Al Capo di Gabinetto MIBACT Prof. Giampaolo D’Andrea
Segretariato Generale Sig. Segretario Generale Arch. Carla Di Francesco
DG Organizzazione Sig. Direttore Generale Dr.ssa Marina Giuseppone
Oggetto: Assunzioni dai concorsi esterni – segnalazioni sulle procedure seguite.
Pervengono a questa O.S. numerose segnalazioni rispetto alle modalità con le quali si sta procedendo alle assunzioni del personale a seguito della pubblicazione delle graduatorie afferenti ad alcuni profili. Modalità che peraltro stanno producendo un notevole rallentamento nella stipula dei contratti individuali. Facciamo riferimento peraltro ad una lettera inviata da un gruppo di vincitori del concorso a codesta Amministrazione in data 30 agosto 2017, nella quale si segnalavano evidenti anomalie procedurali tali da indurre gli stessi a segnalare una procedura che non rispetterebbe i principi di precedenza e trasparenza. In particolare appare singolare che nella scelta delle sedi non si tenga conto delle rinunce ai fini degli scorrimenti delle graduatorie secondo l’ordine di precedenza e, di converso, si restringa il campo delle scelte per i sopravvenuti scorrimenti a seguito di rinunce alle sole sedi che si ipotizzano non assegnate. Nel primo caso abbiamo avuto concreta segnalazione in ordine alla assegnazione di una sede riferita al concorso per Bibliotecari, che stava per essere assegnata non seguendo l’ordine di graduatoria, e quindi interpellando nuovamente i vincitori per verificarne la volontà ad essere assegnati nella sede che si è resa disponibile, ma esprimendo l’intenzione di assegnare la sede in questione (Biblioteca Universitaria Alessandrina) ad un candidato collocato in posizione inferiore. Mentre ci risulta che, a seguito di rinunce espresse sulla graduatoria dei funzionari archivisti, ai candidati idonei inseriti nel novero degli aventi diritto sulla base degli scorrimenti è stato chiesto di esprimere la preferenza solo su 4 sedi. Su quanto rappresentato appare più che opportuno un chiarimento rispetto alla linea che intende perseguire codesta Amministrazione, e al riguardo si precisa che è preciso obbligo dell’Amministrazione rispettare il diritto di precedenza così come specificato dall’art.11 del bando nelle definizione delle precedenze nell’assegnazione delle sedi, anche in caso di eventuali rinunce. Si segnala inoltre che allo stato non risultano riscontrate le istanze di riconoscimento di tutela sociale, richieste nell’ambito delle normative di riferimento, relativamente alle istanze presentate dai lavoratori neo assunti nel profilo di funzionario bibliotecario. Anche in questo caso si chiede che l’Amministrazione dia urgente riscontro, auspicando un accoglimento delle istanze presentate, anche in considerazione che il diritto, riferibile alle condizioni di tutela previste dalla legge 104/92 e dal D.Lgs 151/2001, risulta del tutto esigibile da una giurisprudenza consolidata. Diritto che peraltro codesta Amministrazione ha già ritenuto di riconoscere in occasione dell’assegnazione delle sedi all’atto dell’espletamento delle procedure relative al concorso dei 90 esperti a tempo determinato (vedi Circolare n. 11/2017). Da ultimo si chiede formale informazione circa i tempi di immissione in ruolo dei candidati risultati vincitori alle selezioni per le graduatorie già approvate e i tempi di ultimazione delle procedure relative alla graduatorie in via di approvazione. Nel rimanere in attesa di formale riscontro alla presente nota, inviata ai sensi dell’art.6 del CCNL, si porgono distinti saluti.
FP CGIL Nazionale
Claudio Meloni
COMUNICATO
Il 3 ottobre si è finalmente tenuto un incontro sulla situazione del Ministero e delle due Agenzie, così come da noi richiesto lo scorso 14 giugno.
Nel corso della riunione, si è evidenziata al Ministro la situazione di profonda incertezza che investe le due Agenzie e lo stesso Ministero, con rilevanti ripercussioni negative sull’attività ispettiva e sulle politiche attive del lavoro.Si rende, pertanto, necessario governare i processi di cambiamento voluti dallo stesso Ministro ed intervenire con investimenti, oltreché con un ruolo di indirizzo.
Sulla riorganizzazionedel Ministero del Lavoro abbiamo chiesto un maggiore coinvolgimento delle OO.SS.,per garantire che il ruolo di indirizzo e coordinamento del Ministero sia mantenuto, soprattutto in considerazione della delicata fase di trasformazione avviatasi.
