Al Segretario generale Pres. Franco Massi
Al Vicesegretario generale Cons. Francesco Targia
e p.c. All’Ufficio Relazioni Sindacali
Al Personale della Corte dei conti
Oggetto: Richiesta di informazioni.
La scrivente Organizzazione Sindacale, con la presente, chiede di ricevere informazioni ed aggiornamenti sulle seguenti tematiche:
Criteri Alte Professionalità: il Segretario generale ha anticipato che sarebbero stati pubblicati i criteri per l’attribuzione delle funzioni dell’Alta Professionalità, oggi a totale discrezionalità dei vertici, per coloro che abbiano conseguito l’idoneità; a tutt’oggi nulla è stato comunicato, facendo presente che nel rispetto in materia di trasparenza, il Personale interessato ha le sue legittime aspettative;
Elevate Professionalità: si fa presente che nell’ultima comunicazione da parte dell’Amministrazione, risalente ormai a oltre due anni fa, era stata accertata una disponibilità di ottanta posti, di cui il 50% da destinare a concorso pubblico; si chiede un aggiornamento in tal senso;
Sempre il Segretario generale ha annunciato e confermandolo, un aumento degli emolumenti, sia delle Alte Professionalità che del Premio Incentivante, già da vari mesi, ma a tutt’oggi non ci sono comunicazioni in tal senso.
In attesa di un rapido riscontro, si inviano cordiali saluti.
La Coordinatrice FP CGIL Corte dei conti
Susanna Di Folco
Negli ultimi cinque anni, il paradigma della disabilità in Italia è stato profondamente ridefinito, in linea con un modello fondato sull’autodeterminazione della persona e sul pieno riconoscimento dei diritti umani. Un cambiamento rilevante, che ha inciso anche sul mondo del lavoro e che si è ulteriormente intrecciato con la nuova consapevolezza del concetto di fragilità emersa durante la pandemia.
In questo scenario, l’INPS ha dimostrato capacità e attenzione alla tutela della salute e della sicurezza nei luoghi di lavoro, intervenendo in modo efficace a protezione dei più vulnerabili. Tuttavia, a questo impegno non è corrisposto, negli anni, un analogo avanzamento sul piano della piena esigibilità dei diritti lavorativi.
Come organizzazione sindacale, abbiamo più volte segnalato criticità persistenti nell’applicazione delle norme vigenti, senza registrare nel tempo risposte adeguate.
Tale situazione evidenzia un immobilismo che si è protratto a lungo, soprattutto alla luce dell’evoluzione normativa e culturale in materia di disabilità e inclusione.
In particolare:
Non è ancora stata definita una modalità strutturata per la richiesta di accomodamenti ragionevoli, né per le lavoratrici/i lavoratori con disabilità, né per i caregiver.
Non risulta chiaro se sia stato nominato il dirigente per l’accessibilità previsto dall’art. 3 del D. Lgs. 222/2023, figura centrale per garantire servizi accessibili e fondati sulla progettazione universale.
Nei bandi per Posizioni Organizzative e negli interpelli continua a non essere prevista la possibilità di richiedere accomodamenti ragionevoli o misure compensative.
Non sono state ancora pubblicate le modalità operative per la fruizione delle 10 ore di permesso aggiuntivo per visite ed esami previste dalla legge 106/2025 per lavoratrici e lavoratori in follow-up oncologico o affetti da patologie croniche e rare.
Non è disponibile la procedura per accedere allo specifico accomodamento ragionevole per le persone con patologie oncologiche, previsto dal Decreto Ministeriale n. 4/2026.
Non risulta al momento attivo il corso di formazione previsto dal PIAO 2025-2026, destinato a Datori di Lavoro e Disability Manager sulla gestione del personale con disabilità.
L’Amministrazione a nostro avviso ha tutto l’interesse e la capacità di compiere il salto necessario verso una piena cultura dei diritti.
L’immobilismo assunto negli ultimi anni ha esposto ed espone l’Istituto a rischi concreti: anche sul piano legale, con un possibile incremento del contenzioso, come già dimostrano recenti pronunce che hanno interessato altre grandi PA e realtà private.
