Al Dipartimento per la Giustizia Minorile e di Comunità

Direzione Generale PRAM

Dott. Alessandro Buccino Grimaldi

prot.dgmc@giustiziacert.it

Oggetto: richiesta incontro su Famiglie professionali

Facendo seguito all’incontro sulle famiglie professionali tenuto presso il Ministero della giustizia l’11.06 u.s., in occasione del quale, la scrivente FP CGIL, ha richiesto l’attivazione dei tavoli tecnici per i dipartimenti nei quali ancora non si è addivenuti alla definizione dello schema delle Famiglie professionali, si chiede a codesta Direzione Generale di convocare un tavolo di confronto presso codesto dipartimento, come è in atto al Dog, al fine di completare la discussione sulle questioni ancora aperte, in considerazione che ultima proposta è stata inviata alle OO.SS. in data 10.06.24.

Restando in attesa di urgente riscontro, si inviano cordiali saluti.

Per la FP CGIL Nazionale

Fuselli/Russo

Con il presente comunicato sottoponiamo all’attenzione dei dipendenti ENAC un evento che in questi giorni ha suscitato reazioni di dissenso e sconcerto da più parti.

Il Ministro delle Imprese e del Made in Italy Adolfo Urso ha dapprima annunciato e quindi presieduto la cerimonia per l’emissione in data 7 giugno 2024 di un francobollo commemorativo dedicato a Italo Foschi, per i 140 anni dalla sua nascita.

Mentre in tutta Italia si celebra Giacomo Matteotti, la Consulta filatelica decide di dedicare un francobollo ad Italo Foschi, militante e simbolo del partito fascista. Considerato responsabile di atti di estrema violenza verso gli oppositori politici, fu l’organizzatore dello squadrismo a Roma. Fu fedele a Mussolini fino alla Repubblica di Salò, quando l’Italia subiva gli eccidi delle brigate nere e delle S.S. naziste.

Ad Amerigo Dumini, capo della squadra fascista che sequestrò e uccise il deputato socialista veneto Giacomo Matteotti, Italo Foschi scrisse: «Sei un eroe, degno di tutta la nostra ammirazione».

Proprio ad Italo Foschi il Ministero delle Imprese e del Made in Italy dedica un francobollo, a 140 anni dalla sua nascita, in quanto fondatore nel 1928 della A.S. Roma, la squadra di calcio.

I meriti sportivi, che sono alla base dell’emissione del francobollo celebrativo della Repubblica Italiana, non possono superare la vergogna per le azioni fasciste, violente e antidemocratiche compiute da Foschi.

Contro ogni logica e senza alcun rispetto verso le vittime del regime fascista, Poste Italiane si ritrova a emettere un francobollo in suo onore, su disposizione dell’apposita Commissione ministeriale.

Ancora più indegna è la scelta della tempistica, poiché appena il 30 maggio scorso ricorreva il centenario dell’assassinio di Giacomo Matteotti: un francobollo in onore di chi ne lodava gli esecutori e ne omaggiava il mandante, appare più una provocazione, che non una semplice coincidenza.

Condanniamo questa grave vergognosa provocazione. Questo francobollo è un’offesa alla memoria di Matteotti, e di tutti gli antifascisti che hanno dato la vita per la libertà e la democrazia per il nostro Paese, e condividiamo le istanze pervenute da più parti di bloccarne subito la distribuzione.

I valori e l’identità culturale di un Paese si riconoscono anche dalla sua storia e dai simboli che sceglie per rappresentarla.

Il Coordinamento Nazionale FP CGIL Enac

Nella giornata di oggi si è tenuto un nuovo incontro tra OO.SS. e DAG per il futuro CCNI MEF, il secondo dallo scorso 6 giugno, avente ad oggetto un ulteriore esame degli istituti afferenti alla contrattazione integrativa presentati nella precedente riunione.

