Verso lo sciopero del 10 dicembre, i primi approcci delle parti datoriali confermano che senza mobilitazione non c’è trattativa

A quasi undici mesi dalla scadenza del CCNL, nella riunione di oggi, le associazioni datoriali e le imprese hanno proposto un percorso di rinnovo contrattuale con contenuti economici e normativi assolutamente inadeguati.

NOI CHIEDIAMO PIÙ DIGNITÀ E RISPETTO

Le istanze delle lavoratrici e dei lavoratori portate al tavolo del confronto sono elementi imprescindibili per chiudere la trattativa: classificazione del personale, salute e sicurezza, politiche di inclusione e di contrasto alle discriminazioni e alla violenza di genere, parte economica sono temi assolutamente centrali.

NOI CHIEDIAMO RECUPERO DEL POTERE D’ACQUISTO

Sulla parte economica le associazioni datoriali hanno sviluppato un ragionamento parziale che non tiene conto di indispensabili e onerose modifiche della parte normativa, attestandosi su posizioni molto distanti dalle sacrosante rivendicazioni di recupero del potere d’acquisto dei salari sia sulla retribuzione mensile, sia sul trattamento economico complessivo.

Sembra piuttosto evidente che le associazioni datoriali puntano soprattutto a depotenziare la preparazione dello sciopero del 10 dicembre ma, contestualmente, loro malgrado, hanno certificato le distanze che confermano la necessità di una forte mobilitazione.

LA MOBILITAZIONE È LA NOSTRA FORZA

Dopo lo sciopero del 17 ottobre, le istanze delle lavoratrici e dei lavoratori sono più forti e decise. La pressione che può arrivare dalle assemblee e dalle iniziative, verso lo sciopero del 10 dicembre, è l’unico elemento in grado di spostare gli equilibri di una trattativa a cui il Sindacato non ha intenzione di sottrarsi, con l’unico obiettivo di dare dignità e salario agli oltre 110.000 addetti.

Con un forte senso di responsabilità continueremo, in un tempo molto ristretto e comunque solo entro la fine del mese di novembre, a confrontarci con le Associazioni datoriali per provare a rinnovare il CCNL.

C’è un solo modo per sostenere la rivendicazione di un rinnovo rapido e adeguato: intensificare la mobilitazione verso lo sciopero del 10 dicembre 2025. Le assemblee su tutti i luoghi di lavoro e i presidi del 10 dicembre, in ogni capoluogo di regione, dovranno registrare il forte successo della giornata di sciopero dal lavoro per il nostro CCNL.

Il 10 dicembre tutti in sciopero!

Esiste un solo obiettivo: rinnovare il Contratto Nazionale di Lavoro!

Al Ministro delle Infrastrutture e

dei Trasporti On. Matteo Salvini

Al Sottosegretario On. Antonio Iannone

Al Capo di Gabinetto Cons. Alfredo Storto

Al Capo del Dipartimento per i trasporti e la navigazione Ing. Stefano Fabrizio Riazzola

Al Capo Dipartimento per gli affari generali e la digitalizzazione

Dott. Lorenzo Quinzi

Al Direttore Generale del Personale Dott.ssa Fiammetta Furlai

Oggetto: Richiesta incontro urgente

La modifica della Legge 870/86 ha rappresentato, negli ultimi anni, un obiettivo condiviso dall’amministrazione e dalle organizzazioni sindacali per migliorare da una parte i servizi offerti all’utenza, sempre più numerosa ed esigente, e dall’altra per valorizzare l’attività svolta con grande abnegazione e spirito di sacrificio dalle lavoratrici e dai lavoratori delle motorizzazioni e dei CPA che, nonostante la grave carenza di organico, assicurano quotidianamente il servizio a cittadini, autoscuole, agenzie e aziende del settore automotive.

A tal proposito ricordiamo come il percorso avviato dall’allora Ministro prof. Giovannini e proseguito con l’attuale Ministro On.le Salvini e, in particolare, con l’impegno assunto a suo tempo dal viceministro Bignami – per cui le OO.SS. e l’amministrazione istituirono un tavolo tecnico volto alla riforma dell’870/86 – ha portato alla condivisione di un testo che è poi diventato l’art. 13 della riforma del Codice della Strada.

Detto per inciso, le scriventi OO.SS. ricordano l’impegno profuso con intelligenza e abnegazione dalla compianta dott.ssa Di Matteo, che ha creduto, sin dall’inizio, in questa sinergia tra la parte pubblica e la parte sindacale per addivenire ad una modifica più rispondente all’effettiva realtà, tentando di restituire centralità al ruolo dei lavoratori pubblici.