Per queste ragioni, riteniamo siano maturi i tempi per passare da una gestione attendista a un’azione concreta, strutturata, coerente con il quadro normativo vigente, al fine di garantire pienamente i diritti delle lavoratrici e dei lavoratori con disabilità.
Le linee guida proposte sul lavoro a distanza, pur al netto di qualche aggiustamento, vanno nella giusta direzione: finalmente si vede uno spiraglio.
Confidiamo nella stessa sensibilità rispetto ai temi qui evidenziati e finora rimasti inevasi.
Coordinatore nazionale FP CGIL INPS
Giuseppe Lombardo
La Deliberazione del Consiglio di Amministrazione n. 159/2025, con cui viene aggiornato il Regolamento in materia di rotazione del personale in attuazione della legge n. 190/2012 e delle indicazioni ANAC, si inserisce nel solco delle politiche di prevenzione della corruzione. Tuttavia, a una lettura attenta, emerge con chiarezza una criticità di fondo: si continua a guardare il dito e non la luna.
Il dibattito si concentra su una dimensione parziale del problema – la rotazione in sé – evitando di affrontare i nodi strutturali e ancora irrisolti della trasparenza e dell’imparzialità nei processi decisionali interni.
Colpiscono, in generale, le ampie zone d’ombra sulle attribuzioni degli incarichi. La crescente procedimentalizzazione, lungi dal garantire equità e oggettività, rischia spesso di tradursi in una mera formalizzazione delle preferenze dirigenziali, senza che vi sia una reale competizione tra i candidati. In assenza di criteri chiari, verificabili e comparabili, il processo decisionale perde in trasparenza e credibilità, determinando anche un’incidenza sulla professionalità complessiva dell’Istituto.
Ancora più grave è il silenzio su un aspetto fondamentale: la mancata codificazione dei punteggi attribuiti ai candidati per le posizioni organizzative.
Tale scelta, giustificata impropriamente in nome della tutela della privacy, rappresenta un passo indietro rispetto ai principi di pubblicità e accountability. Prima si facevano i colloqui e ciascuno aveva una sorta di giudizio sulla sua prova; da qualche tempo, al netto dell’opacità di taluni interpelli, viene data soltanto l’indicazione profetica del prescelto, senza alcuna specifica ulteriore.
Come FP CGIL continuiamo a ribadire un elemento per noi centrale: la trasparenza non può essere sacrificata sull’altare di una interpretazione distorta della riservatezza.
Sul piano operativo, infine, emergono interrogativi che il regolamento non affronta, e che richiederebbero invece risposte improntate alla mera logica. A titolo d’esempio:
è ragionevole prevedere la rotazione per chi è prossimo alla pensione, con il rischio di compromettere continuità e funzionalità dei servizi?
È lungimirante imporre la mobilità a chi possiede competenze altamente specialistiche e non sostituibili, senza prevedere adeguati percorsi di affiancamento e trasferimento delle conoscenze?
La prevenzione della corruzione non può ridursi a un esercizio burocratico né a un’applicazione rigida e decontestualizzata di principi astratti.
Serve, in definitiva, un impegno attivo per risolvere i problemi che abbiamo evidenziato nel corso di questi anni, per garantire percorsi di carriera trasparenti; non serve l’adozione pedissequa di regole che potrebbero comportare, di contro, l’ingessamento dell’intera macchina organizzativa, con un danno in primis per l’utenza.
Coordinatore nazionale FP CGIL INPS
Giuseppe Lombardo
All’Agenzia del Demanio
Direzione Risorse Umane e Organizzazione
Trattamento economico, attività normativa e relazioni sindacali
Dott. Francesco Gregorace
dg.normativarelazionisindacali@agenziademanio.it
Oggetto: redazione del piano ferie per l’anno 2026 – Rigidità applicativa art, 35 CCNL 2022/2024
Continuano ad arrivare a questa Organizzazione sindacale segnalazioni in merito all’eccessiva rigidità applicativa dell’articolo 35 del CCNL 2022/2024.
Sembrerebbe, infatti, che in diverse articolazioni dell’Agenzia del demanio venga imposto un vincolo nella redazione del Piano Ferie per l’anno in corso laddove si sancisce che lo stesso non potrà essere oggetto di alcun tipo di variazione da parte delle Lavoratrici e dei Lavoratori nonostante la previsione delle ferie venga chiesta fino al 31 dicembre dell’anno in corso.
