In data Giovedì 6 novembre 2025, si è tenuto a Bruxelles in sessione plenaria, il Comitato per il dialogo sociale settoriale sui servizi sociali, in tale sede sono stati approvati all’unanimità, l’ordine del giorno e il verbale afferenti i precedenti coordinamenti dei gruppi di lavoro del 20 marzo e 26 giugno 2025. (Sectoral Social Dialogue Committee – Social Services – Plenary 2025 | EPSU ) .
Nel tracciare un bilancio dei primi due anni di attività del comitato, pur ritenendo positiva l’azione fin qui svolta e considerando il livello ormai istituzionalizzato del dialogo politico con la Commissione Europea, sono stati evidenziati possibili margini di miglioramento, in special modo per quel che attiene l’elaborazione e la socializzazione tra i componenti del Comitato stesso, dei documenti oggetto di discussione.
In materia del quadro d’azione condiviso nei precedenti incontri dal tema “La fidelizzazione e il reclutamento: focus sulle competenze “ (SS-FoA_FINAL.pdf ),sono state poste all’attenzione dai diversi relatori, le principali e crescenti criticità del comparto del lavoro di cura, caratterizzato dall’alto tasso d’invecchiamento della popolazione lavorativa e dalla crescente e ormai cronica carenza di risorse dedicate, sia di ordine finanziario che di personale .
Considerando che, a livello statistico la necessità di cure socio sanitarie registrerà incrementi significativi nei prossimi 20 anni, di pari passo con il progressivo aumento della media dell’età anagrafica dei residenti , appare conseguentemente strategico strutturare politiche condivise a livello Europeo, che possano assicurare un diverso approccio, fornendo modelli alternativi, ai fini del reclutamento e fidelizzazione del personale impiegato nel settore.
In riferimento a quanto sopra, è stata presentata una una ricerca, che ha coinvolto diversi paesi dell’Unione denominata “Progetto Care4Skills”, afferente i futuri fabbisogni di competenze del personale socio-sanitario, dalla quale è emersa la richiesta d’implementazione non solo di competenze tecniche e professionali, ma di maggiore attenzione a:
Qualità delle retribuzioni;
Aspetti motivazionali del lavoro di cura;
Livello di condivisione e coinvolgimento decisionale nei processi organizzativi;
Conciliazione dei tempi di vita e lavoro;
Sicurezza nei luoghi di lavoro;
Eurofound ha proposto un lavoro di ricerca molto articolato, che ha visto coinvolti/e, attraverso questionari ed interviste, circa 36000 lavoratrici e lavoratori di 35 paesi diversi che hanno focalizzato la loro attenzione alle condizioni lavorative, con particolare riferimento all’organizzazione dei servizi di cura e assistenza, al benessere e alla sicurezza sul lavoro.
I risultati derivanti da questo Report, potrebbero essere certamente utili per porre le basi di un processo partecipativo, al fine di definire un sistema organizzato di “Job Quality “comune e condiviso, da proporre come modello .
Nella seconda sessione dei lavori, diversi interventi hanno messo al centro della discussione , la sicurezza e salute sul lavoro, attraverso la restituzione di questionari dedicati, somministrati in diversi paesi al personale di cura.
In tale contesto, il Responsabile di collegamento EU-OSHA a Bruxelles ha fornito al Comitato una interessante relazione sull’automazione delle attività cognitive e fisiche nel settore socio sanitario e sociale, con particolare riferimento alla campagna dedicata alla sicurezza degli “Ambienti di lavoro sani e sicuri” .
Come FP Cgil ho contribuito alla discussione, ponendo all’attenzione del comitato, le azioni messe in campo dalla nostra Federazione, con ampio riferimento ai corsi di formazione predisposti, al manuale pubblicato dalla CGIL , al portale dedicato e al ruolo che riteniamo fondamentale e strategico degli Rls e dei Delegati nei luoghi di lavoro.
Ho concluso il mio intervento, con la richiesta di sostenere e rafforzare a livello Europeo la figura dei Delegati e dei Rappresentanti dei lavoratori per la sicurezza, proponendo un deciso incremento formativo e standard di qualità omogenei ed esigibili .
Sono stati presentati al termine della riunione da CCRE e dall’Epsu le “Linee guida multi settoriali sulla violenza da parte di soggetti terzi” ed uno strumento sul dialogo per la sicurezza, da parte dell’associazione Svedese Healthy Worklife
Tutte le pubblicazioni presentate dovrebbero essere disponibili a partire dalla fine di dicembre sul sito dedicato (Sectoral Social Dialogue Committee – Social Services – Plenary 2025 | EPS) , la prossima riunione del comitato dovrebbe tenersi, ma non è stato confermato, nel mese di marzo 2026.
