FP CGIL and UGT Public Services condemn the Israeli army’s action last night in blocking the Flotilla in violation of international law and call for the immediate release of the volunteers who were detained, including our comrades Stefano Argenio and Jimena González.

The Flotilla, which was stopped last night and consisted mainly of medical personnel, aimed to bring medicines and provide assistance to the population exhausted by the genocidal actions of the Netanyahu government.

We call for the immediate release of all detained volunteers, an immediate ceasefire, the activation of humanitarian corridors and respect for international law and human rights in Gaza and Cisgiordania.

Solidarity and support for our comrades, Jimena and Stefano.

Venerdì scorso, 3 ottobre 2025, la CGIL ha aderito allo Sciopero Generale chiedendo alle lavoratrici, ai lavoratori e ai propri iscritti di compiere un sacrificio impegnativo, in questo periodo in cui gli stipendi sono sempre più poveri.

L’adesione è stata importante ed era fondamentale essere presenti per dare una risposta corale e piena alla svolta nazionalista, autoritaria, violenta e genocida che vari governi del mondo occidentale stanno imprimendo alla propria azione, in modo diretto o complice.

Personalmente voglio ringraziare tutti coloro che in ENAC hanno saputo esprimere una sensibilità ancora viva e solidale, oltre l’anestesia che ci sta lentamente soffocando.

Esiste una soglia oltre la quale l’assenza di reazioni è indecente e complice!

È impossibile, per chi ancora ritiene che i valori propri della società civile abbiano un significato inestimabile, rimanere comodamente indifferenti o apparentemente indignati davanti all’esplicito e impunito massacro di oltre 60.000 persone tra civili e bambini, e disinteressarsi del destino dei volontari della Global Sumud Flotilla, senza agire esprimendo la vicinanza che meritano.

Voglio ringraziare tutti coloro che hanno, col proprio sacrificio, dato forza a una resistenza che non è disposta a cedere il passo alla miseria di un potere assassino, disumano e spregiudicato.

La libertà di parola e di essere, la pace, la democrazia e il diritto a sognare un futuro migliore non possono essere dati per scontati e, mai come oggi, vanno difesi con atti concreti, non solo a parole.

Grazie!

Il Coordinatore Nazionale FPCGIL ENAC

Ermanno Billi

Pubblichiamo la lettera di solidarietà di EPSU sulla vicenda dell’arresto dell’infermiere e sindacalista FP CGIL Stefano Argenio, il quale si trovava a bordo della nave Conscience della Freedom Flotilla Coalition in acque internazionali, in missione umanitaria per raggiungere Gaza.

Come anticipato nelle scorse settimane, con la deliberazione n. 155/2025, il Consiglio di Amministrazione dell’INPS ha adottato la convenzione tra l’Istituto e Formez PA per l’attuazione del progetto finalizzato all’espletamento del concorso pubblico per l’assunzione a tempo indeterminato di 355 unità di personale, da inquadrare nell’Area dei Funzionari, famiglia professionale Ispettore di vigilanza.

Con la successiva deliberazione n. 156/2025, l’INPS ha inoltre proceduto alla nomina della commissione esaminatrice relativa al concorso pubblico per l’assunzione a tempo indeterminato di 781 unità di Specialisti delle aree psicologiche e sociali, appartenenti all’Area dei Funzionari, famiglia professionale Funzionari sanitari.

Per qualsiasi informazione potete scrivere ai nostri delegati territoriali e iscrivervi alla nostra community: 👉 https://tinyurl.com/fpcgilinps

La questione della formazione obbligatoria introdotta dalla direttiva del ministro Zangrillo ha suscitato in INPS, nei mesi scorsi, più di una polemica, alimentando paure a tratti surreali.

Mentre i percorsi di carriera stanno fermi al palo, mentre più di tremila dipendenti rischiano di non vedere mai il primo differenziale, mentre si assottiglia, di mese in mese, il numero di lavoratori in servizio, in Istituto – almeno a certe latitudini – si è discusso a lungo di come aggirare Syllabus. Tant’è.