Fortunati coloro che possono trovarsi nelle condizioni di pianificare scolpendo nella pietra la fruizione delle ferie con tale anticipo, verrebbe da dire. Purtroppo, non a tutti -e nemmeno all’Agenzia- viene offerta la possibilità di conoscere in anticipo il futuro.
Pertanto, si chiede a codesta Direzione di intervenire presso le strutture territoriali dell’Agenzia al fine di chiarire che il piano ferie da redigere entro il 31 marzo p.v. andrà inteso come una pianificazione passibile di variazione, tenuto conto -per l’appunto- dell’impossibilità da parte ciascuno di prevedere con così largo anticipo eventuali necessità di recupero psico-fisico, situazioni/impegni personali e familiari non programmabili.
Nel restare disponibili per ogni eventuale confronto in merito, si coglie l’occasione per inviare cordiali saluti.
FP CGIL Nazionale
Daniele Gamberini
gamberini@fpcgil.it
Riteniamo necessario esprimere alcune valutazioni a seguito della recente pubblicazione delle graduatorie per i differenziali stipendiali 2024. Con nota prot. n. 6081 del 17 marzo 2026, la DGRUF ha rappresentato alle O.O.S.S. le interlocuzioni avvenute con l’Aran in merito ai requisiti di partecipazione alla procedura. In tale nota l’Amministrazione considera “consolidato” l’orientamento Aran.
Questa Organizzazione sindacale ritiene che, in tal caso, sarebbe stato ancor più opportuno da parte dell’Amministrazione chiarire mediante pubblicazione di FAQ, al momento della pubblicazione del bando, quale fosse la corretta interpretazione dei requisiti di partecipazione, come chiesto dalla scrivente.
La combinazione tra i requisiti del bando in attuazione della contrattazione integrativa e l’assenza di procedure di progressioni orizzontali con decorrenza 01.01.2023, ha, nei fatti, determinato la sovrapposizione dell’accesso al differenziale per chi aveva già ricevuto una progressione con decorrenza 01.01.2022.
Riteniamo, pertanto, necessario che, col bando relativo alle nuove PEO, la cui pubblicazione auspichiamo in tempi ristretti, sia non solo garantita la massima trasparenza sui criteri di partecipazione, ma soprattutto assicurata una effettiva alternanza del personale beneficiario delle progressioni, con l’obiettivo di riconoscere adeguatamente la professionalità di tutte le lavoratrici e i lavoratori del Ministero.
Anche per questa ragione, pensiamo che sia urgente aprire un immediato confronto per rendere maggiormente chiari i criteri per l’accesso ai differenziali stipendiali e, soprattutto, per avviare subito le procedure con cui riconoscere i differenziali stipendiali dall’01.01.2025, in modo da dare risposta adeguata alle legittime aspirazioni del personale a poter vedere riconosciuta la propria attività al servizio dell’amministrazione, con il corrispondente riconoscimento economico della propria carriera.
Rimaniamo, inoltre, a disposizione di tutti coloro che abbiano ravvisato difformità tra i punteggi riconosciuti e i criteri di attribuzione previsti dal bando, anche per predisporre le necessarie iniziative di tutela individuale del personale.
Il Coordinamento Nazionale FP CGIL
Ministero dell’Istruzione e del Merito
Al Segretario generale Pres. Franco Massi
Al Vicesegretario generale Cons. Francesco Targia
Alla Dirigente generale Risorse Umane Dott.ssa Daniela Greco
Al Dirigente Trattamento Economico Amm.vi Dott. Mauro Cardarelli
e p.c. All’Ufficio Relazioni Sindacali
Al Personale della Corte dei conti
Oggetto: Esclusione premio incentivante personale concorso 3F3.
In data 20 luglio 2022 veniva bandito il concorso pubblico, per titoli ed esami, a complessive 94 unità di personale amministrativo, Area III – Fascia retributiva F3, da assegnare agli uffici centrali e territoriali della Corte dei conti e dell’Avvocatura dello Stato. Allo stesso partecipava anche il Personale amministrativo interno alla Corte dei conti, il quale per buona parte risultava vincitore.