Si è svolta quindi un ulteriore discussione sul medesimo documento di partenza, concernente alcune questioni legate alla Contrattazione integrativa (diritto allo studio – art. 46 CCNL –, welfare integrativo – art. 55 CCNL –, indennità – di turno e di reperibilità – per le segreterie, quelle per l’area assistenti, per i direttori Corti di giustizia, per la gestione della sicurezza e per i centralinisti non vedenti, il servizio automobilistico e le PO). Rispetto alla precedente riunione, il DAG ha fornito un ulteriore prospetto riepilogativo circa le varie indennità in discussione, da dove si possono apprezzare lievi miglioramenti economici sia in termini di incremento medio pro-capite che assoluti. Questo deriverebbe da sempre crescenti risparmi sul fondo FRD, stimate in 3 milioni circa per il 2023 e 2024 e 6 milioni per il 2025. Sarà possibile utilizzare questi risparmi come incrementi immediatamente disponibili anche in virtù dello sforzo compiuto dalle OO.SS., tra cui la FPCGIL, al tavolo nazionale CCNL ed in concreto significherà un miglioramento delle condizioni accessorie per il nostro personale.

Come FPCGIL abbiamo in questa occasione acceso un riflettore sulle future PEO, che dovrebbero essere bandite entro quest’anno anche in virtù dei maggiori risparmi sul Fondo appena menzionati. Il principio che la FPCGIL vuole portare avanti è quello secondo cui dove la disponibilità di risorse per le Progressioni Economiche fosse sufficiente si dovrebbe poter andare anche oltre il limite del 50% del personale, in coerenza con il CCNL 2019/2021 che assegna alla contrattazione integrativa la disponibilità di determinate le risorse del FRD da dedicare ai nuovi differenziali stipendiali e conseguentemente definire la quantità di differenziali attribuibili per ciascuna area. Si tratta di una battaglia difficile, dal momento che il limite stesso non pare frutto di una volontà del DAG ma imposto dall’IGOP ancora sulla base delle vecchie procedure di progressioni economiche orizzontali. La FPCGIL intende portarla avanti in tutte le sedi opportune affinché questa ulteriore disponibilità del Fondo possa essere tradotta in un miglioramento concreto delle condizioni salariali di tutto il personale.

Il tavolo è ritornato poi sul tema attribuzione delle Posizioni Organizzative, un tema da noi sollevato nella precedente riunione del 6 giugno per il quale si inizia a registrare una sempre maggiore attenzione di tutte le Parti che accogliamo con favore.

La FP CGIL intende informare dettagliatamente i lavoratori circa l’andamento del confronto in un’apposita assemblea che sarà presto convocata.

Il Coordinatore Nazionale

Andrea Mosca

In data odierna le Organizzazioni sindacali sono state convocate per l’apertura del confronto sui criteri generali sul Sistema di misurazione e valutazione della performance.

L’amministrazione ha sottoposto alle OO.SS. due interventi sul SMVP: sul primo, di prossima emanazione, relativo agli aggiornamenti per il 2024 e armonizzazione dei piani programmatici con riferimento al nuovo modello organizzativo recentemente introdotto ed anche in relazione all’estensione delle competenze in materia di salute e sicurezza, è stato preso atto della necessità di attualizzare alcuni elementi del documento.

Il confronto si è quindi incentrato sulla seconda bozza di SMVP presentata dall’Amministrazione per il 2025 con apprezzati propositi di riforma dell’impianto, tra cui la rimodulazione dei tempi di definizione e di assegnazione degli obiettivi e l’introduzione di nuove scale dei livelli di giudizio (non numeriche) per la valutazione dei comportamenti organizzativi. Trattasi quest’ultima di un delle criticità al vecchio sistema sollevate da tutte le OO.SS. per la quale si era chiesta la revisione.

In via preliminare abbiamo sollevato la necessità che il confronto possa avere seguito in un tavolo tecnico quale l’OPI, l’organismo paritetico per l’innovazione previsto già dal contratto e che riteniamo debba essere valorizzato in quanto poco utilizzato dall’Amministrazione, indicando anche alcuni elementi che riteniamo fondamentali.

Tra questi riveste prioritaria rilevanza la formazione per valutatori e valutati quale condizione e premessa di uniformità del sistema stesso. Sempre nell’ottica di una maggiore trasparenza e comprensione del sistema, abbiamo chiesto una reale implementazione degli strumenti partecipativi previsti dal sistema, anche mediante l’individuazione di meccanismi di valutazione dal basso nella quale sono i collaboratori ad esprimere, in forma rigorosamente anonima, un giudizio sul proprio superiore (capo processo/capo team/dirigente), al fine di promuovere concretamente effetti di crescita complessiva delle singole amministrazioni, così anche come indicato dal Ministro Zangrillo. Ulteriori strumenti che possono essere introdotti – sempre previsti dal Ministero per la PA – anche solo in via sperimentale possono essere l’autovalutazione e la valutazione dei colleghi all’interno del Processo.

