse fisse per istituire anzitutto l’indennità di funzione per il personale ispettivo (in ragione delle responsabilità che ad esso sono normativamente assegnate, dai compiti di polizia giudiziaria al potere di sospendere le attività imprenditoriali, ad esempio), ma anche verificare se vi siano spazi per ulteriori indennità, per altre figure professionali che pure si assumono responsabilità. Si dovrebbe creare, quindi, un sistema indennitario che, in modo non egualitario, vada a compensare chi svolge certi compiti istituzionali.
Abbiamo poi chiesto il reinserimento di una norma che preveda misure di benessere organizzativo in favore dei dipendenti dell’INL e del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, con l’obiettivo di ridurre l’elevato numero di rinunce alla presa di servizio e di dimissioni e di riallineare questi due enti a quanto accade nel resto del comparto.
Altra proposta, infine, riguarda l’obbligo di inserire le risultanze della vigilanza sugli appalti e subappalti, svolte dagli organi di controllo pubblici, all’interno del Portale Nazionale del Sommerso. Non è possibile, infatti, che un tema così rilevante come quello della esternalizzazione e del suo abuso non sia oggetto di condivisione tra Enti della Pubblica Amministrazione. Piuttosto che creare l’ennesima banca dati non condivisa, abbiamo ritenuto più utile immaginare di implementare quella già esistente.
Si tratta di concrete proposte emendative che potranno essere oggetto di discussione parlamentare e anche di approvazione, se ci sarà una seria volontà politica – diffusa e perfino condivisa – di valorizzare il personale dell’INL e considerare le illegalità sul lavoro come un fenomeno da combattere, senza distinzioni di sorta.
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Coordinatore nazionale FP CGIL – INL |
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Matteo Ariano |
Siamo rimasti abbastanza attoniti dal comunicato apparso sul sito del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali a seguito dell’incontro avuto il 25 novembre, data in cui il Capo di Gabinetto del Ministero ci ha comunicato e ribadito più volte l’intenzione di avviare un confronto sindacale a gennaio, per valutare la chiusura dell’INL e il suo rientro al Ministero del Lavoro.
Nel comunicato del Ministero leggiamo un panegirico degno del peggior giornalismo, teso a decantare l’impegno del Governo sul potenziamento della vigilanza sul lavoro.
Si tratta forse di una excusatio non petita cui si accoda subito qualche “scodinzolante” comunicato? Qui nessuno mette in dubbio i risultati finora ottenuti, che hanno permesso all’Ispettorato di fare passi in avanti rispetto alla situazione iniziale; tuttavia, ricordiamo a tutti gli “smemorati” che tali risultati non sono il frutto dell’interesse spontaneo dell’attuale Governo per la vigilanza sul lavoro, ma la conseguenza delle mobilitazioni e dei conflitti messi in piedi da lavoratrici e lavoratori dell’INL, con tre scioperi nazionali, presidi e manifestazioni effettuate sotto Governi e Ministri del Lavoro diversi. A meno che ora non ci si venga a dire che Gesù Cristo è morto di freddo, perché così vuole il padrone!
Riguardo ai concorsi finora banditi, se da un lato riconosciamo che nel DL Sicurezza sul lavoro siano previste assunzioni per trecento ispettori nel triennio 2026-2028 – come abbiamo ricordato nel corso dell’incontro al Ministero –, d’altra parte dobbiamo anche dirci che quei trecento posti rischiano di restare sulla carta, vedendo i risultati del concorso per ispettori tecnici appena concluso. Solo alcuni dati esemplificativi, tanto per far riflettere:
In Lombardia, su 190 posti previsti, solo 55 vincitori;
In Piemonte, su 83 posti previsti, solo 41 vincitori;
in Friuli-Venezia Giulia, su 35 posti previsti, solo 6 concorrenti vincitori.
In tutti questi casi non si sa ancora quanti prenderanno effettivamente servizio, ma c’è da scommettere che saranno ancor meno dei vincitori, purtroppo…
Potremmo continuare citando i dati passati relativi alle rinunce di funzionari amministrativi, assistenti amministrativi e ispettori del lavoro. Ciò accade per effetto della sperequazione tra responsabilità richieste e salario corrisposto, per insufficienti investimenti su INL, per la scarsa valorizzazione del personale, cui la strabica risposta non può essere, a nostro avviso, il rientro al Ministero del Lavoro.