Alla luce di quanto esposto, gli stessi vincitori, già di ruolo della Corte dei conti una volta assunti, venivano esclusi per il primo mese dal premio incentivante per i progetti già in corso ed ai quali già partecipavano, ed hanno comunque per senso di responsabilità, continuato a contribuire agli stessi proficuamente.
Questa Organizzazione Sindacale, è venuta a conoscenza, che i vincitori dello stesso concorso, non già dipendenti della Corte dei conti, quindi di prima assunzione, venivano, invece, inseriti fin da subito ai progetti di incentivazione e percepivano integralmente il premio fin dal primo mese dalla presa di servizio.
Quindi ci troveremmo davanti ad una chiara disparità di trattamento, dove il Personale già di ruolo è stato discriminato rispetto a quello di nuova assunzione, circostanza che troviamo paradossale e grave.
Pertanto, si chiede la conferma o meno dell’esclusione alla liquidazione del primo mese al Personale vincitore del concorso 3F3, già di ruolo e che comunque ha partecipato in maniera continuativa ai progetti di incentivazione e in caso di conferma, si chiede la liquidazione del mese non retribuito al Personale già di ruolo, vincitore del concorso 3F3.
Si coglie l’occasione per inviare cordiali saluti.
La Coordinatrice FP CGIL Corte dei conti
Susanna Di Folco
Al Capodipartimento DOG
Dott.ssa Di Domenico
e p.c. alla DG personale
Dott.ssa Gandini
Oggetto: bandi stabilizzazione precari e attuazione nuovo ordinamento professionale
Gentilissime dottoresse,
a una settimana dal referendum il Ministro ha dato indicazioni di far pubblicare i bandi di stabilizzazione dei precari. Accogliamo positivamente l’iniziativa, evidenziando però l’imminente scadenza dei contratti al 30 giugno.
Dopo quattro lunghi anni di mobilitazione delle lavoratrici e dei lavoratori precari, due scioperi organizzati dalla Fp Cgil, le lavoratrici e i lavoratori hanno visto riconosciuto il loro diritto a un rapporto di lavoro a tempo indeterminato, anche se ne mancano ancora 1.800 all’appello per cui chiediamo di fare l’ultimo sforzo necessario alla loro stabilizzazione.
Purtroppo dobbiamo evidenziare alcune anomalie:
l’assenza di un’indicazione sui posti messi a concorso per ogni distretto;
il profilo di ruolo in cui saranno stabilizzati.
Si tratta di due elementi fondamentali per un concorso. I candidati devono sapere se concorrono per un posto di lavoro in un determinato distretto e se, in quel distretto, potranno ambire ad essere assunti.
Inoltre si chiede di sostenere una prova selettiva. Ricordiamo che queste lavoratrici e questi lavoratori sono stati assunti a seguito di un concorso pubblico per titoli ed esame. Una selezione, quindi, è già stata svolta ed è stata formata una graduatoria di merito.
Confidiamo che queste due anomalie vengano sanate nel più breve tempo possibile, così da consentire alle lavoratrici e ai lavoratori di avere un quadro chiaro del bando.
L’altro elemento assolutamente necessario per la stabilizzazione delle lavoratrici e dei lavoratori precari, impegnati da oltre quattro anni nel raggiungimento degli impegnativi obiettivi concordati con la Commissione europea, condizionalità necessaria per ottenere i cospicui finanziamenti, è la strutturazione a regime del nuovo modello organizzativo, ovvero l’ufficio per il processo.
La nuova organizzazione e la stabilizzazione integrale di tutto il personale precario consentirebbe la collocazione dei funzionari AUPP, dei funzionari tecnici e degli operatori data entry negli attuali distretti di assegnazione.
Una nuova organizzazione, moderna ed efficiente, è necessaria per coinvolgere tutto il personale in un processo di cambiamento culturale e operativo e per consentire la transizione digitale. Per attuare questo processo occorre riqualificare tutto il personale attualmente in servizio.