Per FP CGIL Nazionale
Diego Seggi
Ci sono due piccoli capolavori nell’ipotesi di integrativo sottoscritta dalla sola CISL e rispedita al mittente con rilievi dai Ministeri vigilanti.
Il primo riguarda l’articolo 2, comma 10. Qui l’Amministrazione ha provato a introdurre una clausola che salda definitivamente l’attribuzione del nuovo livello stipendiale alla permanenza in servizio fino alla data di approvazione delle graduatorie definitive.
È stato detto che questa regola sarebbe in vigore “da anni”, ma la realtà è diversa: in passato tale prescrizione compariva solo nei bandi, proprio perché inserirla in un contratto avrebbe trovato la ferma opposizione dei sindacati che difendono per davvero i lavoratori.
Con la partecipazione, al tavolo, dei compari del CCNL la pregiudiziale è venuta meno. Una vittoria significativa per la controparte? Non esattamente.
È significativo, infatti, che a contestare tale disposizione non siano soltanto i trinariciuti della CGIL: anche i Ministeri vigilanti hanno chiarito, infatti, che quella interpretazione è ormai superata, smontando di fatto la posizione che l’INPS porta avanti da tempo.
Il secondo elemento riguarda la nota a verbale apposta proprio dall’unica sigla (ad ora) firmataria.
Nella nota si trovano una serie di lamentele e prese di distanza che però non reggono alla prova dei fatti: se quella stessa organizzazione non avesse firmato l’accordo, l’impianto negoziale non sarebbe stato chiuso a luglio. È difficile, quindi, dare peso a recriminazioni che smentiscono l’atto stesso che le accompagna.
Di fronte a questi elementi, una cosa è chiara: i lavoratori meritano serietà, trasparenza e scelte coerenti. Noi continuiamo a garantirle. Perché i contratti si firmano per migliorare
i diritti, non per raccontare scuse a cose fatte. E quando qualcuno prova a vendere fumo, il nostro compito è semplice: aprire le finestre e far entrare ventate di verità.
Giuseppe Lombardo
Si è tenuto oggi il terzo ed ultimo incontro con ARAN per la trattativa del rinnovo del CCNL Area Funzioni Locali 2022-2024, che ha visto la sottoscrizione da parte di altre sigle sindacali dell’ipotesi contrattuale frettolosamente approntata dall’Agenzia.
La FP CGIL coerentemente con la posizione tenuta su altri tavoli delle pubbliche amministrazioni ha scelto di non sottoscrivere un contratto che è tutti gli effetti, per i dirigenti RAL, PTA e per i Segretari comunali e provinciali un blocco contrattuale camuffato.
Con la sottoscrizione di questa ipotesi di CCNL si prevedono i seguenti aumenti riportati in tabella
La parte normativa è stata volutamente ridotta al minimo ed è priva di soluzioni per le molte problematiche che interessano i lavoratori e le lavoratrici di quest’area. L’Aran non ha preso in considerazione le proposte in merito a:
gestione migliore dell’istituto dell’interim;
revisione dell’istituto del preavviso, con allineamento al limite massimo di due mesi per le diverse categorie di dirigenti;
limitazione degli effetti della differenziazione imposta nella distribuzione della retribuzione di risultato;
regolazione del tavolo di confronto regionale per la PTA;
regolazione del processo di attribuzione degli obiettivi e di valutazione della performance;
revisione della clausola di salvaguardia, estendendola ai cambi di mandato amministrativo;
allineamento delle previsioni sul patrocinio legale a quelle della dirigenza delle Funzioni Centrali.
Incomprensibile chiudere senza voler discutere tali richieste che, tra l’altro, non avrebbero comportato costi contrattuali.
Chi sottoscrive questo contratto si assume la responsabilità di infliggere ai dirigenti RAL, PTA e ai segretari comunali e provinciali una pesantissima perdita in termini di potere di acquisto svilendo in senso stesso del contratto nazionale e creando un danno per il futuro sia per i prossimi rinnovi che per i rendimenti pensionistici.
Siamo pronti a mobilitarci a partire dallo sciopero del 12 dicembre per la tutela del potere d’acquisto delle lavoratrici e dei lavoratori del pubblico impiego e incalzeremo la controparte perché si dia seguito agli impegni contenuti nelle dichiarazioni congiunte sia per l’avvio:
dei tavoli tecnici “di confronto per la revisione delle fasce professionali dei Segretari comunali e provinciali e per l’aggiornamento dei criteri e delle modalità dei percorsi di avanzamento professionale fra le fasce medesime, con l’intento di pervenire alla definizione di una nuova disciplina nella successiva sessione negoziale.