Una prima occasione di investimento concreto è certamente data dalla leggedi bilancio, rispetto alla quale abbiamo chiesto al Ministro un impegno aggiuntivo per verificare la possibilità di far inserire risorse utili sul FUA per il finanziamento delle progressioni economiche del personale del Ministero e di quello transitato nelle due Agenzie. Abbiamo quindi chiesto un suo intervento politico nei confronti del MEF, per ottenere uno spostamento in avanti del termine di chiusura delle progressioni economiche, in considerazione delle criticità derivanti dalla nascita delle due Agenzie.
Relativamente ad Anpal, siamo stati informati dell’imminente avvio di un percorso di collaborazione con le Regioni, per garantire all’Agenzia un effettivo funzionamento all’interno del contesto normativo e istituzionale vigente.
Rispetto all’Inl, è stata innanzitutto espressa la volontà di presidiare la scelta intrapresa con la costituzione dell’Agenzia, per garantirne il proseguimento. Il Ministro ha quindi convenuto sulla necessità di valutare lo stanziamento, all’interno della legge di stabilità, di risorse che evidenzino la volontà politica di proseguire nella direzione avviata.
Riguardo al Ministero del Lavoro e alla sua riorganizzazione, si è precisato che la struttura amministrativa resta sostanzialmente invariata, con un aumento delle funzioni di orientamento e controllo, essendosi ridotte le componenti gestionali. Il decreto di riorganizzazione consegnatoci ad agosto è in corso di modifica, per la necessità di raccordarlo con il ddl sul contrasto alla povertà, che attribuisce particolari compiti al Ministero. Dopo che ciò sarà avvenuto, vi è stato l’impegno del Ministro a presentarlo nuovamente al tavolo sindacale, per illustrarne i contenuti.
Sulle progressioni economiche, il Ministro ha convenuto sull’esigenza di avere criteri unitari per i lavoratori dei tre soggetti coinvolti ed ha altresì informato di un’interlocuzione avviata con il MEF, rispetto alla quale sono in attesa di risposta. Da ultimo, il Ministro ha dichiarato che, assieme ai Ministri della PA e dell’Economia e agli altri Ministri interessati, valuteranno la possibilità di prorogare ulteriormente le graduatorie dei concorsi, per facilitare l’immissione in ruolo di ulteriore personale, in particolare dirigenziale.
Il giorno dopo, invece, 4 ottobre u.s., al tavolo delle progressioni economiche, la Direttrice Generale del Personale e il Segretario Generale del Ministero del Lavoro hanno informato le OO.SS. che il FUA 2016 non è stato ancora certificato e che vi è il forte rischio che vi sia anche un robusto taglio della parte variabile del FUA da parte del Ministero dell’Economia e delle Finanze.
A questo punto, vista la necessità di dare risposte tangibili ai lavoratori, pur restando il nostro impegno di arrivare alla definizione dei criteri relativamente alle progressioni economiche, il cui accordo resta condizionato ad una valutazione sulla congruità delle risorse complessive del FUA e all’esito del confronto avviato riteniamo URGENTE rilanciare lo stato di agitazione proclamato, avviando subito tutte le iniziative necessarie a tutelare i lavoratori.
Roma,11 ottobre 2017
FP CGIL
Salvatore Chiaramonte
CISL FP
Angelo Marinelli
UIL PA
Gerardo Romano
Si è tenuto lo scorso 5 ottobre un incontro convocato nell’ambito delle trattative relative al rinnovo del CCNL della cooperazione sociale. Il confronto, che nei mesi scorsi ha visto le parti lungamente impegnate per aggiornare il campo di applicazione del contratto, si sta da qualche incontro misurando con il tema – altrettanto delicato – del sistema di relazioni sindacali. Le controparti hanno approcciato il tema dichiarando l’intenzione di voler procedere ad una manutenzione del testo, chiedendo in quest’ambito una sostanziale limitazione dell’ambito di contrattazione territoriale di secondo livello all’ambito regionale e dichiarando, fin dai primi approcci al tema, una decisa contrarietà a fronte dell’ipotesi di affrontare il tema della contrattazione per le imprese che operano su più regioni.
