Lo scorso 10 ottobre 2025 la RSU e le OO.SS. hanno incontrato l’Amministrazione nelle persone del Segretario Generale, del Direttore generale del personale e del Vicecapo di Gabinetto sui seguenti temi all’ordine del giorno:
− erogazione dei buoni pasto;
− consistenza dell’attuale dotazione organica;
− piano di reclutamento previsto dall’amministrazione in relazione alla dotazione organica;
− esito del bando per l’assegnazione dei differenziali economici;
− pagamento degli straordinari relativi all’anno in corso;
− FRD 2024;
− Lavoro agile;
− Regolamento sull’erogazione dei sussidi ai dipendenti del Ministero dell’Università e della Ricerca nell’ambito del welfare integrativo;
Tali punti sono stati ampliati nel seguito della discussione.
Nell’intervento inziale il Direttore generale ha evidenziato la volontà di risolvere la nota questione del ritardo sull’erogazione dei buoni pasto, già oggetto di segnalazioni da parte della RSU. Si ammette che la problematica nasca dalla mancanza di puntualità da parte dia alcuni uffici nel chiudere i cartellini mensili del personale, fenomeno che comporta, di conseguenza, ritardi nella trasmissione dei dati sui buoni pasto. La soluzione proposta è quella di individuare il termine del 5° giorno del mese successivo a quello di riferimento, quale ultima data utile alla trasmissione dei dati relativi ai buoni, col rinvio al mese successivo per gli uffici “ritardatari”. Posto il ritardo
subito dei lavoratori negli ultimi mesi non si può non accogliere che positivamente tale iniziativa.
Sulla tematica della dotazione organica del ministero, storicamente deficitaria, si può osservare, ad oggi, una scopertura consistente di personale rispetto a quanto previsto dalla pianta organica. che prevede 574 dipendenti delle aree e 56 dirigenti, a fronte della situazione attuale che consta di:
298 lavoratori in servizio;
47 comandati
7 dirigenti di prima fascia
30 dirigenti tra ruolo e 5 bis di seconda fascia, oltre a un direttore generale e 3 dirigenti relativi al PNRR.
Consapevole di questo gap, l’amministrazione sta provvedendo ad acquisire nuove risorse con procedure concorsuali più snelle rispetto a quelle già implementate in passato grazie all’applicazione del D.L. 24 giugno 2025, n. 90, che supera quei requisiti di altissima formazione richiesti nel precedente concorso funzionari MUR.
Posto il vincolo temporale sulle procedure di reclutamento relative alle facoltà relative alle assunzioni entro il 31 dicembre 2025, l’amministrazione ha annunciato l’attivazione di diverse procedure:
un concorso organizzato da RIPAM ma dedicato al fabbisogno del MUR – 110 funzionari e 9 assistenti;
un concorso nazionale che verrà bandito da Funzione pubblica per tutte le amministrazioni statali per gli specifici profili di 32 funzionari contabili, che sarebbero posti ulteriori a quelli previsti in pianta organica.
PEO e STRAORDINARI – Per quanto concerne la liquidazione degli importi relativi alla procedura relativa ai passaggi economici (PEO) con decorrenza 1° gennaio 2024, l’amministrazione ha indicato novembre 2025 quale mese di attribuzione dell’aumento mensile e dei relativi arretrati, mentre gli straordinari saranno liquidati a dicembre 2025.
FRD 2024 – L’amministrazione ha dichiarato che è stata richiesta agli organi di controllo la certificazione del fondo, che tuttavia dovrebbe essere sollecitata ripetutamente, in modo da ridurre i ritardi a cui purtroppo solitamente incorre la procedura di erogazione delle risorse legate al Fondo Risorse Decentrate. Si è ricordato inoltre, che la consistenza del fondo risulta essere stata di € 2.7 milioni per
l’anno 2023, e aumentata fino a € 3.4 milioni per l’anno 2024 e di € 3,9 milioni per l’anno 2025.
La discussione sul regolamento welfare è stato rinviato ad un prossimo incontro dedicato alla trattazione del regolamento utile a definire i criteri di priorità nell’erogazione delle risorse ai dipendenti, partendo comunque dalla valorizzazione del dato ISEE. Infine è stato dichiarato l’ammontare delle risorse disponibili che si attesta a 12.000,00 euro totali.
Successivamente, nel giro di tavolo degli interventi, la rappresentanza FPCGIL, ha evidenziato la persistenza della problematica storica legata all’indennità cosiddetta Bompiani, che ad oggi è venuta meno anche per i colleghi che hanno beneficiato delle progressioni di area. Ricordando che la questione è oggetto di ricorsi anche promossi da FPCGIL, si è invitata l’amministrazione a pervenire a una soluzione più organica tale da bloccare positivamente contenziosi in corso e a evitare ricorsi futuri.
