LUNEDI’ 20 E MARTEDI’ 21 ASSEMBLEA DELLE AREE SANITARIE PER L’INTERA GIORNATA
A pochi giorni dall’avvio della settimana Europea per la salute e sicurezza sul lavoro continuiamo a registrare l’assenza di risposte concrete sulla stabilizzazione dei 94 lavoratrici e lavoratori, medici e infermieri, che a fine mese vedranno scadere definitivamente i propri contratti di lavoro.
In concomitanza con la “Giornata della salute e sicurezza sul lavoro” che vede la presenza in Inail della Ministra del Lavoro, abbiamo indetto 2 assemblee nazionali, aperte a tutto il personale sanitario, per le intere giornate del 20 e del 21 ottobre.
Le assemblee si terranno in presenza presso la Sala Consiliare (2° piano di P.le Pastore) per la giornata del 20 ottobre, e presso la stanza 121 (1° piano di P.le Pastore) per la giornata del 21 ottobre a partire dalle ore 10.00, con la possibilità, per chi è impossibilitato, di seguirle su piattaforma Teams ai link che verranno successivamente comunicati dalle scriventi.
Le assemblee faranno seguito al tentativo obbligatorio di conciliazione, che terremo domani 17 ottobre presso il Ministero del Lavoro e che è propedeutico alla proclamazione dello sciopero.
E’ importante che la risposta delle aree sanitarie alla mobilitaziona sia compatta, per mandare un segnale chiaro: senza personale sanitario non c’è servizio pubblico. Una battaglia che non riguarda solo i tempi determinati ma che parla a tutte le aree sanitarie, i cui carichi di lavoro diventerebbero insostenibili.
CI VEDIAMO IN DIREZIONE GENERALE A ROMA
Alessio Mercanti Giuseppe Paglia Daniela Mencarelli
FP CGIL UIL PA USB PI
Come FP CGIL abbiamo sempre pensato che il lavoro agile debba essere una modalità ordinaria di svolgimento dell’attività lavorativa, come già riconosciuto nel CCNL 2019/2021 all’articolo 36, comma 2 che recita “Il lavoro agile è una modalità di esecuzione del rapporto di lavoro subordinato stabilita mediante accordo tra le parti, anche con forme di organizzazione per fasi, cicli e obiettivi e senza precisi vincoli di orario o di luogo di lavoro.”
Tuttavia, l’amministrazione in questi anni ha portato avanti una visione assistenzialista del lavoro agile e al contempo ne ha ostacolato l’effettiva diffusione e regolarizzazione per ostilità culturale allo strumento. Il lavoro agile conviene ai lavoratori e conviene all’amministrazione: in questi anni abbiamo ampiamente dimostrato che possiamo lavorare in modalità agile senza ripercussioni negative sulla qualità dei processi lavorativi, anzi spesso generando un valore aggiunto per l’amministrazione.
Noi crediamo debba essere riconosciuto il diritto al personale di poter richiedere di svolgere la prestazione lavorativa in modalità di lavoro agile. Crediamo quindi che sia venuta l’ora di avere una policy definitiva e stabile nel tempo e diciamo basta ai rinnovi “emergenziali”!
Ecco, quindi, la nostra proposta di nuova policy definitiva per il lavoro agile:
In coerenza con l’assenza nelle disposizioni contrattuali vigenti di alcun criterio di prevalenza, chiediamo almeno dieci (10) giorni mensili di lavoro agile per tutto il personale, indipendentemente dall’ufficio, servizio o dipartimento presso cui presta la propria attività, in ragione della possibilità di individuare secondo l’elenco chiaro e definito con
criteri oggettivi delle attività e dei processi “smartabili”. Qualora ciò non fosse possibile, e perciò venisse concordato un numero minore di giornate, il Dirigente responsabile fornisce motivazione scritta e pertinente del rifiuto.