Ritornando alla realtà, l’Amministrazione ha accolto la riduzione del monte ore formativo, inizialmente fissato in 40 ore annue, riparametrando il limite a 30 ore.

La ragione è presto detta: si è tenuto conto del carattere sperimentale di questo primo anno di applicazione della direttiva e del necessario periodo di assestamento, “sterilizzando” il primo trimestre per consentire alla macchina organizzativa di trovare un equilibrio.

Un secondo intervento, forse ancora più significativo dal punto di vista culturale, riguarda la compatibilità tra formazione e smart working.

Come da noi richiesto, è caduto finalmente il divieto che impediva ai lavoratori in modalità agile di seguire corsi formativi online nelle giornate di lavoro da casa. Un vincolo che avevamo definito “assurdo”, perché obbligava i singoli ad andare in ufficio per poi formarsi su piattaforma e-learning. Adesso sarà dunque possibile seguire la formazione a distanza, con la neutralizzazione del tempo dedicato ai corsi e anzi con una possibile valorizzazione in termini di performance.

Ricordiamo che la responsabilità per eventuali scostamenti dal target prefissato (ora di 30 ore) non ricade sui lavoratori del comparto, bensì sui dirigenti, come chiarito dal messaggio 2673/2025. A essi spetta il compito di assicurare la coerenza tra programmazione, attività e risultati, quindi un’azione di indirizzo sui processi formativi.

Infine, un chiarimento atteso: per chi lavora in part-time, chi è in maternità o in condizioni di maggiore flessibilità oraria, il monte ore formativo da conseguire sarà proporzionalmente ridotto.

Gli infermieri, invece, saranno esentati dall’obbligo delle 40 ore, poiché già soggetti a vincoli formativi stringenti legati all’acquisizione degli ECM.

Apprezziamo gli elementi recepiti dall’Amministrazione e ribadiamo come, almeno per la nostra organizzazione, la formazione del personale non possa essere vissuta quale obbligo burocratico o adempimento di facciata.

Per intenderci: non ha senso suggerire ai lavoratori di adottare piccoli espedienti, sbagliando ad hoc i corsi su piattaforme ministeriali di discutibile funzionalità (eufemismo), per diventare collezionisti seriali di attestati.

O la formazione è un reale spazio di crescita, ragionamento condiviso per lo sviluppo di competenze, diritto e opportunità per chi lavora, o semplicemente non è.

Coordinatore nazionale FP CGIL INPS

Giuseppe Lombardo

Si è svolto oggi l’incontro con l’ARAN per la prosecuzione della trattativa sul rinnovo del CCNL Funzioni Locali 2022-2024.

L’ARAN ha presentato un testo contenente alcune novità, tra cui:

  • Incremento del fondo dello straordinario a carico del fondo della contrattazione decentrata per gli enti senza dirigenza;

    • la riclassificazione di alcune materie tra quelle che possono essere sottoposte ad atto unilaterale;

  • L’aumento del valore minimo delle indennità di servizio esterno e di condizioni di lavoro a due euro;

  • L’abrogazione della precedente disciplina sullo straordinario elettorale del personale titolare di EQ;

  • Una parziale revisione della disciplina della malattia per il personale a tempo determinato.

In premessa, abbiamo commentato gli articoli di stampa in merito alle proposte del ministro su un possibile fondo perequativo del comparto. Abbiamo evidenziato che un eventuale fondo perequativo deve:

  1. avere risorse maggiori rispetto a quelle ventilate dal ministro;

  2. essere indirizzato a tutti i lavoratori e a tutte le amministrazioni del comparto;

  3. essere aggiuntivo e non integrativo di eventuali risorse derivanti dal DL PA.

