Al Cons. Luciana Lamorgese Ministro dell’Interno
Oggetto: Misure di contenimento del contagio da Covid-19.
Gentile Ministro, le scriventi sono costrette a segnalare nuovamente, nonostante i ripetuti richiami da parte dei vertici dell’amministrazione affinché ovunque vengano adottate misure atte al contenimento della diffusione del contagio da COVID-19, che risultano tuttora situazioni molto diversificate sull’intero territorio nazionale, nonché resistenze da parte di diversi uffici ad applicare i decreti e le direttive adottate dal governo e dal ministero; da ultimo il decreto legge 17 marzo 2020 n.18, con particolare riferimento all’articolo 87, commi 1 e seguenti, che non da adito ad alcuna interpretazione. In troppi uffici non sono stati individuati i servizi indifferibili, non è stato ancora compreso che la modalità ordinaria di svolgimento dell’attività lavorativa è lo smart working e non è stato applicato l’istituto dell’esonero. Allo scopo di mettere in sicurezza i tanti lavoratori che ancora oggi si trovano inspiegabilmente in ufficio riteniamo necessario un richiamo alle responsabilità individuali dei dirigenti, nella loro qualità di datori di lavoro. Signor Ministro, confidiamo in un attento monitoraggio ed in un suo autorevole intervento a salvaguardia della salute dei lavoratori dell’amministrazione civile dell’Interno. Se dovessero perdurare situazioni di grave negligenza segnaleremo nelle sedi opportune i casi di inosservanza delle disposizioni normative volte a tutelare la salute dei lavoratori e ad evitare il diffondersi del contagio, chiedendo inoltre che nei confronti dei responsabili siano adottati i conseguenti provvedimenti.
FP CGIL CISL FP UIL PA
Anna Andreoli Paolo Bonomo Enzo Candalino
Adelaide Benvenuto
Dott. Marcello Minenna
Direttore dell’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli
Dott. Rocco Flore
Direttore Centrale del Personale Agenzia delle Dogane e dei Monopoli
OGGETTO: Covid 19 – attuazione piano emergenziale nell’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli.
Le scriventi OO.SS. riconfermano – di seguito alla recente sessione in video conferenza – la loro preoccupazione sulla gestione ed attuazione del piano emergenziale che l’Agenzia sta adottando relativamente alla grave situazione provocata dall’epidemia del Corona Virus. Sono quotidiane le notizie che pervengono da vari Uffici in cui si registrano, a macchia di leopardo, disposizioni – difformi dalle prescrizioni governative, delle istituzioni sanitarie nonché della stessa Agenzia – assunte da dirigenti riguardo l’attuazione dell’istituto dello “smart working”, che viene inteso negativamente non come risposta allo stato di emergenza ma come un diverso approccio della ordinarietà lavorativa. Continuano ad essere impartite ai dipendenti disposizioni limitative del “lavoro agile”, scaricando – ad esempio – sugli stessi la responsabilità di dover rientrare in ufficio magari per relazionare sulla attività svolta a domicilio, quando per prima l’Amministrazione non è in grado, in questa fase emergenziale, di garantire a tutti la possibilità di lavorare con gli strumenti adeguati e i collegamenti informatici necessari. Le scriventi, nel chiedere ancora un volta l’assoluto ed uniforme rispetto in tutte le sedi dell’Agenzia delle disposizioni assunte dalle Autorità del nostro Paese riguardo al lavoro agile, non ritengono accettabile che – in un momento così drammatico – si addossino le responsabilità delle criticità legate alla gestione della emergenza sui lavoratori, quando si dovrebbero attuare
modus operandi volti a favorire modalità lavorative che mettano il personale in condizioni di massima serenità e sicurezza. Inoltre le scriventi – avute numerose notizie di colleghi purtroppo interessati direttamente o indirettamente dal contagio – rappresentano la grande preoccupazione del personale tutto che chiede immediate indicazioni, obbligatorie per tutti i dirigenti, al fine di evitare il rischio che, con i casi di contagio, si crei il caos negli uffici operativi. Al riguardo le scriventi richiedono: che l’Agenzia dia immediata attuazione alle decisioni governative raggiunte ieri, dopo il confronto con i sindacati, fornendo alle sedi territoriali disposizioni perentorie non interpretabili; che, in tale ambito, l’Agenzia disponga, dopo aver opportunamente rivisto le attività indifferibili, la limitazione della operatività da garantire – in particolare negli uffici siti in zone ad elevato contagio, nonchè nelle sedi portuali, aeroportuali e di confine – utilizzando ogni tipologia di istituti, anche contrattuali, atti a garantire la rarefazione delle presenze; che disponga con la massima urgenza la sanificazione straordinaria di TUTTI gli uffici dell’Agenzia, volta a garantire una situazione di maggiore sicurezza dei siti lavorativi e nel contempo maggiore tranquillità per i lavoratori che devono continuare ad assicurare le operazioni istituzionali.