Da dieci (10) fino ad almeno venti (20) giorni mensili di lavoro agile per tutte le lavoratrici e i lavoratori cui è stata riconosciuta l’attribuzione delle prerogative di cui alla L. 104/92 (personale o familiare); con disabilità; per i caregivers, per chi versa in situazione di disabilità psico- fisica, anche transitoria; per chi, secondo quanto previsto dalla Direttiva
29 dicembre 2023 del Ministro per la Pubblica Amministrazione, documenta gravi, urgenti e non altrimenti conciliabili situazioni di salute, personali e familiari. Allo stesso modo chiediamo che venga riconosciuta la stessa estensione del numero di giornate di lavoro agile anche alle donne in gravidanza al di fuori dei periodi di astensione obbligatoria per maternità e alle lavoratrici e ai lavoratori con figli di età inferiore a 3 anni.
Il lavoro agile deve essere reso accessibile anche al personale in prova. Ricordiamo che è responsabilità dell’Amministrazione far funzionare efficacemente la struttura in base all’attività lavorativa e non in base alla mera presenza fisica del personale.
Possibilità di recuperare entro il trimestre successivo le giornate non fruite in un determinato mese.
FP CGIL MEF
Care/i tutte/i,
sabato 25 ottobre la nostra organizzazione sindacale scenderà in piazza, ancora una volta, per chiedere un cambio di passo al nostro governo.
Ci permettiamo di estendere l’invito a partecipare a tutte/i voi, e non solamente agli iscritti e simpatizzanti, perché oggi più che mai è chiara la direzione sbagliata nella quale la nostra classe dirigente vuole ostinatamente condurci, spostando risorse ordinarie e straordinarie dalla sostenibilità ambientale e dai servizi ai cittadini a favore della spesa militare (da 40 a 140 miliardi di euro l’anno di previsione da qui ai prossimi dieci anni) e chiedendo ulteriori sacrifici alle categorie che più ne hanno fatti fino ad ora, lavoratori dipendenti e pensionati, invece di combattere seriamente l’evasione e l’elusione fiscale e tassare le grandi compagnie e i grandi patrimoni.
Ogni euro in più che daremo alle lobbies degli armamenti e dell’energia andrà a rimpinguare il portafoglio già gonfio degli azionisti e dei produttori e verrà tolto alla sanità pubblica, all’istruzione, alla cura del territorio, ad ogni capitolo di spesa corrente destinato a mandare avanti la macchina amministrativa del nostro paese, a livello centrale e a livello locale, a cominciare dai fondi destinati al ricambio generazionale delle amministrazioni, compresa la nostra. Ogni euro speso per un F35 o un carro armato in più si tradurrà in minore disponibilità di posti letto negli ospedali, di aule nelle scuole, di controlli da parte degli organi preposti, di organici negli uffici.
E’ questo ciò di cui abbiamo bisogno? O abbiamo bisogno di adeguamenti contrattuali al passo con quelli degli altri paesi europei? Di un salario minimo di ingresso e del contrasto alla precarietà dilagante? Di pensioni dignitose e ad un’età compatibile con i vari tipi di lavoro? Di un investimento nella salute pubblica, in un paese che ogni giorno si sveglia più anziano? Di politiche realmente ecosostenibili e non di un ‘greenwashing’ di facciata, per le presenti e le future generazioni?
Per non dover rispondere ai nostri figli ‘nulla’, quando ci chiederanno ‘tu cosa hai fatto?’, il momento di farsi sentire è ora, non si può più procrastinare.
Abbiamo bisogno di tutte/i voi, vi aspettiamo numerose/i sabato 25 ottobre alle 13:30 in Piazza della Repubblica.
