Al Capo Dipartimento per la Valorizzazione
Dott.ssa Alfonsina Russo
Al Direttore Generale Musei
Prof. Massimo Osanna
Oggetto: circolare DIVA n. 11 – rilievi
Egregi,
abbiamo letto con sgomento la circolare di cui all’oggetto, che contestiamo sia nel metodo che nel merito.
Nel metodo, per una pluralità di ragioni. Intanto perché si rivolge a una platea di lavoratrici e lavoratori con più di qualche anno di servizio al loro attivo, che quindi ben conoscono le procedure operative; non trattandosi di una nota che novella la normativa, ma, piuttosto, che ribadisce disposizioni vigenti da diversi anni, appare ingenerosa.
In seconda battuta, intervenire su un tema così delicato ad agosto, in pieno periodo di ferie, avvalora il discredito che si vuole attribuire alle relazioni sindacali e al coinvolgimento delle parti sociali su un argomento costantemente all’attenzione collettiva, da anni. Riteniamo che l’urgenza (!) con cui è stata pubblicata sia, in realtà, una risposta decisamente chiara alla vertenza su Pompei e su Canne della Battaglia che FP CGIL e UIL PA hanno sottoposto anche grazie alle denunce a mezzo stampa.
Anche nel merito della questione le considerazioni da fare sono diverse. Intanto, non si è verificato alcun mutamento della normativa di settore né si fa esplicito riferimento alla riorganizzazione interna, perciò non esisteva alcuna necessità di pubblicare la circolare. Subito dopo, è impossibile non notare come la nota snoccioli tutta una serie di categorie che, nella generica definizione di “risorse”, vanno sistematicamente a ingrossare le fila del precariato, fino ad arrivare alla vigilanza privata che in più di una sede abbiamo contestato e che respingeremo con determinazione qualora l’Amministrazione dovesse procedere. All’uopo è bene rimarcare quanto segue. FP CGIL e UIL PA da sempre sostengono la necessità di un’occupazione stabile e a tempo indeterminato, frutto di selezioni pubbliche condotte con serietà e trasparenza. Abbiamo migliaia di colleghe e colleghi precari che lavorano nei nostri Istituti e attendono la stabilizzazione o la trasformazione del contratto in full time. Abbiamo anche dirigenti idonei che hanno superato un concorso e attendono l’immissione in ruolo, ma l’Amministrazione sembra protesa a individuare sistematicamente risorse esterne invece di valorizzare quelle che già operano nei nostri siti.
Su questo si possono (si devono!) fare confronti con tutte le Organizzazioni Sindacali nazionali rappresentative per individuare le migliori soluzioni e garantire la piena operatività di tutti gli
uffici. Aumentare la precarizzazione dell’impiego non rientra fra i nostri valori e, anche da un punto di vista strategico, la stabilizzazione è molto più vantaggiosa socialmente poiché una buona parte dei destinatari è ampiamente formato dalla quotidianità dei cicli di valorizzazione.
Non da ultimo, la circolare sembra dare per scontato che ogni Istituto subordinato abbia «un budget utile a tale scopo», ma senza fornire garanzie rispetto al fatto che potrebbe crearsi una disparità di trattamento fra siti che possono avvalersi di personale esterno e siti che, invece, per dimensioni ridotte, non ne hanno la possibilità, destinandoli inevitabilmente alla chiusura nel più totale silenzio.
FP CGIL e UIL PA non sono mai state a favore di “aperture ad ogni costo”, perché ciò rispecchia una visione della valorizzazione sideralmente lontana da quanto accade nelle realtà europee e internazionali, anche a voler considerare le differenze fra i rispettivi sistemi museali. Anche su questo vorremmo un confronto costruttivo, abbiamo le competenze necessarie a fare proposte alternative.
Chiediamo, quindi, il ritiro della circolare in attesa di miglior esito. Nell’attesa di essere convocati verificheremo puntualmente l’applicazione di quanto contenuto nella circolare: formazione in tema di sicurezza, emergenze ed antincendio; assegnazione scrupolosa delle attività; condivisione del piano di emergenza ed evacuazione; coordinamento fra RSPP, preposti e personale non MIC. Non esiteremo a denunciare le eventuali inadempienze dell’Amministrazione presso gli uffici competenti, informandone la collettività e l’utenza, nelle forme da noi ritenute più idonee.
Dell’esito di questa verifica riteniamo doveroso e utile informare la collettività e l’utenza, nelle forme da noi ritenute più idonee.
Distinti saluti
FP CGIL MIC UIL PA MIC
V. Giunta F. Trastulli
Dopo aver perso il primato nel comparto delle Funzioni Centrali alle ultime elezioni RSU, dopo aver svenduto i lavoratori avallando un CCNL che ha messo il pubblico impiego alla sbarra, la sedicente organizzazione dal bollino verde continua a dedicarci le sue attenzioni.
