Coordinamenti Nazionali Agenzia Entrate
La mobilitazione dei lavoratori del fisco … porta frutti
E’ sempre stato così!
Quando la categoria dei lavoratori fiscali si mobilita… i risultati non possono non arrivare.
Troppo strategica la nostra funzione per gli interessi del Paese per essere sottovalutata o, peggio, non considerata.
Importanti e partecipate manifestazioni sono state da noi e solo da noi organizzate su tutto il territorio nazionale e grande eco di tutta la protesta ha travalicato i nostri uffici per approdare su tutte le più importanti testate nazionali dei quotidiani di settore.
Tuttociò ha prodotto una nuova convocazione, ieri sera, da parte dell’autorità politica alla presenza dei vertici dell’Agenzia delle Entrate.
Nel corso dell’incontro,il sottosegretario Baretta ha confermato, a nome del Governo, lo stanziamento delle somme necessarie a garantire, nel biennio 2017/2018, la progressione economica per tutto il personale dell’Agenzia delle Entrate.
Abbiamo preso atto di questo primo importante risultato, ma abbiamo comunque rappresentato all’autorità politica la prosecuzione della mobilitazione fino alla approvazione della speciale norma di finanziamento che sarà inserita nella prossima legge di bilancio.
Nel frattempo al fine di accelerare i tempi per la stipula degli accordi 2017 e 2018 e rendere immediatamente esecutivi gli accordi sulle progressioni economiche, stiamo predisponendo unitariamente i criteri delle procedure, fermo restando che tutto il personale, nessuno escluso, dovrà vedersi garantito il passaggio nel biennio.
Analogamente siamo impegnati a definire la proposta per la stipula degli accordi relativi ai Fondi 2015 e 2016.
Nel corso della prossima settimana forniremo i necessari aggiornamenti.
Roma, 28 settembre 2017
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FP CGIL
Boldorini |
CISL FP
Silveri |
UIL PA
Cavallaro |
CONFSAL/Salfi
Callipo Sempreboni Sparacino |
FLP
Cefalo Patricelli |
Al Vice Direttore Vicario
Al Direttore del Personale
Al Responsabile Ufficio Relazioni sindacali
Agenzia delle Dogane e dei Monopoli
ROMA
Roma 28 settembre 2017
Oggetto: Richiesta di incontro urgente.
Le scriventi OO.SS. in considerazione della assoluta, inderogabile necessità che le procedure di progressione economica entro le aree – come concordate lo scorso 23 giugno – si concludano entro il corrente anno, richiedono la convocazione urgente di un incontro, sulla base degli impegni assunti allora tra le parti, per la definizione e l’attivazione, tramite la pubblicazione del Bando, dell’iter concorsuale.
Le scriventi chiedono che all’ordine del giorno dell’incontro venga prevista altresì la ripartizione delle quote ex comma 165 – recentemente stabilite con Decreto del Ministro dell’Economia e delle finanze – ciò anche in relazione alla necessità di attivare le ulteriori procedure di progressione economica entro le aree, oggetto di intesa tra le parti lo scorso 23 giugno.
In considerazione dei motivi d’urgenza sopra richiamati le scriventi si rendono disponibili alla richiesta convocazione fin da subito.
FP CGIL CISL FP UIL PA CONFSALSalfi FLP
Boldorini Fanfani Procopio Fici Cefalo
Iervolino Diodati Veltri Sperandini
Toscano
Sempre più dipendenti pubblici vengono messi in mobilità da un’Amministrazione pubblica ad un’altra e quando non è possibile per carenza di posti in organico, si ricorre all’istituto della messa in disponibilità.
