In data 30 ottobre, l’Amministrazione ha nuovamente convocato le sole organizzazioni sindacali firmatarie del CCNL del Comparto Funzioni Centrali – triennio 2022/2024 per discutere la revisione della Policy sul lavoro a distanza, questa volta giungendo alla firma di un’ipotesi di accordo.

Questo accordo, in particolare per quanto riguarda la definizione dei criteri di priorità per l’accesso al lavoro agile e al coworking, continua a mostrare tutti i limiti già evidenziati in precedenza, senza apportare innovazioni significative.

Alcune categorie di lavoratori passerebbero ufficialmente da 8 a 10 giorni di lavoro agile mensili, ma già con la vecchia Policy possono di fatto avere più di 8 giorni, documentando la presenza di “gravi, urgenti e non altrimenti conciliabili situazioni di salute, personali e familiari”. In cambio di questo miglioramento, l’Amministrazione elimina la possibilità di recuperare nei due mesi successivi le giornate di lavoro agile non fruite durante il mese: si tratta di un grave arretramento, considerato che questa soluzione garantisce un certo grado di flessibilità da estendere più che da eliminare!

Non è tutto: non contenta, l’Amministrazione ha anche proposto che, “in caso di particolari esigenze organizzative e funzionali, formalmente espresse nell’accordo individuale, oppure nel caso di specifica richiesta del dipendente, può essere concesso un numero inferiore a 6 giorni mensili.

Abbiamo già assistito in questi anni ad interpretazioni della Policy inutilmente restrittive e questa aggiunta sarà una leva ulteriore a disposizione dei Dirigenti per restringere e limitare arbitrariamente la diffusione del lavoro agile.

Come FP CGIL, con la nostra proposta di Policy già condivisa con lavoratrici e lavoratori, vorremmo avere una discussione seria, costruttiva e realmente collegiale, con l’obiettivo di semplificare e rendere universalmente accessibile a tutte e tutti lo strumento e generare benefici equamente distribuiti: una migliore conciliazione vita-lavoro per le lavoratrici e per i lavoratori; una maggiore efficienza, motivazione e continuità operativa del personale per l’Amministrazione.

Il nuovo quadro in via di definizione punta invece coscientemente a peggiorare le condizioni di lavoro ed i diritti del personale, con la solita nota strategia di strutturare il lavoro agile come strumento assistenziale, utile esclusivamente a segmentare i lavoratori per dividerli e metterli gli uni contro gli altri.

In cambio di un riconoscimento ad alcune categorie di un trattamento di cui già potevano beneficiare in precedenza, l’Amministrazione toglie a tutto il personale la possibilità di recuperare i giorni di lavoro agile non fruiti e la garanzia di avere almeno 6 giorni di lavoro agile mensili.

Per questi motivi, riteniamo che la Policy sia peggiorativa e ci impegneremo a modificarla con tutti gli strumenti a nostra disposizione, per tutelare veramente gli interessi di tutte e di tutti.

FP CGIL MEF

Pubblichiamo in allegato la documentazione inerente il coworking per il Ministero dell’Interno.

COORDINAMENTO NAZIONALE FP CGIL
MINISTERO DELL’INTERNO
ministerointerno@fpcgil.it

Dopo le prime indiscrezioni dei giorni scorsi, a seguito della pubblicazione in Gazzetta Ufficiale del testo del cosiddetto Decreto-Legge Sicurezza sul lavoro (DL 159/2025) notiamo alcune disposizioni in favore dell’INL.

Il DL, anzitutto, dispone che il cosiddetto “Fondo per l’efficientamento” (istituito nel 2024 a seguito della mobilitazione e degli scioperi di questi anni), attualmente pari a 20 milioni di euro all’anno, diventi di 30 milioni annui. Questo potrà determinare un leggero incremento della somma da distribuire fra tutti i lavoratori. A tal proposito, ribadiamo l’idea che avevamo lanciato quando fu istituito il Fondo: anziché inventare – come accaduto quest’anno – criteri che possano creare conflitti tra lavoratori, ci sembrano più utili parametri che portino la distribuzione di queste somme a tutti i lavoratori, perché tutti collaborano alla realizzazione dei diversi obiettivi dell’Ufficio.