Si è ricordato inoltre che sarebbe opportuno riformulare l’attuale Regolamento sullo smart working, che dovrebbe essere anche aggiornato con il CCNI specifico per il lavoro agile, in modo da renderlo più intellegibile e aderente alle esigenze dei lavoratori del MUR, anche in prospettiva di appetibilità della sede MUR per i nuovi aspiranti funzionari.
Si è palesata inoltre l’esigenza di dotare l’Amministrazione di una procedura di assegnazione degli incarichi di Revisori dei conti e di un Regolamento, o almeno di linee guida per la procedura di assegnazione, tali da renderla più trasparente e accessibile ai lavoratori MUR interessati.
Inoltre, collegandosi al discorso sulla valorizzazione del merito emerso dal tavolo, si è ricordato che non sono mai state attivate le procedure per l’individuazione delle Elevate Professionalità previste dal CCNL, che potrebbero offrire una possibilità di crescita professionale interessante, senza pesare sul fondo risorse decretate, sul quale graverebbero le eventuali assegnazioni di posizioni organizzative.
Infine, si sono chiesti ragguagli sulla nuova sede, che dovrebbe essere disponibile a partire dal gennaio 2028.
Rispetto alle problematiche sollevate, in primo luogo il Segretario Generale si è detto consapevole dell’entità del problema della citata indennità cd- “Bompiani” che risulta macroscopico, tanto da aver già chiesto un’interlocuzione con il Presidente dell’ARAN, che dovrebbe tenersi la settimana prossima e sulla quale FP CGIL continuerà a prestare la consueta particolare attenzione, anche alla luce delle iniziative già poste in essere.
Anche per quanto concerne il lavoro agile, il Segretario Generale ha rappresentato il proprio interesse al miglioramento di questa modalità di svolgimento dell’attività lavorativa, da trattarsi in incontri specifici sul tema, che si sollecitano a stretto giro.
Ci si augura quindi che questo sia l’inizio di una collaborazione proficua con l’amministrazione per migliorare le condizioni di vita e lavoro dei dipendenti, in un’ottica di disponibilità, confronto proattivo e critica costruttiva.
Carmen Di Santo
Coordinamento nazionale FPCGIL del MUR
Componente RSU del MUR
Vi informiamo che nella giornata di oggi si è tenuto un nuovo incontro con la delegazione datoriale per la trattativa relativa al rinnovo del Contratto Collettivo Nazionale di Lavoro Federculture 2022-2024.
L’incontro odierno, in continuità con i precedenti, ha visto il tavolo concentrarsi esclusivamente sui due punti cardine e rimanenti della trattativa: la modifica della classificazione del personale e la parte economica.
Siamo finalmente riusciti ad entrare nel merito della classificazione del personale. Durante la discussione, la parte datoriale è sembrata aver compreso le ragioni fondanti contenute nella nostra proposta, che non possono prescindere dalla valorizzazione del personale e delle professionalità.
A seguito di questa significativa apertura, Federculture, in considerazione della complessità del tema e dell’importanza strategica della nostra richiesta, si è riservata un periodo di approfondimento interno per sviluppare una proposta organica e soddisfacente in linea anche con le nostre istanze.
La questione economica invece non è ancora stata definita in maniera definitiva, anche in ragione del fatto che le OO.SS. hanno ribadito la necessità della definizione delle decorrenze oltre che della quantificazione complessiva e rispetto alla quale Federculture pur mostrando aperture non ha ancora fornito risposte definitive.
In virtù di questi necessari approfondimenti, la parte datoriale ha riaggiornato il tavolo di trattativa per il prossimo 3 novembre.
Vi terremo prontamente aggiornati sugli sviluppi. Un cordiale saluto.
Fp Cgil Cisl Fp Uil Fpl Uil Pa
ACCORDO DIGITALIZZAZIONE
Il primo punto della discussione ha riguardato l’aggiornamento dell’accordo sulla digitalizzazione, rispetto al quale è ancora in corso la fase di consultazione aperta quest’estate dalla Commissione.
Siamo in attesa, quindi, che la consultazione si concluda per capire meglio i successivi sviluppi. Nel frattempo, come parte sindacale si è fatto presente alla Commissione che, chiusa la consultazione, si dovrebbe finalmente procedere all’emanazione di una direttiva che recepisca l’accordo.
LINEE GUIDA SU VIOLENZA E MINACCE DA PARTE DI TERZI
Si sta procedendo alla traduzione ufficiale di queste linee guida, che sarà disponibile presto. Sarà poi necessario diffonderle, soprattutto tenuto conto che la parte datoriale, a livello europeo e nazionale, non sembra lo stia facendo. È emerso, ad esempio, che in Francia i rappresentanti delle Amministrazioni dello Stato non abbiano diffuso queste linee guida, in particolare considerando che esse non sono vincolanti. Sarà quindi compito delle organizzazioni sindacali a livello nazionale provvedere sia alla loro diffusione che alla loro applicazione, attraverso il sistema di relazioni sindacali.