Illustriamo gli aspetti pensionistici e previdenziali connessi facendo riferimento anche alla recente circolare Inps n. 114 del 13 luglio 2017 secondo quanto previsto dagli articoli 33 e ss. del d.lgs. n.165/2001 e leggi successive.“E’collocato in disponibilità il lavoratore che non sia possibile impiegare nell’ambito della stessa amministrazione e che non possa essere ricollocato presso altre amministrazioni nell’ambito regionale, ovvero che non prende servizio presso la nuova amministrazione di destinazione. Dalla data di collocamento in disponibilità il rapporto di lavoro è sospeso e il lavoratore ha diritto ad un’indennità pari all’80 per cento dello stipendio, per la durata massima di ventiquattro mesi.” Tale limite può essere aumentato fino a 48 mesi laddove il personale collocato in disponibilità maturi entro il predetto arco temporale i requisiti per il trattamento pensionistico (art. 2, comma 12 del decreto legge 6 luglio 2012, n. 95). “I periodi di godimento dell’indennità sono riconosciuti ai fini della determinazione dei requisiti di accesso alla pensione e della misura della stessa. E’ riconosciuto anche il diritto all’assegno per il nucleo familiare se spettante.”
Obblighi contributivi per il personale collocato in disponibilità
L’amministrazione di appartenenza, oltre ad erogare al lavoratore l’indennità spettante, è tenuta a corrispondere gli oneri sociali relativi alla “retribuzione goduta al momento del collocamento in disponibilità. ” Il personale collocato in disponibilità conserva per tutto il periodo (fino alla risoluzione del rapporto di lavoro ovvero fino alla ricollocazione) le iscrizioni contributive possedute all’atto del collocamento in disponibilità. L’obbligo di corrispondere gli oneri sociali da parte dell’amministrazione di appartenenza, determina la valutabilità dei periodi anche ai fini del TFS/TFR.
Per quanto riguarda il TFS ed il TFR, la contribuzione va commisurata agli emolumenti percepiti all’atto del collocamento in disponibilità riconosciuti utili ai fini previdenziali dalle norme specifiche, fatti salvi eventuali benefici economici derivanti dal mero decorso dell’anzianità di servizio. L’onere contributivo, comprensivo della quota a carico del lavoratore, resta a totale carico dell’amministrazione di provenienza. Nel caso in cui il lavoratore sia trasferito presso un’altra amministrazione, i contributi sono pagati dalla nuova amministrazione.
Calcolo della pensione
Per la liquidazione del trattamento pensionistico di un lavoratore che matura il diritto a pensione durante il periodo di disponibilità, ai fini del calcolo delle quote di pensione con il sistema retributivo (Quota A e Quota B) deve essere presa in considerazione, infatti, la retribuzione teorica annua alla cessazione dal servizio con riferimento ai soli emolumenti aventi le caratteristiche di fissità e continuità (articoli 15 e 16 legge n. 1077/1959) ovvero, per il personale iscritto alla CTPS ( Cassa Stato), con riferimento ai soli emolumenti previsti dalla legge (articolo 15 legge n. 177/1976) che ricomprendono anche la retribuzione accessoria a partire dal 1° gennaio 1996. Mentre la quota di pensione contributiva (anzianità maturate dal 1° gennaio 1996 o dal 1°gennaio 2012) viene determinata sulla base degli elementi retributivi oggetto della contribuzione da parte dell’amministrazione pubblica.
In allegato la circolare GDAP 0306804 del 28/09/2017 sull’oggetto sopra indicato.
FP CGIL NAZIONALE
Massimiliano Prestini
DICIAMO NO ALLA CHIUSURA DEI SASN
NESSUN RISPARMIO SULLA SALUTE DEI CITTADINI
La vicenda di questi giorni, che ha visto il Ministero della Salute procedere alla disdetta del contratto per la sede SASN di Roma, alla chiusura imminente della sede SASN di Trapani e a quella programmata per la sede SASN di Savona, senza alcun preavviso e informazione sia alle OO.SS di Ministero che allo stesso Comitato degli Assistiti, è un chiaro segnale di ridimensionamento di un servizio essenziale per i lavoratori del trasporto aereo e marittimo.
Un segnale che paradossalmente arriva dal Ministero che ha come compito istituzionale la tutela della salute dei cittadini e che invece rinuncia esplicitamente a tutelare quelli che fruiscono dell’unico servizio che il Ministero gestisce direttamente.