Si prevede, poi, la forfettizzazione del trattamento di missione, su richiesta del personale ispettivo. La somma che sarà corrisposta sarà alternativa ad ogni altra indennità e rimborso e dovrà essere determinata con decreto del Ministro del lavoro e delle politiche sociali, di concerto con il Ministro dell’economia e delle finanze. Dovremo capire bene gli importi previsti e cosa vi sarà incluso; ci sembra evidente che dovrà trattarsi di importi congrui, per poter effettivamente compensare i vari costi sostenuti dal personale ispettivo, altrimenti nessuno ne farà richiesta.

Infine, si dispone che l’INL possa assumere, nel triennio 2026-28, trecento unità di personale, tra ispettori del lavoro e ispettori tecnici e si incrementa il numero dei dirigenti di seconda fascia, con la possibilità di assumerne altri sei, così da avere una dotazione organica di cento dirigenti di seconda fascia. Come abbiamo già scritto in precedenza, riteniamo che questi dirigenti debbano andare prioritariamente sul territorio nelle sedi attualmente accorpate, così da invertire la funesta tendenza che si era basata solo sul risparmio di spesa e non sull’efficienza. Si prevede anche che vi siano due ulteriori direttori di prima fascia. A riguardo, chiediamo che queste due figure dirigenziali siano utilmente impiegate proprio per migliorare l’efficienza della struttura dell’INL.

Rispetto alle anticipazioni dei giorni scorsi, addirittura anche dopo il Consiglio dei Ministri, notiamo tuttavia delle assenze per noi assolutamente clamorose, nel testo pubblicato in Gazzetta:

  • scompare, infatti, l’assegnazione di 5 milioni di euro per il finanziamento di misure di welfare aziendale in favore dei dipendenti del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali e dell’Ispettorato Nazionale del Lavoro, che avrebbe finalmente dato un elemento in più al personale di queste due Amministrazioni per provare a bloccare l’emorragia di lavoratrici e lavoratori.

  • scompare anche la norma che teneva fuori dal limite massimo previsto per legge, le spese relative all’informatica e alla sicurezza delle sedi, che sarebbero state sostenute con il bilancio dell’Ente.

Non è invece mai stata presa in alcuna considerazione la possibilità di istituire un sistema indennitario, che riconosca indennità al personale che si assume specifiche responsabilità nell’esercizio della propria attività, a partire da quello ispettivo.

Se dunque qualcosa c’è per INL, è ancora troppo poco per parlare di reale potenziamento di un Ente sempre invocato quando si parla di contrasto al lavoro nero e alle morti sul lavoro.

Possibile che la Ministra del Lavoro e il suo staff non sapessero nulla di tutto questo? Oppure, addirittura, che sapessero ma che, anche questa volta, hanno ritenuto di non fare nulla?

Possibile non ci si renda conto che la presenza di misure di welfare aziendale avrebbe aiutato a ridurre dimissioni e rinunce alla presa di servizio di tanti, troppi dipendenti? Allo stato attuale, anche il previsto concorso per trecento ispettori rischia di essere l’ennesimo fallimento.

Possibile non ci si renda conto dell’importanza di implementare il sistema informatico di un Ente a cui continuano a delegarsi compiti?

A noi, tutto questo, sembra l’ennesimo contentino dato ai lavoratori.

La Ministra del Lavoro e delle Politiche Sociali, a cui abbiamo ripetutamente chiesto incontri (anche assieme ad altre sigle), continua a restare asserragliata nelle stanze di Via Veneto o in giro per convegni e conferenze, ma non ritiene di spiegare, ai lavoratori e ai loro rappresentanti, cosa abbia fatto e cosa intenda fare.

A questo punto, metteremo in piedi iniziative di mobilitazione, anche assieme alle altre sigle, perché la Ministra del Lavoro venga a rendere conto di come intenda rendere più attrattivo l’Ispettorato Nazionale del Lavoro e metterlo effettivamente nelle condizioni di svolgere i propri compiti istituzionali.