Anziché però rispondere sui fatti e sulle esigenze di chi opera in Istituto – e cioè sulla firma che in INPS ha letteralmente mandato in fumo oltre 2.500 differenziali, stabilendo principi discriminatori nella distribuzione degli incentivi al personale – povera d’argomenti la ragioneria sindacale si trincera in avventate ricostruzioni giornalistiche, peraltro già smentite dai fatti (in rete c’è una vasta letteratura a tal proposito).
Lo fa citando testate importanti, curiosamente di proprietà del gruppo Angelucci, parlamentare della Lega Nord distintosi per astensionismo in questa legislatura.
Per una realtà che si professa “apolitica” e che ha già sottoscritto, sotto il solleone, un integrativo talmente offensivo da non trovare alcuna sigla sindacale disposta a condividere la scelta, è comunque un notevole diversivo.
Che dire? In altri tempi avremmo parlato di un colpo di calore, ancorché editoriale, preoccupandoci dei potenziali effetti; ma siamo sicuri di aver offerto, con il salario perso nello scorso triennio, un posto al sole ben riparato. Tant’è.
Giuseppe Lombardo
Al Capo Dipartimento Amministrazione Generale
Dott. Paolo D’ANGELI
Al Capo Dipartimento Valorizzazione
Dott.ssa Alfonsina RUSSO
Al Direttore Generale Risorse Umane e Organizzazione
Dott.ssa Marina GIUSEPPONE
Al Dirigente del Servizio 2 – DG RUO
Dott. Oreste CIRILLO
Oggetto: Parco Archeologico di Pompei – intervista al Dott. Gabriel Zuchtriegel – osservazioni
Gentilissimi,
abbiamo letto con vivo interesse l’intervista rilasciata sabato 9 agosto dal Direttore del Parco al quotidiano Il Mattino. Vi abbiamo ritrovato esattamente quanto denunciato da FP CGIL e UIL PA in più di un’occasione ufficiale, come le registrazioni degli incontri potranno eventualmente testimoniare.
Non possiamo che convenire con il Dott. Zuchtriegel, quando denuncia «pretese e pressioni continue» da parte di alcuni coordinatori del servizio di vigilanza, poiché da tempo abbiamo compreso che, oltre al senso della misura, a Pompei si è smarrito anche il merito delle questioni; taluni atteggiamenti non derivano da arbitrii o azioni immotivate dell’Amministrazione, bensì da una “rendita da posizione” e si configurano come un ricatto esercitato a dimostrare il potere acquisito.
L’episodio che ha determinato l’intervista (dimissioni di alcuni coordinatori del servizio di vigilanza in pieno boom di visitatori con conseguente chiusura del sito in occasione di eventi) appare come una rappresaglia a seguito di un normalissimo controllo per la rilevazione delle presenze. Dissentiamo fortemente da chi lo percepisce come un problema o come un abuso, anzi ! Si svolge ordinariamente in tutti gli uffici del nostro Ministero. Ribadiamo l’utilità e la necessità di tali verifiche, soprattutto se non si ha nulla da temere (oltretutto in questa specifica occasione nulla è emerso a carico del personale) e soprattutto se serve ad allontanare dalla pubblica opinione l’idea – stratificatasi nel tempo – del dipendente statale fannullone, assenteista, scarsamente motivato. Del resto, il criterio della misurazione della
performance informa da anni l’operato della Pubblica Amministrazione e, se ben condotto, è l’unico in grado di evitare personalismi, discrezionalità e clientelismo al momento di gratificare il personale meritevole.
Siamo lieti che il Direttore parli di «alti valori» e di «funzione» del Sindacato, perché non tutte le Organizzazioni sono uguali, e alcune delle reazioni di questi giorni lo dimostrano, non tutte agiscono allo stesso modo per tutelare lavoratrici e lavoratori: minacciare la chiusura del sito con un’assemblea perché il Direttore non rimuove, con motivazioni pretestuose, due coordinatori del servizio di vigilanza non è azione sindacale, è metodo minaccioso!
Seguendo gli sviluppi della vicenda abbiamo anche appreso, sul Mattino di ieri, che i coordinatori dimessisi lo avrebbero fatto senza consultare il sindacato, pur essendone dirigenti. Ciò dimostra quanto debba essere incontrastata la loro autorità, se hanno la possibilità di intraprendere iniziative in completa autonomia dalla sigla di cui sono espressione e senza concordare il gesto – pur legittimo – di protesta con il Coordinatore Nazionale, che sull’onda lunga dell’attenzione mediatica ha tenuto a precisare che «se riteniamo ci siano punti deboli nell’organizzazione li segnaliamo» (!!) ma anche che «siamo anche pronti a trovare soluzioni per evitare di lasciare fuori i visitatori a Ferragosto (…) e anche il 28 (…)». Segno che dal Collegio Romano sono arrivate le telefonate, come per l’apertura dei festivi a fine 2023.