“ROAD MAP” SUL LAVORO DI QUALITÀ’
Entro la fine dell’anno, la Commissione UE presenterà un pacchetto di misure, legislative e non, finalizzate a creare lavoro di qualità. In questo processo, anche EPSU – assieme alla parte datoriale rappresentata da EUPAE – ha presentato le proprie osservazioni in merito, evidenziando ad esempio la necessità di garantire salari adeguati, considerati una condizione essenziale per servizi pubblici di qualità.
Sul tema, come FP CGIL siamo intervenuti per esprimere condivisione sul tema, ricordando come – assieme alla UILPA – non siamo stati firmatari dell’ultimo CCNL del Comparto Funzioni Centrali proprio in quanto non garantiva salari adeguati.
Nel corso della discussione è altresì emerso come non si conosca ancora il contenuto delle misure che saranno presentate dalla Presidente della Commissione UE, Ursula Von Der Leyen, ma bisognerà certamente vigilare, considerando che le forze politiche di destra stanno prendendo piede nel Parlamento Europeo, con le loro politiche tese alla privatizzazione dei servizi pubblici e a tagliare la spesa pubblica.
PROGETTO SULLE DISABILITA’ NEL MONDO DEL LAVORO
Il progetto era stato presentato dai rappresentanti della Pubblica Amministrazione spagnola e si svolgerà nel biennio 2026-2027. Esso tende ad evidenziare le buone prassi che mirano a includere i lavoratori con disabilità in ambito pubblico e potrà esplicare i propri benefici in particolare in quei Paesi europei in cui il tema della disabilità al lavoro è ancora considerato come un tabù. In tal senso, si è espresso, ad esempio, il rappresentante della Lituania, evidenziando come in quel Paese sia frequente che i lavoratori non dichiarino proprie eventuali disabilità per timore di essere licenziati.
COSTITUENCY PER IL MEDITERRANEO – RISULTANZE
Il vicepresidente del Comitato Federico Trastulli, della UILPA, ha rappresentato le risultanze dell’incontro dei Paesi del Mediterraneo, tenutosi presso i locali di “Spazio Pubblico” a Roma. In particolare, si è ribadito il netto rifiuto alle politiche di austerità e all’aumento delle spese di riarmo, per il loro impatto sulla spesa pubblica e si è espressa forte preoccupazione per la situazione di Gaza, con una netta condanna per quanto messo in atto dal Governo d’Israele. Si è quindi proposta una mobilitazione su questi temi, a livello europeo.
Si è chiesto di riattivare la rete “EU Care”, attraverso la creazione di un gruppo di lavoro che non riguardi solo le Amministrazioni dello Stato, in quanto i lavoratori coinvolti appartengono a vari settori e, rispetto al contrasto al riemergere dell’estrema destra in tutta l’UE, si è chiesto di attivare percorsi di formazione per i delegati sindacali. Si è espressa, infine, la necessità di un confronto sull’intelligenza artificiale e sul suo possibile impatto sull’occupazione.
INIZIATIVA SUGLI ISPETTORI DEL LAVORO PRESSO IL PARLAMENTO EUROPEO
Si è discusso dell’iniziativa sugli ispettori del lavoro svoltasi nelle scorse settimane presso il Parlamento Europeo, su iniziativa del parlamentare europeo Anthony Smith, eletto in Francia e appartenente al gruppo della Sinistra Europea. L’iniziativa si pone nel solco delle attività già svolte da EPSU, da ultimo assieme a Eurocadres, anche con una dichiarazione specifica sul ruolo e sulla difesa dell’ispezione sul lavoro. All’incontro presso il Parlamento ha partecipato anche la presidente di EPSU, Francoise Geng, che ha chiesto all’UE di occuparsi anche dei rischi psicosociali cui possono andare incontro gli ispettori del lavoro.
Come FP CGIL abbiamo evidenziato che, al di là dei differenti modelli organizzativi dell’ispezione del lavoro, sta emergendo un attacco transnazionale alla vigilanza sul lavoro, considerata come un ostacolo al libero sviluppo economico e non come opportunità di uno sviluppo “sano”; da ciò derivano problemi di carenza di personale, risorse e strumenti.
Nel corso dell’incontro è emersa la richiesta di creare, all’interno di EPSU, una rete sindacale europea tra gli ispettori del lavoro. Nel frattempo, si immagina di tenere, nel corso del 2026, un incontro per confrontare i vari problemi cui vanno incontro gli ispettori del lavoro in vari Paesi europei.