 

Coordinatore nazionale FP CGIL – INL

Matteo Ariano

 

Il Decreto-legge Sicurezza sul Lavoro avrebbe dovuto disporre l’assegnazione di 5 milioni di euro per il finanziamento di misure di welfare aziendale in favore dei dipendenti del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali e dell’Ispettorato Nazionale del Lavoro, integrando la previsione di cui all’articolo 1, comma 150, della Legge del 30 dicembre 2024,

n. 207 che prevedeva la destinazione di 1,5 milioni in favore dell’INPS per le medesime finalità. Dal testo pubblicato in Gazzetta ufficiale, al n. 254 del 31 ottobre u.s., infatti, delle risorse destinate al personale del Ministero del Lavoro si è persa ogni traccia.

Per non parlare dei tre milioni di euro necessari a finanziare il fondo risorse decentrate ancora assenti nel disegno di legge di bilancio.

Ancora una volta emerge, senza filtri, il mancato impegno della parte politica per il personale di quest’Amministrazione. Forse serve ricordare che non basta proporre l’inserimento in una norma o nell’altra di risorse, ma occorre un impegno serio, rigoroso, costante per dar voce alle esigenze del personale che anche quest’anno, nella fase più delicata di chiusura dell’anno finanziario, sarà chiamato a compiere ogni sforzo utile per tenere a galla quest’Amministrazione in condizioni di carenza di organico senza precedenti.

Siamo stufi di veder rimandate queste questioni alla prossima norma o al prossimo emendamento, siamo pronti alla mobilitazione: i lavoratori meritano risposte, ORA!

Coordinatrice nazionale MLPS FP CGIL       FP CGIL Nazionale
Alessandra Pone                                      Matteo Ariano

Pare ci sia una nuova disciplina olimpica: lo snobismo istituzionale verso il front-office. Nonostante gli sportelli siano il primo presidio dello Stato sociale, la porta d’accesso ai diritti, la valvola di sicurezza quando digitale e contact center implodono… sorpresa! Per l’Amministrazione si tratta di una piacevole attività accessoria, buona per chi non ha altro da fare.

La narrazione che ci viene propinata è sempre affascinante.

  • Responsabilità enormi?

  • Conoscenze trasversali?

  • Contatto diretto con un’utenza sempre più complessa?

  • Esposizione a pressioni e conflittualità?

  • Reputazione dell’Ente sulle spalle del personale?

Che meraviglia, direte. Ci sarà un riconoscimento adeguato! Sì: il 5% in più sull’anno passato. Una cifra talmente simbolica che potrebbe risultare offensiva persino come mancia.

Sembra quasi che rispondere ai cittadini, gestire le emergenze, spiegare normative in continua mutazione e mantenere calma e professionalità mentre l’utente urla perché non gli arriva il pagamento sia un passatempo tra un sudoku e una pausa caffè.

Del resto, dietro a ogni sportello c’è sempre qualcuno che pensa: “che ci vuole, sono solo utenti”. Ecco la verità che nessuno ama dire: quando un servizio fallisce, la colpa non la si al software, al portale o a procedure cervellotiche. La colpa ricade sempre su chi sta lì, in prima linea.

Per chi siede al tavolo di contrattazione il rapporto con l’utenza è la Serie B, ma i ritmi richiesti sono quasi da Champions League.

Avevano promesso il regno di Bengodi e alla fine è arrivato il piatto, senza più neppure le lenticchie.

Per questa ragione chiediamo con il sorriso di chi ha finito la pazienza:

  1. Un’indennità dignitosa, non il gettone della pesca di beneficenza.

  2. Il riconoscimento del ruolo strategico del front-end, che piaccia o meno.

  3. Il riconoscimento immediato della maggiorazione per chi serve l’utenza da remoto, rompendo pregiudiziali anacronistiche e utili solo a fare economia sulla pelle di chi sta in trincea.

  4. Il superamento culturale della convinzione che il contatto con il cittadino sia un compito semplice. È esattamente il contrario.

Il tempo dei complimenti a denti stretti è finito.

Se lo sportello è l’immagine dell’INPS, allora che l’INPS inizi a guardarsi allo specchio. 