In merito alle proposte, abbiamo presentato le seguenti osservazioni:

    • siamo contrari, anche se la decisione dovesse essere presa in sede di contrattazione decentrata, all’uso delle risorse decentrate per integrare le risorse per lo straordinario;

    • siamo contrari alla possibilità di applicare a nuove materie gli atti unilaterali;

    • l’aumento del minimo delle indennità di servizio esterno e di condizioni di lavoro non ci vede pregiudizialmente contrari: paventiamo solo il rischio che possa assorbire una quota eccessiva delle già scarse risorse che il Ccnl destina ai fondi decentrati risorse;

    • l’abrogazione della precedente disciplina per lo straordinario elettorale per le EQ può avvenire ma salvaguardando alcune previsioni per evitare dubbi interpretativi;

    • abbiamo respinto le proposte di modifica del regime della malattia e del comporto del personale a tempo determinato perché peggiorativo rispetto a quanto previsto dalla legge.

Il tavolo è stato aggiornato al 14 ottobre alle ore 15. 

Segretaria Nazionale FF.LL.
Tatiana Cazzaniga

Riunione del ottobre 2025

In data 1° ottobre si è tenuta la riunione richiesta dalle RSU del TAR Palermo con il Segretario Generale di sede, per affrontare temi concreti e sentiti dal personale: questioni organizzative, migliorative e di benessere lavorativo sollevate dai colleghi.

E qui comincia il teatrino.

Invece di incontrare l’unico interlocutore legittimato – il Segretario Generale – Dirigente datore di lavoro (L150/2009) – ci siamo trovati davanti a una “delegazione di parte datoriale” dal fascino quasi mitologico, comparsa con tanto di decreto presidenziale del 2013 (sì, avete letto bene, 2013). Un’entrata in scena spettacolare, se non fosse che la sceneggiatura prevedeva un confronto reale e non figuranti d’epoca.

A questo punto la domanda sorge spontanea: dove sta la contrattazione nella richiesta delle RSU? In quale voce dell’ordine del giorno era prevista la contrattazione di sede? Perché, se così non è, ci chiediamo: la delegazione di parte datoriale con quale titolo era presente? Oppure, peggio, è stata fatta comparire perché l’avente titolo non aveva chiaro cosa rispondere e come cavarsela? Non vogliamo crederlo… ma il sospetto resta.

Venendo ai punti all’ordine del giorno: la maggior parte parla del nulla cosmico, sul punto 1) del verbale avevamo già avuto modo di riferire dettagliatamente e quindi decidiamo di sorvolarli, fatta eccezione per il punto 3. Qui la situazione diventa quasi grottesca. Ci chiediamo: siamo noi a non capire, o ci troviamo davanti a una contraddizione lessicale?

Si afferma infatti che “l’orario coincide con quello in presenza”. Ma – sorpresa! – il sabato non ha più presenza dal 2018. Allora di cosa parliamo? Oppure si fa riferimento all’accordo sullo smart working, e quindi all’orario di reperibilità? Una chiarezza che sfugge a chiunque cerchi di leggerci una logica determinata, e che ci obbliga a chiederci se il testo sia stato scritto di getto o con l’intento di creare ulteriore confusione.

In conclusione, ribadiamo la disponibilità della RSU al confronto vero, quello serio, con chi ha titolo e responsabilità. Per il resto, di teatrini ne abbiamo già visti troppi.

E se proprio deve essere spettacolo, la prossima volta almeno ci facciano trovare i biglietti omaggio: così sappiamo che non è una riunione, ma una prima teatrale

CGIL FP                     UIL PA

Maria Paola Lo Monaco     Elisabetta Argiolas

Finalmente si è chiuso l’iter per il Fondo Risorse Decentrate 2024. Nulla di nuovo sotto il sole: si tratta di una semplice revisione di un articolo del CCNI triennale 2022/2024, accordo che – ricordiamolo – era stato negoziato e firmato da tutte le sigle sindacali, persino da quelle prive di rappresentanza nella nostra amministrazione, in vigenza del CCNL 2019/2021.

Insomma, nessuna “epocale conquista”, ma la prosecuzione di un percorso già scritto. La vera domanda è: dov’è la vittoria di chi si limita a mettere la firma in calce a un testo già pronto?