Contestiamo radicalmente, invece, la visione del Dott. Zuchtriegel rispetto alle soluzioni per risolvere il problema della carenza di personale, altro tema dalle scriventi Organizzazioni denunciato da moltissimi anni in ogni occasione. Parlare di esternalizzazione del lavoro quando nell’intero comparto delle Funzioni Centrali – e nel nostro stesso Ministero – ci sono lavoratrici e lavoratori precari (a partita IVA, a tempo determinato e part time, con contratti di collaborazione) oppure inquadrato con un CCNL più sfavorevole di quello cui fa riferimento il personale di ruolo, beh, è un affronto. Accogliamo la sua considerazione che il sistema vada ripensato (ovviamente assieme a tutti coloro che le lavoratrici e i lavoratori rappresentano tutti i giorni e non soltanto d’estate, con il pienone di turisti) ma in altra sede, formale, e con priorità organizzative che garantirebbero risultati immediati, a partire dalla diminuzione del precariato e della disoccupazione. Altrimenti è solamente un favore ai privati e non la voglia di “mettere mano” al sistema.
Tutto ciò premesso, chiediamo immediatamente l’avvio di una visita ispettiva al Parco Archeologico di Pompei e la convocazione di un tavolo nazionale alla presenza del Dott. Zuchtriegel – così come per le Gallerie dell’Accademia di Venezia, la SABAP Ancona e l’Archivio di Stato di Napoli – per conoscere quali iniziative intenda assumere per contrastare definitivamente il clima vessatorio denunciato sulla stampa.
In assenza di iniziative concrete in un tempo ragionevole le scriventi Organizzazioni proseguiranno la vertenza nelle modalità ritenute più opportune.
FP CGIL MIC UIL PA MIC
V. Giunta F. Trastulli
Cercare un’ampia maggioranza è ormai un esercizio di stile. Dopo l’ARAN, e la firma a ranghi ridotti del “CCNL della vergogna”, anche l’INPS si è adatta al nuovo corso, accettando contratti all’insegna del prefisso telefonico: quelli in cui è una ridotta minoranza a ratificare un accordo valido erga omnes.
Benvenuti nell’era della “responsabilità”, dove in nome della “partecipazione” ogni trucco è possibile.
Se fossimo a Hollywood potremmo ricorrere a una battuta: c’è un nuovo sceriffo in città e ha dato una sola regola…se qualcuno dice di starci, il testo si blinda e via.
A pagarne le spese sono le lavoratrici e i lavoratori dell’Istituto, che si troveranno un numero esiguo di differenziali quest’anno e un effetto domino negli anni a venire (con un grave pregiudizio ai percorsi di carriera di chi ha minore anzianità).
Ma pagano dazio anche quei sindacati che in Istituto si sono trovati spiazzati dall’eccesso di compiacenza di una sedicente organizzazione, ormai perennemente con la penna in mano, pronta a mettere alla sbarra chi invece dovrebbe rappresentare.
Un’organizzazione che parla di tutto, anche di promozioni commerciali, ma non di ciò che firma. E chissà se è un riflesso di pudore.
Ne dubitiamo, del resto lo spartito è noto: in campagna elettorale giuravano che le organizzazioni non firmatarie avrebbero sottoscritto il contratto collettivo subito dopo le RSU. Ad agosto non solo nulla di tutto ciò è successo, ma sono stati loro a prestare il
fianco all’ennesimo contratto-scempio, approvato in sordina sotto il solleone, senza neanche il supporto dei sodali dei mesi passati.
La Santa Alleanza della Responsabilità si è quindi sciolta a pochi mesi dalle urne?
È presto per dirlo. Certo è che l’Amministrazione, con pagelline più pesanti e risparmi sulla pelle dei lavoratori, sentitamente ringrazia.
Coordinatore nazionale FP CGIL INPS
Giuseppe Lombardo
Nella dichiarazione congiunta posta in calce al CCNI 2024, le parti si impegnavano ad attivare nel primo quadrimestre del 2025 un confronto “in merito alla regolamentazione dell’attività intramoenia e/o extramoenia nonché alla individuazione di specifici progetti inerenti all’attività medico legale che, in ragione dell’impegno straordinario richiesto al personale medico dell’Istituto, possano condurre a proposte normative finalizzate ad ottenere adeguati finanziamenti”.
Come evidenziammo già allora, era una dicitura estremamente “elastica” per non dire aleatoria, poiché impegnava le parti a immaginare soluzioni da proporre al Legislatore: praticamente un rinvio alle calende greche.