Coordinatore nazionale FP CGIL INPS

Giuseppe Lombardo

Lo scorso 20 ottobre, sulla homepage della nostra intranet, è apparso un focus dedicato alla sostenibilità: “Consigli pratici per una vacanza green”.

Ora, siamo consapevoli della necessità – imposta da un CCNL osceno – di smaltire le ferie arretrate nei tempi e nei modi che l’Amministrazione vuole imporre, ma mai avremmo pensato a cotanta sensibilità.

Ciò detto, il tema è attuale e condivisibile, soprattutto in un’epoca in cui l’attenzione al pianeta è – o almeno dovrebbe essere – sempre più centrale.

E proprio per questo, perché la situazione è maledettamente seria, che permane qualche perplessità, soprattutto se la teoria si distanzia (e di molto) dalla pratica.

Ad esempio:

  • tra i suggerimenti forniti alla platea dei dipendenti INPS, l’Istituto invita a “eliminare la plastica monouso” portando borracce riutilizzabili. Ottimo! Peccato che l’Istituto non applichi lo stesso principio. Non sarebbe più coerente distribuire una borraccia a ogni collega e installare dispenser d’acqua (“i famosi boccioni”) in tutte le sedi, evitando così costosi acquisti alle macchinette? O c’è qualche interesse economico dietro che non rende possibile una vera svolta green?

  • Lo stesso vale per l’invito a scegliere alloggi eco-friendly. Giusto e condivisibile, ci mancherebbe. Ma come possono farlo i lavoratori quando il Fondo Risorse Decentrate è fermo e le risorse disponibili ogni anno diventano più esigue? Chiunque voglia organizzare una vacanza spesso si trova a dover scegliere tra una soluzione economica e una sostenibile: due opzioni che sovente non tendono a coincidere. Forse, battendosi per ottenere fondi aggiuntivi, soprattutto dopo l’ennesima finanziaria penalizzante per un Ente bistrattato anche all’interno delle Funzioni Centrali, il messaggio sarebbe risultato più credibile. Nonostante i proclami roboanti di alcuni, i tetti di spesa non sono stati superati: e ancora una

volta saremo noi, come FP CGIL, a provare a rompere l’impasse, proponendo appositi emendamenti alla manovra.

  • Infine, c’è il richiamo ai trasporti sostenibili. Un obiettivo sacrosanto, ma difficilmente raggiungibile se le risorse per incentivare l’uso del trasporto pubblico sono pari a zero. Chiunque abbia svolto il ruolo di mobility manager, può confermarlo: senza investimenti concreti, non si canta messa, si fanno solo slogan. Ecco il vero problema. Perché allora non ingaggiare TUTTE le direzioni territoriali per sviluppare abbonamenti a canone ridotto sul trasporto pubblico locale? Non risponderebbe, questo, a un’esigenza condivisa nel segno della sostenibilità?

Ci sono molti modi per salvaguardare il pianeta: noi continuiamo a pensare che servano meno elenchi con buoni consigli e più azioni concrete. La coerenza è la forma più autentica di credibilità.

Coordinatore nazionale FP CGIL INPS

Giuseppe Lombardo

Nella giornata odierna, 29 ottobre 2025, si è svolto il secondo incontro di trattativa sul Contratto ARIS RSA dove abbiamo ribadito che per noi la definizione di un contratto unico di settore che ponga fine al dumping contrattuale e valorizzi le lavoratrici e i lavoratori del comparto socio- sanitario, è un percorso che non si ferma ed e è un punto per noi importante e qualificante per l’azione sindacale.

Il confronto si è sviluppato con l’obiettivo di addivenire ad una disanima dell’articolato normativo. A tal fine, le parti hanno calendarizzato due tavoli per approfondire gli aspetti giuridico/normativi che necessitano di rivisitazione e adeguamento, considerato il lungo tempo trascorso dall’ultimo adeguamento salariale.

L’obiettivo resta quello di restituire dignità alle lavoratrici e ai lavoratori cui si applica il presente CCNL e che svolgono un servizio fondamentale e insostituibile a favore dei cittadini, integrando il Servizio sanitario nazionale ed assicurando la tutela della salute garantita dall’art. 32 della Cost.

I prossimi incontri sono fissati rispettivamente per il 20 novembre p.v e per l’11 dicembre p.v.