Dal gennaio 2017, ovvero dall’istituzione dell’INL ad oggi, si sono alternati in via Veneto cinque Ministri del Lavoro e ognuno di essi ha dispensato la propria ricetta, spesso “a costo zero”, mentre i lavoratori sono sempre rimasti al palo su troppe questioni. Tutto questo la dice lunga su come si siano ignorate le legittime aspettative di chi ogni giorno è impegnato ad assicurare servizi essenziali, combattere l’illegalità e garantire tutela e diritti ai lavoratori.
Ed è su questo che da anni chiediamo di aprire un serio ragionamento politico, non su come cambiare “etichette”, accaparrarsi “tesoretti” ovvero ancora spostare lavoratori come sacchi.
Vogliamo costruire condizioni migliori per più di 5.000 dipendenti INL e per la cittadinanza e per questo chiediamo alla Ministra Calderone:
Come si intende potenziare davvero l’attività ispettiva (indennità mensile UPG, banche dati, strumenti in dotazione, formazione sulla tecnica ispettiva e costante aggiornamento sui fenomeni di illegalità diffusa)?
Cosa s’intende fare per organizzare meglio e valorizzare le attività di front e back office, tenuto conto dell’impietosa carenza di assistenti e funzionari amministrativi?
Quali miglioramenti concreti ed economici ci saranno per il personale amministrativo, che garantisce i servizi alla cittadinanza e supporta il funzionamento degli uffici?
Di propaganda e dei suoi accoliti facciamo volentieri a meno.
Dei fatti parleremo all’assemblea nazionale del 2 dicembre con lavoratrici e lavoratori.
FP CGIL UIL PA USB PI
Matteo ARIANO Ilaria CASALI Giorgio DELL’ERBA
Su poche cose il ministro Zangrillo è stato chiaro fin dall’inizio. Una di queste riguarda la formazione: leva fondamentale per lo sviluppo della Pubblica Amministrazione, elemento su cui i dirigenti devono essere ingaggiati affinché si determini una crescita reale delle competenze e della professionalità di chi lavora al servizio dello Stato.
Operatori, assistenti o funzionari, poco importa. Il mantra è chiaro, almeno a livello di buoni propositi: tutti devono poter sviluppare le proprie attitudini, e i manager devono presidiare questo processo.
In INPS, però, qualcosa sembra destinato a saltare. Nel sistema di misurazione della performance individuale per l’anno venturo, infatti, è spuntata una novità: la formazione del dipendente diventa una delle componenti da valutare nelle “pagelline”. Così l’onere viene in parte rovesciato, e senza colpo ferire.
Di fronte a una simile posizione, ci si aspetterebbe una levata di scudi da parte delle organizzazioni sindacali: il tentativo di fermare un’interpretazione delle regole che muta il significato delle direttrici fornite da Zangrillo, peraltro ridimensionando ancora una volta il peso dato agli obiettivi di gruppo.
Invece? Nulla. Il silenzio più totale.
L’unico sussulto è quello – paradossale – di una sedicente organizzazione che, come sempre, mostra la propria distanza dagli interessi di chi dovrebbe rappresentare.
Essa, infatti, non solo non si discosta dal disegno presentato ai sindacati, magari richiamando i dettati di Funzione Pubblica; ma si spinge oltre: rivendica il merito di aver sempre sostenuto che fosse così (sic!), che INPS avrebbe prima o poi punito i lavoratori poco inclini a formarsi.
Peccato che questo non fosse possibile con le regole vigenti. Lo dice la stessa Amministrazione che, per far passare il principio, ritiene necessario modificare i pesi della valutazione individuale dal 2026, proprio per inserire tra gli elementi di giudizio l’ingaggio del dipendente.
Dunque, non solo i firmatari in solitaria del CCNI hanno detto baggianate per mesi, cosa certificata dalla bozza di SMVPI; ma hanno persino suggerito — più o meno consapevolmente — il ribaltamento dei ruoli. E a più riprese. Un suggerimento che, alla fine della fiera, l’Amministrazione ha fatto proprio.
Possiamo dirci stupiti dopo aver letto, nel recente passato, velati inviti a boicottare i test su Syllabus per accedere ai corsi e ottenere un attestato quale che sia? Francamente no.
Ora il tema è chiaro: la disposizione che rende il dipendente responsabile della sua formazione è sul tavolo. Le sigle sindacali firmatarie del CCNL, finora pressoché silenti, sapranno ricordarsi di chi tiene in piedi la baracca? O faranno anche stavolta da stampella?
Giuseppe Lombardo
La violenza di genere non è un fatto privato: è una ferita collettiva, che riguarda tutte e tutti noi.
Sradicare la violenza significa cambiare la cultura del possesso, del controllo, della disparità.