Nel medesimo tavolo tecnico di confronto affronteranno anche i temi della disciplina prevista in materia di patrocinio legale e di responsabilità disciplinare”;
che di contrattazione “Tutto ciò, al fine di rendere effettivi gli incrementi retributivi così definiti, nonché di garantire continuità, e se possibile, contestualità tra gli incrementi retributivi relativi al triennio 2022-2024 e quelli del successivo triennio 2025-2027.”
Segretaria Nazionale FF.LL.
Tatiana Cazzaniga
Con la stabilizzazione dei medici e infermieri precari e l’indizione di un nuovo concorso, su base regionale, per 116 medici (a cui speriamo parteciperanno numerosi candidati nonostante il bacino dei papabili sia stato fortemente eroso dall’INPS) è arrivato un segnale importante da parte della Direzione Generale alle aree sanitarie da troppo tempo ormai costrette a ritmi, carichi e condizioni di lavoro che hanno fortemente penalizzato la qualità del servizio ed elevato oltre soglia lo stress lavoro correlato del personale coinvolto.
Ma sappiamo non essere sufficiente. Ora è necessario proseguire speditamente non solo verso la salvaguardia della funzione sanitaria dell’Ente ma per un suo concreto rilancio, indispensabile per far fronte all’allargamento costante della platea tutelata dall’INAIL.
Non solo. Auspichiamo che si avvii presto una discussione seria, condivisa col personale interessato, sul nuovo modello sanitario e che si intervenga con forza sulle piante organiche, non più rispondenti alla realtà attuale; che vengano messi a norma gli ambulatori e i Centri protesici, sempre più fatiscenti e lasciati all’incuria; che si attuino nuove e diverse modalità di reclutamento degli specialisti; che la formazione avvenga a partire dai reali bisogni del personale; che la professione infermieristica venga riconosciuta sia sul piano dell’autonomia che su quello economico, a partire dal riconoscimento dei rischi specifici; che si assumano tecnici di radiologia per mettere fine alla vergognosa e forzata mobilità territoriale e interregionale e alle lunghe attese dell’utenza; che si assumano fisioterapisti, indispensabili per il mantenimento di una elevata qualità dei Centri protesici e del Centro di riabilitazione motoria di Volterra, un tempo fiori all’occhiello dell’Istituto. Senza contare che un vero, nuovo modello per l’Istituto non può non comprendere e promuovere l’inclusione sociale degli assistiti e quindi una nuova sinergia tra personale sanitario e assistenti sociali.
Un elenco, non esaustivo, che vuole però mettere in evidenza quanto sia ancora lunga la strada da percorrere per arrivare all’obiettivo di adeguare le aree sanitarie ai reali bisogni dei cittadini e per non disperdere quel “tesoretto” di professionalità che, se non si interverrà in maniera decisa, rischiamo di perdere.
Alessio Mercanti Daniela Mencarelli
FP CGIL USB PI
Nel corso dell’ultimo confronto tecnico sui benefici assistenziali, tenutosi nel pomeriggio di ieri, l’Amministrazione ha presentato alle organizzazioni sindacali alcuni correttivi rispetto all’impianto originariamente illustrato.
Una rimodulazione che, nelle intenzioni dell’Ente, non altera la copertura complessiva assicurata negli anni, né si discosta dal trend statistico dell’accesso registrato nel recente passato.
Sono stati inoltre riallocati 50.000 euro in favore delle spese odontoiatriche, ambito riconducibile alla tutela della salute e per il quale, però, non è prevista la copertura da parte della polizza sanitaria, così da garantire un sostegno più adeguato ai bisogni manifestati. Lo stanziamento complessivo per questa voce di spesa sarà così pari a 2.750.000 euro.
L’attenzione da noi sollecitata sul tema dell’Intelligenza Artificiale, finalizzata a intercettare i diritti inespressi e a garantire la piena fruizione dei benefici anche a chi non è a conoscenza delle relative opportunità, è stata, almeno in parte, accolta dall’Amministrazione, che ha illustrato due principali linee di sviluppo.
In primo luogo, è stata disposta la realizzazione di una chatbot, in grado di garantire un contatto quotidiano e un servizio di supporto continuativo alle lavoratrici e ai lavoratori interessati. Questo strumento, attivo h24, sorgerà da una ricognizione e dalla conseguente riformulazione dei contenuti documentali, per rendere gli stessi maggiormente fruibili e funzionali a uno strumento digitale flessibile e coerente. Il sistema è stato collaudato nei giorni scorsi, con un indice di successo pari a circa il 96%, e sarà rilasciato in produzione nei prossimi giorni.