Sarà nostra cura tenervi aggiornati rispetto agli esiti della trattativa.

FP CGIL

CISL FP

UIL FPL

Francavilla

Chierchia

Chietti

Agenzia del demanio

Trattamento Economico, Attività Normativa e Relazioni Sindacali

Dott. Francesco Gregorace

dg.normativarelazionisindacali@agenziademanio.it

Oggetto: Disallineamento tra inquadramento contrattuale, profilo di rischio e responsabilità delle mansioni – Pagamento a carico delle Stazioni Appaltanti delle assicurazioni professionali per colpa grave compresa la colpa grave amministrativa

Nel corso degli ultimi mesi, la Scrivente organizzazione sindacale ha chiesto all’Agenzia chiarimenti circa il pagamento delle assicurazioni professioni per colpa grave in forza del fatto che il MIT, attraverso il servizio di supporto giuridico in risposta al quesito n.2329 del 2024, ha chiarito che le coperture assicurative per il personale che svolga le attività indicate nell’allegato I.10 di cui al c.1 art. 45 del Dlgs 36/2023 sono interamente a carico delle Stazioni Appaltanti comprese anche quelle per i danni da colpa grave amministrativa.

Sul finire del 2024 –mediante apposita nota di riscontrol’Agenzia ha informato la Scrivente che le proprie Strutture interne competenti si stavano attivando per conformarsi al citato parere rilasciato dal Servizio di supporto giuridico del MIT.

Successivamente, ad esclusione di una comunicazione afferente la copertura assicurativa per coloro impegnati nelle attività di verifica, né la FP CGIL né le lavoratrici e i lavoratori direttamente interessati sono stati portati a conoscenza delle ricadute “pratiche” dell’intenzione espressa dall’Agenzia di volersi conformare a quanto indicato dal MIT, attraverso la stipula di apposite polizze per le coperture assicurative compresa quella per i danni da colpa grave amministrativa.

Nell’intento di tutelare gli interessi e la serenità lavorativa del personale, si rinnova la richiesta all’Agenzia di fornire chiarimenti circa il pagamento delle assicurazioni professionali per colpa grave, compresa quella per i danni da colpa grave amministrativa, in conformità al citato parere fornito dal servizio di supporto giuridico del MIT.

A significare la necessità che tale questione possa trovare in tempi brevi una sua definizione è importante fare riferimento alla mai concretamente adempiuta riflessione in merito ai profili di rischio e alle responsabilità individuali che talune attività determinano a carico del Personale nel corso del loro complesso esercizio. Profili che, tra le altre attività funzionali al ruolo, vedono ricompreso l’onere di molteplici verifiche da tenersi in un contesto di fluidità normativa e di frequente incertezza interpretativa e applicativa.

Sono diversi i casi in cui ai singoli dipendenti, nell’ambito delle attività di Agenzia, è stata comminata una sanzione amministrativa e non ci risultano, da parte di questo Ente, particolari forma di “tutela”.

Nell’esprimere vicinanza alle colleghe e ai colleghi che, nel corso del tempo, si sono trovati in questa condizione, rileviamo come a seguito delle evoluzioni della mission “aziendale”, Lavoratrici e Lavoratori dell’Ente si trovino ad assolvere funzioni con profili di responsabilità e rischio assolutamente disallineati rispetto all’inquadramento contrattuale: tanto per i ruoli individuati dalla norma nell’ambito dei contratti pubblici, quanto per attività ordinarie nelle Unità Organizzative “Territoriali.

La trattativa in corso tra Agenzia e Organizzazioni sindacali non sembra, allo stato attuale, avvicinarsi all’obiettivo di mappare i profili professionali esistenti con la finalità di farne emergere le peculiarità consentendo, attraverso il rinnovo 2025/2027 (in quanto il ccnl 2022/2024 rinvia questa fase al prossimo rinnovo) il più corretto inquadramento.

Al contrario, la percezione è che attraverso l’attuale confronto in merito ai c.d. profili professionali si stiano creando le condizioni per consolidare lo “schiacciamento” verso il basso delle responsabilità e dei contenuti professionali sanando, in tal modo, il diffuso disallineamento tra attività svolte e inquadramento.