Significa costruire luoghi di lavoro, istituzioni e comunità in cui il rispetto, la libertà e la dignità siano valori quotidiani.
Il 25 novembre non è solo un giorno di memoria: è un impegno costante.
Un impegno a parlare, ascoltare, intervenire, proteggere.
Un impegno a non voltarsi mai dall’altra parte.
La FP CGIL INPS ci mette la faccia: perché l’impegno contro la violenza è presenza, responsabilità e testimonianza concreta.
Per questo abbiamo scelto di realizzare un video, per ricordare che il cambiamento prende forma solo quando scegliamo di schierarci.
E noi ci siamo. SEMPRE.
Link al video -> https://www.facebook.com/share/v/1GwFMHoauy/?mibextid=wwXIfr
La giornata di oggi è stata una straordinaria giornata di mobilitazione in tutta Italia, con presidi, assemblee e manifestazioni da Nord a Sud. Centinaia di lavoratrici e lavoratori dell’INL, a prescindere dall’appartenenza sindacale e nonostante le condizioni meteorologiche spesso avverse, hanno manifestato per chiedere che l’INL sia finalmente messo nelle condizioni di svolgere appieno il proprio ruolo di tutela della legalità del mercato del lavoro. Al presidio organizzato davanti alla sede del Ministero del lavoro di Via Veneto, i lavoratori dell’INL si sono fatti sentire, come nel resto d’Italia. GRAZIE!!
Abbiamo avuto incontro con la rappresentanza del Ministero del Lavoro (tra gli altri, Capo di Gabinetto e vicecapo di Gabinetto del Ministero del Lavoro, oltre al Capo Dipartimento per l’innovazione, l’amministrazione generale, il personale e i servizi). Siamo stati rassicurati sul fatto che le norme del Decreto-Legge “Sicurezza sul Lavoro” cassate in sede di pubblicazione del D.L., saranno nuovamente presentate dal Ministero nella fase di conversione in legge come emendamento.
Ci è stata inoltre comunicata la volontà di far aderire il Ministero del Lavoro e l’INL alla polizza sanitaria integrativa già in uso presso gli ex Enti Pubblici Non Economici, anche se non prima dell’estate 2026.
A fronte di questo impegno, che registriamo e rispetto al quale speriamo che stavolta gli uffici competenti del Ministero seguano la norma e non “se la facciano sfilare all’ultimo miglio”, dobbiamo però registrare una “novità”:
Proprio mentre siamo in mobilitazione nazionale – anche presso le singole Prefetture – per chiedere il potenziamento dell’INL, la delegazione ministeriale ci ha comunicato che a gennaio, dopo l’approvazione della legge di bilancio, intende convocare un incontro sindacale presso la sede dell’INL per valutare la possibile chiusura dell’Ispettorato e il suo rientro al Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali.
Si tratta di un’idea nient’affatto nuova, che ci era stata già paventata ad inizio del mandato della Ministra Calderone, con tanto di bozze di disegno di legge e creazione di uno specifico Dipartimento del Ministero del Lavoro, il dipartimento vigilanza, il cui capo Dipartimento, sarebbe nominato direttamente dal Ministro del Lavoro e riceverebbe direttive ed indicazioni dal Ministro stesso e della sua diretta esecuzione dovrebbe rispondere. Quella discussione, a cui prese parte anche la Ministra Calderone, venne liquidata come un’”ipotesi giornalistica” dal sottosegretario Durigon, in risposta ad un’interrogazione parlamentare dell’on. Chiara Gribaudo del PD. Era il 13 aprile 2023.
E ora ci risiamo! Riemerge dai cassetti del Ministero quel progetto mai archiviato di rientro dell’Ispettorato Nazionale del Lavoro nei ruoli del Ministero del Lavoro.
Da quanto abbiamo appreso nel corso dell’incontro, sembra fare molto appetito l’ingente avanzo di bilancio dell’INL. Durante il confronto con la rappresentanza ministeriale non abbiamo infatti registrato alcuna misura concreta capace di mettere nelle migliori condizioni tutti i lavoratori dell’INL (o del Dipartimento della vigilanza) per operare efficacemente e assolvere le funzioni cui sono adibiti.
Allora, qual è il reale obiettivo di questo rientro al Ministero? Provare ad ottenere dal MEF una parte consistente dell’avanzo di bilancio dell’Agenzia seguendo una logica di conservazione dello stato attuale o si intendono invece potenziare davvero, e non a “costo zero”, tutte le attività e le funzioni dell’INL?