In allegato il volantino e la piattaforma sintetica della manifestazione. A presto,
La FP CGIL del MASE
DOPO LA STRAORDINARIA PARTECIPAZIONE ALL’ASSEMBLEA UNITARIA DI IERI 14 OTTOBRE
indetta da FP CGIL, UILPA e USB PI, dove le lavoratrici e i lavoratori hanno potuto esprimere il loro malcontento e le loro perplessità in riferimento:
alle procedure delle PEO 2025, peggiorative rispetto all’accordo PEO 2024, il cui accordo è sottoscritto solamente da 3 sigle sindacali; tali procedure causeranno ulteriori disagi al Personale;
alla totale mancanza di trasparenza soprattutto nelle valutazioni, motivo per cui queste OO.SS. hanno chiesto all’Amministrazione l’emanazione di una circolare applicativa, che indichi criteri oggettivi e chiari, nel rispetto dell’art.3 del CCNI 2022/24;
alla ripartizione del fondo risorse decentrate 2025 ed in particolare: all’istituzione di nuove posizioni organizzative e al continuo aumento sia nel numero che nelle quote destinate alle posizioni di direzione; somme che, se fossero state destinate alle PEO, avrebbero consentito un innalzamento della percentuale dei passaggi economici (per arrivare al 50% degli aventi diritto);
ad un inesistente piano riguardante la formazione obbligatoria, prevista dalla normativa vigente, tenendo conto anche del Personale diversamente abile.
LE SCRIVENTI OO.SS. HANNO PRESENTATO UN ORDINE DEL GIORNO, VOTATO ED APPROVATO ALL’UNANIMITA’ DALL’ASSEMBLEA DEL PERSONALE, LA QUALE HA DATO MANDATO DI CONTINUARE LA LOTTA PER FAR RISPETTARE I PROPRI DIRITTI E PROSEGUIRE IL LAVORO SINDACALE, MEDIANTE PROPOSTE E INCONTRI CON L’AMMINISTRAZIONE.
|
FP CGIL |
UIL PA |
USB PI |
|
Susanna Di Folco |
Fernanda Amidani |
Felice Dell’Armi |
Sono 94 tra medici e infermieri che ogni giorno garantiscono la sicurezza e la salute dei lavoratori italiani.
Professionisti assunti con contratto a tempo determinato tramite il “Decreto Sostegni Ter”, in servizio dal giugno 2020, nel pieno dell’emergenza Covid.
Hanno colmato gravi carenze di personale, assicurato la continuità dei servizi, supportato l’Istituto nei momenti più difficili. E ora? A fine ottobre 2025, i loro contratti scadranno.
Senza un intervento concreto del Governo, 94 posti di lavoro andranno persi.
Alla vigilia della Settimana Europea della Sicurezza sul Lavoro e dopo le parole del Capo dello Stato, chiediamo risposte e un impegno reale: stabilizzare subito chi ha dimostrato sul campo il proprio valore.
Il silenzio non è più accettabile e non siamo disposti ad attendere oltre.
Senza risposte, sarà sciopero!
FUNZIONE PUBBLICA CGIL NAZIONALE
Alla Direttrice generale
Al Direttore centrale Risorse Umane
Alla Direttore centrale Entrate
per il tramite del Dirigente Area Relazioni Sindacali
OGGETTO: ATTIVAZIONE DEL CAMBIO DI FAMIGLIA PROFESSIONALE PER IL PERSONALE DESTINATO ALLE ATTIVITÀ ISPETTIVE
Nell’ultima seduta del Consiglio di Amministrazione è stato deliberato il via libera al bando per il reclutamento del personale ispettivo (deliberazione n. 155/2025).
Si tratta, senza dubbio, di un passaggio di rilievo, che segna l’avvio di un percorso atteso e necessario per il rafforzamento della funzione di vigilanza dell’Istituto, ormai ridotta ai minimi termini come più volte rilevato dalla scrivente sigla.
Con ogni evidenza, la consistenza numerica delle risorse previste – 355 unità, nell’ambito di una più ampia procedura congiunta con l’INAIL – risulta essere insufficiente rispetto all’entità delle scoperture che affliggono i diversi territori. Un’insufficienza non addebitabile all’Amministrazione, ma che rischia di perpetuare una condizione di criticità strutturale che potrebbe compromettere, in potenza, la piena efficacia dell’azione ispettiva, viepiù considerando l’emorragia di pensionamenti previsti.
Alla luce di ciò, consapevoli delle difficoltà tecniche legate anche al passaggio tramite Formez, considerato lo sforzo concorsuale che l’INPS intende promuovere nell’ultimo trimestre dell’anno, riteniamo imprescindibile adottare misure coerenti con l’obiettivo di garantire la funzionalità dell’apparato ispettivo.