Per questo, lo sviluppo del nuovo ordinamento professionale è uno strumento fondamentale. Si parte dalle famiglie professionali e dai profili di ruolo di ciascuna area, si deve proseguire con il sistema degli incarichi, professionali e di posizione organizzativa per l’area Funzionari, di specifiche responsabilità per l’area Assistenti, con il sistema dei differenziali stipendiali per riconoscere i passaggi economici al personale, con l’attivazione e la riserva di posti per l’area Elevate Professionalità.
Per quanto sopra, inoltre, evidenziamo che al 30 giugno 2026 incombe un’altra importante scadenza: la norma in deroga di cui all’art. 18 del CCNL 2019/2021, relativa ai passaggi tra le aree, finanziata dalla legge di bilancio 2022 con un importo pari allo 0,55% del monte salari del 2018, corrispondente a 9.500.000 euro per questo Ministero. La scadenza contrattuale originaria era fissata a giugno 2024 ed è stata prorogata dal contratto vigente al 30 giugno 2026.
Tale norma rappresenta il punto di partenza per realizzare quanto sopra. Per rendere possibile un vero cambiamento, però, è necessario programmare il costante passaggio del personale per raggiungere almeno il 70% in area Funzionari dei dipendenti attualmente collocati in area Assistenti come per altro è realtà nella maggioranza delle amministrazioni del comparto delle funzioni centrali, riconoscendo professionalità, titoli di studio e competenze sempre più elevate richieste al personale, contestualmente allo svuotamento dell’area Operatori verso l’area Assistenti.
Mantenere nell’area Assistenti l’attività che caratterizza questo Ministero, e che assorbe il maggior numero di dipendenti, penalizza il personale. Il rischio è quello di restare nella stessa area per lunghi periodi, con sviluppi di carriera regolari di fatto preclusi come negli ultimi vent’anni anche grazie a un contratto integrativo inadeguato come quello del 2010. Inoltre così non viene riconosciuto il valore dell’attività che identifica questo Ministero: l’assistenza qualificata al magistrato e l’attività svolta in udienza.
Infine, ricordiamo che le lavoratrici e i lavoratori delle altre Amministrazioni del comparto Funzioni centrali hanno effettuato i passaggi già dal 2023. Questa Amministrazione, nonostante la proroga sopra citata, non ha ancora fatto alcun passo concreto in questa direzione.
Confidiamo che nei prossimi giorni l’Amministrazione convochi tutte le organizzazioni sindacali rappresentative per sottoscrivere un buon accordo, dal quale partire per un vero cambiamento.
Continuare con i rinvii produce un solo risultato: un grave danno economico e professionale a migliaia di dipendenti fermi al palo da decenni, oltre a incentivare l’esodo del personale.
La Coordinatrice nazionale FP CGIL del Ministero della giustizia
Felicia Russo
Agenzia del demanio
Trattamento Economico, Attività Normativa e Relazioni Sindacali
Dott. Francesco Gregorace
dg.normativarelazionisindacali@agenziademanio.it
Oggetto: Sistema di Valutazione – Accordo per la definizione dei criteri generali di sviluppo anno 2025 – Discrezionalità nella valutazione – Pubblicità e trasparenza.
Questa Organizzazione ha ricevuto diverse segnalazioni in merito alla mancata comunicazione ad ogni singolo dipendente avente i requisiti per accedere alla manovra 2025 della valutazione complessiva e delle schede di valutazione delle singole componenti.
Si chiede, pertanto, di verificare l’effettivo invio delle “schede individuali” da parte delle competenti Strutture e, potendo ritenersi sostanzialmente concluso il processo complessivo afferente l’attribuzione dei passaggi a nuovi inquadramenti, di condividere la tempistica per la comunicazione a tutto il personale sugli esiti della manovra e pubblicazione dell’elenco dei destinatari dei provvedimenti.
Con l’occasione, nel merito dell’argomento, si prende atto dell’intendimento dell’Agenzia –condiviso da alcune Organizzazioni sindacali– di far decorrere dalle annualità successive al 2025 nuovi e diversi meccanismi di sviluppo al fine di addivenire ad una declinazione della valorizzazione del personale sempre più improntata sul merito.