Appaiono risibili ed ingiustificabili le stesse motivazioni addotte: la sede di Roma viene chiusa per effetto dell’abbattimento dei fitti passivi, ed allo stesso tempo si pensa di sopperire alla chiusura tramite convenzioni con enti esterni: una già sottoscritta con l’Aeronautica Militare e l’altra in itinere con l’Università di Tor Vergata.
Il servizio SASN di Roma verrà, nelle intenzioni del Ministero, trasferito nelle sedi di Ostia e Fiumicino, del tutto insufficienti, non a norma e palesemente inadatte a gestire una struttura poliambulatoriale. In questo modo 18mila assistiti saranno costretti a rivolgersi ad enti diversi per avere una assistenza sanitaria prevista dalla legge, mentre una struttura che offriva un servizio qualitativo all’utenza, incassando 150 mila euro di proventi da ticket viene chiusa sulla base di un costo annuale di180 mila euro. Un rapporto costi benefici del tutto residuale, una logica sparagnina che ancora una volta si abbatte sui servizi diretti ai cittadini, in questo caso lavoratori in servizi pubblici essenziali.
Per questo motivo FP CGIL, CISL FP e UIL PA ribadiscono la loro ferma contrarietà a questa operazione, ritengono che la stessa investa precise responsabilità politiche, chiedono l’immediato ritiro di queste misure ed il contestuale avvio del confronto con la Direzione politica del Ministero al fine di valutare opzioni alternative che garantiscano il mantenimento ed il rafforzamento degli standard dei servizi e della loro qualità, come ad esempio l’utilizzo dei spazi esistenti nella sede centrale di viale Ribotta per l’allocazione dei servizi ora erogati a Villa Belardi, e riunificazione delle sedi SASN di Trapani e Savona con i corrispondenti uffici USMAF delle medesime città.
In caso contrario si valuteranno le opportune iniziative conseguenti di mobilitazione e sensibilizzazione dell’opinione pubblica contro l’ennesimo grave attacco alla salute dei cittadini.
Roma,27 settembre 2017
FPCGIL CISL FP UILPA
Proclamazione dello stato di agitazione presso il Comando Provinciale dei Vigili del Fuoco di Matera. Richiesta di avvio procedura di conciliazione amministrativa
ai sensi della legge 146/90 e ss.mm. e II.
Nella giornata di eri siamo stati convocati dai Vertici dell’Istituto per una breve illustrazione dei contenuti del progetto dell’Amministrazione volto a creare un nuovo profilo professionale, denominato “Analista di processo – Consulente professionale”, riconducibile all’ area C ed al quale collegare la prossima emanazione del bando di concorso pubblico per nuove assunzioni (i numeri iniziali saranno di 365 unità alle quali si dovrebbero aggiungere circa 700 posti per la cui autorizzazione sono state attivate le procedure amministrative presso i competenti ministeri).
Nel corso dei nostri interventi abbiamo evidenziato tre profili di criticità:
una questione di metodo che attiene alla procedura da seguire per la creazione del nuovo profilo professionale in quanto riteniamo, in linea con il nostro CCNL, che l’istituzione di nuovi profili professionali non possa essere espressione di un atto unilaterale dell’Amministrazione, ma debba essere preceduta da un accordo, in sede di contrattazione integrativa, che dovrà regolare anche l’accesso per il personale già in servizio all’ istituendo profilo, integrando in questo modo la disciplina sui cambi di profilo, recentemente rivista con uno specifico verbale di intesa lo scorso mese di luglio;
una questione di merito in quanto non è stato ancora chiarito dall’ Istituto il contesto organizzativo e funzionale nel quale si inserisce la nuova figura professionale con i contenuti sinteticamente descritti nel documento consegnatoci; in sostanza manca ad oggi il preannunciato modello di servizio che dovrà ridisegnare la modalità di interazione tra l’Inps e la sua utenza dando una collocazione funzionale ed organizzativa al nuovo profilo: senza tale atto si rischia di creare una figura professionale “decontestualizzata”;
ultima, non certo per importanza, questione sollevata attiene alla necessità, per noi imprescindibile, di attivare percorsi di progressione verticale, i passaggi di area, per i colleghi in considerazione delle nuove prospettive offerte dal Decreto Legislativo n.75 del 25 maggio 2017, uno degli ultimi decreti della Riforma Madia, che prevede la possibilità, in rapporto al fabbisogno di personale, nell’ arco del triennio 2018/2020, di promuovere selezioni interne per i passaggi di area sino a ieri legati esclusivamente al meccanismo della riserva eventualmente inserita nel bando del concorso pubblico.