In tale direzione sollecitiamo, con la presente, l’Amministrazione a disporre l’immediata attivazione del cambio di famiglia professionale verso gli ispettivi, un’opzione a più riprese anticipata e che dovrebbe portare, da ultimo, all’arruolamento di circa 76 unità.
Una tale operazione consentirebbe di impiegare in modo razionale e strategico le professionalità interne, valorizzando competenze già consolidate e assicurando un più rapido ripristino della piena capacità operativa del settore.
Parimenti continuiamo a ritenere debba essere elemento fondamentale la valorizzazione, in quest’ottica, di chi – assunto originariamente come ispettivo – si trovò anni addietro a transitare tra gli amministrativi; nondimeno riteniamo vada previsto un percorso agevolato per quanti, in precedenti incarichi professionali, abbiano già svolto funzioni analoghe in altri enti pubblici (INL o INAIL).
L’attuazione di una simile strategia rappresenterebbe non soltanto una boccata di ossigeno per il personale impegnato quotidianamente sul campo, non soltanto un atto di efficienza amministrativa, ma anche un segnale di concreta attenzione verso una funzione istituzionale la cui importanza, per la credibilità stessa dell’Ente, non può essere disattesa.
Nell’attesa di un riscontro si porgono Cordiali saluti
Giuseppe Lombardo
Ogni obiezione diventa così un affronto personale al valutatore: INPS perfeziona un modello di sfiducia preventiva, degno delle burocrazie più polverose.
Per completare il mosaico, va ricordato il ridimensionamento dell’obiettivo di gruppo, un tocco di classe che sancisce la fine del collettivo “noi” in favore del più comodo “ognuno per sé”. Un tocco di classe che sfugge anche a certo sindacalismo, colpevole di non cogliere come la riduzione del peso dell’obiettivo di gruppo al 30% incida negativamente sulla formazione e sulla crescita professionale. È un cambio di paradigma che, se non fosse drammatico, sarebbe quasi geniale. Come disinnesco lo spirito di squadra? Svuotandolo di valore nella valutazione.
È la logica del merito alla Brunetta, quella che spaccia per giustizia la disuguaglianza e per incentivo la competizione. Un dispositivo ideologico che, dietro la facciata dell’efficienza, nega la dimensione cooperativa del lavoro e trasforma i colleghi in rivali, erodendo quel capitale relazionale che solo può generare valore pubblico. Una visione ostile alla comunità e funzionale al controllo, non al miglioramento: l’esatto contrario di ciò che dovrebbe animare un’amministrazione moderna.
Sarebbe quanto mai urgente, dunque, ripensare il sistema in chiave di trasparenza, partecipazione e fiducia reciproca. Sarebbe, appunto. Perché, a giudicare dalla direzione intrapresa, l’Istituto sembra determinato a perfezionare proprio ciò che non funziona: un sistema che misura tutto, tranne ciò che conta davvero.
E, a ben vedere, il gioco dell’Amministrazione è fin troppo comprensibile: non fa che adeguarsi ai mantra governativi della misurazione e della produttività a ogni costo. Ciò che davvero non si comprende — o forse si comprende fin troppo bene — è il silenzio connivente di chi accetta di attribuire alle “pagelline” un peso crescente nella distribuzione dei differenziali stipendiali. Caso unico in tutto il panorama delle Funzioni Centrali.
Le organizzazioni sindacali che hanno firmato o firmeranno l’integrativo (perfino questo, all’INPS, è ormai diventato un piccolo mistero) stanno contribuendo, consapevolmente o meno, a edificare un sistema in cui il lavoratore non è più una persona, ma una rotella dell’ingranaggio.
Anzi, per essere più precisi, un criceto nella ruota: deve girare a vuoto, con costanza e obbedienza, e se osa rallentare — anche solo per prendere fiato — sarà punito.