Le scriventi inoltre si dichiarano sorprese nel vedere che sul sito dell’Agenzia sono stati pubblicati 2 avvisi per la ricerca di medici (come se non ne servissero al Paese per situazioni oggettive) da utilizzare in casi di emergenza che si dovessero creare in Emilia Romagna/Marche e presso la Direzione Centrale. Qualunque intervento utile a mettere in sicurezza i dipendenti è positivo anche se dovrebbe riguardare tutti gli Uffici dell’Agenzia. Sul punto le scriventi debbono tuttavia rappresentare che non è in alcun modo chiaro come questi avvisi in interfaccino con le responsabilità del medico competente e con i “protocolli” previsti dal Ministero della Salute. E anche la produzione di determine dell’Amministrazione, centrale e locale, sulle linee di gestione e sulle attività di controllo in alcuni casi risulta contraddittoria. Come pare poco comprensibile – per il rispetto della legalità
da parte degli operatori doganali – che si sia pubblicizzato un post sul sito dove di comunicava agli operatori tutti la diminuzione dei controlli. Tutte queste iniziative, come sopra descritte, non possono non creare disorientamento tra i dirigenti ed i dipendenti dell’Agenzia. E’ dunque necessario uno sforzo importante per uniformare sul territorio nazionale l’indirizzo generale di comportamento nella gestione dell’emergenza sia dal punto di vista gestionale e sanitario, sia dal punto di vista operativo.
Le scriventi ritengono pertanto urgente un immediato intervento nella direzione sopra indicata che – alla luce delle ultime decisioni della Presidenza del Consiglio in accordo con le Parti Sociali e con le Confederazioni delle OO.SS. – limiti decisamente le attività in sede ai soli casi in cui non sia possibile utilizzare lo smart working. La parola d’ordine del Governo e delle Parti Sociali nell’ultimo incontro di ieri è stata chiara : RESTIAMO A CASA. Premesso quanto sopra le scriventi, riconfermando la disponibilità più volte espressa, si aspettano di essere giudiziosamente chiamate nella fase di determinazione dell’urgente ed incisivo intervento dell’Agenzia. Rimanendo in attesa di riscontro atto a chiarire le situazioni esplicitate oltre che risolvere le problematiche rappresentate, porgono distinti saluti
Roma 22 marzo 2020
FPCGIL CISLFP UILPA CONFSAL UNSA
Iervolino Fanfani Procopio Veltri
Ai Vertici istituzionali degli Uffici centrali e territoriali della Corte dei conti
Ai Dirigenti e ai Funzionari preposti della Corte dei conti
Oggetto: Contrasto emergenza epidemiologica COVID-19 – Invio LETTERA APERTA.
Le scriventi OO.SS., nell’ambito delle misure di contrasto al coronavirus introdotte dalla vigente normativa, ritengono indispensabile e, pertanto, CHIEDONO che fino alla cessazione dello stato di emergenza epidemiologica da COVID-19 si dia corso con massima flessibilità alle richieste, provenienti dal personale in servizio presso tutti gli Uffici centrali e territoriali dell’Istituto, di lavoro agile quale modalità ordinaria di svolgimento della prestazione lavorativa. La circolare n. 11 del 20/3/2020 del Segretario generale ha anch’essa ribadito che la priorità in questo momento è la “massima limitazione delle presenze di personale amministrativo e magistratuale presso tutte le sedi della Corte dei conti. Per i … servizi essenziali dovrà essere prevista una minima presenza in loco di personale, eventualmente attraverso idonee turnazioni”. Al riguardo si precisa che, con nota del 19 marzo u.s., queste OO.SS. avevano richiesto ai Vertici dell’Istituto di pronunciarsi con urgenza anche sull’utilizzo delle ferie (si riporta, in allegato, la risposta dell’Amministrazione). Nel richiamare le SS.LL. ad una corretta applicazione della circolare del Segretario generale n. 11/2020, si invitano tutti i Dirigenti e responsabili degli Uffici ad uniformi criteri di scelta del personale chiamato ad assicurare, fino al ripristino della normale esecuzione delle attività, la presenza minima negli Uffici. Queste OO.SS., nel ritenere indispensabile l’adozione di tutte le misure atte a garantire la tutela della salute del personale, chiedono che qualora non sia possibile fare ricorso al lavoro agile come modalità ordinaria di svolgimento della prestazione lavorativa (art. 87, comma 1, del decreto-legge n. 18/2020), sia comunque sempre assicurato l’accesso a tutti gli strumenti attualmente disponibili, quali la fruizione della Legge 104/92 (e leggi ad essa collegate), le ferie pregresse, il congedo, la banca delle ore, la rotazione ed altri analoghi istituti. Le scriventi OO.SS vigileranno con la massima attenzione sull’adozione di tutte le misure previste dalle norme e dalle circolari. Queste sigle, inoltre, dichiarano che, come sempre, sono disponibili a dialogare in maniera costruttiva con i vertici di Istituto al fine di individuare tutte le soluzioni più appropriate per ridurre al minimo i rischi e salvaguardare la salute e la sicurezza di tutti, così come sancito dalla Carta Costituzionale.