Il 29 settembre proseguirà il confronto sui contenuti del nuovo profilo professionale e si affronterà, come da noi richiesto, la questione del nuovo modello di servizio che dovrebbe essere presentato dalla Delegazione di parte datoriale.
FP CGIL/INPS CISL FP/INPS UIL PA/INPS
Matteo Ariano Paolo SCILINGUO Sergio CERVO
Si è svolto in data 26 settembre 2017 il sesto incontro del tavolo di trattativa per il rinnovo del CCNL Federcasa. il confronto ha registrato qualche passo avanti, ma ancora troppo timido se raffrontato alla durata della trattativa. Il principale elemento di novità, il fatto che la controparte ha rinunciato alla richiesta di aumento dell’orario settimanale da 36 a 38 ore, non appare sufficiente alla luce delle rigidità ancora registrate su altri importanti temi, in primis rispetto al tema degli scatti di anzianità.
Le OO.SS. hanno chiarito che:
l’aumento salariale non può essere inferiore ai 60 in B1 euro non triennio, ma anzi deve essere integrato; oltre a quella sull’orario, vanno rimosse le preclusioni su questioni quali gli scatti d’anzianità, riduzione maggiorazioni straordinario, la nuova formulazione della declaratoria sui quadri, ecc. si può ricorrere a strumenti, quali la previdenza e il welfare aziendale, per aumentare l’impatto economico del rinnovo.
Nel seguito del confronto la delegazione trattante di parte datoriale ha poi fatto ulteriori precisazioni: in merito all’aumento di 60 euro in B1, la delegazione di parte datoriale necessita di un ulteriore passaggio con i rappresentati degli enti che non ci sono preclusioni sulla proposta di un aumento della percentuale di contributo al fondo previdenziale che è possibile ritirare la proposta sulla riduzione delle maggiorazioni dello straordinario, ma a patto che venga introdotta una diversa (e minore) maggiorazione per lo “straordinario da remoto” in merito al tema del welfare si riserva di fare un approfondimento sugli accordi raggiunti in altri comparti sulle declaratorie dei quadri la delegazione datoriale è disponibile a chiarire meglio la formulazione proposta con particolar riferimento al problema delle indennità la delegazione di parte datoriale mantiene ferme le formulazioni proposte per scatti di anzianità e permessi sindacali.
Il confronto è poi proseguito per valutare se ci fossero altri margini di convergenza, ma senza fare approfondimenti su altre questioni oltre a quelle richiamate. Le OO.SS. hanno inoltre anticipato che faranno pervenire a Federcasa una nota con cui le si chiede di sollecitare il pagamento dell’indennità di vacanza contrattuale da parte degli enti e delle aziende che non abbiano già provveduto. Il tavolo si è aggiornato al 25 ottobre 2017.
Per la FP Cgil Area Funzioni Locali
Alessandro Purificato
Roma, 27 settembre 2017
Al Segretario Generale
della Avvocatura dello Stato
Ruggero De Martino
Le scriventi OO.SS. chiedono alla S.V l’avvio della contrattazione relativa alla distribuzione della retribuzione accessoria per l’anno 2017.
Si resta in attesa di un sollecito riscontro.