Sul tema delle progressioni orizzontali, poi, c’è chi si accontenta di parlare di “meno del 50%” del personale interessato. Noi no. Noi ci battiamo – e continueremo a farlo – perché venga garantito il massimo previsto dalla legge, cioè il 50%. Accontentarsi di meno significa rinunciare a un diritto dei lavoratori prima ancora di cominciare.

A riprova di quanto diciamo, alleghiamo i due precedenti accordi FRD 2023 e FRD 2022: carte alla mano, si vede bene che il film è sempre lo stesso. Solo che, questa volta, qualcuno ha deciso di attribuirsi i meriti anche dei titoli di coda.

Nel frattempo, i problemi veri restano: carenze organizzative, precarietà, carriere ferme. Temi che noi affrontiamo ogni giorno insieme al personale. Perché c’è chi si siede a un tavolo già apparecchiato… e chi invece lavora quotidianamente affinché quel tavolo esista.

CGIL FP                           UIL PA

  Maria Paola Lo Monaco        Elisabetta Argiolas

È inutile cercare parole migliori di quelle scelte da Tomaso Montanari – Rettore dell’Università per Stranieri di Siena – per spiegare cosa sta accadendo nel mondo occidentale e in Palestina in questi giorni:

Mentre seguiamo la Flotilla con il cuore gonfio di ansia, arriva dalla corte del Grande Gangster un ‘piano di pace per Gaza’.

È una proposta oscena: immaginate se qualcuno avesse trattato con Hitler, ma non con gli ebrei, proponendo la fine della Shoah in cambio di una cessione dei beni delle vittime, e di sovranità sulle loro vite. E con la minaccia di riaccendere i forni, se gli ebrei avessero rifiutato.

Non siamo molto distanti. Il primo coautore del genocidio, Trump, insieme all’autore pricipale Netanhyau, propongono di trasformare Gaza in un protettorato americano, governato da quel Tony Blair che si è conquistato sulla pelle degli iraqeni i galloni di criminale di guerra. E se le vittime ritenute indegne perfino di partecipare alla genesi del piano, perché inferiori e subumane: oggetti, non soggetti – dovessero dire di no, che riprenda il «lavoro»: il genocidio, lo sterminio, la soluzione finale.

Le ragioni per cui la CGIL ha indetto uno Sciopero Generale per la giornata di domani 3 ottobre 2025, devono essere ricercate nelle parole di Montanari, in senso più ampio, e in quelle del Segretario Generale della CGIL Maurizio Landini:

L’aggressione contro navi civili che trasportavano cittadine e cittadini italiani, rappresenta un fatto di gravità estrema. Un colpo inferto all’ordine costituzionale stesso che impedisce un’azione umanitaria e di solidarietà verso la popolazione palestinese sottoposta dal governo israeliano ad una vera e propria operazione di genocidio. Un attentato diretto all’incolumità e alla sicurezza di lavoratrici e lavoratori, volontarie e volontari imbarcati. Non è soltanto un crimine contro persone inermi, ma è grave che il governo italiano abbia abbandonato lavoratrici e lavoratori italiani in acque libere internazionali, violando i nostri principi costituzionali.”

La FPCGIL dell’ENAC sposa integralmente le ragioni dichiarate e ritiene fondamentale aderire a questo giorno di lotta perché, per quanto faticoso possa essere anche da un punto di vista economico, è doveroso fornire appoggio a chi ha messo a rischio la propria incolumità per opporsi al genocidio in corso.

Scioperiamo perché non valga mai il principio secondo cui la ragione è del più forte e per dire, a chiare lettere, al nostro Governo che l’inerzia dimostrata verso lo sterminio di migliaia di civili innocenti e bambini è colpevole senza se e senza ma.

Scioperiamo per ribadire che la criminalizzazione dell’iniziativa umanitaria dei coraggiosi volontari della Global Sumud Flotilla, nonché la totale assenza del dovuto supporto istituzionale, rende questo Governo indegno del suo compito istituzionale.