E infatti l’ultimo incontro, tenutosi lo scorso 31 luglio, è andato in quella direzione, senza particolari guizzi da parte dell’Amministrazione:
Sulla regolamentazione dell’intra-moenia e dell’extra-moenia, i medici dell’istituto restano i soli – in tutto il perimetro pubblico – a essere esclusi dal riconoscimento dell’attività. Un tema, questo, che come FP CGIL abbiamo portato al tavolo di contrattazione collettiva, ottenendo freddezza dalle solite sigle sindacali sempre pronte a firmare accordi in peius destinati a svilire la negoziazione;
Sugli specifici progetti da finanziare con fondi ad hoc, poi, perdura il silenzio dell’INPS. Sono anni che chiediamo la formulazione di target incentivanti, suggerendo la costituzione di commissioni per smaltire l’arretrato nell’invalidità civile o per presenziare il contenzioso giudiziario. Le possibilità sono tante, ma è ferma anche la volontà di ignorarle.
Così, ancora una volta, si procede col pilota automatico e una convocazione che sarebbe dovuta arrivare entro aprile viene convocata a ridosso d’agosto, senza nessuna sollevazione da chi aveva promesso “solenni impegni”. Tant’è.
La riunione ha quindi virato sull’esercizio della libera professione: sull’argomento l’Amministrazione continua a ripetere che proporrà un nuovo regolamento, più semplice e meno burocratico, valevole su tutto il territorio nazionale, evitando la diversa interpretazione offerta dalle varie articolazioni regionali. Attendiamo con fiducia, evidenziando però il ritardo maturato fino a oggi.
La controparte ha quindi ribadito l’impegno del Presidente dell’Istituto, Gabriele Fava, per addivenire allo sblocco del fondo dell’area medica (e non solo). Una promessa, lo constatiamo con disincantata freddezza, finora disattesa.
Proprio riguardo al fondo, la solita sedicente organizzazione ha tenuto a sbandierare al tavolo come un successo la consistente perdita dei medici INPS in termini di salario reale: a fronte di un’inflazione al 16%, riferibile al triennio 2022-2024, il CCNL fissa l’aumento al 3,46% (6% con le parti fisse). E c’è perfino chi lancia grida di giubilo.
Pazienza: noi continuiamo a fare sindacato per davvero; il cabaret lo lasciamo ad altri.
Sul concorso per l’assunzione di 1.069 medici, e sull’impatto che tali assunzioni dovrebbero avere sulla parametrazione del FRD per l’anno venturo, l’Amministrazione ha infine garantito che farà di tutto per assumere i vincitori entro il 31 dicembre 2025. Nel caso non riuscisse a completare l’operazione per la totalità dei posti a disposizione, INPS punterebbe a far slittare la data di determinazione del fondo fra aprile e giugno. Un’ipotesi che, se confermata, annullerebbe di fatto gli effetti negativi sulla consistenza del 2025.
Vi terremo aggiornati.
FP CGIL INPS
Giuseppe Lombardo Francesco Reali
In queste ore leggiamo i comunicati soddisfatti con cui alcuni sindacati presentano i risultati della recente trattativa su lavoro da remoto e contratto integrativo di Ente.
Peccato che tali risultati non derivino dal recente CCNL (che non ha portato nessun beneficio economico, è bene ricordarlo), ma da istituti introdotti nel CCNL2019-2021 e firmato anche dalla FP CGIL. Parliamo del lavoro agile, del coworking, delle progressioni verticali in deroga, della banca delle ore, del diritto allo studio e delle “elevate professionalità”. Tutti istituti già allora attivi e fruibili dai lavoratori.
Aspettiamo di leggere il testo definitivo, ma le dichiarazioni rilasciate finora appaiono deboli, vaghe o irrealizzabili, lasciando tutto alla discrezionalità dei dirigenti, cui spetterà ancora una volta la decisione finale.
Queste la nostra posizione:
Il nuovo regolamento sul lavoro agile non presenta grandi novità rispetto al precedente. L’intera materia resta nelle mani dei dirigenti, con forti disparità tra sedi e servizi
Restano confermati gli 8 giorni mensili con 2 giorni aggiuntivi per pendolari e neoassunti, ma sempre a discrezione. Nessuna garanzia di equità né esigibilità del diritto del diritto al lavoro agile, con molti lavoratori ancora esclusi
Si cerca di contenere i rifiuti arbitrari, ma, come già previsto dal vecchio regolamento, la clausola di salvaguardia (motivazione scritta del diniego) è inefficace, come anche il monitoraggio tramite RSU, privo di vero potere contrattuale
Viene istituito un monitoraggio a livello di sede tramite le RSU, con funzione di analisi delle criticità. Tuttavia, senza vera contrattazione locale, questo organismo rischia di essere privo di reale autonomia, come anche la sede nazionale di confronto generale, che non ha carattere vincolante.