Per parte nostra, in coerenza con i contenuti della piattaforma unitaria che abbiamo presentato, pur non essendo indisponibili a discutere di una sorta di primazia della contrattazione regionale fra le possibilità attualmente previste dal CCNL, abbiamo affermato la necessità di salvaguardare la possibilità per le parti a livello locale di scegliere comunque se mantenere il perimetro contrattuale in ambito provinciale, chiedendo altresì di dare dignità alla contrattazione che attualmente si svolge su diverse materie a livello di posto di lavoro, articolando pertanto il secondo livello fra materie regolate territorialmente e materie demandate al livello di singolo posto di lavoro. Su questi aspetti la discussione è stata particolarmente accesa, al punto da non consentire di addivenire, in conclusione dell’incontro, ad un punto di sintesi condivisa. In presenza della dichiarata intenzione delle controparti di riflettere ulteriormente sulla questione si è deciso aggiornare i lavori al prossimo 8 novembre. Vi terremo aggiornati sugli sviluppi di un confronto che in questa fase incrocia, oltre ad una discussione impegnativa nel merito, anche le fasi congressuali della maggioranza delle associazioni datoriali.
Michele Vannini
Capo Area Sanità/SSAEP FP CGIL Nazionale
Si trasmette la ministeriale n. 0320742 del 10.10.2017 inerente all’oggetto.
Prospetto numerico del personale impiegato in altri Istituti.
Nei giorni scorsi in molte Sedi dell’Istituto ci si è trovati a dover fare i conti con una nuova emergenza: quella relativa all’Ape Social.
Noi non riteniamo necessario l’ampliamento dell’orario di lavoro a livello nazionale, trattandosi di una situazione emergenziale emersa solo in alcuni territori. Oltre ai dubbi sulla fattibilità economica di una simile opzione – che, ad esempio costringerebbe l’Istituto a dover rivedere molti appalti in essere, tarati sull’orario attuale – pensiamo che sia molto più razionale gestire l’urgenza laddove si sia verificata.
Perciò, anziché scavalcare le OO.SS. come taluni dirigenti territoriali hanno provato a fare, sarebbe molto più logico – e consono a un corretto sistema di relazioni sindacali – convocare al più presto un tavolo di contrattazione con le OO.SS. territoriali e, prospettata la situazione, trovare assieme un modo per fronteggiarla.
I presupposti per un eventuale accordo locale, per quanto ci riguarda sono, tra gli altri:
– la volontarietà dell’adesione allo straordinario;
– la tempistica, in particolare riguardo alla durata dell’emergenza con
l’individuazione del termine;
– l’entità e la certezza preventiva delle risorse con cui finanziare le ore di
lavoro stroardinario;
– il numero minimo di lavoratori necessario per tenere aperta la sede, così da garantire un corretto equilibrio costi/benefici.
Ciò detto, chiediamo a gran voce anche che si metta finalmente mano alla lentezza -oramai cronica- delle procedure informatiche, con interventi strutturali e non con le solite soluzioni tampone.
Inoltre si faccia in modo che i ritardi nel rilascio degli applicativi, che inevitabilmente influiscono negativamente sui tempi di liquidazione delle prestazioni, vengano neutralizzati ai fini della misurazione della produttività. Non è più accettabile che i lavoratori debbano poi operare di corsa fuori orario e poi magari essere anche penalizzati sull’incentivo.
Considerato l’approssimarsi di ulteriori scadenze relative all’APE, sarebbe il caso che la dirigenza locale vi ponga comunque maggiore attenzione, così da scongiurare il ripetersi di emergenze a nostro parere evitabili.
Roma, 9 ottobre 2017
IL COORDINATORE NAZIONALE
FP CGIL INPS
Matteo Ariano
Il 6 ottobre si è tenuto il primo incontro del tavolo tecnico richiesto dalle OO.SS.in riferimento all’adozione del Piano di lavoro a distanza per i legali dell’Istituto.
Abbiamo ribadito all’amministrazione la nostra piena adesione allo spirito ed alle finalità dell’iniziativa, volta a dare attuazione alla previsione dell’art. 9 D.L. 90/2014, che impone la definizione di “criteri di assegnazione degli affari consultivi e contenziosi, da operare ove possibile attraverso sistemi informatici, secondo principi di parità di trattamento e di specializzazione professionale”.
Sono state tuttavia evidenziate le criticità che hanno caratterizzato l’adozione di detto Piano, con riferimento in particolare alla grave parzialità dei dati del cruscotto utilizzati per la rilevazione dei dati relativi al contenzioso nazionale, alla conseguente individuazione “a peso” di un carico di lavoro medio individuale, all’assenza delle misure organizzative, sul piano delle risorse umane e strumentali degli uffici di avvocatura, che avrebbero dovuto necessariamente accompagnare l’adozione del Piano.