Il Coordinatore Nazionale FPCGIL ENAC
Ermanno Billi

Non c’è bisogno di grandi proclami, perché le immagini parlano da sole: uomini e donne con le mani alzate, sotto la pressione degli idranti della marina israeliana, che continuano a navigare. Non hanno armi, non hanno protezioni, hanno soltanto il coraggio di affidare la loro forza al gesto più fragile e disarmato che esista. È questa la loro risposta, ed è anche il loro messaggio.

Eppure, in un mondo che sembra capovolto, quel gesto elementare viene subito trasformato in una minaccia. Lo dicono i politicanti in doppiopetto sobriamente ripresi dal giornalista compiacente; lo titolano i giornali della destra radicale; lo ripetono i notiziari di regime. La Flotilla è stata “arrestata”: e basta questa parola per rassicurare chi vorrebbe che fosse davvero così. Per citare Marracash, “pensano di colmare il vuoto con l’ordine”.

E mentre si dibatte in televisione sull’opportunità di quella missione, mentre si gioca a spaccare le definizioni per stabilire se si tratti di legalità o di provocazione, mentre si evocano piani di pace calati dall’alto nell’attesa di una ricca ricostruzione, accade invece un fatto nudo e irriducibile: la dimostrazione della nonviolenza.

La si vede sul mare, tra gli idranti e le ombre della notte. Ma la si ritrova anche a terra, nelle piazze italiane dove gruppi di cittadini si radunano spontaneamente. Idem sentire. Lo fanno non per celebrare un trionfo sportivo, che pure il mondo invertito accoglierebbe con entusiasmo, ma per difendere da lontano chi in mare ha scelto di testimoniare, con il proprio corpo, la possibilità di resistere senza cedere all’odio.

È un gesto che interrompe il rumore del dibattito, i giudizi irresponsabili di “irresponsabilità”, e riporta la questione alla sua essenza: la dignità di chi non si piega, la forza di un’idea che non si lascia cancellare.

Non accadeva da tempo di vedere una simile evidenza: ed è per questo che vale la pena fermarsi, guardare, riconoscerla.

E scendere in piazza, domani, per dare un sostegno netto, fermo, deciso a chi – mosso dalla volontà di portare solidarietà – rischia ora di pagare le conseguenze dell’inettitudine internazionale e del bullismo di chi siede tra i banchi del Governo.

Coordinatore nazionale FP CGIL INPS

Giuseppe Lombardo

Pubblichiamo i primi materiali relativi al progetto europeo Processi di ristrutturazione socialmente responsabili – Rafforzamento del ruolo e delle capacità delle organizzazioni dei lavoratori ” di cui siamo partner insieme a diverse organizzazioni sindacali europee affiliate ad EPSU.

Dopo 725 giorni di sofferenze e distruzioni a Gaza, l’INPS ha finalmente deciso di avviare una raccolta fondi tra i lavoratori a sostegno delle popolazioni colpite dall’offensiva israeliana. È un gesto importante, purtroppo giunto con un ritardo che pesa.

Sono trascorsi mesi dalla nostra richiesta, la prima formulata in questa direzione, nell’attesa che l’iniziativa venisse predisposta, peraltro senza neppure informare nel frattempo le organizzazioni che avevano sollecitato questa operazione.

Riconosciamo il valore dell’attivazione della campagna, ma non possiamo nascondere la consapevolezza che essa giunga come una risposta tardiva, che non colma il vuoto lasciato dall’attesa.

La solidarietà, soprattutto in tempi di tragedia, richiede tempestività e condivisione, peraltro il faro della nostra ordinaria azione lavorativa.

Oggi, mentre una nostra collega è coinvolta nella missione umanitaria portata avanti dalla Global Sumud Flotilla, vogliamo allora salutare l’iniziativa dell’Istituto volgendo lo sguardo in avanti: contiamo sul sostegno e sull’impegno dell’INPS affinché Silvia possa tornare a casa sana e salva, senza che le venga torto neanche un capello.

Coordinatore nazionale FP CGIL INPS

Giuseppe Lombardo

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