Il secondo filone riguarda invece lo sviluppo di soluzioni informatiche orientate all’automazione dei processi di liquidazione dei benefici, con l’obiettivo di rafforzare la capacità proattiva dell’Ente. Al momento non è possibile anticipare i bisogni dei dipendenti, in assenza degli elementi necessari alla loro profilazione (fermo restando il prerequisito minimo del consenso esplicito degli interessati e del rispetto pieno della normativa vigente in materia di privacy). È stato, però, avviato un percorso dedicato alla digitalizzazione e automazione delle procedure di rimborso delle spese assistenziali: da tale iter dovrebbe derivare anche la creazione di un hub, da estendere ai mutui e alle ulteriori prestazioni rivolte al personale interno.
Ricordiamo che attualmente sono solo quattro le risorse che gestiscono circa 18.000 pratiche l’anno e l’introduzione dei nuovi strumenti consentirebbe una significativa riduzione dei tempi di liquidazione, alleggerendo il carico lavorativo.
L’obiettivo dichiarato dall’Amministrazione, in coerenza col mandato che le avevamo consegnato al tavolo, è di completare la progettualità nell’arco dei prossimi dodici mesi. Un successo “per davvero”.
Nel complesso, le informazioni fornite delineano un quadro parzialmente positivo, sicuramente orientato al miglioramento sia della gestione delle risorse economiche sia dell’accessibilità ai benefici assistenziali. Da qui la scelta della FP CGIL di firmare l’accordo.
Rimane aperta la spinosa questione politica che sempre denunciamo: l’adeguatezza complessiva dei fondi, sui quali servono risposte coerenti da parte dell’Istituto, per restituire ai lavoratori la centralità che meritano nel sistema INPS.
Giuseppe Lombardo
Care compagne e cari compagni,
si è svolto a Bruxelles il 14 ottobre scorso il 65° Standing Committee Local and Regional Government, che ha preliminarmente espresso solidarietà agli oltre 100 mila lavoratori sfilavano contemporaneamente sulle strade della capitale belga per protestare contro le riforme del governo negli ambiti previdenziali e sociali.
I lavori del meeting erano focalizzati alla preparazione dell’European Sectoral Social Dialogue Committee on Local and Regional Governments che si è svolto il 21 ottobre alla presenza dei rappresentanti del CEMR e della DG Employement per l’avanzamento della discussione sulla bozza di programma di lavoro 2026 – 2028 che si pone i seguenti obiettivi:
Rappresentare I sindacati e i datori di Lavoro pubblici nel dialogo sociale così come espresso nei Trattati attraverso la discussione, la condivisione delle migliori pratiche negoziali su temi di comune interesse
Rafforzare il dialogo sociale europeo nel settore del governo locale in linea con i principi generali di affermati nel Trattato di Lisbona;
Contribuire al rafforzamento del dialogo sociale anche a livello nazionale, locale e nei luoghi di lavoro, attraverso l’organizzazione di attività specifiche e con la promozione dell’Agenda ILO Decent Work sul diritto al lavoro e alla protezione e giustizia sociale combinati con la qualità di dei Servizi pubblici, anche attraverso lo scambio di informazioni e buone pratiche.
Tali obiettivi saranno perseguiti attraverso gli strumenti dell’impegno attivo di quanti più membri nazionali possibile e del dispiegamento della capacità negoziale dei partner entro i confini definiti dai Trattati.
Il programma di Lavoro è costruito su quattro assi:
Rafforzamento della capacità a livello europeo e nazionale con l’attuazione del dialogo sociale con EPSU/CEMR e attraverso il progetto “Capacity building SD-LRG” che terminerà nel 2027 e la promozione delle attività di gemellaggio del Progetto LAB, valutandone l’impatto e la rilevanza.
Sfide e possibilità del mondo digitale in un settore LRG attrattivo con l’elaborazione di line guida sulla digitalizzazione e lo sviluppo di progetti sull’AI e il suo impatto sul mondo del lavoro sei servizi pubblici locali considerandone la riqualificazione, la sicurezza informatica, la gestione dei dati ecc…
Demografia ed aree remote, identificando nel quadro del Progetto LAB, esempi che ne analizzino rischi e criticità. Nell’ambito di questo asse di lavoro la Fp ha ribadito la necessità che l’impegno EPSU sia finalizzato ad invertire l’attuale tendenza alla dissoluzione dei servizi pubblici (in particolare scolastici, socio-sanitari e di mobilità) nelle aree a maggior rischio spopolamento, anche attraverso la realizzazione di specifici progetti di investimento.