Dopo l’emanazione del Codice della strada, punto fondamentale diveniva la prosecuzione dei lavori del tavolo al fine di raggiungere una posizione condivisa circa i cosiddetti nastri operativi.

Va sottolineato, in tal senso, che le parti si sono incontrate e hanno raggiunto un punto di mediazione che le scriventi OO.SS. reputavano utile per la definizione della questione.

Con sorpresa e rammarico le scriventi hanno preso atto del testo pubblicato il 29 ottobre scorso del D.M. 431, che non solo non riporta tutti i punti qualificanti della mediazione raggiunta, ma appare, nel complesso, penalizzare i lavoratori impegnati e non fornire risposte in merito ai tanti punti su cui erano stati chiesti importanti chiarimenti.

La normativa è entrata in vigore lo scorso primo novembre e sta già creando malumori, forti incertezze e interpretazioni differenti su tutto il territorio nazionale.

Per tali ragioni le scriventi organizzazioni sindacali chiedono al sig. Ministro un incontro urgente al fine di addivenire ad una soluzione che, in qualche modo, dia risposte soddisfacenti al personale, onde consentire, allo stesso, di poter lavorare con serenità.

In attesa di riscontro, si porgono distinti saluti.

FP CGIL

UIL PA

FLP

USB PI

Gianfreda

Triolo

Caiazza

Conti

Sabbatella

Campopiano

Piangatelli

Il messaggio di unità e di determinazione scaturito dalla partecipatissima assemblea odierna ( oltre 1.000 colleghe e colleghi) è arrivato forte e chiaro ai vertici datoriali di Sport e Salute e delle Federazioni Sportive Nazionali.

L’unanime consenso e il pieno mandato alle Organizzazioni Sindacali sul netto ed inscalfibile “NO” alla modifica dell’orario di lavoro, sulla rivendicazione salariale per il recupero del potere d’acquisto e sugli altri temi della piattaforma rivendicativa presentata dalle scriventi OO.SS. ha evidentemente indotto l’azienda ad annullare l’incontro calendarizzato per mercoledì 19 novembre e a rinviarlo alla prossima settimana (data ancora da definire).

Come ci è stato chiesto dalle lavoratrici e dai lavoratori,

“non arretreremo di un millimetro”!

E auspichiamo che, già a partire dal prossimo incontro, tutti i problemi aperti siano affrontati tenendo nella dovuta considerazione le legittime aspettative di tutela che le lavoratrici ed i lavoratori di Sport e Salute e delle Federazioni Sportive Nazionali hanno oggi rappresentato nel corso dell’assemblea.

Vi terremo costantemente aggiornati dello sviluppo della situazione.

FP CGIL    CISL FP    UILPA    CISAL    FIALP    USB    UGL    FNP CONFSAL

Nei mesi scorsi scrivemmo un comunicato sulla polizza Kasko delle auto del personale ispettivo, per evidenziare le gravi carenze del contratto di assicurazione sottoscritto dall’INL.

Il grave episodio accaduto a Potenza nei giorni scorsi, in cui sono state coinvolte autovetture di ispettori e funzionari amministrativi, ripropone con urgenza la questione. A quell’episodio se ne aggiunge un altro, verificatosi in Sardegna, in cui sarebbero state squarciate le ruote delle auto di alcuni ispettori.

Quanti altri episodi dovranno accadere prima che l’INL integri la polizza sottoscritta, ricomprendendo nella tutela assicurativa simili atti vandalici e le auto di tutti i lavoratori che li subiscono nell’esercizio delle loro funzioni? Davvero i colleghi che subiscono atti così gravi nell’esercizio delle loro funzioni e come conseguenza per averle svolte secondo coscienza e nel rispetto della legge, devono essere costretti a ripagarsi i danni? Così l’INL pensa di tutelare i propri dipendenti?

Non crediamo sia un problema di disponibilità di risorse, ma di volontà: c’è questa volontà o dobbiamo iniziare a far inviare le parcelle dei carrozzieri alla Direzione Generale?

Coordinatore nazionale FP CGIL – INL

Matteo Ariano

Pubblichiamo la Piattaforma rivendicativa C.C.N.L. personale non dirigente Società Sport e Salute e Federazioni Sportive Nazionali
Triennio 2022/2024.

 

 

Come noto, è stato pubblicato sul sito istituzionale del Ministero dell’Interno l’atto di indirizzo concernente le modalità di erogazione degli incentivi tecnici alla luce del Nuovo codice degli appalti in vigore dal 1° luglio 2023 e che, insieme alla circolare applicativa dell’atto succitato e del contratto integrativo di Ministero (che ancora lati- ta…), saranno i riferimenti necessari per la liquidazione delle somme ai colleghi inte- ressati.