S. Di Folco F. Amidani U. Cafiero A. Benedetti
Al Direttore della Direzione Generale del Personale Civile
Dott.ssa Gabriella Montemagno
Oggetto: Richiesta rettifica circolare emergenza epidemiologica Covid – 19 del 20 marzo 2020
Egregio Direttore, di seguito ad una attenta verifica dei contenuti della lettera circolare menzionata intendiamo consegnare alla Sua attenzione alcune inesattezze registrate e riferite ai nuovi congedi, permessi e benefici per il personale civile della difesa introdotti dal D.L. del 17.03.2020, n. 18.
In particolare, risultano a nostro giudizio non correttamente inserite le seguenti disposizioni di legge pubblicate nel testo di che trattasi, che di seguito evidenziamo:
– In riferimento all’ART. 25 (Congedo e indennità per i lavoratori dipendenti del settore pubblico, nonché bonus per l’acquisto di servizi di baby-sitting per i dipendenti del settore sanitario pubblico e privato accreditato per emergenza COVID-19) la circolare di Persociv declina il punto 4 aggiungendovi la limitazione “ovvero che non vi sia altro genitore dipendente che lavori in modalità smart working” che non solo la norma non ha mai previsto, ma che richiama quella che è la modalità ordinaria di svolgimento dell’attività lavorativa;
– La durata del congedo di cui al punto 4 non è uguale a quella del punto 1, poiché è previsto dal comma 6 dell’art. 23 del dl 17/3/20 n 18 ed è concesso per tutto “il periodo di sospensione dei servizi educativi per l’infanzia e delle attività didattiche nelle scuole di ogni ordine e grado”; Considerata la delicatezza degli argomenti trattati, e l’urgenza dettata dall’esigenza di favorire una immediata e corretta applicazione delle norme di legge FP CGIL, CISL FP e UIL PA La invitano a disporre la rettifica delle disposizioni evidenziate e la loro conseguente diramazione a tutti gli aventi causa. Si invita a dare cortese ed urgente riscontro.
Cordiali saluti.
FP CGIL CISL FP UIL PA
Francesco Quinti Massimo Ferri Sandro Colombi
Roberto De Cesaris Franco Volpi
Alla società Sport e Salute S.p.A. Presidente e Amministratore delegato
Avv. Vito Cozzoli
Al Presidente CONI
Dott. Giovanni Malagò
Ai Presidenti Federazioni Nazionali Sportive
e p.c.
Al Direttore Risorse Umane
Dott. Riccardo Meloni
Come è noto le scriventi OO.SS., con nota del 10 marzo (allegata), per prime hanno richiamato i datori di lavoro alla piena applicazione dell’accordo del 6 marzo 2020, accordo di cui si ribadisce la piena validità ed efficacia. Va sottolineato, d’altro canto, come da quella data la situazione epidemiologica nel nostro Paese sia mutata profondamente.
In tal senso, il Sindacato si è mosso a tutti i livelli, compresi quelli governativi, al fine di individuare soluzioni e misure che potessero da una parte salvaguardare il bene primario della salute, dall’altra garantire comunque i livelli occupazionali nel Paese. Si tratta di una crisi senza precedenti e tutti gli attori del sistema sono chiamati ad operare con senso di responsabilità.
Chi se ne approfitta per fare facile propaganda e “campagne elettorali”, di certo non ha a cuore il bene dei lavoratori.