Abbiamo quindi ricordato all’Amministrazione l’assoluta urgenza di:
– aggiornare ed adeguare le procedure informatiche in uso agli Avvocati, inserendo nel sistema di rilevazione tutte quelle tipologie di attività che attualmente non sono censite, dal Tar alla Corte dei Conti, dalle mediazioni ai fallimenti, dai procedimenti in materia di patrimonio alle esecuzioni, e di rendere le procedure stesse più agili e performanti, al fine di poter di sfruttare le opportunità offerte dal processo telematico;
– di adottare un sistema di pesatura degli incarichi che consenta di dare una corretta rappresentazione del carico di lavoro di ciascun professionista, ciò sia ai fini della perequazione dei carichi di lavoro, anche attraverso la sussidiarietà, sia ai fini della costruzione di un sistema di valutazione dell’attività degli avvocati, come degli altri professionisti, incentrato su parametri propri dell’attività del professionista;
– di mettere in cantiere con immediatezza l’indizione del concorso per l’assunzione di nuovi avvocati;
– di garantire a tutti gli uffici di avvocatura personale e mezzi adeguati ai carichi di lavoro programmati;
– di garantire altresì la correttezza della incidenza di tali importanti modifiche dei processi lavorativi ai fini della produttività, tanto dei professionisti quanto del personale amministrativo.
Queste sono condizioni essenziali affinché l’adozione di questo Piano di lavoro a distanza sia l’occasione per restituire dignità professionale a tutti gli avvocati sul territorio, nel rispetto dei principi posti dalla norma, ed al tempo stesso per incrementare la qualità e l’efficacia della difesa in giudizio dell’Istituto.
Per questo motivo, fermi i lavori della Commissione costituita in materia dal Direttore Generale, che potrà dare tutti i suggerimenti di dettaglio per affinare il Piano in corso di esecuzione, al tavolo tecnico sindacale abbiamo chiesto e verificheremo che l’Amministrazione assuma impegni precisi su ciascuno dei temi evidenziati.
Roma, 9 ottobre 2017
IL COORDINATORE NAZIONALE
FP CGIL INPS
Matteo Ariano
Al Ministro della GiustiziaOn. Andrea Orlando
Signor Ministro,
Entro il prossimo 31 dicembre le disposizioni normative previste nei decreti attuativi per la riforma dell’ordinamento penitenziario andranno ad incidere sull’intero sistema penitenziario; verrà così attuata una sostanziale modifica finalizzata all’ampliamento delle misure alternative anche attraverso la semplificazione delle procedure di accesso. E’ evidente che quanto previsto, insieme ad altri interventi normativi come la messa alla prova, comporterà un ulteriore aggravio di carico di lavoro per tutti gli operatori, ed in in particolar modo per i lavoratori della esecuzione penale esterna.Come già segnalato in precedenti note si tratta di un settore fortemente compromesso dalla notevole carenza di organico, soprattutto in relazione alle professionalità di servizio sociale, la cui sofferenza è stata da noi più volte denunciata .Alle molteplici difficoltà operative causate dalla riorganizzazione che è partita senza adeguati investimenti economici ed organizzativi, si aggiunge l’assegnazione, negli uffici territoriali, di alcune unità di personale di servizio sociale agli sportelli istituiti presso i tribunali, in base a protocolli di intesa con gli uffici giudiziari.Ciò contribuisce a peggiorare la condizione dei lavoratori che riescono a stento, e solo grazie al loro spirito di abnegazione, a espletare il proprio mandato.Riteniamo che sia necessario dare seguito alla richiesta delle OO.SS di incrementare con urgenza l’organico del tutto insufficiente a far fronte ai cambiamenti normativi e organizzativi che tutta la riforma del sistema dell’esecuzione penale comporta.La riforma della esecuzione penale è un obiettivo politico ambizioso e di civiltà sul quale fare investimenti adeguati e il cui peso non può essere scaricato solo sulle spalle dei lavoratori.Pertanto le chiediamo un incontro urgente per discutere della questione, oramai non più rinviabile.
Roma, 9 ottobre 2017
FP CGIL CISL FP UIL PA
Salvatore Chiaramonte Maurizio Petriccioli Sandro Colombi
In allegato l’acclusa lettera di risposta alla nota unitaria del 27 settembre u.s. fatta pervenire da AID sullo specifico argomento.