Importante sarà per le RSU partecipare attivamente alla cd “cabina di regia” che avrà il compito, in ogni stazione appaltante, di monitorare la puntuale applicazione dei cri- teri individuati per il conferimento degli incarichi e la conseguente ripartizione degli incentivi tecnici. In tal senso invito tutte le RSU ad attenzionare tale attività.

Per quanto concerne invece i contratti stipulati prima del Nuovo codice ossia quelli riferiti all’art. 113 del d.lgs. 50/2016, abbiamo saputo che non tutte le Prefetture han- no adempiuto in tempo a riversare le somme accantonate sui capitoli ministeriali e quindi per loro si prospettano tempi più lunghi. Le altre Prefetture che al contrario hanno accantonato regolarmente le somme nei tempi previsti, vedranno i propri di- pendenti interessati liquidati nel secondo semestre 2026.

Meglio tardi che mai si potrebbe dire!

Ci preoccupa la possibilità che non tutte le stazioni appaltanti abbiano accantonato le somme previste per mancanza di idonea documentazione o altri motivi. In tal caso sarà possibile adire per le vie legali contro le stazioni appaltanti inadempienti.

Il Coordinatore Nazionale FP CGIL Ministero dell’Interno

Stefano MIRTI

Siamo giunti alle soglie del Natale e del Fondo Risorse Decentrate anno 2024 si sono perse le tracce. Dov’è finita l’ipotesi di accordo sottoscritta ormai da tempo?

La problematica non è di poco conto. Il ritardo sta determinando incertezze soprattutto rispetto all’ipotesi di un accordo stralcio necessario per prevedere le cosiddette progressioni orizzontali e, quindi, l’applicazione dei differenziali stipendiali per le 3352 posizioni individuate a partire da gennaio 2025.

Tale accordo stralcio va necessariamente firmato entro il 31 dicembre di quest’anno.

Giova ricordare che lo scorso anno l’accordo stralcio venne firmato il 18 dicembre 2024 alla luce di un’ipotesi siglata in data 26 ottobre 2024 e, pertanto, quest’anno si rischia di veder compromessa la possibilità di avere i fondi necessari per tale opera- zione stante i tempi ristretti.

Alla luce di questo, le OO.SS. firmatarie, con particolare riferimento a quella che con più veemenza ha rivendicato la stipula del CCNL pur in presenza di una perdita secca di potere d’acquisto per i colleghi del 10% dello stipendio ripudiando, tra l’altro, una piattaforma rivendicativa unitaria con FP CGIL e UIL-PA, in questo momento

cosa stanno facendo???

Ce lo chiediamo e lo chiediamo anche alla nostra dormiente Amministrazione che si culla e si bea nel disfacimento e nei ritardi ormai consolidati con cui prova ad inse- guire il sogno dell’efficienza e dell’efficacia dell’azione amministrativa.

Speranzosi che tutto si risolva in tempi brevi per consentire il giusto riconoscimento ai tanti colleghi che tutti i giorni danno prova del loro impegno con una abnegazione degna di maggiore considerazione, sollecitiamo tutti a dare le risposte attese.

Il Coordinatore Nazionale FP CGIL Ministero dell’Interno

Stefano Mirti

La procedura di conciliazione per il CCNL Fabbricerie 2024-2026 avuta in sede di Ministero del Lavoro si è conclusa con mancato accordo per l’indisponibilità della controparte a presentare una proposta economica più rispondente alle aspettative delle lavoratrici e dei lavoratori in termini di incremento tabellare, confermando quanto illustrato nell’incontro di trattativa del 7 novembre.

Durante l’incontro il Presidente di AFI Dott. Andrea Maestrelli ha confermato la proposta di incremento tabellare del 6,4% e un restante 2% sulle componenti accessorie discussa nell’ultima assemblea dei presidenti delle Fabbricerie.

Da parte nostra, era auspicabile arrivare in data odierna ad un accordo che, pur tenendo conto delle difficoltà delle Fabbricerie dovute all’indeterminatezza del futuro regime fiscale applicabile, desse risposta adeguata alle legittime istanze delle lavoratrici e dei lavoratori presentate unitariamente nella piattaforma e confermate nelle partecipate assemblee dei giorni scorsi, volte a tutelare il potere di acquisto delle retribuzioni, anche con l’esigibilità della clausola contrattuale per il recupero dello scostamento registrato nel triennio precedente. Ciò non è stato possibile alla luce della proposta formulata.