RICERCA SUL CONTRASTO ALL’ESTREMA DESTRA, AL FASCISMO E AL RAZZISMO
Si è fatto il punto sull’andamento delle risposte finora pervenute. Nel corso del dibattito, come FP CGIL abbiamo ricordato la genesi di tutto questo, ossia l’attacco squadrista alla sede nazionale della CGIL, nell’ottobre 2021 e la necessità di creare un maggior raccordo tra i sindacati dei servizi pubblici all’interno della rete internazionale antifascista.
I risultati della ricerca dovrebbero essere presentati a dicembre, con l’obiettivo di creare una “cassetta degli attrezzi” utile a tutte le organizzazioni sindacali, per mettere in piedi strategie utili a contrastare questi fenomeni.
PROGETTO SULLO SVILUPPO DELLA CONTRATTAZIONE COLLETTIVA NELL’EUROPA CENTRALE E ORIENTALE
Il progetto si è svolto in dodici Paesi appartenenti all’Europa Centro-Orientale e ha riguardato i seguenti settori: assistenza sociale, amministrazione statale e raccolta dei rifiuti.
Sono emersi diversi problemi come: la carenza di personale, l’aumento dei carichi di lavoro, l’erosione dei salari a causa dell’inflazione, le sfide poste dalla digitalizzazione, la mancanza di seri incentivi per fare carriera, la forte pervasività della politica. Tali fenomeni sono aggravati dalla debolezza delle organizzazioni sindacali, ancora poco rappresentative, e dunque dalla scarsa diffusione della contrattazione collettiva. In alcuni settori è presente anche una limitazione dei diritti sindacali: ad esempio, in Bulgaria ai lavoratori impiegati nella Giustizia è vietato lo sciopero.
La ricerca conclude con la necessità di rafforzare la pressione sui Governi di quei Paesi che non hanno ancora dato attuazione alla Direttiva UE sul salario minimo e la necessità che EPSU supporti maggiormente i sindacati di quell’area.
RIUNIONE SUI SERVIZI PENITENZIARI A STOCCOLMA
Si è fatto il punto sulla riunione periodica, tenutasi stavolta a Stoccolma, relativa ai servizi penitenziari, da cui sono emersi problemi comuni: sovraffollamento delle carceri; aumento delle violenze sui detenuti; aumenti dei rischi psicosociali per i lavoratori del servizio penitenziario; obsolescenza delle strutture; minore investimento nel reinserimento dei detenuti nella società.
La riunione si è conclusa con l’approvazione di un documento, che è stato poi adottato dal Comitato Permanente.
POLITICHE PER I MIGRANTI: IL NUOVO ORIENTAMENTO DELLA COMMISSIONE
Alla presenza di rappresentanti di “Medecine du monde” e di PICUM (Piattaforma per la Cooperazione Internazionale sui Migranti senza documenti) si è presentata la proposta della Commissione UE che mira a rendere più facile “il ritorno”, ossia la deportazione dei migranti privi di documenti e che non abbiano i requisiti per il diritto di asilo.
La proposta, tra le altre cose, prevede: l’incriminazione di medici e altre figure che aiutino i migranti privi di documenti; l’allentamento delle regole su quei Paesi extra-UE verso cui i migranti potrebbero essere deportati; la sostituzione del ritorno volontario con il rimpatrio forzato (ecco perché si parla di deportazione). Al fine di rendere efficace il sistema, si prevede una condivisione dei dati dei migranti a livello europeo.
Il sistema ipotizzato presenta diverse criticità: la criminalizzazione di coloro che aiutano migranti, ad esempio, si pone in contrasto con le norme europee in tema di diritti umani e viola gli standard minimi previsti. La condivisione di dati a livello europeo potrebbe configurare violazione di norme in materia di privacy. Ancora, la restrizione della libertà di circolazione (rappresentata dal fatto che debbano andare in centri specifici, senza potersene allontanare) rappresenta una violazione della libertà di movimento. Infine, a livello sociale, la criminalizzazione potrà generare paura nei migranti senza documenti e una loro ulteriore marginalizzazione, col rischio di esporli a forme di sfruttamento e violenza.
EPSU, assieme ad altre realtà sindacali e non solo, è mobilitata contro questa proposta della Commissione che, con l’obiettivo di provare a strizzare l’occhio ai partiti politici della destra europea, peggiora ulteriormente la situazione delle politiche migratorie e per questo si è discusso su quali strategie poter immaginare. Nel corso del dibattito, da più parti si è proposto di attivare forme di disobbedienza civile e resistenza passiva attraverso la rete sindacale, oltre a immaginare mobilitazioni a livello nazionale ed europeo.
p. la FP CGIL Nazionale
Matteo Ariano
Alla Ministra del Lavoro e delle Politiche Sociali
On. Marina Elvira Calderone
OGGETTO: INIZIATIVE GOVERNO SU INL – RICHIESTA INCONTRO
Con la presente, le scriventi OO.SS. chiedono se siano state intraprese azioni dalla Ministra del Lavoro e delle Politiche Sociali tese a rendere maggiormente attrattivo l’Ispettorato Nazionale del Lavoro, ad esempio ponendo rimedio all’ennesima esclusione dall’incremento del salario accessorio, aumentando il Fondo Risorse Decentrate così da poter finalmente introdurre un sistema indennitario, prevedendo forme di assistenza integrativa come accade in altri Enti.