Quali misure si intendono adottare, affinché le funzioni di vigilanza e di garanzia dei servizi ai cittadini siano rese da un personale sempre più svilito e mortificato? Abbiamo chiesto quale concreto miglioramento delle condizioni per i lavoratori possa determinarsi, non abbiamo avuto alcun riscontro se non un generico rinvio al prossimo confronto da tenersi nel mese di gennaio.
Intendiamo essere chiari: se si vuole costruire l’ennesima operazione a ribasso, sulla pelle dei lavoratori, noi non ci stiamo e metteremo in campo ogni opportuna iniziativa per evitarlo.
Non possiamo accettare anche il solo paventarsi dell’ipotesi di un diretto controllo politico della vigilanza sul lavoro, dopo averla disarticolata, riportando il quadro istituzionale indietro di dieci anni, con la presenza di più enti deputati alla vigilanza, con le sovrapposizioni, l’assenza di qualsiasi forma di reale coordinamento e di banche dati comunicanti tra loro.
Che dire? Una giravolta istituzionale che, come in un infinito gioco dell’oca, riporta le caselle al punto di partenza senza aver risolto i problemi di fondo che sono sul tappeto da anni e che da anni denunciamo.
Per quanto ci riguarda, è tutto più che sufficiente per proseguire nella mobilitazione: chiederemo immediatamente un incontro urgente al Direttore dell’INL, per sapere se e cosa sappia di questa intenzione del Ministero e cosa intende fare al riguardo. Intanto indiremo una assemblea nazionale del personale per il 2 dicembre 2025.
La data non è certo casuale!
La sera del 2 dicembre, infatti, andrà in onda su Rai 1 la serie televisiva “L’altro ispettore”, la prima serie TV dedicata alla figura dell’ispettore del lavoro. Ci sembra veramente incredibile che, mentre si illustra al grande pubblico il ruolo degli ispettori del lavoro (sperando comunque non vi siano troppi luoghi comuni), il Governo si prepari serenamente a comunicare l’intenzione di chiudere l’INL e riportare le lancette indietro di dieci anni.
Le altre sigle, quelle che scrivono nel loro comunicato di “mobilitazione pretestuosa, che sembra dettata esclusivamente da giochi politici”, sapevano di tutto questo? Da che parte stanno? Dalla parte di lavoratrici e lavoratori dell’INL o dalla parte del Governo?
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FP CGIL |
UILPA |
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Matteo Ariano |
Ilaria Casali |
Giorgio dell’Erba |
In data 24 novembre 2025 si è tenuto l’incontro fra Organizzazioni Sindacali e Federazione datoriale sul rinnovo del CCNL.
In merito alla nuova proposta di ordinamento professionale del personale, a fronte di numerose eccezioni di metodo e di merito da noi formulate, la controparte si è riservata di inviarci un ulteriore documento nel quale saranno indicati i temi su cui c’è disponibilità a cogliere le modifiche suggerite dalle OO. SS.
Rispetto alla parte economica, poi, siamo riusciti a individuare nel 9 dicembre prossimo la data in cui incontrarci nuovamente con la Federazione, che finalmente presenterà una proposta di rinnovo salariale più compiuta.
Riteniamo di aver esposto con dovizia di argomentazioni le nostre analisi relative alla documentazione ricevuta e ci auguriamo di procedere – così come dichiarato dal Presidente in chiusura di incontro – subito con la riapertura del ciclo contrattuale ’25-’27.
Fp CGIL CISL Fp UIL Fpl UIL Pa
C’era una volta, nel Regno della Previdenza, un Governo che diramava editti dall’alto della Torre di Cristallo. Una torre che, però, di cristallo aveva solo il nome: le sue mura erano infatti opache come nebbia d’inverno, e nulla di ciò che accadeva dentro veniva mostrato agli ignari cittadini.
In una fredda sera di venerdì — quando ormai il sole era calato e la gente del Regno aveva riposto gli strumenti di lavoro — dalla Torre di Cristallo partì un messaggio: una pergamena volante annunciò lo scorrimento di una misteriosa graduatoria, redatta di tutto punto per scegliere sette nuovi cittadini pronti a entrare nella Casata degli Informatici.
Peccato che nessuno, nel Regno, avesse mai visto neanche l’ombra di questa graduatoria: non un foglio, non un punteggio, non una lista era stata esposta sulla bacheca del Palazzo. Gli abitanti del regno, specialmente coloro che ambivano da tempo a entrare nella Casata, rimasero sbalorditi. «Scorrimento? Di cosa?» si chiedevano. «Come possono scorrere ciò che non hanno mai mostrato? Con quali criteri? Con quali prove? E soprattutto… chi decide davvero?».