Nella prospettiva del perdurare dello stato di crisi ed anzi del più che probabile aggravamento dell’emergenza, le scriventi OO.SS. continuano a lavorare su tutti i fronti. Anzitutto per scongiurare il possibile ricorso a strumenti e istituti che possano incidere sui livelli retributivi.
É impossibile ad oggi prevedere la durata di questa emergenza e in ogni caso il processo di ripresa che ne seguirà sarà lungo e difficoltoso per tutto il Paese.
Fp Cgil, Cisl Fp, Uil Pa e Cisal Fialp continueranno ad esercitare il loro ruolo, in rappresentanza e a tutela dei lavoratori, senza fare propaganda, ma con decisione e senso di responsabilità.
Roma lì, 23 marzo 2020
Cordiali saluti
FP CGIL CISL FP UILPA CISAL FIALP
Francesco Quinti Alessandro Bruni Paolo Liberati Dino Carola
Al Presidente Goffredo Zaccardi
Capo di Gabinetto del Ministro della Salute
Alla Direzione Generale della Prevenzione Ufficio III Ufficio X S E D E
OGGETTO: Misure a tutela della salute del personale sanitario ambulatoriale ed al contenimento della diffusione dell’epidemia da virus COVID-19.
Si fa riferimento alla nota di codesti Uffici DGPRE del 20 marzo u.s., di pari oggetto. Al riguardo, si rileva che tra le misure elencate manca completamente un riferimento esplicito alla fornitura e all’utilizzo dei Dispositivi di protezione individuale da parte delle lavoratrici e dei lavoratori sanitari come misura essenziale ed inderogabile, in una struttura sanitaria assistenziale come è quella degli Ambulatori SASN. Appare opportuno, altresì, prevedere un costante ricambio dei citati DPI visto il loro frequente utilizzo per rispondere ai bisogni imposti dai servizi assicurati e salvaguardare la salute e la sicurezza dei lavoratori esposti. Inoltre, il ricorso allo smart working dovrebbe essere incentivato per tutto il personale sanitario tecnico infermieristico, posto che la attività cosiddetta amministrativa è soltanto una parte del lavoro svolto giornalmente . Se, come indicato nella circolare richiamata, l’afflusso dell’utenza deve essere ridotto e contingentato, contestualmente la presenza del personale sanitario tecnico infermieristico deve essere ridotta tramite l’utilizzo della modalità dello smart working richiamato più volte nei recenti provvedimenti governativi . Per quanto attiene alla applicazione delle norme sui congedi ed indennità previsti dagli artt. 23 e 25 del D.L. n. 18 del 17/03/2020 al personale sanitario tecnico infermieristico, si evidenzia che in data 10 dicembre 2019 è stato sottoscritto definitivamente il nuovo Accordo Collettivo Nazionale, che non ha ancora completato l’iter di registrazione, dove sono state introdotte importanti disposizioni in materia di tutela famigliare (introduzione dei permessi retribuiti per l’espletamento di visite, per la lavoratrice madre, per l’assistenza dei familiari colpiti da grave disabilità). Pertanto, in questo particolare momento storico del nostro Paese, si ritiene che anche le disposizioni contenute nel “vecchio” ACN del 2012 possano consentire un minor utilizzo del personale sanitario all’interno degli Ambulatori SASN, per la salvaguardia della loro incolumità . Va ribadito ancora una volta, come anche la grave emergenza sanitaria in atto nel nostro Paese riproponga con la massima urgenza la stabilizzazione nei ruoli del Ministero della Salute del personale sanitario a convenzione che lavora da decenni nelle strutture sanitarie ministeriali. Si richiede pertanto, l’inserimento di una norma specifica per l’inserimento nei ruoli del Ministero della Salute per le lavoratrici e i lavoratori sanitari a convenzione attualmente in servizio presso gli ambulatori SASN, durante i lavori parlamentari di conversione in legge del D.L. n. 18/2020.
FP CGIL Ministero Salute FP CGIL Nazionale
Fabio Lupi Francesco Quinti
Roma, 22 marzo 2020
Al Ministro della Giustizia
Roma
Al Capo D.A.P.