Riteniamo pertanto necessario –oltre a sottolineare la necessità di portare a compimento la riflessione in merito ai profili di rischio e alle responsabilità individuali e, senza dover necessariamente attendere la conclusione del prossimo rinnovo contrattuale, che vengano già da ora adottate tutte le soluzioni finalizzate alla minimizzazione del rischio e alla serenità del Personale quali, a titolo esemplificativo, la copertura assicurativa anche per la colpa grave amministrativa come da citato parere del servizio legale del MIT.

FP CGIL Nazionale

Daniele Gamberini

gamberini@fpcgil.it

Come temevamo, l’incontro di lunedì 27 ottobre, fra l’Amministrazione e le sole sigle sindacali firmatarie del CCNL, non è stato un tavolo tecnico, ma una mera informativa della parte datoriale sulle modifiche unilaterali agli accordi raggiunti in estate.

Le OO.SS. presenti, non sono state in grado di evitare che per le lavoratrici ed i lavoratori del MIT:

  • diminuisse la copertura assicurativa a causa della cancellazione della polizza kasko finora garantita dal ministero per le missioni in conto privato

  • si osservasse un arretramento persino sui buoni pasto, togliendone l’assegnazione quando al mattino si presta lavoro in ufficio o in conto privato ed il pomeriggio si svolge straordinario c/o le ditte richiedenti

  • aumentassero le operazioni tecniche a causa dell’arrotondamento previsto nel decreto 191 del 05.08.2025 e si allungassero i tempi di lavoro in violazione di quanto previsto dall’art. 7 del D lgs 66/2003

  • aumentasse il numero di operazioni tecniche in presenza di personale dipendente dal soggetto

richiedente che, fra l’altro, non garantirebbe più l’imparzialità di un dipendente della P.A.

  • si riducesse il coefficiente di ponderazione per le patenti BE che comporta anch’esso un aumento dei tempi di lavoro

  • venisse depauperata l’autorevolezza del Pubblico Ufficiale, concedendo ai dipendenti del soggetto richiedente la facoltà di certificare prove e misurazioni sui veicoli

  • non venisse riconosciuta l’indicizzazione ISTAT, invece concessa agli Ispettori Autorizzati

  • non venisse corretto il paradosso sul rimborso spese che, per le distanze fra 81 e 232 km, è più basso di quello forfettario

Il tutto lasciando inalterati i vantaggi degli ispettori privati autorizzati che hanno svolto, svolgono, e continueranno a svolgere lo stesso nostro lavoro, con minori pressioni e maggiore gratificazione economica.

Il disegno dell’Amministrazione sembra chiaro: vuole demotivarci, rendere i compiti del Dipendente Pubblico del MIT economicamente insostenibili ed estremamente faticosi, al fine di privatizzare tutte le attività che dovrebbero essere gestite sempre e solo dallo Stato attraverso i suoi Pubblici Ufficiali: gli unici in grado di garantire con imparzialità e costi calmierati, un servizio qualitativamente elevato per l’utenza.

Ci auguriamo che l’insuccesso del tavolo di lunedì induca le OO.SS. ad unirsi nella mobilitazione a tutela dei lavoratori del MIT; come FP CGIL metteremo in campo iniziative per far sentire la voce dei lavoratori e costringere l’Amministrazione ad emanare tutti i decreti correttivi che saranno necessari. Auspichiamo la più ampia convergenza di tutte le sigle sindacali del MIT, rendendoci disponibili al confronto.

La FP CGIL, comunque, sarà sempre a fianco dei lavoratori, ne rappresenterà la professionalità, l’importanza e l’insostituibilità

Uniti si vince. Uniamoci!

Per la Fp Cgil

Luigi Gianfreda
Carmen Sabbatella
Mario Maugeri
Claudio Statello

Si è tenuto in data odierna il secondo incontro tra le OO.SS. e la delegazione di Federcasa, per il rinnovo del Contratto Collettivo Nazionale di Lavoro.