Coordinatore nazionale FP CGIL INPS
Giuseppe Lombardo
Si è tenuto, finalmente, l’incontro con l’Amministrazione avente ad oggetto la situazione logistica.
L’Amministrazione ci ha comunicato che entro dicembre 2025 il personale dovrà lasciare definitivamente la sede di Via Fornovo. In linea teorica i colleghi della DG Politiche Attive ancora presenti in Via Fornovo transiteranno nella sede di Via San Nicola da Tolentino per riunire i colleghi della medesima DG nello stesso stabile. Medesima destinazione spetterà alla DG per lo Sviluppo Sociale e gli Aiuti alle Povertà, mentre i colleghi della DG dell’Immigrazione e delle Politiche di Integrazione si sposteranno nella sede di Via Flavia insieme ai colleghi in servizio presso il Commissario straordinario per l’Immigrazione. In merito abbiamo riferito che ci sembra un’ottima notizia che finalmente il quadro sia reso più chiaro soprattutto per dare il giusto preavviso ai colleghi interessati dagli spostamenti ed evitare transiti da un giorno all’altro: è il momento di lavorare tutti per rendere quanto più semplice possibile questa fase di grande cambiamento. L’Amministrazione ci ha inoltre informato che dal 2026 sarà fruibile un’applicazione per la prenotazione delle scrivanie e degli spazi comuni che saranno resi disponibili per attività di coworking anche a favore dei colleghi delle Assistenze tecniche.
Abbiamo espresso la nostra approvazione per il processo immaginato di modernizzazione degli spazi anche al fine di restituire decoro alle sedi; è dal primo incontro con la Ministra nel 2023 che avevamo sottoposto alla sua attenzione la necessità di rivedere gli spazi favorendo anche un maggiore ricorso al lavoro agile e da remoto al fine di generare un risparmio di risorse pubbliche che chiedevamo fossero utilizzare per politiche di welfare a favore del personale, quasi inesistenti ancora oggi. Abbiamo quindi chiesto all’Amministrazione di chiarire quali sono le intenzioni e le possibilità di spesa di questi risparmi. L’Amministrazione ha precisato che, ad inizio 2026, quando si svuoterà completamente la sede di Via Fornovo anche dai beni presenti, si potrà ragionare sulla destinazione di queste risorse.
Abbiamo infine chiesto di comunicare alle OO.SS. un cronoprogramma delle attività a cui saranno associate riunioni periodiche, secondo un calendario da definire nell’immediato, per rendere tutti consapevoli e partecipi di questo processo a beneficio dell’intero Ministero.
Con riferimento alla sede di San Nicola da Tolentino, abbiamo precisato che non è mai stata realizzata una prova d’evacuazione nonostante i nostri solleciti e quelli degli RLS. Riteniamo che la salute e la sicurezza dei lavoratori dell’Amministrazione debba essere sempre in primo piano e chiediamo che al più presto si dia seguito a quanto previsto da norma per garantire che in caso di necessità i lavoratori sappiano quali azioni intraprendere. In tema di sicurezza non possiamo non riferirci anche ad altra questione relativa alla sede di Via Veneto. Qualche settimana fa, a seguito di un’emergenza generata da una problematica del
sistema elettrico, è stata disposta l’evacuazione dell’edificio attivando l’allarme generale, ma l’allarme sonoro non ha raggiunto i dipendenti che svolgono la loro attività lavorativa al 5° e 6° piano. L’evacuazione di tali piani è stata resa possibile solo grazie all’intervento dei colleghi che hanno provveduto a notificare verbalmente l’emergenza. L’Amministrazione ci ha riferito che fornirà un’informativa puntuale nel più breve tempo per assicurare il corretto funzionamento degli impianti di allarme e del sistema di sicurezza.
Chiediamo un presidio stabile sulle questioni che riguardano la salute e sicurezza dei lavoratori e di stabilire sin da ora la nuova collocazione – già da tempo assicurataci – per i colleghi dell’Unità di missione il cui luogo di lavoro non può essere di certo considerato all’altezza di un’Amministrazione dignitosa.