Allo stato attuale, infatti, anche il concorso per ispettori tecnici – che avrebbe dovuto portare l’immissione in servizio di mille nuovi ispettori addetti alla vigilanza su salute e sicurezza sul lavoro – non solo non sarà in grado di coprire tutti i posti messi a bando, ma verosimilmente arriverà a coprirne meno della metà, continuando in particolare a lasciare in grave carenza di organico le sedi del centro nord del Paese.
Tutto questo evidenzia, per l’ennesima volta, lo scarto tra i proclami pubblici del Governo e della Ministra – tesi a elogiare il ruolo della vigilanza sul lavoro e la necessità di più controlli per ridurre lavoro nero e morti sul lavoro – e i comportamenti e le norme che, al contrario, sembrano depotenziare e disarticolare la vigilanza sul lavoro determinando, nei fatti, anche un Ispettorato debole e meno incisivo, con riduzione della capacità di rispondere all’illegalità nel mondo del lavoro e con personale costantemente mortificato.
Le scriventi sigle hanno ripetutamente chiesto incontri alla signora Ministra senza mai ricevere alcun riscontro sulle iniziative legislative intraprese o da approntare, segno di
come siano scarsamente considerate le relazioni sindacali proprio da parte dell’organo di Governo che sarebbe preposto, invece, a garantirle.
Con la presente siamo quindi a chiedere per l’ennesima e ultima volta un incontro, per conoscere se e quali azioni concrete siano state previste.
In assenza di riscontro, avvieremo tutte le azioni necessarie a tutelare lavoratrici e lavoratori dell’INL.
FP CGIL UIL PA USB PI
Matteo ARIANO Ilaria CASALI Giorgio DELL’ERBA
Al Viceministro
On. Francesco Paolo Sisto
viceministrosisto@giustizia.it
Alla Capo di Gabinetto
Dott.ssa Giusi Bartolozzi
gabinetto.ministro@giustiziacert.it
Oggetto: Incentivi Tecnici
Sono giunte alla scrivente Organizzazione sindacale numerose segnalazioni e richieste di spiegazioni da parte delle lavoratrici e dei lavoratori assegnati agli uffici amministrativi per la gestione degli appalti territoriali, di tutti i Dipartimenti e degli Archivi notarili, che lamentano il mancato pagamento degli incentivi tecnici arretrati e relativi all’anno in corso.
Si fa presente a codesta Dirigenza che la scrivente Organizzazione, anche unitariamente, ha segnalato più volte tale disfunzione — anzi, per meglio dire, omissione. Non è accettabile un simile ritardo nell’erogazione di compensi spettanti per legge ai dipendenti.
Si tratta di attività che richiedono competenze e conoscenze, molto spesso acquisite autonomamente, frequentando corsi di formazione privati a proprie spese, e anche stipulando assicurazioni a tutela di eventuali richieste di danni, poiché gestiscono appalti per milioni di euro senza la copertura assicurativa spettante. Riteniamo questo modus operandi assolutamente ingiustificabile e intollerabile, peraltro senza che siano state fornite spiegazioni sulle motivazioni di tale ritardo.
Spiace prendere atto, ancora una volta, della volontà di non riconoscere, sia in termini contrattuali sia economici, i diritti e le spettanze delle lavoratrici e dei lavoratori di questo Ministero.
La Fp Cgil, se a stretto giro non riceverà un cenno di risposta in merito, si vedrà costretta a tutelare le lavoratrici e i lavoratori riservandosi l’attivazione di ogni opportuna azione in merito.
Confidando in un gesto di responsabilità, si coglie l’occasione per inviare cordiali saluti.
FP CGIL
Felicia Russo
Il 10 giugno scorso avevamo anticipato l’avvio di una sperimentazione destinata ad ampliare la consulenza all’utenza attraverso il canale del web meeting.
Il 23 giugno, con il messaggio Hermes n. 1979/2025, l’Amministrazione ufficializzò il progetto, individuando le sedi coinvolte e tracciando gli obiettivi dell’Istituto. Seguì una campagna informativa rivolta ai cittadini, con le sedi pilota chiamate ad avviare il servizio.
Se da un lato la digitalizzazione dell’assistenza è un passo atteso e coerente con l’evoluzione dei servizi pubblici, dall’altro emerge una contraddizione che non possiamo ignorare: il contratto integrativo firmato rappresenta un’offesa a chi ogni giorno lavora allo sportello.