Abbiamo preso atto, invece, come ad oggi perduri la mancanza di volontà della controparte di produrre ulteriori avanzamenti, esplorando possibili soluzioni discusse nell’incontro di trattativa del 7 novembre, atti a giungere a una positiva conclusione della procedura e della trattativa, abbiamo, quindi, concluso con la formula del mancato accordo la procedura di conciliazione e, pertanto, proseguiremo lo stato di agitazione.

È convocata un’assemblea nazionale unitaria di tutto il personale delle Fabbricerie, in modalità mista (remoto e presenza), per il giorno 26 novembre dalle ore 8.00 alle ore 11.00.

Nei prossimi giorni seguiranno le indicazioni e il volantino.

FP CGIL    CISL FP    UIL FPL

Mercoledì 12 novembre si è svolta l’assemblea nazionale delle lavoratrici e dei lavoratori dell’INL, con la massiccia partecipazione di centinaia di colleghe e di colleghi da tutta Italia: a loro, anzitutto, va il nostro più sentito GRAZIE!

Il mandato ricevuto dall’assemblea è chiarissimo: occorre far valere la dignità di tutte le lavoratrici e tutti i lavoratori dell’INL, senza deleterie distinzioni di sorta. Se, infatti, è vero che l’ultimo concorso da ispettore tecnico si sta rivelando un sostanziale fallimento in grado di coprire forse la metà dei posti messi a bando, abbiamo problemi simili – se non più gravi – sul versante del personale amministrativo di seconda e terza area.

Occorre, quindi, rendere l’Ispettorato Nazionale del Lavoro più attrattivo, autorizzandolo, con una apposita norma, a utilizzare l’avanzo di bilancio per destinarne una parte al personale. In questo modo si potranno finalmente prevedere forme di welfare aziendale per tutti i dipendenti e istituire un sistema indennitario, a cominciare dall’indennità ispettiva.

Occorre ammodernare la struttura informatica che, a distanza di anni, appare ancora eccessivamente fragile e ancora troppo incompleta.

Occorre superare la logica svilente dei numeri nelle attività di vigilanza e tornare ad un approccio più incentrato sulla qualità.

Occorre coinvolgere tutto il personale nelle attività, in una progettualità e in una visione organizzativa che oggi appare, invece, troppo appannata e confusa.

Per questo, nella mattinata di martedì 25 novembre, prevediamo una mobilitazione su tutto il territorio nazionale, a partire da un presidio che terremo davanti alla sede di via Veneto del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, dalle 10 alle 13. La richiesta di incontro alla Ministra del Lavoro e delle Politiche Sociali è stata già inviata.

Invitiamo, quindi, tutte le lavoratrici e tutti i lavoratori a mobilitarsi contattando le nostre strutture territoriali per organizzare i presidi territoriali, davanti alle Prefetture, con contestuale richiesta di incontro ai Prefetti.

Nei prossimi giorni elaboreremo un documento che potrete anticipare alle Prefetture e poi consegnare nel corso degli incontri con i rispettivi Prefetti.

Riteniamo che gli obiettivi di tutela e rafforzamento della vigilanza sul lavoro e il miglioramento delle condizioni lavorative di tutto il personale dell’INL possano vedere uniti non solo i lavoratori, ma anche le loro rappresentanze sindacali.

Dall’assemblea di mercoledì è emerso forte il richiamo all’unità delle lavoratrici e dei lavoratori, per cui rivolgiamo un appello a tutti dipendenti dell’INL e a tutte le altre sigle sindacali ad unirsi alla mobilitazione avviata e ai presidi che si terranno in tutta Italia il prossimo 25 novembre.

Invitiamo, quindi, tutti i delegati sindacali, i componenti delle RSU degli Uffici e tutti i lavoratori ad organizzarsi per i presidi presso le Prefetture e ad unirsi nella mobilitazione.

Facciamo sentire la nostra voce in modo chiaro, ricordandoci che quando lo abbiamo fatto abbiamo portato a casa risultati importanti.

È ORA DI LOTTARE !!!

FP CGIL

UILPA

USB PI

Matteo Ariano

Ilaria Casali

Giorgio Dell’Erba

Lo scorso 5 novembre avevamo chiesto all’Amministrazione di intervenire per uno slittamento dei corsi destinati alle lavoratrici e ai lavoratori che – per il 2025, alla luce della determina 216 – hanno già raggiunto il target formativo delle 30 ore.

Da gennaio, infatti, ricomincerà il processo: per questa ragione avevamo chiesto di rimodulare la scadenza dei percorsi formativi per consentire a ogni struttura una pianificazione razionale che non ricadesse come onere sui dipendenti.