L’Amministrazione ha inoltre fornito chiarimenti su alcuni dei temi ancora aperti:
È stato ripresentato in legge di bilancio l’emendamento per l’aumento del fondo risorse decentrate per un importo pari a 3 milioni, a completamento dei due già attribuiti a seguito del DL PA già nelle disponibilità dell’Amministrazione. Che sia davvero la volta buona per accrescere il fondo risorse decentrate perché è evidente che le risorse disponibili non bastano a garantire un salario accessorio dignitoso e la realizzazione di nuove progressioni economiche. Ci è stato poi riferito che anche le risorse dell’ex Anpal destinate alle progressioni economiche, nel frattempo anticipate dal Ministero, sono rientrate correttamente in fase di assestamento di bilancio.
Le risorse Pon saranno erogate nel mese di novembre a quasi tutto il personale interessato al netto di una quarantina di lavoratori per i quali stanno proseguendo le ricerche di contatto al fine di verificare le informazioni necessarie ad effettuare il versamento dovuto; sono state intanto certificate le risorse relative alla seconda metà del 2019 e delle annualità 2020 e 2021, quindi procederemo alla firma dell’ulteriore accordo entro l’anno per erogare le risorse ad inizio del 2026. Abbiamo chiesto di approfondire con le altre Direzioni Generali in cui ci siano risorse derivanti da fondi europei, da destinare ad analogo progetto, di verificarne la fattibilità per riprodurre il medesimo modello laddove la Dg per lo sviluppo sociale e gli aiuti alle povertà non possa garantire la disponibilità di ulteriori risorse.
Procedono i lavori relativi alle progressioni economiche orizzontali che
vedranno la chiusura della procedura entro l’anno.
In tema di valorizzazione del personale abbiamo chiesto quando il Ministero si doterà di un regolamento relativo agli incentivi per le funzioni tecniche previste dall’art. 45 del D.Lgs.
n. 36/2023, già predisposto in altre Amministrazioni. Ci è stato comunicato che il regolamento è pronto, pertanto ci auguriamo sia sottoposto presto all’attenzione delle Organizzazioni sindacali.
Abbiamo voluto inoltre portare all’attenzione dell’Amministrazione delle segnalazioni che negli ultimi tempi sono sempre più frequenti: è possibile che qualche dirigente non abbia avuto modo di seguire sul portale Syllabus il percorso formativo dedicato alla cultura del rispetto, ma supponiamo si tratti di conoscenze possedute per la natura del ruolo ricoperto: vivere in un ambiente di lavoro che valorizzi il personale passa anche attraverso la cura del benessere che qui si riesce a generare.
Difficile immaginare che il personale possa arrivare a lavoro con lo spirito adatto a prestare la propria attività lavorativa se si susseguono quotidianamente sul luogo di lavoro comportamenti scorretti e richieste che hanno poco a che fare con l’efficace gestione degli uffici e dell’attività lavorativa. In merito occorre chiarire che se tali segnalazioni si protrarranno, procederemo con ogni mezzo utile a garantire che ci sia rispetto per le persone che popolano questi uffici affinché ne sia rispettata la professionalità e sia garantita la corretta conciliazione delle esigenze di vita e lavoro, senza alcuna discriminazione fondata su questioni personali e familiari. Abbiamo chiesto, quindi, che i Capi Dipartimento ed i Direttori Generali, nonché la divisione dedicata al benessere organizzato della DG del Personale, vigilino sul benessere dei dipendenti e apportino le opportune correzioni laddove necessario per assicurare che i colleghi non abbiano bisogno di scappare da quest’Amministrazione non solo perché non ha molto da offrire in termini economici al momento, ma anche perché l’ambiente di lavoro è causa di stress da lavoro correlato.
Forniremo aggiornamenti su tutti i temi posti a seguito del prossimo tavolo sindacale.