Pres. Francesco BASENTINI
Roma
Oggetto: Prevenzione del contagio da Coronavirus-urgenti disposizioni organizzative – USPeV
Egregi,
in riferimento a quanto disposto con lettera Prot. N 16/U del 16 marzo 2020 per lo svolgimento delle attività di vigilanza del personale in servizio presso l’USPeV, consci della necessità di mantenere adeguati livelli di sicurezza delle strutture sottoposte a sorveglianza da parte della Polizia Penitenziari nonostante l’emergenza sanitaria in corso, non comprendiamo le motivazioni che hanno spinto i superiori uffici a stabilire un’organizzazione del lavoro che, compatibilmente con le esigenze di servizio, non da la possibilità anche al personale di polizia penitenziaria di smaltire le ferie degli anni scorsi (2018 e 2019) e le ore di recupero accumulate, ma lo consentirebbe solo al personale delle funzioni centrali.
Contrariati all’idea che al personale di polizia penitenziaria venga negato la possibilità di usufruire delle ferie e dei riposi spettanti e sia costretto a turni anche di 24 h in alcuni Reparti di competenza, chiediamo l’immediato annullamento del provvedimento.
L’occasione è gradita per porgere cordiali saluti.
Il Coordinatore Nazionale
FP CGIL Polizia Penitenziaria
Stefano BRANCHI
Roma, li 20 marzo 2020
Al Capo Gabinetto del Ministro della Giustizia
pres. Fulvio BALDI
Roma
Al Sottosegretario del Ministro della Giustizia
on.le avv. Vittorio FERRARESI
Roma
Al Sottosegretario del Ministro della Giustizia
on.le prof. Andrea GIORGIS
Roma
Al Capo Dipartimento Protezione Civile Presidenza Consiglio dei Ministri
dott. Angelo BORRELLI
Roma
Al Capo D.A.P.
pres. Francesco BASENTIN
Roma
Al Capo D.G.M.C.
pres. Gemma TUCCILLO
Roma
E, p.c.
Al D.G.P.R. – D.A.P.
dott. Massimo PARISI
Milano
Al DGPRAM – D.G.M.C.
dott. Vincenzo STARITA
Roma
Oggetto: tamponi Covid 19 – Collettività penitenziaria Emilia Romagna.
Pregiatissime Autorità,
la scrivente Organizzazione Sindacale, con il presente atto al fine di sottoporVi la sensibile questione cosi di sotto meglio articolata.
Il nostro Paese sta attraversando una delicata fase storica, con pochi precedenti, e anche le carceri stanno vivendo momenti di preoccupazione per l’intera collettività penitenziaria, anche in relazione alle ultime e note vicissitudini che hanno particolarmente interessato alcuni Istituti dell’Emilia Romagna.
Considerato il precario e vulnerabile stato degli ambienti di lavoro di cui trattasi, e stando ai casi di positività COVID-19 tra gli operatori (come da alcune notizie di stampa), corre il dovere di chiederVi la valutazione di sottoporre, agli organi competenti istituzionali e sanitari, la possibilità di una profilassi mirata (tamponi) a tutta la collettività Penitenziaria (operatori e popolazione detenuta), così da identificare anche gli eventuali asintomatici e garantire loro una maggiore sicurezza nei confronti dell’utenza, dei cittadini e delle proprie famiglie.
Siamo altrettanto responsabilmente consapevoli di un primo e necessario coinvolgimento degli operatori sanitari, ai quali inoltriamo il nostro caloroso plauso e attestato di vicinanza, ma crediamo che quanto sopra esposto sia scrupolosamente attenzionato dalle SS.VV.II.
Confidando in un Vostro debito seguito, l’occasione è gradita per porgervi sensi di stima e gratitudine
Il Coordinatore Nazionale
FP CGIL Polizia Penitenziaria
Stefano BRANCHI
Roma, 20 marzo 2020
Al Capo del Dipartimento A.P.
Pres. Francecso BASENTINI
Roma
Al Direttore generale del Personale e delle Risorse
Dott. Massimo PARISI
Roma
E, p.c. :
Al Direttore dell’Ufficio Relazioni Sindacali
Dott.ssa Ida DEL GROSSO
Roma
Oggetto: richiesta apertura bar spacci.
Egregio,
con la circolare Prot. n° 0093752.U del 19 marzo u.s. si è disposto la chiusura di bar spacci all’interno degli istituti penitenziari e in generale all’interno delle strutture dell’Amministrazione penitenziaria.
Questo Coordinamento nazionale vuole farle notare come i bar spacci rappresentino l’unico punto di ristori, ma anche di approvvigionamento dell’acqua per il personale in servizio costretto a turni estenuanti per il mantenimento dell’ordine e della sicurezza degli istituti, messo più volte in discussione a causa delle rivolte dei giorni scorsi e per l’emergenza sanitaria che l’intero paese sta attraversando.