A fronte di una maggiorazione di appena il 5%, l’Amministrazione continua a ignorare la reale portata delle responsabilità professionali che gravano sul personale addetto al front-end. L’operatore che presta consulenza telematica non si limita a rispondere: rappresenta l’Istituto con il proprio volto e la propria voce, raccoglie e tratta documentazione trasmessa digitalmente, fornisce consulenze complesse e, di fatto, svolge un’attività ad alta esposizione reputazionale.
Eppure, questo ruolo centrale continua a essere sottovalutato e marginalizzato. Il nuovo contratto integrativo, con quella percentuale che a stento si può definire simbolica, rinvia tutto alle calende greche, ancorandosi a una dichiarazione congiunta che oltre a essere evanescente è penalizzante, rimandando a uno studio il riconoscimento della maggiorazione da front office sulla consulenza da remoto.
In tal modo l’INPS, e chi ha firmato l’integrativo, non riconosce né la competenza né il carico di responsabilità connesso all’interazione diretta e immediata con l’utenza, sia essa fisica o virtuale. Di più: la mancata valorizzazione economica suona come una mancata considerazione del lavoro di chi, quotidianamente, sostiene l’interfaccia più delicata dell’Istituto.
L’impegno vago, preso solo sulla carta, è del tutto insufficiente perché le condizioni per il pieno riconoscimento sono qui ed ora: ricordiamo che già il CCNL 2019-2021 legava l’attribuzione delle specifiche indennità previste per i particolari compiti alle responsabilità effettivamente assunte. E cosa può esserci di più gravoso che rappresentare l’Istituto di fronte al cittadino, gestendo pratiche e tensioni emotive, dati e relazioni in tempo reale, con ogni mezzo e in ogni forma possibile?
Non esiste — e non accetteremo mai — una consulenza di serie B. Che sia resa allo sportello, al telefono o in video, il lavoro è lo stesso, e lo stesso deve essere il riconoscimento.
Per queste ragioni, la FP CGIL considera il contratto integrativo 2025 un arretramento grave sul piano del rispetto professionale. L’Amministrazione deve assumersi la responsabilità di correggere questa distorsione e deve riconoscere per davvero il valore reale di chi tiene aperta ogni giorno la porta — fisica o digitale — dell’Istituto.
Coordinatore nazionale FP CGIL INPS
Giuseppe Lombardo
È quantomeno singolare che proprio l’INPS, tra i più solerti nel dotarsi di un rendiconto di genere e nel proclamare all’esterno l’impegno per la parità, offra al pubblico una rappresentazione tanto sbilanciata come quella registrata nella recente presentazione del XXIV Rapporto annuale a Catania: su nove relatori, soltanto una donna è salita sul palco.
Una scelta che, più che un dettaglio, diviene un simbolo eloquente della distanza ancora esistente tra le dichiarazioni di principio e la realtà dei fatti. E la realtà, nel caso dell’INPS, è immortalata dalle foto.
Il messaggio che ne scaturisce è inequivocabile: il tetto di cristallo resta ben saldo, anche in un’istituzione che si fa promotrice di strumenti di analisi e monitoraggio delle differenze di genere. Parlare di inclusione e pari opportunità perde ogni forza quando, nei momenti di rappresentanza pubblica, la voce femminile continua a risuonare come un’eccezione.
Chi ambisce a misurare la parità dovrebbe darne testimonianza nelle proprie prassi quotidiane e intervenire anche con chi si rapporta con l’Ente per garantire un analogo impegno.
Speriamo che lo “scivolone” sia una sfortunata eccezione e non la regola: altrimenti il rischio è quello di perdere credibilità.
Giuseppe Lombardo
Il giorno 8 ottobre abbiamo portato il nostro contributo e le nostre proposte nell’ambito dell’esame del disegno di legge AC 2511 Disposizioni in materia di sviluppo della carriera dirigenziale e della valutazione della performance del personale dirigenziale e non dirigenziale delle pubbliche amministrazioni, in sede referente alla I Commissione Affari Costituzionali della Camera dei Deputati.
Ecco un estratto:
Rileviamo in premessa come il provvedimento sembra sia stato pensato e scritto per le amministrazioni del comparto delle funzioni centrali e, solo successivamente, sia stato esteso il suo ambito di applicazione alle amministrazioni delle funzioni locali, non considerando che l’applicazione delle disposizioni in questo comparto, specialmente nel sistema dei comuni, possa presentare forti criticità sia rispetto all’attività amministrativa svolta che nelle diversi dimensioni organizzative degli enti. Evidenziamo poi come le disposizioni in commento vadano a sovrapporsi a numerosi ambiti già normati dalla contrattazione collettiva nazionale, quali la differenziazione della retribuzione di risultato o del trattamento economico correlato alla
performance, oltre a quanto definito rispetto i sistemi di valutazione e misurazione della performance.