Coordinatrice nazionale MLPS FP CGIL FP CGIL Nazionale
Alessandra Pone Matteo Ariano
Al Capo Dipartimento per gli affari generali e la digitalizzazione
Dr. Lorenzo QUINZI
Alla Direttrice generale del personale, degli affari generali e del bilancio
Dr.ssa Fiammetta FURLAI
Si invita l’Amministrazione in indirizzo, in conformità alle vigenti previsioni di legge (artt. 5 co. 2 e 9, D. Lgs. 30 marzo 2001, n. 165) a procedere senza indugio all’applicazione degli istituti in oggetto, come attualmente regolati dal CCNL di comparto.
Per l’effetto e come recentemente riconosciuto anche dal Tribunale di Roma, nella sentenza n. 774/2025 del 22 gennaio u.s., rel. Dott.ssa Lionetti, le cui conclusioni sono state sostanzialmente condivise dall’ARAN con lettera di risposta alla Federazione UIL Scuola Rua, la medesima Amministrazione sarà tenuta a procedere all’avvio delle procedure di informazione e confronto nonché di riunione degli Organismi Paritetici per l’Innovazione con inclusione delle scriventi Organizzazioni nel novero dei soggetti SINDACALI rientranti entro l’ambito di efficacia di tali disposizioni e clausole contrattuali.
La presente vale, altresì, come diffida rispetto ad ogni inosservanza di tali obblighi, avverso la quale saranno esperite le necessarie iniziative di tutela ed ogni conseguente azione di responsabilità.
Si rimane in attesa di positivo riscontro, certi del sollecito accoglimento del presente invito.
Con riserva, altresì, di ogni ulteriore iniziativa finalizzata al superamento della perdurante esclusione dalla titolarità negoziale sui tavoli di contrattazione integrativa, esclusione con riferimento alla quale le scriventi Organizzazioni confermano la propria posizione di assoluta ed irremovibile contrarietà.
|
FP CGIL |
UILPA |
USB PI |
|
Luigi Gianfreda Carmen Sabbatella |
Carlo Triolo Roberto Ruggiero |
Giorgio Conti |
Nella giornata di ieri, l’Amministrazione ha incontrato le organizzazioni sindacali per discutere nuovamente del Sistema di Misurazione e Valutazione della Performance Individuale (SMVPI) del personale dirigente, professionista e medico dell’Istituto.
L’ordine del giorno lasciava intendere una possibile chiusura del confronto. Tuttavia, al termine della riunione, dobbiamo constatare come il dialogo sembra essersi rivelato, ancora una volta, sterile: le osservazioni e le proposte formulate dalle organizzazioni sindacali non sembrano essere state recepite dalla controparte, che continua a procedere “col pilota automatico” su questioni di cruciale importanza per il miglioramento dei servizi e per il lavoro di colleghe e colleghi.
Come già rilevato lo scorso 23 settembre, permane infatti l’assenza di qualsiasi riferimento alla necessaria valutazione a 360 gradi, voluta dalla Direttiva Zangrillo per superare progressivamente la valutazione gerarchica e unidirezionale.
Ed è paradossale constatare questo quando, appena un anno fa, su insistenza della nostra organizzazione, l’Amministrazione aveva dichiarato di essere pronta a introdurre un modello coerente con le indicazioni del Ministro della Pubblica Amministrazione.
Oggi assistiamo a un evidente passo indietro. Perché questa resistenza?
Un’ulteriore e grave lacuna riguarda l’assenza di un meccanismo di calibrazione delle valutazioni, previsto dalla stessa Direttiva. Ne abbiamo già scritto di recente: in mancanza di un confronto collegiale, le differenze soggettive tra i singoli valutatori continueranno a generare forti disparità, lasciando ai valutati la percezione di dipendere unicamente dal metro di giudizio del Direttore o del Responsabile “di turno”.