Il coworking rimane limitato a 5 giornate come nell’accordo sperimentale, massimo 3 persone per sede, ad esclusione del personale del Dipartimento di P.S. e dei Vigili del Fuoco . Aspettiamo di conoscere le 40 sedi autorizzate
Nessuna innovazione: vengono riproposti strumenti già esistenti in precedenti accordi (banca ore, diritto allo studio, ecc.).
Non condividiamo l’aumento delle indennità per posizioni organizzative e la mancanza di misure su settimana di 4 giorni, nessun accenno al welfare contrattuale e all’indennità di responsabilità per gli assistenti, come previsto dal CCNL.
Elevate professionalità, tante parole poche concretezze: solo 50 unità previste nel PIAO, insufficienti per l’area terza, numero irrisorio rispetto alla platea dell’area terza. È un tema sentito da tanti colleghi, ancora in attesa del giusto riconoscimento professionale.
Rimane irrisolto il nodo principale, più volte da noi sollevato: la non esigibilità del diritto al lavoro agile in molte realtà, due terzi dei colleghi ne sono esclusi, soprattutto quelli in servizio negli uffici della P.S., dove l’accesso allo smart working resta una chimera.
Non accettiamo annunci propagandistici: senza un vero cambiamento culturale e manageriale, e in mancanza di un investimento tecnologico serio. Questi accordi rischiano di essere vanificati, ed applicabili solo a una parte del personale.
Facciamo appello a una riflessione seria e trasparente. Non servono slogan, ma impegni concreti e misurabili, per dare dignità e strumenti adeguati a chi ogni giorno manda avanti i servizi pubblici. Su questi temi la Fp Cgil sarà sempre al vostro fianco.
la Coordinatrice Nazionale
Adelaide Benvenuto
Al Capo Dipartimento Amministrazione Generale
Dott. Paolo D’ANGELI
Al Direttore Generale Risorse umane e Organizzazione
Dott.ssa Marina GIUSEPPONE
Al Direttore del Servizio IV Dott. Oreste CIRILLO
Oggetto: Circolare DG RUO n. 101 del 6 agosto 2025 – contestazione e richiesta ritiro
Gentilissimi,
interveniamo in merito alla circolare di cui all’oggetto, che le scriventi Organizzazioni hanno lungamento sollecitato dopo la confusione generata dalla precedente circolare n. 34. Tutto ci aspettavamo, in verità, tranne che le disposizioni chiarificatrici si traducessero in una compressione dei diritti.
Come riportato al punto 1 della medesima circolare, «La partecipazione effettiva e il completamento con esito positivo dei percorsi formativi rilevano nella valutazione della performance individuale e costituiscono parametro significativo anche nella misurazione della performance organizzativa. Essendo l’attività formativa riconosciuta a pieno titolo come attività lavorativa, le indicazioni del proprio datore di lavoro sul tema valgono a tutti gli effetti come indicazioni sullo svolgimento delle proprie mansioni lavorative».
Tale disposizione mal si concilia con quanto previsto al punto 6, il quale stabilisce che il personale turnista che partecipi alle iniziative di formazione lungo l’orario del turno comandato non abbia diritto alla corresponsione dell’indennità.
Tale decisione sarebbe corroborata da specifico parere ARAN appositamente richiesto.
A prescindere dal fatto che i pareri ARAN non fanno giurisprudenza e non si devono intendere come vincolanti (per stessa ammissione di ARAN), in quanto soggetto co- firmatario di accordi quindi non neutrale né terzo, ciò che sorprende e sgomenta è la constatazione che così facendo si ottiene esattamente l’effetto opposto all’obiettivo della Direttiva Zangrillo.
È noto universalmente, infatti, che il personale turnista è penalizzato in primis rispetto alla scelta dei corsi, non potendo beneficiare del bouquet a disposizione della SNA, che esclude gli assistenti – cioè la maggior parte dei turnisti. È altresì noto che il personale turnista, soprattutto quello assegnato agli Istituti che sopportano un gravoso carico di lavoro relativo alla valorizzazione “a ciclo continuo”, abbiano ben poche possibilità di sfruttare il tempo privato; per motivi opposti, la stessa tipologia di personale attiva in Istituti poco attrattivi o visitati perderebbero, con queste clausole, la possibilità di implementare conoscenze e competenze qualora la formazione fosse messa in alternativa (come, di fatto, prevede la circolare de qua) al percepimento dell’indennità di turno.
La domanda sarà senz’altro retorica ma va posta: secondo codesta Amministrazione cosa preferirà fare un/a lavoratore/trice turnista, anche a fronte di un CCNL che non ha recuperato l’inflazione e dei costi maggiorati dei beni di consumo, frequenterà un corso o starà tutto il turno in sala? Con buona pace di Zangrillo, del valore pubblico e di tanti meravigliosi concetti teorici che riempiono le circolari ma danneggiano il personale, in tutto o in parte.