Consapevolezza sociale e sostenibilità nei servizi pubblici locali, organizzando giornate di studio/formazione con l’obiettivo di stilare una dichiarazione congiunta nel quadro del Pilatro Europeo dei Diritti Sociali (EPSR). In particolare sarà necessario seguire il dibattito sulla revisione della Direttiva Appalti e l’evoluzione della programmazione finanziaria europea, che contempla la possibilità di una revisione strutturale dei principali Fondi di finanziamento sociale e l’introduzione di un unico Fondo per la coesione e la competitività.
La Fp ha contribuito ribadendo l’importanza del dialogo sociale, sottolineando il protagonismo dei sindacati rappresentativi quali naturali interlocutori dei rappresentanti dei datori di lavoro e con i soggetti istituzionali in ambito nazionale ed europeo: se la rappresentanza è il fondamento di qualsiasi forma associativa democratica è proprio su tale principio che il dialogo sociale si deve esprimere a tutti i livelli.
Nell’ambito dei lavori del Comitato c’è stato un aggiornamento sul processo partecipativo in corso di svolgimento in materia di appalti, con l’obiettivo di approvare la Direttiva nel marzo 2026. Il settore appalti è particolarmente strategico per i governi locali europei: se pensiamo che le forniture di servizi e le acquisizioni di beni assorbono circa il 45% del Pil del complesso dei loro bilanci, è facile comprendere perchè la realizzazione di una unica strategia europea di public procurement, con appalti pubblici innovativi e responsabili è uno dei temi prioritari dell’Agenda Urbana europea.
Epsu pone la necessità di introdurre alcuni vincoli specifici in materia sociale, di sostenibilità ambientale e di sicurezza nell’ottica del rafforzamento dei servizi pubblici e la valorizzazione del lavoro pubblico che Epsu stesso persegue in tutti suoi progetti e attività e che ha portato anche all’elaborazione di una piattaforma e-learning destinata a supportare i delegati sindacali nella costruzione di strategie e campagne contro la privatizzazione.
In particolare Epsu chiede l’eliminazione del criterio vincolante del prezzo più basso nelle procedure di aggiudicazione, argomento nel quale è incentrato il dibattito attuale finalizzato a garantire il rispetto dei diritti dei lavoratori ed evitare che la semplificazione normativa sconfini nella deregulation che allarghi ulteriormente le esternalizzazioni e l’attività dei privati nell’erogazione dei pubblici servizi.
Consideriamo un successo di Epsu la messa in discussione di questo criterio, ma senz’altro dobbiamo continuare a vigilare affinchè la semplificazione tenda a esprimere le competenze amministrative presenti negli enti locali e l’autonomia dei governi nazionali e locali si realizzi in un quadro di rispetto della dignità del lavoro e di sostenibilità sociale ed ambientale.
E’ stata annunciata la pubblicazione di un brochure di presentazione dei risultati del sondaggio svolto nei mesi scorsi relativamente alla presenza e alle azioni delle destre estreme nei governi locali.
Epsu ha inoltre annunciato la proposta di una Conferenza Paneuropea LRG da tenersi verso la fine del 2026 in un luogo da definire.
Daria Cibrario ci ha aggiornato sul tentativo di PSI di costruire un patto globale sulla sicurezza sul lavoro e sul dialogo sociale con United Cities and Local Government (UCLG) che ha dato la sua disponibilità ad intraprendere un dialogo sui contenuti di un tale accordo, ponendo solo alcune precondizioni sul loro ruolo.
Fraterni saluti
p.la FP CGIL Nazionale FF.LL.
Franca Sponticcia
Care compagne e cari compagni,
la riunione del Gruppo dei Servizi Sociali di Epsu tenutosi a Bruxelles il 22 ottobre scorso è stata prioritariamente dedicata a:
la preparazione dell’audizione in Parlamento europeo del 5 novembre, come già previsto nel Framework of Actions on Retention and Recruitment in Social Services siglato lo scorso 26 giugno, durante la quale lavoratori provenienti da tutte le parti d’Europa hanno esposto le loro quotidiane difficoltà e presentato una soluzione in quindici punti nei quali si sottolineano le crescenti criticità dei lavori di cura caratterizzati dalle esigenze di una popolazione europea che invecchia e dall’insufficienza di risorse – finanziarie e umane -disponibili, soprattutto per il long term care. Tali carenze sono ormai talmente consolidate da rendere inadeguati gli stipendi e i livelli occupazionali e da compromettere la sicurezza degli stessi lavoratori. Le stesse rivendicazioni sono state sollecitate anche nella giornata internazionale della Cura del 29 ottobre scorso;
la preparazione dell’incontro sul dialogo sociale (SSDC SS) del 6 novembre, per il quale gli affiliati che si sono espressi sui temi del programma quadro hanno sottolineato le priorità riferite alla salute e alla sicurezza sul lavoro, correlate alla scarsità di personale tale da non garantire la sicurezza dei lavoratori, soprattutto nei settori che includono pazienti con patologie psichiatriche.