La “valutazione”, quindi, potrà assumere sempre maggior rilievo e potrà determinare ricadute economiche anche oltre i limiti oggi conosciuti.
Anche in forza di questo, per la FP CGIL, è necessario il superamento delle “zone d’ombra” nel percorso valutativo –a titolo esemplificativo e non esaustivo a conclusione del processo non è tuttora chiaro in quale “cluster” valutativo siano stati inseriti le colleghe e i colleghi con ruolo di pmo– e l’ancoraggio tra inquadramento contrattuale e mansioni effettivamente svolte.
Da qui la necessità che oltre al continuo richiamo al “merito” –talvolta “di facciata” e strumentalizzato per punire o penalizzare, trasformando una valutazione in uno strumento di esclusione– ci si preoccupi anche di aprire una trattativa seria e di merito con le Organizzazioni sindacali per definirne i contorni e individuare i criteri generali di valutazione delle prestazioni.
Nel corso degli anni e mantenendo coerenza di posizione come Fp CGIL abbiamo più volte sottolineato che il Sistema di Valutazione adottato in Agenzia del demanio non funziona: è discrezionale, troppo spesso iniquo, e non apprezza la professionalità delle lavoratrici e dei lavoratori dell’Ente.
Uno strumento, quello delle Valutazioni, che invece di favorire e accompagnare la crescita professionale delle Lavoratrici e dei Lavoratori contribuisce ad alimentare –per come viene strutturato ma soprattutto agito dall’Agenzia– condizioni di disagio lavorativo, sintomi di stress/burnout, calo di motivazione e alto turnover.
Fatte salve rare eccezioni, nessuna lavoratrice e nessun lavoratore a inizio anno riceve indicazioni organizzative e non vengono sviluppati colloqui realmente esplorativi sul contributo che potrà essere fornito, né sussistono meccanismi di feedback continuo.
Le voci che compongono la valutazione sono peraltro espunte da qualsiasi motivazione: come tararsi su un obiettivo non qualificato o non misurabile?
Quando viene espresso un parere ritenuto dall’interessato poco lusinghiero o percepito come non aderente all’effettivo apporto, non è previstaoun contraddittorio di verifica, e non è prevista la formazione del Personale su eventuali criticità rilevate dal valutatore. Troppo spesso il processo di valutazione si riduce ad una valutazione sommaria a consuntivo esplicitata in poche parole (una semplice riga generica).
Non proprio l’esortazione a migliorarsi e a sentirsi sostenuto nella crescita professionale.
Abbiamo sempre evidenziato come un simile impianto, in assenza di indicazioni quadro, si presti a un elevato tasso di discrezionalità. A dispetto dei tentativi di migliorare il sistema, l’arbitrio rimane l’elemento caratterizzante e maggiormente percepito dai valutati. Questo vale per la scala di giudizi, ma vale anche per la pesatura del contributo individuale.
Tanto premesso, in sintesi, chiediamo:
la puntuale informazione alle colleghe e ai colleghi in merito alla manovra conseguente alla sottoscrizione dell’accordo contenente i criteri generali di sviluppo anno 2025 attraverso l’invio delle schede individuali (senza necessità che sia il valutato a chiederne copia) e la pubblicazione dell’elenco dei destinatari dei provvedimenti;
l’Apertura della trattativa avente ad oggetto l’individuazione dei criteri generali di valutazione delle prestazioni atteso che l’attuale modalità non produce effetti benefici sull’organizzazione.
Disponibili, come sempre, a discutere nel merito delle questioni si porgono cordiali saluti
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FP CGIL Nazionale Daniele Gamberini gamberini@fpcgil.it |
Pubblicata sulla intranet la procedura per la richiesta della carta Modello ATe (sostitutive delle precedenti tessere modello AT cartacee che dovranno essere riconsegnate dal personale che ne sia in possesso) che può essere utilizzata come Carta Nazionale dei Servizi (CNS), al link https://intranet.mef.gov.it/group/guest/tessere-di-riconoscimento-ate.