In considerazione, inoltre, degli effetti che le valutazioni possono spiegare sulla retribuzione accessoria e sulle diverse premialità contrattuali, è stata sottolineata l’esigenza di uniformità del sistema su tutto il territorio nazionale prevedendo anche l’istituzione di un osservatorio a presidio dei principi di uniformità e oggettività.

Proprio per questo, è fondamentale intervenire sulla valutazione negativa, per le conseguenze pericolose che potrebbe avere. È nostro parere che le percentuali proposte dall’Amministrazione, ai fini della valutazione negativa, vadano ulteriormente ridotte.

Per le stesse ragioni, non condividiamo la previsione di una marcata differenziazione del personale, così da scaricare questa responsabilità sui dirigenti del territorio, che saranno poi coloro chiamati a dover gestire tutto il malessere derivante da queste valutazioni. A fronte di pochi, siamo certi che la maggior parte non sarà felice di dover gestire tutto questo. E’ stato inoltre evidenziata la necessità che il colloquio intermedio con i valutati debba essere condotto solo dal dirigente, espungendo da testo la previsione della possibile delega del colloquio in argomento

al Responsabile di Po perché riteniamo che tutti i lavoratori debbano essere valutati direttamente ed oggettivamente dal valutatore finale e non da una figura intermedia che peraltro è anche un collega. Vogliamo evitare infatti che si creino problemi e tensioni tra il personale.

In alternativa, il colloquio intermedio dovrebbe coinvolgere contemporaneamente tutte le figure del processo di valutazione, valutato, responsabile di posizione organizzativa/team e valutatore finale (dirigente).

Inoltre, abbiamo rappresentato che il peso della componente dei comportamenti per la valutazione del personale delle aree debba essere decisamente rimodulata, nel senso di abbassare il peso dei comportamenti in favore del raggiungimento della performance organizzativa ed individuale nel seguente modo: 50% performance organizzativa, 30% performance individuale e 20% comportamenti.

Si vuole in tal modo porre rimedio alle storture che il vecchio sistema ha portato in moltissime sedi.

Quanto alla procedura di gestione delle contestazioni e delle conciliazioni, che per il personale delle aree funzionali è peraltro limitato alla sola componente comportamenti, riteniamo che il punteggio minimo per attivare la procedura di contestazione debba essere lo stesso sia per il Responsabile di Posizione organizzativa che per tutto il restante personale.

Infine, abbiamo rilevato la necessità che l’Organismo di conciliazione per il personale delle aree funzionali, organo terzo rispetto al valutato e al valutatore, qualora investito della contestazione, debba esprimere un parere che sia vincolante ed obbligatorio potendo modificare o confermare la valutazione espressa dal dirigente e contestata dal valutato.

Aspettiamo la convocazione dell’OPI, per proseguire la discussione e provare ad avere un sistema di Misurazione e Valutazione della Performance realmente innovativo.

FP CGIL

Matteo Ariano

CISL FP

Michele Cavo

UILPA

Ilaria Casali

Pubblichiamo la nostra nota  sindacale relativa alla rideterminazione delle piante organiche con  lo schema di decreto ministeriale per la ripartizione della dotazione organica del personale  fra le famiglie professionali e i profili di ruolo delle tre aree funzionali, come individuate dal vigente contratto nazionale integrativo e lo schema di decreto ministeriale di rideterminazione delle dotazioni organiche  per le singole strutture dell’Amministrazione.

Adelaide Benvenuto
Fp Cgil Ministero Interno

È stato convocato per oggi 14.06.2024 il secondo incontro con l’ARAN per la discussione del CCNL Funzioni Locali 2022-2024.

Ieri mattina ci è stato inviato un testo che:

  • allarga gli obiettivi del contratto ma non prevede, se non nell’ambito dell’Organismo paritetico per l’innovazione, un ampliamento delle materie oggetto di confronto e contrattazione, impedendo il diretto coinvolgimento delle rsu su materie come la sicurezza e il miglioramento delle condizioni di lavoro e le modalità di lavoro che consentano una migliore armonizzazione con la vita privata e familiare.