Un aggiornamento della Rete per l’Educazione e l’Assistenza alla Prima Infanzia della EPSU ha confermato le persistenti sfide del settore, con progressi politici finora limitati. L’EPSU rimane impegnata a rafforzare la rete e a promuovere una retribuzione equa e migliori condizioni di lavoro.
Nell’ambito del Programma di Lavoro sulla Transizione Verde, Vision (Svezia) ha condiviso le esperienze delle proprie iniziative, che includono l’istituzione di un “delegato verde” con il compito di attenzionare gli aspetti legati al rispetto dell’ambiente nello svolgimento dei servizi ad es negoziando l’uso delle bici piuttosto che l’auto per i lavoratori, chiedendo sussidi per l’utilizzo del mezzo pubblico, organizzando la raccolta di vecchie apparecchiature elettroniche fra i lavoratori, ecc…
I colleghi di ASSR (Svezia) hanno presentato l’IA e il loro manuale, “Colleague Code Control: An AI handbook for trade unionists” (Controllo del Codice dei Colleghi: un manuale sull’IA per i sindacalisti) che supporta i delegati nelle trasformazioni del lavoro che, con l’introduzione dell’IA richiedono la definizione di nuovi diritti di consultazione e confronto, come nel mondo fisico. Il manuale è poi stato presentato nel corso dell’evento del 5 novembre.
Il report dei lavori del 5 novembre è disponibile sul sito di Epsu.
Fraterni saluti
p.la FP CGIL Nazionale FF.LL.
Franca Sponticcia
Da sempre come FP CGIL abbiamo operato con la massima trasparenza e imparzialità, cercando di garantire a tutti i lavoratori del MIT uguali opportunità di crescita professionale ed economica.
Con l’anno 2025 avremmo dovuto chiudere una fase che avrebbe garantito a tutti almeno un differenziale economico.
Nei mesi scorsi l’amministrazione assieme ad altre sigle sindacali ha ritenuto di dover modificare i criteri per il bando riducendo a 24 mesi il tempo necessario per partecipare alla selezione. Anzitutto allargando ad una platea più vasta si corre il rischio che quei lavoratori, non rientrati nel 2019 e nel 2024 , siano ancora una volta penalizzati.
Forse si è pensato di cambiare i criteri con l’intento di far rientrare coloro che, nel 2022, hanno beneficiato della progressione verticale ordinaria non ricordandosi che, come da contratto, sono necessarie almeno tre valutazioni e che queste debbano essere conseguite nell’ area per cui si concorre. In tal senso il parere Aran CFC 128 chiarisce ogni dubbio.
E anche la polemica scaturita dalla decisione di adottare per le valutazioni l’intervallo 2021-23 appare vana. Tutti abbiamo sempre sostenuto che si debbano utilizzare valutazioni definite e non modificabili, il processo di valutazione del 2024 all’atto di sottoscrizione dei criteri non era ancora concluso.
Una vana illusione per i colleghi, perché il punteggio attribuito alla valutazione li penalizzerà fortemente, in quanto, pur avendo uno o due valutazioni, la media è fatta su base tre.
Pare che la procedura informatizzata dell’ amministrazione consenta l’inserimento manuale delle valutazioni mancanti e ci è giunta voce che qualcuno intende inserire quelle relative a periodi svolti in altra area. Vi chiediamo di non farlo, creerebbe solo disguidi e impegnerebbe l’amministrazione in numerosi controlli che allugherebbero i tempi e non consentirebbero la pubblicazione della graduatoria provvisoria entro dicembre.
Ma a questo punto ci chiediamo: era proprio necessario cambiare i criteri illudendo chi, per disposizioni contrattuali, aveva scarse opportunita acquisire il differenziale? Sono state considerate tutte le variabili? Ai posteri l’ardua sentenza, noi, probabilmente, prima avremmo fatto un po’ di conti ……
FP CGIL
Luigi Gianfreda
Carmen Sabbatella
Negli ultimi mesi, in numerose sedi INPS su tutto il territorio nazionale, si registra un crescente e preoccupante stato di disagio operativo. Procedure rallentate, sistemi instabili e continui malfunzionamenti stanno compromettendo la qualità del servizio offerto ai cittadini e, allo stesso tempo, è in evidente crescita la frustrazione tra il personale addetto al front-end, costretto quotidianamente a gestire ritardi e disservizi non dipendenti dalla propria volontà.