E mentre le domande rimbalzavano da una parte all’altra del Regno, la Torre di Cristallo rimaneva silenziosa, imperscrutabile.
Così, lentamente, prese forma una nuova leggenda: la storia della Graduatoria Fantasma, che appariva solo agli occhi di chi aveva il cuore
puro per vederla, e scompariva ogni volta che qualche malizioso chiedeva di poterla consultare.
I più anziani giuravano che la Torre di Cristallo custodisse anche un antico artefatto: un tomo oscuro, con una serie di codici sul merito e sulla correttezza, di cui tutti parlavano ma che pochi sapevano perseguire. Un fantomatico regolamento abbandonato, caduto in disuso, che giaceva inerte negli archivi sottoterra.
Si racconta che ancora oggi, se si passa vicino alla Torre, nelle notti di vento si possa sentire un sussurro provenire dalle mura: «non è finita, sappiate che lo scorrimento proseguirà…», senza mai dire dove, come o perché.
Giuseppe Lombardo
Alla Direttrice generale
Dott.ssa Valeria Vittimberga
Al Direttore centrale Risorse Umane
Dott. Giuseppe Conte
Alla Direttore centrale Entrate
Dott. Antonio Pone
per il tramite del Dirigente Area Relazioni Sindacali
Dott. Salvatore Ponticelli
OGGETTO: SOLLECITO ATTIVAZIONE DEL CAMBIO DI FAMIGLIA PROFESSIONALE PER IL PERSONALE DESTINATO ALLA FAMIGLIA ISPETTIVA
Facendo seguito alla richiesta già avanzata lo scorso ottobre, si sollecita l’Amministrazione a dare immediata attuazione al cambio di famiglia professionale per il personale interno interessato a svolgere attività ispettive.
Il 12 novembre è stato pubblicato il bando di concorso per il reclutamento di 355 nuove unità. Permane, però, un’evidente impasse sul fronte interno, non essendo ancora stata avviata la procedura di inquadramento per chi è interessato a cambiare il proprio percorso.
Questo ritardo rischia di compromettere la piena efficacia dell’azione ispettiva, di demotivare il personale che spera di costruire percorsi professionali alternativi, di creare una disomogeneità tra il percorso interno e quello di nuovo reclutamento.
Si richiede pertanto di:
comunicare in maniera trasparente il cronoprogramma per l’attivazione del cambio di famiglia professionale;
definire e condividere i criteri di selezione, le sedi di riferimento, il numero di unità interessate;
In attesa di un riscontro tempestivo, si rinnova la disponibilità al confronto per una rapida e positiva conclusione della procedura.
Cordiali saluti,
Coordinatore nazionale FP CGIL INPS
Giuseppe Lombardo
Si è tenuto nella giornata del 18 Novembre il terzo incontro tra le OO.SS. e la delegazione di Federcasa, per il rinnovo del Contratto Collettivo Nazionale di Lavoro.
L’incontro si è svolto in due sessioni in un clima propositivo e, per ragioni di fluidità procedurale, abbiamo congiuntamente rinviato ad apposita sessione negoziale il giudizio e l’analisi dei contributi che avrebbero previsto incidenze economiche.
Nel corso della sessione mattutina Federcasa ha risposto nel merito della proposta sindacale di revisione della prima parte di articolato presentata la scorsa volta.
Dobbiamo riscontrare, rispetto a questa prima sessione, come Federcasa abbia accolto alcuni contributi sindacali e, laddove necessario e al fine di individuare la miglior soluzione di equilibrio e sintesi, aggiornato la discussione ad appositi supplementi di approfondimento la trattazione di alcune argomenti maggiormente incidenti.
Nela successiva sessione pomeridiana, il confronto è proseguito con la presentazione, da Parte sindacale, delle osservazioni afferenti la seconda parte di articolato volutamente senza entrare nel merito delle proposte di attualizzazione dell’ordinamento professionale.
Per dar modo di fare un’analisi compiuta e approfondita, Federcasa ha convocato il tavolo per il rinnovo il prossimo 21 gennaio 2026.
In vista di tale incontro, e per consentire alla trattativa di avanzare su basi di analisi concrete, abbiamo chiesto formalmente a Federcasa di fornirci il testo coordinato con le modifiche ad oggi apportate e concordate.
Sarà nostra cura tenervi aggiornati sui prossimi sviluppi del negoziato.
FP CGIL CISL FP UIL FPL