FPCGIL CISL FP UILPA
Grieco Nuccetelli Capezzone
“Investire su lavoratori a partire dal rinnovo del contratto”
Roma, 28 settembre – “Donne in piazza per difendere il diritto alla interruzione volontaria di gravidanza. Ad ormai 40 anni di distanza dall’approvazione della legge 194, le donne sono ancora costrette a fatiche, dolore, migrazioni per veder riconosciuto un diritto faticosamente conquistato e ancora non realmente esigibile per l’elevatissimo numero di obiettori di coscienza che opera nei servizi pubblici”. Così la segretaria nazionale della Funzione Pubblica Cgil, Cecilia Taranto, in occasione della giornata di azione internazionale per l’aborto sicuro.
Si registra un elevato numero di obiettori che, osserva Taranto, “chiamano tutte le Istituzioni pubbliche e la politica ad un serio e profondo cambio di rotta nell’organizzazione e nella gestione dei servizi pubblici, e non solo dei reparti ospedalieri, ma anche dei servizi territoriali, dei consultori, che sono i luoghi dell’educazione sessuale e della prevenzione”.
La Fp Cgil ribadisce quindi “con forza il diritto delle donne all’autodeterminazione, a luoghi accoglienti e sicuri dove poter anche interrompere la gravidanza, e con altrettanta forza rivendichiamo il diritto dei lavoratori e delle lavoratrici ad operare in sicurezza, con dotazioni organiche adeguate, ed il loro diritto a veder rinnovato un contratto che è scaduto da ormai 9 anni. La qualità del lavoro è la qualità del servizio: impoverendo il lavoro si svalorizzano i servizi. E chiediamo di assumere medici non obiettori, e di affidare a medici non obiettori compiti e funzioni di direzione, a garanzia dell’applicazione della legge”, conclude Taranto.
Si è svolto in data 26 settembre 2017 il sesto incontro del tavolo di trattativa per il rinnovo del CCNL Federcasa. il confronto ha registrato qualche passo avanti, ma ancora troppo timido se raffrontato alla durata della trattativa. Il principale elemento di novità, il fatto che la controparte ha rinunciato alla richiesta di aumento dell’orario settimanale da 36 a 38 ore, non appare sufficiente alla luce delle rigidità ancora registrate su altri importanti temi, in primis rispetto al tema degli scatti di anzianità.
Le OO.SS. hanno chiarito che:
l’aumento salariale non può essere inferiore ai 60 in B1 euro non triennio, ma anzi deve essere integrato; oltre a quella sull’orario, vanno rimosse le preclusioni su questioni quali gli scatti d’anzianità, riduzione maggiorazioni straordinario, la nuova formulazione della declaratoria sui quadri, ecc. si può ricorrere a strumenti, quali la previdenza e il welfare aziendale, per aumentare l’impatto economico del rinnovo.
Nel seguito del confronto la delegazione trattante di parte datoriale ha poi fatto ulteriori precisazioni: in merito all’aumento di 60 euro in B1, la delegazione di parte datoriale necessita di un ulteriore passaggio con i rappresentati degli enti che non ci sono preclusioni sulla proposta di un aumento della percentuale di contributo al fondo previdenziale che è possibile ritirare la proposta sulla riduzione delle maggiorazioni dello straordinario, ma a patto che venga introdotta una diversa (e minore) maggiorazione per lo “straordinario da remoto” in merito al tema del welfare si riserva di fare un approfondimento sugli accordi raggiunti in altri comparti sulle declaratorie dei quadri la delegazione datoriale è disponibile a chiarire meglio la formulazione proposta con particolar riferimento al problema delle indennità la delegazione di parte datoriale mantiene ferme le formulazioni proposte per scatti di anzianità e permessi sindacali.
Il confronto è poi proseguito per valutare se ci fossero altri margini di convergenza, ma senza fare approfondimenti su altre questioni oltre a quelle richiamate. Le OO.SS. hanno inoltre anticipato che faranno pervenire a Federcasa una nota con cui le si chiede di sollecitare il pagamento dell’indennità di vacanza contrattuale da parte degli enti e delle aziende che non abbiano già provveduto. Il tavolo si è aggiornato al 25 ottobre 2017.
Per la FP Cgil Area Funzioni Locali
Alessandro Purificato