Come può l’INPS ambire a essere un punto di riferimento per efficienza, trasparenza e innovazione se il modus operandi quotidiano è appesantito da processi lenti, procedure bloccate e applicativi non all’altezza delle necessità reali?
La contraddizione è evidente: mentre parliamo di modernizzazione e di supporto alla collettività, ciò che accade nelle sedi racconta una storia diversa, fatta di stress correlato al lavoro, di cittadini insofferenti alle attese e di un’immagine dell’Ente che rischia di risultare compromessa.
È necessario ribadire con forza che il problema non può essere scaricato sui lavoratori dell’Istituto, sull’ultimo anello della catena: i colleghi che curano l’informatica ogni giorno dimostrano straordinaria professionalità, senso di responsabilità e totale dedizione.
Le difficoltà affondano invece le radici in scelte, ritardi e mancanze imputabili esclusivamente all’Amministrazione, alla quale spetta assumere la responsabilità della situazione attuale e intervenire con urgenza.
Serve un’operazione trasparenza per capire cosa può essere riparato e cosa deve essere ripensato. Per garantire servizi adeguati, tutelare il benessere dei lavoratori e restituire credibilità all’Ente, è indispensabile un intervento strutturale, tempestivo e deciso.
E se il problema sta nella carenza di risorse, la soluzione è a portata di mano: basta riprendere le domande di quanti, tra i colleghi, ambivano al cambio di famiglia professionale, per rafforzare la dotazione organica dell’informatica in una fase con ogni evidenza emergenziale.
O si procede in questa direzione, o il rischio è che ci sia un cartello ideale a campeggiare sulle porte delle nostre sedi: “Chiusi per guasto”.
Giuseppe Lombardo
Si è svolto venerdì scorso il tavolo di trattativa per il CCNL Fabbricerie 2024-2026 seguente la procedura di conciliazione avuta in sede di Ministero del Lavoro in cui la controparte si era impegnata a presentare una proposta economica più rispondente alle aspettative delle lavoratrici e dei lavoratori in termini di incremento tabellare.
Durante l’incontro presieduto dal Presidente di AFI Dott. Andrea Maestrelli, abbiamo riscontrato una disponibilità a fare degli avanzamenti che però si è sostanziata al momento in una proposta di incremento tabellare del 6,2% elevabile a 6,4% e un restante 2% sulle componenti accessorie. Questa nuova proposta della controparte è stata accompagnata dalla reiterazione della proposta di modifica normativa sulla decurtazione della retribuzione dei primi 3 giorni di malattia, già avanzata nei mesi precedenti dalla delegazione di AFI.
Da parte nostra, pur riconoscendo la disponibilità della controparte – testimoniata dalla presenza dello stesso Presidente al tavolo – e confermando la volontà delle OO.SS. di addivenire ad un accordo nel più breve tempo possibile, abbiamo dovuto ribadire la indisponibilità ad alcuna modifica normativa che vada a mettere in discussione diritti e tutele acquisiti come la malattia retribuita, e la perdurante distanza tra la proposta economica avanzata nella sua componente tabellare e le istanze delle lavoratrici e dei lavoratori presentate unitariamente nella piattaforma e confermate nelle partecipate assemblee dei giorni scorsi, volte a tutelare il potere di acquisto delle retribuzioni.
Dopo un confronto rispettoso e di merito tra le parti, nell’impossibilità di produrre immediati incrementi della proposta, abbiamo rinviato al prossimo incontro per la procedura di conciliazione, calendarizzato per il 14 novembre, la verifica da parte della controparte della possibilità di produrre ulteriori avanzamenti atti a giungere a una positiva conclusione della procedura e della trattativa, in assenza dei quali valuteremo con lavoratici e lavoratori la prosecuzione dello stato di agitazione.
Continueremo a tenervi aggiornati sugli sviluppi della trattativa
FP CGIL CISL FP UIL FPL
L’ incontro del 7 novembre con Sport e Salute sul rinnovo del CCNL ha fatto registrare distanze tra le parti e si è concluso con la presa d’atto di una necessaria e approfondita riflessione sui temi oggetto del confronto, con particolare riguardo ai due punti principali (orario di lavoro e incrementi salariali).
Ricordiamo, infatti, che la piattaforma rivendicativa presentata unitariamente dalle OO.SS. affronta, in senso realmente innovativo, una serie di temi, economici, normativi e sociali, tutti ugualmente importanti.