A tal proposito corre l’obbligo di intervenire sul punto 5 della predetta nota. Non ci risulta, infatti, che tutto il personale in condizioni di disabilità sia stato effettivamente messo nelle condizioni di partecipare alla formazione al pari dei normodotati. I dispositivi mobili in uso a lavoratrici e lavoratori non risultano pienamente compatibili con l’erogazione dei corsi su Syllabus, soprattutto per l’accesso ad alcune tipologie di materiali connessi ai corsi. La circolare de qua, mentre da un lato fornisce indubbiamente una serie di informazioni utili ed individua una serie di fattispecie delicate, dall’altro non dispone ai Direttori e ai Dirigenti di attuare comportamenti virtuosi in modo vincolante bensì consiglia solo di «valutare…valutare…valutare».
Tutto ciò premesso, condividendo con l’Amministrazione il ruolo fondamentale della formazione per l’accrescimento delle conoscenze e delle competenze di quante e quanti lavorano nel nostro Ministero, al fine di non rendere la Direttiva Zangrillo un mero atto di precetto, si chiede il ritiro immediato della circolare con contestuale tavolo di confronto con tutte le OO. SS. nazionali al fine di individuare le più idonee forme di inclusività senza penalizzazioni economiche.
In attesa di cortese, sollecito riscontro si porgono Distinti saluti
FP CGIL UIL PA
V.Giunta F. Trastulli
In data odierna si è tenuto un incontro tra le Organizzazioni Sindacali di FP CGIL, CISL FP, UIL FPL, UIL PA e la delegazione trattante di Federculture, per il proseguimento del negoziato relativo al rinnovo del Contratto Collettivo Nazionale di Lavoro per il triennio 2022-2024.
Durante la riunione sono stati affrontati alcuni importanti temi relativi alla parte normativa del contratto. In particolare, è continuato il confronto sul sistema di classificazione del personale, un punto fondamentale per il Sindacato per la corretta valorizzazione e lo sviluppo professionale di tutte le lavoratrici e i lavoratori del settore. Le OO.SS. hanno rimarcato la necessità di discutere nel merito del rinnovo economico del triennio scaduto e, di essere in attesa di una proposta economica articolata e complessiva.
La parte datoriale ha dichiarato la necessità di fare alcune ulteriori verifiche tecniche sulla parte normativa per poi giungere ad una proposta complessiva, aggiornando la trattativa al 23 settembre 2025.
In quella data, Federculture presenterà una proposta economica organica e fornirà tutti i rilievi sulla parte normativa necessari per convenire – auspichiamo – al percorso conclusivo per la chiusura del rinnovo contrattuale.
Per le scriventi Organizzazioni Sindacali è determinante chiudere in tempi brevi la trattativa per il CCNL 2022-2024, ottenendo le necessarie soddisfazioni economiche per tutte le lavoratrici e i lavoratori, e avviando immediatamente il negoziato per il rinnovo del triennio 2025-2027.
Sarà nostra cura tenervi costantemente aggiornati sugli sviluppi del negoziato.
FP CGIL CISL FP UIL FPL UIL PA
PARERE SUL PIANO TRIENNALE DELLA FORMAZIONE
In data 4-08-2025 la rappresentanza Fp Cgil in seno al CUG e OPI nelle persone delle dott.sse Carmen Di Santo e Roberta Sorace ha partecipato alle riunioni dei suddetti organismi con ordine del giorno il seguente tema: “Espressione parere sul Piano Triennale della Formazione recante il consuntivo 2024 e la pianificazione delle attività formative per il triennio 2025-2027 destinate al personale del Ministero dell’Università e della Ricerca”
Si premette che la convocazione è arrivata alle componenti di GUG e OPI con estremo ritardo, ossia il giorno giovedì 31 luglio, alle ore 22, rappresentando l’urgenza di acquisire il parere degli organismi entro il giorno 5 agosto.
Appare chiaro che con una simile tempistica, i rappresentanti dei succitati organismi non sono stati messi nelle condizioni di formulare al meglio le proprie osservazioni su un testo abbastanza corposo e articolato, e alla formulazione di proposte coerenti e utili ad apportare un effettivo contributo all’elaborazione del Piano Triennale della Formazione.
Si è palesata quindi in entrambe le riunioni la volontà di astenersi da una valutazione generale del piano, ed è stato evidenziato che le convocazioni vanno fatte per tempo con l’invio della relativa documentazione in tempo utile a poterla approfondire, al fine di poter esprimere pareri circostanziati e di effettiva utilità all’attività di programmazione.
Si evidenzia inoltre che la partecipazione alle riunioni dei diversi organismi di supporto all‘ amministrazione non dovrebbe essere, come in questo caso, un momento vissuto come mero adempimento formale, ma come occasione concreta per dare sostanza e ruolo ad effettive relazioni sindacali.