Più in generale il tratto comune delle norme proposte sembra ascriversi a una generalizzata e diffusa diffidenza da parte della politica nei confronti dell’amministrazione pubblica, che dovrebbe garantire servizi pubblici essenziali di qualità anche grazie alle necessarie garanzie costituzionali di indipendenza, imparzialità ed autonomia dell’azione amministrativa. Lo stesso tratto lo si può rinvenire nella volontà di avere dirigenti valutati direttamente dalla politica (con conseguenze immediate sui loro trattamenti economici), senza alcun riscontro oggettivo, criterio metodologico e obbligo di motivazione. O ancora il
meccanismo che si vorrebbe introdurre dello sviluppo di carriera il cui accesso è determinato direttamente dal dirigente sovraordinato, con un condizionamento dell’accesso alla dirigenza a una valutazione continua e di natura discrezionale con l’incarico dirigenziale “in prova” per 4 o 5 anni. In tutto questo non è chiaro se nel mentre c’è la conservazione del posto nell’organico del personale non dirigente, quindi nei fatti inibendo le capacità assunzionali dell’ente per lo stesso periodo, oppure se non c’è e quindi all’eventuale esito negativo della procedura ci sarebbe il licenziamento. E poi ancora con il forte ridimensionamento del ruolo degli Organismi Indipendenti di Valutazione che professionalmente effettuano la valutazione per restituirla, in definitiva, agli organi di indirizzo politico-amministrativo”.
Qui il testo della memoria depositata a margine della seduta
Dopo la nota unitaria di FP CGIL, UIL-PA e USB-PI dell’11 settembre scorso, l’Amministrazione ha finalmente chiarito che per quanto concerne l’estensione delle giornate di lavoro agile, la prevalenza va calcolata esclusivamente su base trimestrale e annuale. Questa precisazione diminuirà la confusione, spesso generata tra i lavoratori, rispetto al criterio della “prevalenza” e limiterà il rischio di interpretazioni soggettive da parte dei preposti e/o dirigenti.
Queste OO.SS. ribadiscono, invece, che prendere a riferimento il portale Aci, così come sostenuto dall’Amministrazione, per calcolare la distanza tra sede di servizio e residenza (ai fini dell’estensione del lavoro agile deve essere superiore a 50 km), è totalmente fuorviante poiché si basa sulle distanze tra case comunali e non tiene conto della reale logistica. Infatti, solo Google Maps e sistemi similari calcolano le distanze prendendo come punti di riferimento la precisa e reale posizione della sede di lavoro e quella della propria abitazione. Oltretutto non si è minimamente tenuto conto delle realtà delle aree metropolitane complesse (come Roma, Milano, Venezia, Napoli, ecc.) nelle quali a distanze inferiori corrispondono tempistiche di percorsi assai gravose. (Sentenza T.A.R. Lazio-Latina, Sez. I, 22 luglio 2013, n. 662 – allegata).
Inoltre, come la stessa Amministrazione ha affermato nella nota di risposta, la prevalenza del lavoro in presenza rispetto al lavoro in modalità agile rimane settimanale, mensile, trimestrale ed annuale. Tuttavia, si ribadisce che la prevalenza settimanale è da intendersi in maniera tendenziale. La prevalenza mensile, trimestrale ed annuale deve essere, invece, rispettata in maniera rigorosa.
“E’ responsabilità dei singoli Dirigenti assicurare la funzionalità e il presidio degli uffici, prevedendo un’opportuna copertura dei servizi in presenza, in modo da evitare che la maggior parte del personale svolga la prestazione a distanza nelle medesime giornate. Si precisa, altresì che, fermi restando i limiti imposti dalle vigenti disposizioni normative e/o contrattuali, è rimessa a ciascun dirigente, d’intesa con il vertice istituzionale, ogni scelta organizzativa connessa alla fruizione del lavoro agile, in coerenza con le esigenze istituzionali proprie dell’Ufficio”.
Continueremo a sostenere con forza e a batterci affinché’ la fruizione dello smart working e della Legge 104/92, non abbiano effetti sulla valutazione dei lavoratori che ne usufruiscono, visto che quest’ultima si deve basare sui risultati e obiettivi raggiunti.
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FP CGIL |
UIL PA |
USB PI |
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Susanna Di Folco |
Fernanda Amidani |
Felice Dell’Armi |
S.S.S. On.le M. Perego di Cremnago Vice Capo Gabinetto Dr. F. Rammairone
Stato Maggiore Difesa
Segredifesa Stato Maggiore Esercito Stato Maggiore Marina Stato Maggiore Aeronautica
Consiglio Magistratura Militare C.do generale Arma CC
Oggetto: Formazione – Criticità piattaforma Syllabus.