Registriamo, invece, dalla parte datoriale (Sport e Salute e Federazioni) un atteggiamento di rigidità negoziale, che mira ad allontanare il confronto sui temi cari alle lavoratrici ed ai lavoratori se non si accondiscende alla irricevibile pretesa di radicale cambiamento dello schema orario.
Ribadiamo, nuovamente, che reputiamo irricevibile la richiesta aziendale, che sconvolgerebbe la vita di centinaia di famiglie, non avendo in alcuna considerazione il tema della conciliazione vita/lavoro e, tra l’altro, non risolverebbe le esigenze che, seppur fumose, in qualche modo dovrebbe affrontare.
Come OO.SS. abbiamo ribadito in ogni occasione utile che siamo pronti ad affrontare e individuare soluzioni inerenti l’orario di lavoro nella direzione del ricorso a forme di flessibilità e di elasticità, peraltro in parte già previste dal contratto e non utilizzate.
Rigettiamo un modello di confronto sindacale che pretende di anteporre le esigenze aziendali alle legittime aspettative delle lavoratrici e dei lavoratori che, in questi anni, hanno visto il potere di acquisto delle proprie retribuzioni impoverirsi di oltre il 15% a causa dell’inflazione.
Alcun tipo di risposta, infatti, la delegazione aziendale ha dato alle richieste sindacali scritte nella piattaforma rivendicativa di tutte le OO.SS.
È per discutere di questi temi che verrà indetta a brevissimo un’assemblea nazionale di tutte le lavoratrici e di tutti i lavoratori, di cui verrà diramata comunicazione ad hoc.
Ci vediamo in assemblea il 17/11 alle 12,30.
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FP CGIL |
CISL FP |
UILPA |
CISAL FIALP |
USB |
UGL |
FNP CONFSAL |
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MALATESTA |
BRUNI |
LIBERATI |
CAROLA |
MERCURI |
PALLADINO |
PACIFICO |
|
VIGLIOTTI |
Il ritorno del contratto integrativo, con i prevedibili rilievi apposti al testo dai ministeri vigilanti, ha riacceso un clima frizzante all’interno dell’Istituto.
E fa quasi sorridere la corsa alle osservazioni critiche di chi, non avendo firmato l’ipotesi sottoscritta dalla sola CISL, ora tenta di rientrare in gioco per sottoscrivere una nuova bozza. I “Jack Frusciante” del sindacalismo INPS.
Così, dopo aver a lungo bacchettato l’Amministrazione e aver gridato contro un compromesso al ribasso, le stesse forze che puntavano il dito contro la sigla firmataria tentano ora una mediazione sul medesimo testo. Una ricerca di formule compromissorie che, però, elude il nodo centrale del CCNI: i tremila differenziali previsti a fronte di oltre seimila colleghi in attesa di entrare nel nuovo ordinamento.
In un Paese dai salari bloccati, in cui il Governo – con la complicità di chi siede ai tavoli negoziali – ha sistematicamente eroso il potere d’acquisto delle lavoratrici e dei lavoratori dell’Ente, il differenziale resta per ora l’unica ancora di salvezza. E anche su quello si vogliono fare figli e figliastri.
I buoni rapporti con il ministro Zangrillo – intrattenuti da chi oggi siede perfino tra i banchi del Governo o da chi lo ha ospitato in convegni sul futuro della PA – non sono bastati a portare un solo euro in più nel fondo.
Così, in INPS, dopo aver sanato lo scorso anno la situazione degli esclusi dalla tornata del 2022, le parti al tavolo rischiano di creare – più o meno consapevolmente, a seconda dei casi – un nuovo cono d’ombra in cui precipiteranno migliaia di colleghi. Persone con lo stipendio fermo da anni e destinate a vederlo bloccato ancora per molto tempo.
Sono gli ex assistenti diventati funzionari, i C2 e C3, gli analisti, i consulenti di protezione sociale del 2019 e del 2023: una nutrita pattuglia cui, in campagna elettorale, era stato promesso il regno di Bengodi e che invece, a dicembre, rischia di ritrovarsi con un pugno di mosche in mano.
Su tutto questo, l’ordine di scuderia è uno solo: mantenere un profilo basso, parlare d’altro, cercare una facile concessione dall’Amministrazione per rivendicarla come merito dell’azione sindacale. Un copione tristemente noto.
Alla fine della fiera, il dado è tratto: da un lato, non si sciopera contro una manovra che fa carne di porco del pubblico impiego (dalle tasse ai buoni pasto è un vero Cahier de doléances); dall’altro, si è pronti a ratificare un accordo che rischia di creare nuove disparità e nuovi conflitti.
Bella mediazione.
Coordinatore nazionale FP CGIL INPS
Giuseppe Lombardo