Ebbene pochi minuti fa è stato pubblicato il messaggio Hermes 3431/2025 che recepisce, almeno in parte, la nostra proposta, rinviando di tre mesi la scadenza ultima per la fruizione dei corsi attualmente attivi.

Nel testo si precisa, inoltre, quali sono i corsi obbligatori da concludere entro l’anno.

Trasmettiamo, in allegato, il riferimento per una più ampia condivisione.

Coordinatore nazionale FP CGIL INPS

Giuseppe Lombardo

Nella giornata di ieri un assessore, ospite del Ministero delle Imprese e del Made in Italy, è rimasto vittima di un incidente scivolando sulle scale e rompendo accidentalmente una vetrata un’opera del maestro Mario Sironi.

Fortunatamente l’episodio non ha avuto conseguenze più gravi per la persona coinvolta, nella speranza che l’opera possa essere quanto prima restaurata.

Con l’occasione, intendiamo richiamare l’attenzione sulla gestione dei beni culturali all’interno del Ministero, da tempo oggetto di crescente preoccupazione.

Per quanto riguarda le problematiche della sede di Viale America, il museo e la biblioteca delle comunicazioni versano in condizioni precarie e di inutilizzo, con personale progressivamente sottratto alle attività di valorizzazione, mentre si moltiplicano annunci e iniziative prive di chiarezza e pianificazione.

Parallelamente, non c’è alcuna notizia sulla biblioteca di Viale Boston, che resta nell’incertezza più totale.

Nel frattempo, la stessa scalinata, presso lo stabile di Via Molise al Portone di Bronzo, teatro dell’incidente, è ormai divenuta una sorta di mostra permanente, occupata stabilmente da allestimenti, banchetti e buffet, senza che sia chiaro se tali utilizzi siano compatibili con il contesto storico e architettonico.

Riteniamo inaccettabile apprendere informazioni rilevanti sull’istituzione di un sedicente “Museo del Made in Italy” o esposizione nazionale permanente del Made in Italy nel corso di una riunione rivolta ai neoassunti, e per di più tramite comunicazione del Capo di Gabinetto, senza alcuna preventiva informativa ai RLS né alle organizzazioni sindacali da parte dell’Amministrazione.

Chiediamo inoltre chiarezza su quali fondi saranno utilizzati per il Museo del Made in Italy, auspicando che non vengano sottratti ai lavori di ristrutturazione dello stabile, sacrificandone sicurezza e funzionalità in favore dell’apparenza.

Chiediamo trasparenza, rispetto dei ruoli e una gestione responsabile delle risorse: non si può parlare di nuovi musei mentre quelli esistenti restano chiusi e dimenticati, e mentre personale fondamentale viene sottratto a biblioteche e museo, e gli spazi che ospitano opere d’arte vengono utilizzati con leggerezza.

È necessario un cambio di passo deciso: più cura per il patrimonio, meno propaganda, più partecipazione e meno decisioni calate dall’alto.

FP CGIL

Luca Giovinazzo

Apprendiamo con grande soddisfazione, leggendo il bando per le Alte Professionalità, appena pubblicato, che è stata accolta la richiesta della FP CGIL per quanto riguarda le valutazioni.

Infatti, nei bandi precedenti, si richiedevano le ultime 3 valutazioni positive e questo discriminava coloro che per vari motivi (Congedo straordinario per Legge 104, aspettativa per dottorato di ricerca, malattia prolungata, ecc.) non avevano le tre annualità consecutive.

Ora, invece, l’art. 2, comma d, del bando, recita:

d) aver conseguito tre valutazioni individuali della performance positive nell’ultimo triennio. Ǫualora in uno o più anni dell’ultimo triennio non siano presenti valutazioni, si farà riferimento alle valutazioni positive conseguite, immediatamente precedenti.

Quindi, il requisito, ora potrà essere considerato valido (alla stessa stregua delle PEO, che però produce punteggio) anche in mancanza della consecutività annuale.

Abbiamo anche segnalato un’altra criticità, ovvero chi proviene dal Comparto Scuola, il cui CCNL non prevede il sistema di valutazione.

Al Personale che ricada in questa casistica consigliamo di procedere comunque con l’istanza di partecipazione dichiarando la propria posizione particolare.

Anche stavolta abbiamo dimostrato di essere sempre dalla parte delle lavoratrici e dei lavoratori. Per darci ancora più forza iscrivetevi alla FP CGIL, il sindacato per davvero.

La Coordinatrice FP CGIL Corte dei conti
Susanna Di Folco

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