Pervengono alle scriventi OO.SS. – sempre più numerose e sempre più frequenti, segnalazioni di gravi anomalie della piattaforma Syllabus che rischiano di pregiudicare seriamente il raggiungimento dell’ob- biettivo previsto dal Sistema di Valutazione.
Viene riferito che in molti casi il sistema non registra il test finale come effettuato ed impedisce di fatto di procedere oltre, in altre circostanze sono sempre più frequenti i video che non si aprono.
I tentativi fin qui effettuati da singoli dipendenti attraverso le modalità previste dalla piattaforma stessa, non hanno sortito alcun effetto e la sensazione acquisita anche attraverso contatti per le vie brevi con Elementi di Organizzazione interni ed esterni all’A.D., è che il problema sia noto ma che nessuno si im- pegni per una sua risoluzione.
FPCGIL e UILPA hanno più volte sottolineato come il tema della formazione all’interno dell’A.D. sia sem- pre stato trattato in maniera inadeguata, inseguendo le direttive senza però valorizzarne veramente l’importanza. La scelta formativa continua ad essere effettuata direttamente dal dipendente in completa assenza di un piano formativo approntato dalla Dirigenza – che però la inserisce nella scheda di valuta- zione. Gravare le lavoratrici ed i lavoratori anche della ricerca di soluzioni a problemi tecnici, appare veramente paradossale.
E’ appena il caso di sottolineare che, visto il periodo avanzato dell’anno e l’approssimarsi della chiusura delle schede di valutazione individuale, appare indispensabile che vengano date corrette indicazioni ai valutatori affinché si tenga conto delle attuali circostanze facendo anche in modo che le ore di forma- zione effettuate, anche se prive di test per problemi tecnici, vengano comunque ritenute utili al raggiun- gimento delle ore previste.
Auspicando per il futuro una diversa e più attenta valutazione del tema formazione – che è del tutto evidente che non possa essere soddisfatta dal Syllabus, si resta in attesa di riscontro.
FP CGIL UIL PA
Marco Campochiaro M. Carmela Cilento
C’era una volta il Regno della Previdenza, terra di archivi infiniti, sportelli parlanti e registri custodi di segreti. Vi abitavano impiegati, gran visir, consulenti, medici, tecnici e funzionari: tutti servitori del tempo e dei diritti, capaci di trasformare gli anni in sicurezza per il futuro.
A rappresentare il popolo erano rimaste quattro Confraternite dei Sigilli, guardiane delle regole e dei contratti voluti dal Governo. Ognuna con il proprio vessillo e la propria voce, tutte proclamavano di difendere i lavoratori — ormai, però, sempre più poveri.
Un giorno, dopo lunghi consigli e trattative sotto le volte del Palazzo Centrale, una sola Confraternita — quella che portava il Sigillo del Trenta per Cento — decise di firmare un Patto d’Inchiostro con i Grandi Amministratori del Regno: un testo complesso e chiacchierato, fatto di commi, richiami e promesse, destinato a regolare la vita di tutti, anche di chi non era stato chiamato a scriverlo.
Le altre Confraternite, che fino a poco tempo prima avevano marciato all’unisono, insorsero indignate: “Questo Patto non ci rappresenta! È stato scritto da una sola mano!”
Ma tutti sapevano che la Pergamena era già in viaggio verso la lontana terra degli Organi Vigilanti, dove gli scribi ne stavano controllando ogni riga, pronti a suggellarla con la cera dorata della legittimità.
Passarono i giorni, e la protesta divenne sussurro. Qualcuno allora propose: “Forse potremmo firmare anche noi, se si aggiungesse un impegno… una promessa… una postilla.” Così nacque il Ritocco del Compromesso: qualche parola spostata, una clausoletta, un tocco di inchiostro per salvare la faccia di chi non voleva restare fuori dal quadro. Nulla che cambiasse davvero il cuore del Patto, ma abbastanza per dire: “Anche noi abbiamo contribuito.”
E mentre le Confraternite si disponevano alla firma, uno degli antichi archivisti del Regno mormorò, piegando un foglio già ingiallito: “Non erano forse loro, un tempo, a dire che certi accordi non si dovevano sottoscrivere?”
Fu il vento, passando tra gli scaffali, a rispondere in un tremolio di pergamene: “Nel Regno della Previdenza cambiano i sigilli, ma non l’inchiostro e le abitudini di chi firma tutto”.
E così andò. Il Patto fu approvato anche dalle Confraternite escluse, che organizzarono un banchetto e in ogni piatto non c’era arrosto ma tanto, tanto fumo.
I servitori del Regno assistettero impotenti, chiedendosi cosa fosse cambiato e soprattutto come sopravvivere soltanto tra piatti di lenticchie. Ma continuarono a lavorare, tra registri e timbri, sperando che un giorno la loro voce sarebbe stata davvero ascoltata, non soltanto archiviata.
Coordinatore nazionale FP CGIL INPS
Giuseppe Lombardo