L’incontro ha segnato l’ingresso nel vivo della trattativa, concentrandosi sull’analisi della parte normativa del contratto. Come delegazione sindacale, abbiamo illustrato in modo approfondito le nostre proposte di modifica e le opportune integrazioni che riteniamo necessarie per i primi 35 articoli del testo contrattuale. Le nostre osservazioni mirano a migliorare le tutele per le lavoratrici e i lavoratori e ad aggiornare l’impianto normativo alle attuali esigenze del settore.

A riprova della nostra volontà di procedere speditamente e con concretezza, comunichiamo che già nella serata di oggi invieremo a Federcasa il documento formale contenente tutte le nostre osservazioni e le proposte di modifica puntuali, come discusso durante l’incontro. Il confronto proseguirà nelle giornate del 18 e 19 novembre p.v., date già calendarizzate per il prossimo appuntamento negoziale.

In vista di tale incontro, e per consentire alla trattativa di avanzare su basi di analisi concrete, abbiamo chiesto formalmente a Federcasa di fornirci i dati di aggregazione relativi alla composizione del personale, suddivisi per categoria. Riteniamo questi dati indispensabili per valutare l’impatto delle modifiche contrattuali e per proseguire il negoziato con la riforma del sistema di classificazione richiesta dalle OO.SS. da valutare con piena cognizione di causa.

Aggiornamento Cassa Geometri

Infine, a margine della riunione, il Presidente di Federcasa ha fornito un aggiornamento sulla nota questione relativa alla Cassa Geometri. Ci è stato consegnato un testo di emendamento di natura normativa che l’Associazione intende proporre nelle sedi istituzionali competenti, in quanto non ritengono possibile produrre interventi risolutivi in sede contrattuale. Le scriventi Organizzazioni Sindacali si riservano di analizzare nel dettaglio tale proposta e di valutarne gli impatti.

Sarà nostra cura tenervi aggiornati sui prossimi sviluppi del negoziato.

Le Segreterie Nazionali

FP CGIL – CISL FP – UIL FPL

Nei mesi scorsi avevamo lanciato l’allarme: il concorso per l’assunzione di medici in Istituto rischia di disattendere le aspettative, di non essere sufficiente a coprire le gravi carenze di organico registrate a monte della procedura, soprattutto nelle aree del Paese maggiormente colpite dal caro-vita.

La dinamica purtroppo non cambia. Il prestigio dell’INPS appare in declino, la dignità riconosciuta a chi opera al servizio dello Stato viene disattesa nei contratti collettivi e la professione pubblica viene guardata con crescente diffidenza da chi possiede un profilo professionale spendibile anche altrove.

A ciò si aggiunge una disciplina delle incompatibilità rimasta immutata, nonostante gli auspici di modifica condivisi in sede di confronto. Il quadro risulta fin troppo chiaro.

Gli ingressi previsti rischiano così di non garantire all’Ente la copertura dei fabbisogni quotidiani, senza considerare il crescente carico di competenze derivante dalla gestione della disabilità.

Con la chiusura delle prove orali, il timore iniziale assume contorni sempre più concreti.

In che modo l’Istituto intende assicurare l’espletamento delle attribuzioni conferite dal Legislatore? Quali strumenti intende mettere in campo l’INPS per rendere attrattiva una professione già sottodimensionata e sempre più spesso costretta a operare in una logica seriale di visite?

Sono interrogativi cruciali che richiederebbero un confronto immediato e condiviso, confronto che però continua a mancare.

La nostra organizzazione aveva peraltro dedicato attenzione alla condizione dei medici INPS, richiedendo esplicitamente – al tavolo del CCNL – il riconoscimento dell’indennità di esclusività e una regolamentazione oculata per consentire lo svolgimento dell’attività libero professionale.

Si trattava di una battaglia non di principio, ma di sopravvivenza per i medici dell’ente, che si ritrovano legati da vincoli antiquati, in presenza di retribuzioni non competitive.

Una battaglia purtroppo ignorata da chi ha sottoscritto il contratto: un disposto che ora si rivela peggiorativo sul piano generale e gravemente peggiorativo per il personale dell’Istituto.