  • Prevede una unica sessione negoziale per tutte le materie oggetto di contrattazione. Su questa proposta abbiamo espresso la contrarietà nel metodo e nel merito perché renderebbe il contratto decentrato rigido rispetto alle innovazioni normative e alle modalità innovative e sperimentali di utilizzo di singoli istituti.

  • Il diritto al salario accessorio per Infortuni sul lavoro, malattie professionali e malattie dovute a causa di servizio. Su questo tema abbiamo espresso l’opinione che vada previsto e ulteriormente finanziato il principio di non disincentivazione economica di tutti i diritti costituzionalmente garantiti.

La bozza interviene anche sul rapporto di lavoro precisando meglio alcuni istituti già esistenti quali:

  • il diritto alla partecipazione alle assemblee anche in modalità telematica

  • il diritto al pasto gratuito per chi fa assistenza e vigilanza di minori e per gli addetti alla preparazione dei pasti.

All’incontro abbiamo riproposto, senza la pretesa di esaurire oggi le questione discusse, i punti della piattaforma contrattuale e l’allargamento delle relazioni sindacali. Tra i punti da noi toccati ci sono:

  • L’estensione dell’applicazione del CCNL Funzioni locali alle aziende speciali, Consorzi, fondazioni, etc.

  • Tempi certi per l’informazione preventiva

  • l’ampliamento delle materie oggetto di confronto e contrattazione (Piano dei fabbisogni, criteri per le mansioni superiori, progressioni verticali ordinarie, costituzione dei fondi del salario accessorio, ecc.)

  • Alcuni chiarimenti nei termini per rendere le relazioni sindacali fruibili evitando interpretazioni restrittive

  • la valutazione di soluzioni per rendere ancora più stringente i termini di negoziazione dei contratti decentrati

  • la possibilità di rivedere il diritto di assemblea in maniera di favorirne la modalità territoriale.

Il tavolo si è aggiornato senza ancora fissare una data. La nuova data che verrà successivamente concordata sarà individuata nell’arco della prima settimana di luglio.

La Segretaria Nazionale

Tatiana Cazzaniga

Nel pomeriggio si è conclusa la trattativa sul Fondo Risorse Decentrate 2023, al termine della quale abbiamo dato la nostra disponibilità alla sottoscrizione dell’ipotesi di accordo.

Come ogni anno, al di là delle solite polemiche sull’impianto del Fondo, non sono seguite concrete proposte da parte di altri, ad eccezione di quelle corporative, che alimentano solo inutili guerre tra lavoratori.

Quanto ai contenuti dell’ipotesi, queste le novità di maggior interesse:

– lo stanziamento di ulteriori risorse economiche, pari a 3.200.000 €, per effettuare progressioni economiche con decorrenza 1° gennaio 2024, acquisito l’impegno da parte dell’Amministrazione di finanziare un’ulteriore progressione economica con decorrenza 1° gennaio 2025, così da tener fede all’impegno preso con i lavoratori, di consentire un passaggio economico a tutto il personale;

– l’innalzamento del limite massimo individuale da attribuire nell’ambito della contrattazione di sede (25% attività amministrative) da € 1.500 ad € 1.800;

– l’innalzamento del tetto massimo della quota di trattamento accessorio da attribuire a ciascun dipendente da € 5.000 ad € 6.000;

– la modifica dei criteri previsti per la distribuzione della cd. quota ispettiva e della quota destinata alla rappresentanza in giudizio, che determineranno un ampliamento della sfera di azione della contrattazione decentrata in modo tale che ogni sede possa ritagliare una contrattazione che tenga nel giusto conto le particolari situazioni e specificità presenti;

– l’innalzamento delle soglie ISEE per avere i benefici assistenziali, così da poter includere ulteriori domande e incrementare l’importo concedibile.

Abbiamo, da ultimo, riproposto il tema dell’incentivazione prevista per i Responsabili del Servizio di Prevenzione e Protezione (R.S.P.P.), ribadendo la necessità di trovare una soluzione definitiva per utilizzare i fondi del bilancio dell’INL e non attingere più al FRD.

Oltre a questo, sono state affrontate ulteriori questioni:

per le progressioni verticali in deroga, è confermata l’uscita del bando per il 27 giugno. La pubblicazione della banca dati dei quiz è prevista per metà luglio, mentre la prova scritta dovrebbe essere il 27 settembre. Per facilitare gli spostamenti dei colleghi, sono previste più sedi per le prove: Cagliari (Sardegna), Napoli e Bari per il Sud Italia, Roma e Firenze per il Centro Italia, Venezia e Milano per il Nord Italia.