Riteniamo che l’iniziativa vada incontro a quanto rappresentato per le vie brevi all’amministrazione da questa organizzazione sindacale circa le criticità connesse all’obbligo di utilizzo di SPID/CIE per accedere ai servizi istituzionali. Pur comprendendo le necessità di innalzamento dei livelli di sicurezza per l’accesso alle applicazioni MEF, viste anche le recenti evoluzioni normative che hanno interessato il sistema SPID, ritenevamo altamente inopportuno obbligare il personale dipendente all’utilizzo di credenziali ormai a pagamento per l’accesso ai servizi istituzionali necessari per la propria attività lavorativa.
Avremmo certamente preferito che tale procedura fosse stata attivata per tempo in modo da evitare le difficoltà operative di chi comunque ha dovuto trovare una soluzione alternativa per l’accesso ai servizi istituzionali in queste prime settimane, ma salutiamo in ogni caso con favore lo spirito dell’iniziativa intrapresa dall’amministrazione e invitiamo il personale che ne voglia fare richiesta a seguire la procedura indicata sulla intranet, inviando la domanda alla mail servizi.dag@mef.gov.it.
Rimaniamo a disposizione per raccogliere le eventuali criticità che dovessero verificarsi per assicurare che tutti i dipendenti che ne facciano richiesta possano avere evasa la propria domanda nel più breve tempo possibile.
Il Coordinatore nazionale FP CGIL MEF
Andrea Russo
Care/i tutte/i,
come sapete domenica 22 e lunedì 23 marzo i cittadini sono chiamati ad esprimersi sul quesito referendario sulla modifica alla composizione ed al funzionamento del Consiglio Superiore della Magistratura, l’organismo al vertice del potere giudiziario del nostro paese, responsabile di garantire l’autonomia e l’indipendenza della magistratura stessa.
La nostra organizzazione sindacale si è schierata fin dal principio con le associazioni che hanno costituito il comitato promotore ‘Società civile per il NO’, non è un mistero per nessuno e rientra pienamente nel concetto di attività sindacale confederale che la CGIL professa dalla sua fondazione.
Le motivazioni sono molteplici e ben illustrate nel nostro sito istituzionale, non è questa la sede per approfondire o aprire un dibattito, che peraltro in questi ultimi giorni si fa sempre più acceso a livello nazionale.
Ci sono però due considerazioni a nostro parere pregiudiziali che vogliamo fare e di cui vogliamo rendervi partecipi, soprattutto se non avete ancora deciso se e come votare.
La prima è l’esercizio del diritto di voto. Invitiamo tutte/i voi ad andare al seggio domenica o lunedì per praticare questa forma di democrazia diretta che i nostri padri costituenti hanno voluto trasmetterci. Da noi non arriverà mai un invito ad andare al mare o a ritirare la scheda e non votare. La democrazia è scelta e vive delle scelte consapevoli di ognuno di noi. Qualunque sia la vostra scelta, andate a votare.
La seconda è l’equilibrio fra i poteri. Questa proposta di riforma, aldilà dei tecnicismi, incide fortemente sull’equilibrio dei poteri sancito all’indomani della guerra e con il concorso di tutte le forze democratiche che si opposero alla dittatura. E’ un modo per rendere meno autonoma e indipendente la magistratura attribuendo le funzioni disciplinari ad un nuovo organismo e sottoponendo la giurisdizione a pressioni crescenti da parte del potere amministrativo, che avrà un peso maggiore nella nomina dei consiglieri e dei membri della futura Alta Corte. Per questo motivo è una proposta di riforma da respingere al mittente ed è il motivo principale per cui la CGIL invita tutte/i voi a votare NO. La giustizia in questo paese deve rimanere libera e deve poter continuare ad essere uguale per tutti, dal migrante irregolare al politico votato dal popolo.
Il 23 ed il 23 marzo difendiamo la Giustizia, la Costituzione e la Democrazia. Andiamo a votare e votiamo NO.
Un sincero saluto,
Daniele Rosati
Coordinatore Nazionale FP CGIL MASE
Pubblichiamo la Disciplina del rapporto di lavoro dei dipendenti delle Ambasciate, Consolati, Legazioni, Istituti Culturali ed Organismi internazionali in Italia per il triennio 2026-2028. sottoscritta nella giornata di ieri, presso il Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, alla presenza del Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale.
Segretaria Nazionale FP CGIL
Giordana Pallone