Molto si è discusso, negli ultimi mesi, di possibili ritocchi al Fondo. Ora la legge di bilancio attende il vaglio del Parlamento, ma ancora una volta il rischio è che l’INPS venga trattato come il “figlio di un dio minore”: nessuna risorsa aggiuntiva per comparto e aree, mentre altrove, anche nelle stesse Funzioni Centrali, si tenta quantomeno di rispondere alle necessità più urgenti.

C’è un silenzio, dietro, che desta preoccupazione anche agli animi più miti.

Il tempo per intervenire è ormai ridotto al minimo. Serve una risposta chiara e immediata da parte dell’Amministrazione.

FP CGIL INPS
Giuseppe Lombardo
Francesco Reali

IL 10 DICEMBRE 2025 SARÀ ANCORA SCIOPERO!

Nonostante la grande partecipazione allo sciopero e ai presidi organizzati in tutta Italia il 17 ottobre, con cui le lavoratrici e i lavoratori hanno dato prova della loro determinazione nel sostenere le istanze sindacali per il rinnovo del CCNL unico di settore, Utilitalia, Cisambiente Confindustria, Assoambiente e le Centrali cooperative stanno mantenendo un atteggiamento di grave chiusura e di immobilismo totale. La loro strategia è chiara: tirare a campare, rinviare, indebolire le tutele, abbassare i salari.

Non ci stiamo! Dopo oltre dieci mesi dalla scadenza del CCNL, accogliendo il mandato delle lavoratrici e dei lavoratori, confermato dal Coordinamento nazionale unitario delle delegate e dei delegati di lunedì 27 ottobre, le Segreterie nazionali di Fp Cgil, Fit Cisl, Uiltrasporti, Fiadel hanno definito la prossima fase della mobilitazione.

DAL 3 NOVEMBRE LE RELAZIONI TRA SINDACATI E IMPRESE SARANNO INTERROTTE A TUTTI I LIVELLI, SU TUTTI I TERRITORI.

IL 10 DICEMBRE 2025 SARÀ ANCORA SCIOPERO NAZIONALE, CON PRESIDI TERRITORIALI CHE DIANO SPAZIO AL PROTAGONISMO DELLE LAVORATRICI E DEI LAVORATORI.

Le assemblee saranno fondamentali per il successo della mobilitazione e si terranno su tutti i luoghi di lavoro, sulla base di un intenso calendario esteso fino all’ultimo giorno utile, per ribadire le ragioni della mobilitazione e il valore delle istanze sindacali. Occorre vigiliare e denunciare alla Commissione di Garanzia eventuali abusi di imprese che violino le norme sul diritto di sciopero. È altrettanto indispensabile prevenire eventuali violazioni alle norme contrattuali e di legge che mettano a rischio la salute e sicurezza di lavoratrici e lavoratori, ricordando che la loro incolumità ha la priorità su tempi e carichi di lavoro.

SCIOPERIAMO PERCHÉ

  • Vogliamo lavorare in sicurezza e non rischiare la salute e la vita per far quadrare i conti a qualche impresa. Vogliamo più prevenzione delle malattie professionali per tutte e tutte, a partire dagli over 55.

  • Pretendiamo salari adeguati dopo anni di forte inflazione e rincari insostenibili.

  • Rivendichiamo una nuova classificazione del personale che valorizzi le competenze e dia prospettive di carriera ai più giovani.

  • Esigiamo rispetto, visibilità e diritti per chi lavora negli impianti e negli appalti.

  • Chiediamo un welfare contrattuale forte, indennità adeguate e tutele esigibili.

  • Difendiamo il diritto di sciopero per tutte le lavoratrici e lavoratori indipendentemente dal loro ruolo.

NON ACCETTIAMO

  • Che il CCNL venga ridotto a uno strumento per aumentare i profitti delle imprese a scapito delle lavoratrici e dei lavoratori.

  • Che la salute e la sicurezza siano ridotte ad un elemento di costo da comprimere.

  • Che la professionalità e la dignità delle lavoratrici e dei lavoratori vengano calpestate.

Il messaggio è chiaro: o si rinnova il contratto per migliorare la vita di chi lavora, oppure continuerà una mobilitazione dura in ogni impresa e in ogni territorio del Paese.

Nessun passo indietro – Nessun rinnovo al ribasso VOGLIAMO IL CONTRATTO ORA!

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