Tuttavia, nella riunione CUG si è ritenuto di dover e sottolineare alcune criticità emergenti dall’esperienza concreta sulla formazione degli ultimi anni, evidenziando che :
Per i corsi SNA si è riscontrata una frequente difficoltà di poter partecipare ai corsi di interesse, soprattutto se in presenza e di taglio pratico -operativo;
Per i corsi syllabus emerge una certa problematicità nella valorizzazione delle ore svolte ai fini del periodo obbligatorio di formazione, la cui disponibilità è subordinata allo svolgimento di test finali tarati su standard di molto superiori alla sufficienza.
Tali osservazioni sono state acquisite nell’ambito del tavolo e valorizzate insieme ad altre osservazioni emerse nell’ambito della discussione, tra le quali si menziona per il particolare interesse l’ampliamento della proposta formativa relativa alle competenze sulla lingue straniere, anche prevedendo corsi per livelli iniziali più bassi di quelli che sono stati previsti nel piano della formazione in esame, e soprattutto più frequenti negli anni, in modo da aggiornare e consolidare nel tempo le competenze acquisite.
Durante la riunione OPI da parte della rappresentanza Fp Cgil si è comunicata l’astensione rispetto all’emanazione del parere, per i motivi già menzionati durante la riunione CUG, tuttavia si è ritenuto di poter fornire alcune riflessioni critiche e costruttive rispetto alla tematica della formazione del personale.
A proposito, è stata evidenziata la necessità di una attenta programmazione di corsi di formazione in ordine alle differenti specificità delle attività istituzionali svolte dalle varie strutture del dicastero. Si è inoltre evidenziata la necessità di prevedere specifici corsi nell’ambito dell’intelligenza artificiale da svolgersi in presenza.
Si è auspicato in particolare che, in merito ai corsi di formazione della lingua inglese, questi vengano somministrati da enti qualificati quale il British Council e incentrati non solo sugli aspetti grammaticali ma anche sulla conversazione e comprensione del parlato.
Infine, sintetizzando gli esiti dei due incontri non si può negare l’importanza della discussione in merito al piano della formazione e all’interesse e partecipazione dei componenti di OPI E CUG, che avrebbero potuto esprimersi in maniera più approfondita ed efficace con una migliore organizzazione di tali incontri.
Si auspica quindi un deciso cambio di passo nelle prossime consultazioni con i rappresentanti sindacali, in maniera da rendere effettivo e proficuo il confronto con l’amministrazione sui temi di comune interesse dei lavoratori in seno all’attività di OPI E CUG.
Rappresentante FP Cgil per il Cug Carmen Di santo
Rappresentante FP Cgil supplente per l’OPI Roberta Sorace
Nel corso delle trattative per il rinnovo del CCNL 2022/2024, come Fp CGIL, abbiamo presentato alcune proposte in merito al Premio di Risultato.
Abbiamo rivendicato, ad esempio, che già a partire dalla sottoscrizione del PDR2025 e attese le maggiori risorse previste dalla Convenzione di Servizi per il triennio 2025/2027, parte di queste maggiori risorse nella loro natura “variabile”, potessero incrementare il salario di produttività al raggiungimento degli obiettivi così come formulati nella Convenzione.
Questa proposta è stata rigettata dal Tavolo per essere –sotto altra forma non immediatamente esigibile ed opaca nella sua sostanza– inserita in una dichiarazione congiunta finalizzata a determinare forme e modalità di compensazione tra il PdR e altre voci di salario accessorio in godimento e, solo nel caso di disponibilità di risorse aggiuntive destinate alla contrattazione e subordinatamente alla necessità di finanziamento di altri istituti, di natura retributiva e contrattuale, a valutare di incrementare le risorse da destinare al Premio di risultato.
A prima vista, non sembra un buon risultato: lascia intendere che eventuali quote aggiuntive al Premio di Risultato saranno finanziate da risorse economiche già spettanti per Legge o per Contratto alle Lavoratrici e ai Lavoratori.
Già il solo fatto di aver proposto –figuriamoci averlo inserito in un contesto contrattuale– questo principio, lascia trasparire una strategia del “dividi et impera” utile a scardinare ogni tentativo di costruzione di unitarietà delle rivendicazioni da parte delle Lavoratrici e dei Lavoratori e, soprattutto, a consentire alla Controparte di limitare il ricorso a risorse aggiuntive a valere sul salario di produttività.
Semplice: abbiamo misurato la dinamica degli ultimi anni e non volevamo trovarci a ridosso della scadenza non scritta ma effettiva per accedere alla detassazione del PdR con una quantificazione economica e uno schema di accordo sostanzialmente blindati.
Guardando come si è sviluppata la discussione evidentemente siamo stati gli unici a porci il problema.
Una chiosa, in merito ai profili professionali.