Inoltre, in seguito alle direttive emanate dal governo che ci invitano a limitare gli spostamenti solo in caso di necessità, è aumentato il numero di operatori penitenziari che alloggia nelle caserme per evitare il pendolarismo. In questo contesto, il bar spaccio rappresenta l’unico luogo dove poter consumare la prima colazione e l’unico collegamento con l’esterno che permette di rifornire il personale generi di prima necessità.
La richiesta di apertura degli spacci è da intendersi nel rispetto delle normative impartite per la prevenzione al contagio da COVID- 19 (rispetto della distanza di almeno un metro, evitare gli assembramenti, l’uso di DPI), così come avviene già per le mense di servizio.
Per quanto su esposto, le chiediamo di ripristinare tempestivamente l’apertura degli spacci.
In attesa di un cortese cenno di riscontro, si porgono cordiali saluti.
Il coordinatore nazionale Fp Cgil
Polizia penitenziaria
Stefano BRANCHI
Roma, li 20 marzo 2020
Al DGPR – DAP cons. Massimo PARISI Roma
E, p.c. All’Ufficio relazioni sindacali – D.A.P. dott.ssa Ida DEL GROSSO Roma
Oggetto: personale di Polizia Penitenziaria – COVID 19 RICHIESTA INTERVENTO
Egregio Direttore Generale,
pervengono giuste doglianze, a questa Organizzazione Sindacale, da più Istituti del Paese, specie Belluno, in merito a quanto di sotto esposto.
Nella fattispecie, sembrerebbe che, vi sono alcuni poliziotti penitenziari (ahimè, risultati positivi al tampone COVID-19, e pertanto in stato di “quarantena” presso le caserme agenti) ai quali non viene approvvigionato alcun vivere primario da parte dell’Amministrazione, considerata l’impossibilità – sia per ragioni sanitarie che per effetto normativo – di autonomia sul territorio.
Indi per cui, crediamo che sia necessario un Suo intervento di sensibilizzazione capillare, alle Direzioni degli Istituti penitenziari, a beneficio dei lavoratori “duramente” interessati in tal senso.
Distinti saluti.
Il Coordinatore Nazionale FP CGIL
Polizia Penitenziaria
Stefano BRANCHI
Pubblichiamo la ministeriale n.0094745.U del 20.3.2020 di cui all’oggetto.
Al Direttore INL
Dott. Leonardo Alestra
Al Direttore Centrale delle risorse umane, Finanziarie e Logistica
Dott. Giuseppe Diana
Al Direttore Centrale Vigilanza, Affari Legali e Contenzioso
Dott. Danilo Papa
Oggetto: Chiarimenti COVID-19 e ingegnerizzazione degli uffici
Giungono a questa O.S. segnalazioni volte a gestire il personale che non è inserito in smart-working e non ha ferie pregresse congedi o banca ore. Si chiede pertanto in relazione a costoro, di formulare, al più presto, indicazioni operative alle sedi territoriali per consentire l’utilizzo dell’art. 87, comma 3, del d.l. 18/2020 (cd. Cura Italia).
Inoltre proprio per favorire al massimo l’utilizzo dello smart-working secondo le indicazioni di funzione pubblica, sarebbe opportuno attivarsi, nel più breve tempo possibile, per ottenere le licenze on-line al fine di assegnare al personale i “nuovi” computer fissi che da dicembre giacciono inutilizzati presso gli uffici e attraverso la loro immediata distribuzione al personale interessato poter liberare eventuali notebook in dotazione da
assegnare al personale che non ha la disponibilità di strumentazioni informatiche per il lavoro da casa.
Allo stesso modo, al fine di dare agibilità in smart-working ad un numero sempre maggiore di personale che svolge attività amministrativa occorrerebbe urgentemente reperire sul mercato chiavette e sim dati utili al collegamento da casa.
Infine, si auspica vivamente che entro il 15 aprile possa essere definito il contratto per l’accesso del personale al “processo civile telematico”, che anche alla luce dell’art. 83, lett. h) del d.l. 18/20 risulta indispensabile per evitare contagi e svolgere in sicurezza l’attività di difesa in giudizio dei verbali ispettivi.
Cordiali Saluti.
Roma, 20 marzo 2020
FP CGIL
Matteo Ariano
CISL FP
Michele Cavo
UIL PA
Bruno Di Cuia