Riguardo ai passaggi tra famiglie professionali a domanda degli interessati, l’Amministrazione ha confermato che sta lavorando a una circolare che li disciplinerà ma, accogliendo le nostre richieste, ha anche precisato che prima di emanarla darà un’informativa al tavolo sindacale per verificare insieme eventuali proposte e criticità.

L’Amministrazione ha precisato che, all’esito di questo passaggio, si potranno definire le dotazioni organiche delle singole sedi e verificare se ci siano spazi per procedere alla mobilità nazionale del personale, così da consentire al personale già distaccato di poter essere stabilizzato nella sede dove presta servizio e, al contempo di liberare il ruolo nelle sedi cui giuridicamente sono assegnati, e consentire invece a chi non ha avuto il distacco di poter aspirare a cambiare la sede attuale, nel rispetto degli equilibri territoriali e continuando a garantire servizi alla cittadinanza in tutto il territorio nazionale.

Siamo stati informati, infine, che il concorso per 750 ispettori tecnici a cui l’INL sta lavorando, dovrebbe essere pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale per fine luglio. Si tratterà di un concorso che si espleterà su base regionale, destinato fondamentalmente alle Regioni del Centro-Nord, vista la grave carenza di personale in quei territori.

Non essendo più vigente la normativa semplificata in materia di concorsi, si limiteranno anche i titoli di studio per l’accesso, ad es. a ingegneria, architettura, tecniche della prevenzione, fisica e chimica.

Ci auguriamo che si trovino tutti gli strumenti per far sì che questi lavoratori, insieme ai tanti entrati in Amministrazione in questi anni, restino e non considerino l’INL solo come un parcheggio momentaneo.

FP CGIL

CISL FP

UILPA

M.ARIANO

M. CAVO

I. CASALI

Oggi si è svolto il confronto sull’istituzione dell’Area delle Elevate Professionalità, per verificare “l’eventuale disponibilità dei posti vacanti da destinare alle Elevate Professionalità e le condizioni applicative per il relativo inquadramento del personale sulle elevate professionalità “previste dalla legge e dal CCNI 2022-2024 nella dichiarazione congiunta allegata in sede di sottoscrizione.

Nel rispetto di quanto sottoscritto, sebbene l’incontro non sia oggetto di contrattazione, l’amministrazione ha ci ha chiesto un quadro indicativo per verificare la possibilità di aprire alla quarta area, che al momento nasce vuota, perché senza finanzia-mento aggiuntivo e dotazione organica, sebbene la materia non è oggetto di contratta-zione.

Pertanto, anche in considerazione delle tante aspettative dei lavoratori, abbiamo chiesto all’amministrazione la quantificazione dei posti che intende mettere a disposi-zione e solo successivamente definire le professionalità ed i criteri di accesso nel rispetto del CCNL.

L’amministrazione ha condiviso, programmando un nuovo confronto una volta definito nel nuovo PIAO 2025 il fabbisogno di personale ed i posti disponibili per le elevate professionalità, in relazione ai posti disponibili non impegnati per il reclutamento.

Siamo in un momento di passaggio ed apprezziamo l’apertura data oggi dall’amministrazione nel condividere un metodo di lavoro che ci permetterà tra pochi mesi, al netto delle assunzioni già autorizzate, di assicurare il diritto alla carriera, per coloro che vogliono entrare nelle quarta area, senza altresì rallentare il previsto indispensabile piano assunzionale.

Adelaide Benvenuto

Fp Cgil Ministero Interno

Si è svolto ieri il programmato incontro presso il Ministero della Giustizia per la definizione del nuovo ordinamento Professionale e del regolamento per gli incentivi tecnici.

Per l’Amministrazione erano presenti il Viceministro Francesco Paolo Sisto, il capo Dipartimento DOG dott. Gaetano Campo , i DG dott.ssa Mariaisabella Gandini, dott. Alessandro Buccino Grimaldi, dott. Renato Romano e il Vice Capo Dap dott.ssa Lina Di Domenico.

È intervenuto il Viceministro Sisto annunciando che saranno disponibili a breve circa 11 milioni di euro, da far confluire nel fondo FRD. Ha inoltre riferito che il MEF sta lavorando ad un provvedimento per reperire dei fondi per la contrattazione e non ha escluso la possibilità di destinare parte di queste risorse al nostro Ministero. Pur apprezzando l’impegno, purtroppo queste risorse non sono sufficienti per dare adeguate risposte alle aspettative delle lavoratrici e lavoratori di questo Ministero.