Per quanto riguarda i profili professionali, come FP CGIL, riteniamo non rinviabile la discussione ed è per questa ragione che, nel corso del rinnovo, abbiamo sottolineato la necessità di previsione di risorse economiche aggiuntive da investire nel sistema di classificazione del personale al fine di risolvere eventuali incongruenze tra inquadramento e attività svolta. L’Agenzia, nel merito, ha precisato che le condizioni di ristrettezza delle risorse economiche non consentono allo stato attuale la previsione di finanziamento del nuovo sistema di classificazione del personale.
Da parte nostra, il rischio di rivedere gli inquadramenti senza risorse aggiuntive è quello di limitarsi a fotografare l’esistente o, peggio, legittimare i sotto-inquadramenti.
Ci stiamo misurando, quindi, con le tante promesse di discussione futura agite mediante rinvii e dichiarazioni congiunte –spesso non orientate o circoscritte– tanto da far ipotizzare che le risorse dichiarate come “non disponibili” per il CCNL 2022/2024 possano comparire magicamente per il CCNL 2025/2027.
Noi, alle magie, siamo portati a non credere.
La FP CGIL non potrà partecipare a questa riunione e non potrà farlo per una questione tecnica: non avendo sottoscritto il rinnovo 2022/2024, per l’Agenzia –applicando regole che non condividiamo e che nel corso della Trattativa per il rinnovo abbiamo chiesto di modificare almeno in parte– non rappresentiamo più un soggetto sindacale accreditato nelle trattative.
Rispetto a questo punto, valuteremo la correttezza dell’agire dell’Agenzia già nel corso di queste settimane.
Durante la trattativa per il rinnovo del CCNL 2022/2024 abbiamo rivendicato rispetto per tutte le colleghe e i colleghi che, da tempo, chiedono di vedersi riconoscere l’impegno prestato, di non impoverirsi nonostante il Lavoro: abbiamo preteso più risorse economiche e abbiamo chiesto di correggere alcuni aspetti normativi che non condividiamo nel nuovo CCNL consapevoli che la nostra responsabilità fosse maggiormente gravosa perché “qualcuno” ha rinunciato alla richiesta di migliori condizioni per tutti ancora prima che la trattativa iniziasse.
Noi, invece, scegliamo di non alimentare un clima di rassegnazione.
Alle colleghe e ai colleghi dell’Agenzia del Demanio confermiamo il nostro impegno a rappresentarli anche fuori dai Tavoli negoziali, con un unico obiettivo: migliorare le condizioni di lavoro delle Lavoratrici e dei Lavoratori dell’Agenzia del demanio.
Siamo orgogliosamente la prima Organizzazione sindacale in Agenzia e saremo in grado, nonostante il tentativo di depotenziarci, di far sentire la nostra voce.
FP CGIL Nazionale
Daniele Gamberini
Nei giorni scorsi l’Agenzia ha aperto un nuovo spazio intranet dedicato al lavoro agile e al co-working raccogliendo documenti, moduli e, più in generale, informazioni utili su questi argomenti a beneficio del Personale di Agenzia.
Da subito, come FP CGIL, abbiamo riscontrato come l’assenza in detto spazio virtuale di alcune indicazioni concordate tra Agenzia e Organizzazioni sindacali nel 2023 stava mettendo in discussione – attraverso “superiori” richieste di revisione di quanto già autorizzato/concordato– l’ordinata calendarizzazione delle giornate in presenza e da remoto in diverse Strutture, peraltro in un momento in cui la domanda di conciliazione e flessibilità è “massima”.
Pur confermado la bontà del proprio agire, l’Agenzia nella giornata di ieri ha comunicato la rimozione della circolare dall’intranet. Questa rimozione è sufficiente per definire “chiuso” l’argomento?
Per noi, no. Non è può dirsi risolta così, semplicemente attraverso la rimozione della circolare.
Le indicazioni datoriali pubblicate nello spazio intranet –oltre alla necessità di esplicitare coerenza al contenuto dell’accordo de l 2023– vanno implementate con le precisazioni alle FAQ concordate nel 2023 con le Organizzazioni sindacali: cosa che non è avvenuta generando confusione. Con la rimozione della circolare, infatti, e senza garanzia che questa venga integrata con gli aggiornamenti il problema è solamente spostato ma non risolto!
Più in generale, quanto avvenuto dimostra la necessità di una disciplina organica dell’Istituto come chiesto dalla FP CGIL nel corso del rinnovo contrattuale e che non è avvenuto: è stata sufficiente la mancata pubblicazione di un documento per mettere in discussione le finalità e le modalità di fruizione del Lavoro Agile nonostante gli obiettivi raggiunti e relazionati dall’Agenzia, consolidati anche attraverso l’adozione e l’implementazione degli istituti di conciliazione dei tempi vita-lavoro.
Monitoreremo quanto avverrà nelle singole Strutture riservandoci di fare le opportune segnalazioni.
FP CGIL Nazionale
Daniele Gamberini