Nel documento trasmesso si evidenzia, poi, un disequilibrio strutturale: il Direttore Generale risulta al centro di tutto il sistema, senza che siano definite prassi lineari e condivise. In particolare:
al Direttore Generale spetta la nomina del Comitato di Garanzia, per il quale avevamo chiesto un ampliamento al fine di garantire un maggiore coinvolgimento del territorio — richiesta respinta dall’Amministrazione. Ampliamento che riteniamo addirittura essenziale in riferimento a professionisti e medici, per i quali appare indispensabile che i Coordinatori Generali partecipino alla definizione degli indirizzi per i valutatori;
il Direttore Generale designa il Comitato per la Valutazione, composto da tre membri in caso di divergenze valutative, e gestisce direttamente le divergenze relative ai dirigenti di area manageriale di Direzione generale, di Direzione regionale, di Direzione di coordinamento metropolitano, dei direttori di Filiale metropolitana e dei direttori provinciali;
per i medici, le modalità della fase di valutazione saranno definite successivamente con un atto dello stesso Direttore Generale;
infine, il Direttore Generale è chiamato a valutare le divergenze riguardanti professionisti e personale medico, avvalendosi di soggetti terzi. A tale riguardo, è innanzitutto necessario, stante la specificità dell’attività, che tra tali terzi vi sia un professionista della branca professionale del valutato; inoltre, non si intende perché, in ipotesi di divergenza
sulla valutazione dei Coordinatori Generali, non sia più previsto, a differenza di quanto previsto per i dirigenti generali, l’intervento di un comitato di valutazione, quale soggetto terzo e di garanzia tra valutatore e valutato.
Posto, quindi, il dato anomalo con cui si conferisce alla dirigenza la gestione integrale delle divergenze valutative per medici e professionisti, peraltro senza alcuna indicazione di tempistica, è evidente che un sistema del genere – pur nel rispetto delle prerogative apicali e consapevoli del ruolo centrale che il Direttore Generale è sempre chiamato a svolgere a garanzia del sistema – non agevola certo la linearità del processo e non appare tale da garantire l’autonomia dei professionisti.
Anche i momenti di confronto intermedio, anziché costituire un’occasione di reale partecipazione dei valutati, finiscono col limitarsi a un unico incontro previsto nel mese di settembre: in questo senso, come FP CGIL, abbiamo proposto di prevederne almeno due obbligatori, uno a maggio e uno a settembre, al fine di assicurare una valutazione più puntuale e coerente con gli obiettivi annuali.
Riteniamo, infine, inadeguata la scelta di non definire in modo chiaro la composizione del Comitato delle Eccellenze per la dirigenza, cui sono dedicate poche righe. E giudichiamo parimenti inopportuna l’assenza di indicazioni in merito a necessari meccanismi di rotazione: così facendo, almeno in potenza, le “eccellenze” riconosciute potrebbero essere sempre le stesse. Aspettiamo l’atto definitivo che sarà esitato dall’Amministrazione, ma i segnali non sembrano essere incoraggianti.
Capitolo formazione: l’Amministrazione ha illustrato la nuova determina firmata dal Direttore Generale, la n. 216 del 2025, con la quale sono state recepite le disposizioni già anticipate nelle scorse settimane, tra cui la riduzione del monte orario individuale da 40 a 30 ore, la riparametrazione del tetto in caso di assenze prolungate e la valorizzazione della partecipazione ai corsi in termini di performance.
È stato inoltre precisato che, per i dirigenti, la media delle ore di formazione fruite è attualmente di circa 35, e che entro la fine dell’anno saranno attivati tre percorsi formativi: uno sulla leadership (6 ore), uno sull’etica (3 ore) e uno sull’intelligenza artificiale (3 ore).
Per quanto riguarda i Medici dell’Istituto, accogliamo con favore la decisione di esentarli dall’obbligo formativo, una misura da tempo auspicata e più volte sollecitata. Tale scelta appare pienamente coerente con la specificità dei percorsi professionali già previsti per la categoria e con il sistema di riconoscimento dei crediti ECM, che assicura di per sé un costante aggiornamento e un elevato livello di qualificazione. In questa prospettiva, la direzione intrapresa dall’INPS rappresenta dunque l’esito più logico e appropriato, capace di valorizzare le competenze mediche senza introdurre inutili sovrapposizioni o duplicazioni degli obblighi formativi.
Giuseppe Lombardo
Alessandro Casile
Giuseppe Cipriani
Francesco Reali