Infatti, nel corso della discussione, abbiamo chiesto al Viceministro un intervento normativo volto a modificare la ripartizione delle risorse derivante dal contributo unificato. Una percentuale di tali risorse dovrà essere destinata ad incrementare il FRD. Poiché si tratta di risorse fisse ripetibili, si potranno utilizzare per i passaggi economici con la nuova procedura e l’applicazione dei differenziali stipendiali. Abbiamo, inoltre proposto di verificare, la possibile destinazione al fondo di una quota parte delle altre e tante somme recuperate dal Ministero.

Abbiamo ancora una volta ribadito l’assoluta necessità di aumentare le risorse del FRD per attivare le Posizioni Organizzative e un vero salario accessorio, al fine di valorizzare e remunerare le competenze e la professionalità acquisita dalle lavoratrici e dai lavoratori di questo ministero.

La riunione è continuata con il confronto sul regolamento per gli incentivi tecnici.

La bozza trasmessa dall’Amministrazione, a nostro avviso, è conforme alle norme che regolano la materia, pertanto, il nostro intervento si è limitato alla richiesta di modificare le percentuali di ripartizioni dell’art 2 del suddetto regolamento. Abbiamo proposto una percentuale fissa di 1,90 per tutte le procedure. Purtroppo, l’amministrazione non ha accolto la nostra richiesta.

Infine, abbiamo chiesto informazioni sulle attività pregresse e sul pagamento degli arretrati. L’amministrazione ha comunicato che la Corte dei Conti ha approvato la procedura adottata. Inoltre, la stessa ha confermato la disponibilità delle risorse per procedere al pagamento degli arretrati.

La trattativa sulle famiglie professionali su richiesta dell’Amministrazione è stata rinviata a fine mese, per poter effettuare ulteriori controlli sulla quantificazione delle somme relative allo 0,55 e sui numeri per i passaggi di area.

Abbiamo acconsentito al rinvio, a condizione che sia fissato a stretto giro un tavolo tecnico per i dipartimenti, per i quali non è stato definito l’impianto delle famiglie professionali. Per poi proseguire con l’accordo di cui all’art. 18 CCNL 2019/21.

L’Amministrazione si è impegnata a convocare le organizzazioni sindacali entro Giugno.

Ancora una volta abbiamo ribadito che il contratto deve essere necessariamente chiuso entro il 31 dicembre 2024, tempo massimo previsto dal contratto per l’applicazione dell’art 18 e l’utilizzo delle risorse dello 0,55 del fabbisogno assunzionale dell’anno 2018, pari ad euro 9.500.000, che, se non utilizzate, dovranno essere restituite al Mef.

A margine della riunione abbiamo chiesto notizie relativamente ai seguenti argomenti:

  • progressioni economiche DOG: presumibilmente le graduatorie saranno pubblicate la prossima settimana;

  • Stabilizzazione dei lavoratori in comando dalle regioni Veneto, Lombardia, Emilia Romagna e Toscana: la procedura sarà definita appena le schede dei lavoratori interessati saranno inviate dalle suddette regioni;

  • Lavoratori PNRR (AUPP): l’amministrazione ha confermato quanto già anticipato da questa organizzazione nei scorsi giorni, relativamente al riconoscimento dell’anzianità di servizio, ai fini della stabilizzazione di cui all’art 22 del DL 19/24; si riporta quanto riferito dal Capo Dipartimento “ se riusciamo a stabilizzare tutte le lavoratrici e i lavoratori in servizio al 30 giugno 2026, non sarà necessario introdurre criteri di selezione; in caso contrario si terrà conto dell’anzianità di servizio maturata”. Inoltre, ha ribadito che al momento non è possibile fornire ulteriori specificazioni in ordine ad eventuali ed ulteriori meccanismi selettivi.

  • Sarà concessa a tutti i lavoratori già in servizio con contratto a tempo indeterminato del Ministero vincitori dei concorsi AUPP, Tecnico d’amministrazione o Data Entry la possibilità di conservazione del posto per poter svolgere tale incarico.

Infine, abbiamo chiesto spiegazioni in merito alla decisione del DGMC di non concedere il posticipato possesso ad un lavoratore PNRR (AUPP) vincitore di concorso nel su indicato dipartimento. L’Amministrazione si è riservata una risposta.

Vi terremo aggiornati sugli ulteriori sviluppi.

FP CGIL

Russo/Fuselli /Guida/ Mascagni

Comunichiamo a tutto il Personale che in data 10 giugno la FP CGIL ha sottoscritto definitivamente il FRD 2022 e il CCNI FRD Triennio 2022-2024.

LO ABBIAMO FATTO CON LA CONSAPEVOLEZZA CHE IL PERSONALE ASPETTAVA DA DUE ANNI

E ora ci aspetta una lunga stagione di trattative per:

  • FONDO RISORSE DECENTRATE 2023

  • FONDO RISORSE DECENTRATE 2024

  • PROGRESSIONI ECONOMICHE ORIZZONTALI 2024

  • PROGRESSIONI VERTICALI 2024 (in deroga al titolo di studio)

  • ACCORDO PER IL LAVORO DA REMOTO

  • CONFRONTO SUL SISTEMA DI VALUTAZIONE

Sarà nostro preciso impegno sottoscrivere i migliori accordi possibili, perché TUTTO IL PERSONALE abbia le giuste opportunità di progressione della carriera, gli emolumenti spettanti distribuiti equamente e che i tempi di liquidazione siano rapidi.

La Coordinatrice FP CGIL Corte dei conti

Susanna Di Folco

L’amministrazione, con decreto Ministeriale del 5 marzo 2024 ha indetto le procedure per le progressioni economiche all’interno delle aree per l’anno 2023 2023 per 2.504 unità di personale.

Il bando è stato pubblicato l’8 marzo u.s., e le domande di partecipazione dovranno essere presentate in via telematica. La procedura di partecipazione partirà da oggi 11 marzo dalle ore 12.00 ed entro il termine perentorio delle ore 12.00 del 21 marzo 2024, secondo le istruzioni impartite dalla circolare, n. 1/RU/2024 del 5 marzo 2024 che richiama quanto definito nell’accordo stralcio sottoscritto tra le parti lo scorso 22 dicembre 2023, per l’utilizzo delle risorse del Fondo Risorse Decentrate.

Di seguito una sintesi dei punti più rilevati:

Rispetto al passato, potranno partecipare alla selezione tutti i lavoratori che negli ultimi tre anni non abbiano beneficiato di alcuna progressione economica, in considerazione della norma programmatica, che ha previsto il numero di passaggi, è stata sottoscritta prima della sottoscrizione del nuovo contratto integrativo.

Tra le novità positive, trattandosi di differenziali stipendiali, il nuovo contratto consente anche ai lavoratori apicali di poter avere un passaggio di differenziale stipendiale, dando risposta a tanti colleghi fermi nella loro posizione apicale da molti anni. Pertanto anche i lavoratori dell’area i che normalmente non avevano possibilità di partecipare alle progressioni, questa volta potranno farlo con un numero di posti a loro disposizione,

L’ intesa programmatica, aveva poi definito il numero dei “differenziali stipendiali” da attribuire con decorrenza economica 1 gennaio 2023, pari a 2504 passaggi dei quali n. 364 per l’area degli operatori, n. 1.268 per l’area degli assistenti, n 872 per l’area dei funzionari.

Le novità apportate dal CCNL 2019-2021 interessano la ponderazione dei criteri utilizzati per i passaggi. Il nuovo contratto attribuisce alla valutazione un peso non inferiore al 40% del totale per cui agli altri due criteri, dopo attento confronto sindacale, è stata data la restante percentuale ripartita in parti uguali 30% all’esperienza professionale e 30% ai titoli di studio, allo scopo di riproporzionare le percentuali delle passate progressioni economiche.

Come da nostra proposta sindacale è stato inserito quanto previsto dall’art. 14 che attribuisce al personale che non ha conseguito progressioni economiche da più di 6 anni un punteggio aggiuntivo del 3% della somma dei punteggi ottenuti.

Le nuove norme contrattuali hanno apportato alcune modifiche ai criteri utilizzati nelle precedenti progressioni, ma ancora una volta siamo riusciti a garantire un nuovo passaggio, il sesto consecutivo, per 2.504 lavoratori.

La Coordinatrice Nazionale

Adelaide Benvenuto

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